What to choice: aesthetic, symbol or reportage ?

Quale scelta: estetica, simbolo oppure reportage?           

Please scroll down for english text, thanks

TEMA: Casa dolce casa…a volte ti odio !

THEME: Home sweet home…sometimes I hate you !

E’ bello tornare a casa dopo una faticosa giornata di lavoro, magari anche con l’aggiunta di un altrettanto faticoso tragitto in una affollata metropolitana o in coda su una superstrada. E’ bello godersi la nostra casa nel tempo libero, con la nostra musica preferita che proviene dallo stereo oppure semplicemente leggendo il giornale  gustando una tazza di caffè. Tanti sono i momenti belli che la nostra casa, la nostra dolce casa ci può offrire. Ma a volte la nostra “dolce” casa ci chiede qualcosa in cambio. Ci chiede dell’attenzione o ci pone dei problemi da risolvere. Pulire, spolverare, spazzolare. Mettere ordine, ogni cosa al suo posto. Aggiustare quel rubinetto che perde. E allora a volte ci fa arrabbiare.

It is nice to come back home after an heavy working day, maybe after an even heavier journey in a crowded underground, or queuing on a “fast” motorway. It is nice  to enjoy the sweet home during our free time, with the stereo playing the music we prefer or simply reading the news, with a cup of coffee on the table. Many are the good moments that our home, our sweet  home can offer us. But sometimes our “sweet” home ask for anything, like an exchange. Our home ask for attention or gives us some problems to be solved. To clean, to dust, to brush. To put everything in order, everything in its own place. To repair that leaking tap. Yes. sometimes our sweet home let us get angry.                          

Tutto questo era contenuto nel tema della foto che avrei dovuto fare. Una foto sulla casa, facile. Un po’ più difficile una foto che andasse oltre la casa come contenitore di persone.   Per prima cosa mi sono ricordato di queste foto fatte anni fa, quando dopo tanti anni ero tornato a vivere nella casa di mia mamma, dove avevo vissuto da ragazzo. Era un tardo pomeriggio estivo ed all’improvviso ho visto i raggi del sole filtrare fra i palazzi di fronte ed entrare nelle finestre socchiuse generando un interessante gioco di luci ed ombre. Gli oggetti normali prendevano un altro aspetto. E allora ho messo una pellicola nella mia Nikon (avevo montato un 20mm)  e prima che la magia sparisse ho scattato alcuni fotogrammi. A mano libera, seguendo l’istinto. O la Forza, amici Jedi. Quando tempo dopo ho mostrato queste foto all’amico fotografo Machiel Botman, durante un workshop al  TPW, mi ha detto che la luce della casa dove ero cresciuto era dentro di me e per questo l’ho subito riconosciuta.

storie di luci - 1

storie di luci - 2

storie di luci - 3

All this was inside the theme of the photo I was going to make. A photo about home: easy. A little more difficult is a phote which goes beyond the home as just a container of people. At the beginning came to my mind some pictures I had taken years before, when after many years I went back to live in my mother’s house, where I grew up when I was a boy. It was a late sunny summer afternoon when suddenly I saw the rays of the sun coming through the buildings and entering the half-closed windows and producing an interesting play between light and shadow. I could see usual things with a different look. I soon put a film in my Nikon (with a 20mm lens) and took a few pictures before that magical moment could disappear. I shoot free hand, just following the instinct. Or the “Strength” my friends Jedi. A short time later I showed these pictures to the photographer Machiel Botman during a workshop he was holding at  TPW and he told me that the light of the house where I grew up was inside me and it was for this reason that I recognized it soon.                                       

storie di luci - 4

storie di luci - 5

storie di luci - 6

Ma per quanto quelle foto fossero interessanti appartenevano ad un altro momento e non era questa la foto che avrei dovuto fare. In ogni caso volevo fare una foto nuova. Ma ero attirato all’idea di un gioco di luci e ombre, ancor più se in un immagine quasi astratta. E allora ecco un paio di scatti di prova.

light test N° 1

But so much  that photos were interesting they they belonged a different time and it  was not this the photo I had to produce. Anyway I wanted to make a new photo. But I was acctracted by the idea of a game between light and shadow , even more if contained in an abstract image. So, here is a couple of photos, as test.

light, test N° 2

Troppo astratte, difficile ricondurle al tema. Ma, un’altra volta al tramonto, la luce che entrava dalla porta sul terrazzo proiettandosi sulla tenda diventò una visione. La luce come amore per la casa, le ombre come momenti di …non amore ! Una volta stampata su una carta con una bella trama mi piaceva molto, esteticamente. Ma mancava qualche cosa del tema. Dovevo provare un’altra via.

