january 27th, Day of Memory

27 gennaio, giorno della memoria.                             please scroll down for english text

Era il 27 gennaio 1945 quando le truppe Sovietiche dell’Armata Rossa marciando verso Berlino arrivarono nella città polacca di Oświęcim , scoprendo il dramma del tristemente conosciuto  campo di concentramento di Auschwitz e restituendo la libertà ai pochi sopravvissuti. Nell’anno 2000 il Parlamento Italiano ha riconosciuto con la legge 211 il 27 gennaio come “Giorno della Memoria” per non dimenticare le vittime della Shoah ed evitare che simili tragedie si ripetano in futuro. E noi non dobbiamo ignorare tutti gli altri genocidi nel mondo.

On january 27th 1945 the Sovietic troops of the Red Army arrived in the polish town of Oświęcim, discovering the drama of the sadly known concentration camp of Auschwitz and giving back the freedom to the few survivors. In the year 2000 the Italian Parliament with the law N° 211 defined the january 27th  “Giorno della Memoria” which can be translate as Day of Memory in order not to forget the victims of the Shoah. And we must not ignore all the other genocides in the world. 

Io desidero  onorare questa data con alcune foto scattate a Berlino l’estate del 2009.

I desire to honour this date with a few photos I took in Berlin during the summer 2009.

Max Liebermann grave, Jüdischer Friedhof Prenzlauer Berg, Berlin, august 2009

Max Liebermann grave, Jüdischer Friedhof Prenzlauer Berg, Berlin, august 2009

Max Liebermann, era un celebre pittore berlinese esponente dell’ Impressionismo tedesco cui il regime nazista proibì di dipingere ed esporre in quanto ebreo. Alla vista dei nazisti che entravano dalla porta di Brandeburgo commentò  “La mia voglia di vomitare è superiore alla quantità di cibo che riesco a digerire” in tedesco “Ich kann gar nicht so viel fressen, wie ich kotzen möchte“. Max morì nel 1935 ed è sepolto nel Cimitero Ebraico di Prenzlauer Berg a Berlino. Fosse solo per il coraggio nel pronunciare quelle parole, la sua tomba merita un omaggio. Il cimitero rivestito di edera è particolarmente tranquillo, andateci. Gli uomini devono coprirsi il capo.

Max Liebermann was famous a painter who contributed to initiate the German School of Impressionism. As a Jew he was forbidden by the Nazis to paint and his work was removed from museums.  While watching the Nazis celebrate their victory by marching through the Brandenburg Gate, Liebermann  commented: “I cannot eat as much as I would like to vomit”, in german “Ich kann gar nicht so viel fressen, wie ich kotzen möchte” . Because of the courage in pronouncing these words his grave should be visited. The cemetery, full of ivy and peace is a very quiet place, please go. Men must cover their head.

Jüdischer Friedhof Prenzlauer Berg, Berlin

Jüdischer Friedhof Prenzlauer Berg, Berlin, aug 2009

Nel 2005 è stato inaugurato nei pressi della Porta di Brandeburgo  il Monumento per le Vittime dell’Olocausto, progettato da Peter Eisenman e formato da 2711 piloni di calcestruzzo. Un centro di documentazione sotterraneo completa l’insieme. Il motto è stato preso in prestito da Primo Levi lui stesso un sopravvissuto  ” E’ accaduto una volta e potrà accadere ancora”.

Memorial to the Murdered Jews of Europe, Berlin

Memorial to the Murdered Jews of Europe, by Peter Eisenman Berlin

Near the Brandenburger Tor in the year 2005 was unveiled the Memorial to the Murdered Jews of Europe by Peter Eisenman and which consists of 2711 concrete pylons. An underground center of documentations completes the complex. As Primo Levi, himself a survivor of the Holocaust said “It happened once and it could happen again”.

Questa è una giornata importante, il mio è solo un piccolo contributo. Ma viene dal cuore.

