Arles: North Korea, Paris and the subway: Chris Marker.

Arles: La Corea del Nord, Parigi e la metropolitana: Chris Marker                    Please scroll down for english text

“Mai sottovalutare il potenziale di una persona normale in una fotografia”  Queste parole, del fotografo americano Keith Carter pronunciate durante un suo workshop tenuto insieme all’amico fotografo italiano Mauro Fiorese, workshop cui ho preso parte mi sono venute in mente quando ho visto le fotografie di Chris Marker.

Nelle sue due serie “Quelle heure est-elle (2004-2008)” e  “Passengers” (2008-2010) fotografa persone comuni in metropolitana. Una folla fatta di individui, con i loro atteggiamenti, con la stanchezza di una giornata di lavoro, con la noia di un lungo trasferimento, con i propri pensieri, a volte cercando il contatto con gli altri viaggiatori, a volte immersi nella musica del proprio i-pod. E questo autore novantenne ci fa apprezzare la bellezza e la poesia nella vita di tutti i giorni. In una piccola serie di foto di grande formato, chiamata “A Subway Quartet” la vita di tutti i giorni diventa arte. Chris ha la capacità di individuare nella folla i soggetti adatti ed i loro volti vengono associati a grandi capolavori della pittura, fra cui La Gioconda di Leonardo Da Vinci. Le rassomiglianze sono straordinarie.

Publicum appreciates the photos from "A subway quartet" by Chris Markerr

Dopo aver visto queste foto viaggiare in metropolitana per me è diventato più interessante! E’ sufficiente guardare i volti delle persone! Le foto di “A Subway Quartet” le potete vedere qui, gustando l’approfondito commento di John Fitzgerald sulla mostra di Chris Marker alla Peter Blum Gallery di  New York in questo sito dedicato all’autore che vi suggerisco di visitare per approfondimenti.

“Never undervalue  the potential of a normal person in a photograph” these words pronounced by the american photographer Keith Carter during a workshop he hold together with the  italian photographer Mauro Fiorese, a workshop in which I took part a few years ago came to my mind when I saw the photos of Chris Marker. In his two series “Quelle heure est-elle (2004-2008)” and “Passengers” (2008-2010) he took photos of normal people during their commuting in the underground. A crowd made of many individuals, each one with his own pose, with the fatigue of the daily work, with the boredom of the journey, with his own thoughts, sometimes looking for a contact with other passengers, sometimes deeply absorbed by the music of the i-pod.  And this photograph, who is 90, let us know the beauty and the poetry in everyday’s life. In a serie of large format prints called “A Subway Quartet” is the everyday’s life which becomes art. Chris has the capacity to find among  the people the perfect subjects for this and in these prints faces of normal people are associated with visages from masterpieces of famous painters, included the “Mona Lisa” by Leonardo Da Vinci. I have to say that after having seen these photos I find travelling by subway much more interesting! Just look at people faces! You can see the pictures from the serie “A Subway Quartet” here, and enjoy the deep comment of John Fitzgerald about the exhibition of  Chris Marker at the Peter Blum Gallery,  New York  in this  site dedicated to the author, website that I suggest you to visit. 

Ma non dimentichiamo che Chris Marker è stato anche autore di un reportage in Corea del Nord quattro anni dopo la fine della guerra nel 1957. E’ stato uno dei pochi fotografi cui è stato concesso di muoversi liberamente nel paese senza alcun tipo di controllo dalle autorità. Purtroppo queste fotografie sono state rifiutate sia a norrd del 38° parallelo (perchè non menzionavano Kim II-Sung) sia a sud (perchè fatte dall’altra parte, cioè a nord). Più di cinquanta anni dopo rimangono una bella testimonianza.

But let’s not forget that Chris Marker was author of an interesting reportage in North Korea four years after the end of the war, in 1957.  He was one of the few photographers who have been allowed to move freely in the country, without any control by the authorities. Strangely these photographs have been rejected on both sides of the 38th parallel (by the North side because they did not mention Kim II-Sung and by the South side just because made on the other side!). Anyway, more than 50 years later they are a good and interesting report. 

Chris è anche un regista cinematografico e sperimentatore. Anche in questo caso un’installazione ci presenta la sua visione. Il suo film più noto “La Jetée” del 1963 è stato proiettato ad Arles e potete vederne una parte qui.

Per concludere Arles ha fatto un bell’omaggio per il novantesimo compleanno di  questo poliedrico autore. Come appassionato di comunicazione visiva posso solo imparare ad avere entusiasmo, osare nei miei tentativi di lavori visivi e cercare altre notizie su di lui.

Chris is a movie director as well and enthusiast experimenter. A visual display gives us his vision. Hie most famous movie “La Jetée” ,1963, was projected during the Arles Festival and if you are interested you can see some pieces here. At the end we can say Arles made a nice homage to this polyhedric mind for his ninetieth birthday. As passionate of visual communication I learn from him to be enthusiast, to dare in my attempt of visual works and look for more of his art.

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  1. Pingback: Ciao Chris… | the quiet photographer

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