Too abstract, too difficult to connect to the theme. But, once more at sunset the light entering the door on the terrace projecting itself on the curtain became a vision. Light as love for home, shadow as …not love! Printed on a nice structured fiber paper I liked it very much, from an aesthetic point of view. But still something missing about the theme. I had to go another way along.  

casa dolce casa, 2011 - 173

Allora ho pensato che la cucina fosse l’ambiente più rappresentativo della casa. Ci cuciniamo il cibo, spesso mangiamo, chiaccheriamo, io ascolto la radio e bevo caffè. E la cucina deve essere anche  rassettata. Piacere e fatica.

casa dolce casa, 2011- 021

Ecco, avrei fotografato la cucina. Poteva essere un’immagine simbolica, un oggetto che la rappresentasse. E ho fatto qualche scatto. La caffettiera poteva essere un buon simbolo. Oppure una padella nell’acquaio. Oppure quel quadretto tridimensionale portato dall’Austria.

Than I thought that the kitchen was the room really representing the life at home. We cook there, oft we eat, we chat, I listen to the radio and drink my coffee. And the kitchen needs to be cleaned. Pleasure and hard work. Here was my photo. It could be a symbolic image, an object. I took some photos. The expresso maker, my “macchinetta” was a good symbol. Or the frying-pan ready to be cleaned in the sink. Or that threedimensional board we brought back from Austria.

casa dolce casa, 2011-035

casa dolce casa, 2011 - 042

casa dolce casa, 2011 - 051

casa dolce casa, 2011-145

casa dolce casa, 2011 - 114

Non male, ma molte volte una foto  è più interessante con la presenza di un elemento umano. Così, una sera dopo mangiato, ho deciso di fotografare mia moglie al lavoro. Disclaimer: mi piace precisare che in casa nostra dividiamo i compiti e se mia moglie si preoccupa del dopo cena è perchè io ho preparato la cena! Non sono male come cuoco! Comunque di solito lavoriamo in coppia!

Allora dicevo sono salito su una sedia per avere un punto di vista migliore ed ho iniziato a fotografare. Fra i vari scatti ho scelto questo, che opportunamente trattato in post produzione (ricordando i tempi della camera oscura) ho stampato su una carta fine art.

Not bad, but many times a photo is more interesting when an human element is contained. So it happened that one evening, after dinner I decided to take a photo of my wife working in the kitchen. Disclaimer: I would like to tell that in our house my wife and me divide the homeworks and when she works after dinner it is because I prepared it! I’m not  bad as a cook! Anyway we usually work together. 

So I climbed on a chair to have a better point of view and start to take photos. Among which I choose this one, which after usual post processing (thinking about the wet darkroom times) I printed on fine art paper.

THIS is "home sweet home...sometimes I hate you!" ! Questa é la foto per "casa dolce casa...a volte ti odio" 2011

Questa foto è di qualche mese fa, da allora mi chiedo se sarebbe stata meglio quella della tenda illuminata dal sole del terrazzo, o una di quelle di un oggetto oppure questa. In altre parole, preferire la scelta estetica, quella simbolica o quella tipo reportage ? Tutti i commenti sono benvenuti.

This photo was taken a few months ago, since I keep asking myself if it had been better to choice the one with the curtain and the sun on the terrace, the one of an object of the kitchen or this one. In other words to prefer the choice of aesthetic, of a symbol or of a reportage style? All comments are welcome.           

Un’ultima cosa: i miei devo ringraziare per la collaborazione Simo un po’ modella, un po’ assistente e sempre buona moglie: grazie🙂

Last but not least, I have to thank for her cooperation Simo, sometime model, sometime assistant and always a good wife: thank you🙂

5 thoughts on “What to choice: aesthetic, symbol or reportage ?

  1. Pingback: Surprise: an award for me ! grazie Nia ! | the quiet photographer

  2. Apprezzo molto il tuo modo di presentare i progetti, sia tuoi che di altri fotografi.
    Per te è importante vedere quello che c’è dietro lo scatto fotografico e quindi ripercorri tutto il percorso che ha portato alla realizzazione.
    I percorsi non sono mai semplici e spesso sono frutto di continui ripensamenti, aggiustamenti, mutamenti che alla fine finiscono per dare un senso complesso all’immagine.
    Nell’immagine finale, al di là di ciò che rappresenta o raffigura, si condensa anche tutto quel percorso, quel travaglio intellettuale, conferendole spessore.
    Tra le immagini tue, quelle che più mi hanno colplito, sono quelle delle ombre.
    Soprattutto il triangolo d’ombra ai piedi della porta.
    Mi ha riportato ai tempi in cui, da bambino, passavo ore e ore sdraiato a letto nella penombra e a farmi compagnia c’erano tutti quei giochi di luce.
    Roberto Calvino

    • Ho sempre pensato che in una foto ci siano diversi livelli (non quelli di PS) : uno è quello che si vede, il soggetto dell’inquadratura. Ma sotto c’è un altro livello, meno evidente ed è quello del contenuto, quello che il soggetto della foto rappresenta per il fotografo. E forse sotto c’è un livello ancora più nascosto che si rapporta con il vissuto del fotografo. Grazie per aver commentato.

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