This it is an important day. Mine is only a small contribution. But it comes from my heart. 

Come al solito potetet cliccare sulle foto per ingrandirle.

As usual you can click on the photos to enlarge them. 

There are postcards on my desk

Ci sono cartoline sul mio tavolo              Please scroll down for english text, thank you

Siamo seduti di fronte al nostro computer, clicchiamo un paio di volte e le nostre mail ci appaiono, ben ordinate nella nostra casella in. E’ bello, comodo. A volte rispondiamo subito, a volte rimandiamo. Qualche volta non rispondiamo affatto. Oramai sono diventate attività quasi automatiche. Già, ma comunicare non comporta anche un poco di emozione?

We are sitting in front of our computer and with a few clicks we see our mails. It’s nice, easy. Sometimes we answer soon, sometimes later. Sometimes we do not answer at all. These are now almost automatic activities. Ok, but does not communication involves emotion as well?

Usciamo con la nostra macchina fotografica, batterie cariche e card inserita. Qualche cosa ci interessa e scattiamo delle foto. Torniamo a casa e scarichiamo le foto nel computer e diamo una rapida occhiata.  Anche questa è diventata un’operazione quasi automatica. Ma fotografare non vuol dire soprattutto comunicare ?

We go out with our photo camera, batteries are charged and the card is empty. If there is anything interesting we take a few pictures. Back home we download our photos in the computer and give a quick look. This is as well become an almost automatic operation. But making photographs does not mean above all communicate? 

Quando torno a casa di solito guardo nella cassetta delle lettere, pubblicità e fatture. Non è molto …emozionante. Ma ultimamente è diventato emozionante. Perchè negli ultimi giorni ho ricevuto circa 20 cartoline ! Da tanti paesi del mondo, vicini e lontani! Svizzera, Italia, Germania e Gran Bretagna e USA (California, Washington, North Carolina, Pennsylvania solo per citarne qualcuno).

postcards from RangeFinderForun friends, jan 2012

postcards from RangeFinderForum friends, jan 2012

When I come back home I usually look in the mail box , advertising and invoices. Not really exciting! But lately it became exciting. Because in the last few days I received about 20 post cards! From many places around the world, near and far away. Switzerland, Italy, Germany and United Kingdom in Europe, But many from the USA (California, North Carolina, Pennsylvania just to name a few ones).

postcards from RangeFinderForum friends, jan 2012

postcards from RangeFinderForum friends, jan 2012

E’ un poco come quando esci con una macchina fotografica con una pellicola dentro (lo so, roba d’altri tempi, certi amici mi chiamano filmosauro!) torni a casa e prima di vedere le foto devi almeno sviluppare la pellicola. Il procedimento crea interesse e quando vedi il risultato provi emozione. Già ma quale è il legame fra le cartoline che ricevo e la fotografia con pellicola? Semplice, si chiama RFF = Range Finder Forum. E’ un forum internet di appassionati di macchine fotografiche a telemetro che io frequento volentieri con il nickname Robert Blu e dove fra una quarantina di amici ci siamo scambiati gli indirizzi, abbiamo fatto stampare cartoline da una nostra foto e le abbiamo spedite a tutti gli altri.

My Voitglander Bessa R, Rangefinder camera, jan 2012

My Voitglander Bessa R, Rangefinder camera, jan 2012

It is a little like when you go out whit a film camera (I know, it is something from other times, sometimes friends call me filmosaur) we take photos and when back home before to see something we must at least develop the film. The process creates interest and when you see the result you feel emotion. But where is the connection between the postcards I receive and taking photos with a film camera? Easy, it is called RFF = Range Finder Forum. It is an internet forum (where I’m member with nickname Robert Blu) and where a group of about 40 friends exchanged their post addresses, printed post cards from one of their photos and send them to  the other ones.

