Story of a photo: spheric

Storia di una foto: sferica.                                   please scroll down for english text

La sfera, la perfezione geometrica. Ricca di significati e simbolismi. In geometria, nella filosofia, nella storia, nell’arte. Troviamo la sfera nelle culture dei vari popoli. In passato se ne sono occupati Pitagora, Platone ed Aristotele. Tutti noi, bambini o adulti l’abbiamo adoperata per giocare. E tutti noi abbiamo una nostra “sfera personale” di affetti, interessi, amicizie. Nel 2010 il gruppo fotografico di cui faccio parte era stato invitato a partecipare ad una manifestazione dal titolo “SFERICA” in cui artisti di vari discipline avrebbero interpretato il tema della sfera. Noi fotografi dovevamo preparare un’immagine sul tema, unico limite il formato quadrato.

Interessante proposta, ma come tutte le cose interessanti impegnativa. All’inizio avevo pensato ad una foto del mio archivio che mi sembrava valida: oltre alla sfera c’era la presenza umana.

sphere with a man

 Un uomo che corre verso non si sa cosa (o forse fugge?) senza vedere la perfezione della sfera vicino a lui. Tanti di noi corrono verso qualche cosa.

The sphere, the geometric perfection. Full of meanings and symbolisms. In geometry, philosophy, history, art. We find the sphere in the culture of many peoples. In the past it has been studied by Pythagoras, Plato and Aristotle. We all, as child or as grown-up used a spheric ball to play. And we all have our own “personal sphere” with affections, interests and friends.

In the year 2010 the photo group where I’m a member has been invited to take part in a show whose title was “SPHERIC” and in which artists from different disciplines could propose their own vision of the sphere. As photographers we were ask to prepare a square image about, no other limitation or suggestion. 

It was an interesting proposal, but as all the interesting things it was quite demanding. First I look for one photo from my archive: I found interesting the man running (escaping?) towards anything we do not know without noticing the perfect sphere near him (in those days we are all running!). 

Quando mi viene chiesta una foto per qualche cosa importante non amo pescare dall’archivio, mi piace pensare al tema e lavorarci sopra. Scartato l’uomo che corre avevo pensato a due mani che tenessero una sfera. Mi sembrava che la perfezione della sfera come figura geometrica bene si adattasse alla perfezione dello strumento “mano”. Mi sono procurato un paio di sfere e orfano delle pellicole Polaroid (e non avendo a disposizione una macchina digitale) ho utilizzato il cellulare per un primo test, con mia moglie come modella.

  Certo, a colori non era un gran risultato. Forse in bianco e nero sarebbe stata meglio.  Ho chiesto a mia moglie di indossare una maglia nera ed ho riprovato. Questa volta il risultato, tenendo conto del mezzo  mi è sembrato interessante. Rifacendo la foto con una macchina fotografica “vera” e lavorando con un’illuminazione ideonea e la necessaria post produzione  avrei avuto una bella foto.

Usually when I’m ask a photo for something important I do not like to pick up something from my archive, I prefer to work on the theme and look for an idea. Rejected the running man next idea was two hands with a sphere. The perfection of the sphere and the perfection of the hands as “tool”: great combination. I bought a couple of spheres and, orphan of Polaroid film and with no digital camera I used my mob phone for a quick test, just to evaluate the idea. I must thank my wife for the cooperation! The color photo was all but not good, probably I could have had a better result in black & white. I ask my wife to wear a black jumper and I repeated the photo, using two different spheres. Now the result was promising. Working  with a real camera, with an appropriate lighting and some postproduction could have result in a nice photo .

mob phone test

mob phone test

Marcelino

Fu dopo un paio di giorni che qualche cosa dentro di me scattò. Violentemente. Una bella foto non era sufficiente. In un mondo con problemi ovunque, ambiente compromesso, crisi finanziarie, guerre e fame, violenza ovunque io giocavo con una palla bianca ! E mi beavo della sua bellezza! No, no e ancora no! Volevo una foto che in qualche modo riflettesse questi miei stati d’animo. Ancora alla ricerca di un’idea. Che è arrivata quando ho visto Marcelino. Chi è Marcelino ?  E’ un bambolotto che mia moglie aveva da bambina e in lui ho visto il soggetto della mia foto. Simbolo di quell’infanzia cui tutti i bambini hanno diritto e alla quale stiamo rubando il futuro.  E siccome è senza occhi forse non vede il disastro attorno a noi. Marcelino e la sfera andavano bene, mancava ancora il lato oscuro del nostro mondo. Oscuro? Allora mettiamo uno sfondo nero e per farlo più drammatico aggiungiamo qualche titolo di giornale. Dopo aver sgombrato una parte della mia scrivania, ho utilizzato un vecchio panno nero  e sopra ho messo Marcelino con in mano una sfera bianca. Ritagliati frammenti di giornale li ho incollati sullo sfondo. Spostato un paio di lampade e messo la macchina sul treppiede ho iniziato a scattare. Volevo le scritte sfocate ma ancora leggibili, e scattando su pellicola quindi senza risultato immediato da valutare ho fatto diversi scatti con aperture di diaframma diverse. Il risultato era all’incirca quello che vediamo sotto a sinistra.