Spesso pensiamo che le attività via Internet siano una cosa troppo “virtuale” un poco fuori dal mondo reale. Ma le cartoline sul mio tavolo sono reali e devo ringraziare gli amici di RFF per questa idea, forse la più fantastica di quelle viste in rete. Un’idea che aggiunge un po’ di emozione alla mia vita! Bello! Grazie, amici di RFF!

We oft think the activities in Internet are something too “virtual” and far from the real world. But the postcards on my desk are real and I have to thank the friends of RFF for this idea, probably the most fantastic idea I saw in the net. An idea which adds emotion to my life! It’s nice! Thank you my RFF friends!

Per chi si interessa alle attrezzature la macchina nella foto è la mia Bessa R con obiettivo Heliar 50mm F=2  Annyversary Edition. Le foto che appaiono in questo post sono scattate con una macchina digitale.

For the ones more interested in the gear the camera in the photo is a Voitglander Bessa R with an Heliar 50mm F=2 Annyversary Edition lens. The photos in this post have been made with a digital camera. 

stop censorship

Stop Censorship : Il nastro con la scritta “stop censorship” si riferisce alla protesta in corso negli USA contro il tentativo di varare una legge che limiterebbe le libertà di espressione nel web.

E’ un rischio non solo americano. Facciamo attenzione. Tutti.

Guardate questo video (sottotitoli in italiano, nel riquadro con scritto English premere sul triangolo bianco e selezionare la lingua italiana) .

“Stop Censorship” is part of a protest to defend the freedom in the web. Please look at this video (captions in various languages to be selected in the caption box). This is a danger not only for the USA and we should pay attention.  

My diptychs, more experiments…

I miei dittici, altri esperimenti…                    Scroll down for english text please

Kilometro zero non è solo un progetto, è un contenitore per le mie idee a distanza di camminata! Perchè camminare aiuta a liberare i pensieri. Pertanto sotto questa denominazione inserisco  anche le sperimentazioni che derivano da queste idee. La visione negli ultimi mesi del blog Diptychs di Camille & Natalia mi ha fatto spesso pensare a questa possibilità. Questa settimana ho cercato di fare attenzione a come la mia città cambia dalla periferia al centro.

Alla periferia nord c’è una complessa struttura che permette a ciclisti e pedoni di attraversare uno svincolo automobilistico senza essere investiti dalle auto. Come camminatore l’apprezzo molto, come fotografo è interessante ma non facile.  Da qui parte un viale con una serie di palazzi, che una volta erano anche  eleganti. Ci sono alcuni negozi per chi non ama visitare i centri commerciali fuori città.

editing the "km zero project" jan, 2012

Ma quando cammino amo anche osservare i muri ed ascoltare le storie che mi raccontano, con i loro manifesti stracciati, le loro crepe, le ombre che raccolgono.

Kilometer zero is not only a project, but a container for my “walking ideas”. Yes, because when I walk my ideas have more freedom. Therefore under this denomination there are also the experiments derived by these ideas. The vision in the last few months of the blog Diptychs by Camille & Natalia let me think about this visual possibility. This week I tried to focus my attention on how my town changes from the surrounding toward the center. At the north side there is since a few years a complex structure built in order to let cyclists and pedestrians  cross a complex intersection without being run over by the cars.

As a walking man of course I appreciate it and as photographer I find it interesting, but difficult. From there a “boulevard” goes to the center, on the sides old styled buildings and a few shops for the people who do not like to drive to the big malls out of the city. But when I walk I love to pay attention to the walls and the stories they are telling me with their old posters, their cracks, the shadows projected on them.