one of the first frames with Marcelino

It was a couple of days later when I felt something disturbing inside me. With violence. A nice photo was not what I wanted. Not enough. With so many problems in our world, wars, pollution, financial crisis, violence I was playing with a “nice” white ball? And happy of its beauty? No, no, no again. I wanted a photo which somehow could shows my feelings. I had, once more, to look for an idea. Which came when I saw Marcelino. Who is Marcelino? Marcelino is a doll my wife had when she was a child, and she still has. You can see “him” in my blavatar. I saw him and I saw the main character of my image.  The symbol of that infancy which is a right for all the children. And he’s without eyes, which in a photo can represent an added meaning. Now only the dark side of our world was missing. Dark side? Ok, a black background with some words from a daily newspaper, just to make it more dramatic. After cleaning my desk and putting a black cloth on it I placed Marcelino with the sphere in his hands. With some fragments of newspaper glued to background, I moved a couple of lamps and with my camera on the tripod I began to shoot. I desired the words on the background to be out of focus but still legible and because I mainly use film and cannot chimp I tried different apertures. 

Ma non ero soddisfatto: la foto era troppo semplice, senza mistero. Un bambolotto con una palla in mano ed alcune parole sullo sfondo. Avevo fatto una trentina di scatti ne mancavano 5 o 6 per finire la pellicola. Non so come mi è venuta l’idea ma ho pensato di usare degli specchi per costruire un’immagine più complessa. Specchi che ovviamente non avevo, perciò di corsa in un negozio a comprarne qualcuno, che poi ho attentamente piazzato sul panno nero. E al trentaseiesimo fotogramma la foto che cercavo è arrivata! Sviluppo, scansione post produzione e stampa sono state la fase conclusiva.

But I wasn’t yet satisfied: the photo was too simple, without any mystery. A doll with a ball in his hands and some depressing words in the background. I had already made about thirty photo and only five or six were left. I don’t remember how but I got the idea to use mirrors to make it more complex. Of course I had no available mirrors at home! I went to a shop to buy a couple of mirrors and back home I put, carefully, them on the black cloth. And frame N° 36 was the one I wanted! Film development, scanning, post production and printing have been the next steps.

La sfera di Marcelino - Marcelino's sphere

Translations of the newspapers titles sounds like “woman killed, husband in jail / we can re-born after the tragedy / sorry, we forgotten AIDS

Lo studio era preparato così , the set up was like this:

lo studio

lo studio

 Ripensando alla richiesta di un formato quadrato ho fatto anche delle prove adoperando la rolleiflex, ma non avendo lenti addizionali ho avuto difficoltà a trovare l’inquadratura giusta. Pertanto sono ho fatto stampare la foto scattata in 35mm. Nonostante il forte ingrandimento (90 x 90 cm) ed il taglio del negativo la stampa finale era ok, logicamente con una bellissima nitida grana del film.

Rethinking about the request of the square format I tried also with my (father’s) Rolleiflex. But I had no close-uo lenses and I have not been able to frame as I wanted.  For this reason I used the 35 mm shot. In spite of the crop to squared and the enlargement (final print was 90 x 90 cm) the result was very good, of course with a visible sharp nice film grain.         A few images from the…backstage !  Qualche foto dal backstage !

on the left the print made with the 35mm choice

La mostra “SFERICA” si è tenuta al Castello di Masnago, Va (Italy) dal 27 marzo al 6 giugno 2010. Hanno preso parte 40 artisti, 40 architetti, 40 fotografi e 40 scrittori.

The exhibition “SFERICA” has been held at Castello di Masnago VA, Italy. since march 27th untill june 6th 2010.

40 artists, 40 architects, 40 photographers and 40 novelists took part in it.

4 thoughts on “Story of a photo: spheric

  1. This was amazing. Thank you dear Robert, your photographs so beautiful. They are all so impressive. You really caught what you wanted to do. I am impressed once again. This kind of working with camera, is very new for me. Because you know, I just take pictures the moments where and when I live… But your works made me excited. This is the art photography and philosophically, poetically hit. You did great job. Blessing and Happiness, with my love, nia

  2. Pingback: My projects: a migrant story | the quiet photographer

  3. Articolo interessante, mi piace seguire lo sviluppo di un’idea.
    Molto affascinante e…ottimo risultato!

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