Busto Arsizio, dittico-2, 5 ponti

Diptych 1, jan 2012 click to enlarge

dittico-3, busto arsizio

Diptych 2, jan 2012 click to enlarge

dittico-1, busto arsizio

Diptych 3, jan2012 click to enlarge

Commenti benvenuti                                                             Comments are welcome

Today a small experiment

Oggi un piccolo esperimento           please scroll down for english text

8299 sono i passi segnati dal pedometro oggi, fra 7 e 8 km, circa 350 Kcal  Kcal bruciate e tante fotografie scattate. Non male coniugare salute e passione.  Oggi però propongo un piccolo esperimento un’immagine sulla quale sono intervenuto in postproduzione per ottenerne una versione particolare. Infatti sto valutando se fra il materiale che sto raccogliendo ci sia qualche cosa che si presti ad una serie “sperimentale” in modo da spezzare il ritmo del lavoro finale. Per ora è una piccola ricerca personale a metà fra il gioco e…il lavoro serio! Commenti sono come sempre graditi. Grazie e ciao.

8299 are the steps counted on my pedometer today. More or less between 7 and 8 km,  around 350 Kcal burned and many photographs shots. It’s not bad to put together health and passion. But my proposal today is a small experiment. It is an image on which I worked in post production to obtain something different. Actually I’m evaluating if among the material I’m preparing there is the possibility for a small “experimental” series in order to break to rhythm of the general work. By now it’s only a small personal research between playing and working seriously! As always your comments and suggestions are welcome. Thanks and ciao.

experiment N ° 1 busto arsizio, 2011

Christmas time is over at km zero.

Tempo di Natale finito al km zero.          Please scroll down for english text.

Natale è alle spalle, ma qualche piccolo segno è ancora visibile durante le mie passeggiate. Questo mi lascia un senso di malinconia…

Christmas time is over, but still a few traces are visible during my daily walk. This leave me a little melancholic…

christmas, santa

A lonely Santa... jan. 2012

Kai Löffelbein: UNICEF Photographer of the Year Award Winner

Kai Löffelbein: vincitore del concorso UNICEF fotografo dell’anno.              

1° Prize Kai Löffelbein, Deutschland - Student of the Fotografie Hochschule Hannover

„Kai Löffelbein / UNICEF-Foto des Jahres 2011“

Ghana: esportare gli scarti in Africa. E’ il titolo del reportage di Kai Löffebein, studente della Scuola di Fotografia di Hannover sul trasferimento molte volte illegale degli scarti dell’industria elettronica in paesi più poveri del nostro. Reportage che gli è valso il premio UNICEF Fotografo dell’Anno, concorso sponsorizzato da Leica Camera AG e svolto dall’anno 2000 sotto l’egida di UNICEF Germania e della rivista GEO.   In Ghana,vicino alla capitale Accra esiste un posto chiamato Agbogbloshie dove bambini dai sei anni in su ed adolescenti smontano computer, telefoni cellulari, televisori ed altri articoli elettronici . Questi vengono spesso bruciati per separare il rame dei cavi dal loro rivestimento plastico. Piombo, cadmio, zinco, cromo, nichel ed altre sostanze tossiche vengono emesse e respirate con conseguenti danni al sistema nervoso. La maggior parte dei lavoratori ha fra i 12 ed i 30 anni e lavora 10-12 ore al giorno per meno di 20 Dollari US al mese.   Inoltre la contaminazione del suolo è particolarmente grave se pensiamo che questa discarica è vicina ad una dei principali mercati alimentari della città.  Kai Löffebein ha documentato questo complesso problema conquistandosi con pazienza giorno dopo giorno la fiducia di questi lavoratori. Ed è rimasto impressionato dall’energia e ottimismo espressa da questi ragazzi e bambini nonostante la loro dura vita.

Tutti noi adoperiamo computer ed altri apparati tecnologici, le nostre vite e professioni sono diventate impensabili senza questi strumenti, ma forse qualche volta possiamo pensare se quella nuova versione o quel nuovo accessorio ci servono veramente.

Una articolo più dettagliato e altre fotografie di questo reportage le potete trovare sul in questo articolo del Leica Camera Blog, sul questo sito UNICEF e sul sito di Kai Löffelbein. Consiglio vivamente una visita e credo che Kai sia un fotografo interessante da tener d’occhio.

Kai Löffebein, student of the Photography School of Hannover recently won the UNICEF Photographer of the Year Award where Leica Camera was a sponsor. The interesting photo reportage about a toxic waste dump called Agbogbloshie, situated near Accra, the capital of Ghana where many tons of electronic waste end their life can be seen here in this post on The Leica Camera Blog. You can also visit  this UNICEF site and the Kai Löffelbein site for more pictures and an excerpt from Kai’s speech, which underlines the consequences of the shipment of tens of thousands tons of electronic waste to Africa. I do really suggest a visit for  real interesting information. I do really think Kai is an interesting photographer worthwhile to follow. 

The passion and the (Impossible) 365 project

 La passione ed un (Impossible) 365 progetto.     Please scroll down for english text.

Forte. Viscerale. Indomita. E’ la passione per la fotografia che anima molti fotografi. Nate Matos è uno di questi. Credo che per lui la fotografia sia molto più di una professione. Lo dimostra questo progetto da poco terminato per il quale lo scorso anno ha scattato ogni giorno una fotografia istantanea, con le pellicole di Impossible Project, società che sta mettendo molta energia per riempire il vuoto lasciato da Polaroid.  Oggi desidero condividere con voi questo video del suo lavoro. Guardatelo, c’è della poesia in questo piccolo audiovisivo! E non dimenticate di mettere in funzione gli altoparlanti…

Strong. Visceral. Indomitable. It is the passion for photography which inspires many photographers. Nate Matos is one of these. I believe for him photography is much more than a profession. This is demonstrated by this project he just finished, a project for which he shoot a photo a day with an instant development film by the Impossible Project company which is making a big effort to fill the void left by Polaroid.Today I desire to share with you this video from his work. Please enjoy it, there is poetry in this audiovisual work. And please do not forget to turn your loudspeaker on…

Project km zero: new thoughts and a few photos

Progetto km zero: qualche pensiero e qualche foto.  

                            Scroll down for english text, please.

Di come è nato questo progetto ho già parlato qui e qui. Come ricerca personale volevo evitare di collezionare istantanee casuali e nelle ultime passeggiate fotografiche ho cercato di pensare alla lista di soggetti che mi interessano fra le quali ci sono le gru. Questo mi confonde un poco. In tempi difficili come questo con recessione economica e lo spettro della disoccupazione  dietro l’angolo le gru potrebbero essere viste come qualche cosa di positivo: si costruisce e si lavora, quindi ci sono posti di lavoro. Per qualche famiglia può essere importante.

I already spoke here and here about how this project borned. As a personal research I desire to avoid just a collection of snapshots.  During my last photographic walks I tried to think about my list of interesting things to be photographed. Among these are the cranes. But this is confusing me a little. In times like now with an economic recession not so far away and unemployment spectre around the corner the cranes could be seen as something positive. There are works in progress therefore there is need of manpower. For some families this could be very important. 

D’altra parte questo significa ulteriore consumo del suolo. Più cemento e meno zone verdi. Minor ricambio d’aria in città, più caldo in estate. E questo non va tanto bene. Il costruire continuamente ed ovunque diventa un problema a volte.

On the other side this means more ground consumption. More cement and less green areas. Less air circulation and more heat in summer. And this is not really good. Overbuilding is a problem, sometimes.

Nella mia città ci sono tante gru. La loro forma quando si staglia contro il cielo blu si presta a fotografie con un forte contenuto grafico. E allora diventano anche belle! Ma anche gli alberi si ergono nel cielo. Mi piace immaginare gli alberi come un collegamento fra la terra ed il cielo.

In my town there are many cranes. Their shape against a blue sky brings to strong graphic pictures. So they even become nice! But also the trees grow agains the sky. I like to think of trees as a connection between the earth and the sky.

E allora? Per ora fotografo, al momento della selezione penserò a come gestire queste immagini. Come sempre ogni commento è benvenuto, thanks.  So what? Now I just take the photos, later in the editing stage I’ll decide what to do with these images. As always any comment is welcome, grazie!