Story of a photo: beyond the sphere

Storia di una foto: oltre la sfera.            Please scroll down for english text.                              

Quella di sferica è stata un’esperienza stimolante, di cui ho parlato qui, e nel nostro gruppo abbiamo decisa di ripeterla anche a beneficio di quegli  autori che a causa dei tempi ristretti per la  partecipazione non avevano potuto prendervi parte. Il titolo deciso doveva richiamare quello dell’operazione precedente ed è stato ” Oltre la sfera”.  Un bel tema, suona bene, ma io ho iniziato a domandarmi cosa ci fosse oltre la sfera: un cubo? una piramide ? Forse, ma nel provare a visualizzare l’immagine mi sembrava un poco di vedere certi esercizi dei corsi disegno, a proposito vi ho detto che seguo un corso di disegno?

Spheric was really a stimulating experience, which I reported here, and among our group we decided to repeat it. One of the reasons was to allow who because of the restricted execution time did not manage to fully develop his project and take part in the spheric operation. In this way they could have another chance to shoe their ideas The new title, which had to remind the previous was “Beyond the sphere”.

Yes, a nice theme to work on but I started to ask myself what could be beyond the sphere. A cube? A pyramid? Maybe, but when trying to visualize the image this reminded me some drawing exercises you see in the books, by the way did I tell you I’m following a drawing course?       

Allora avendo rifiutato l’esercizio di geometria ho dovuto ricercare un’idea differente. La risposta è arrivata quando, poche settimane dopo visitando un mostra ad Arles ho visto questa serie di lampade. Ed ho capito che oltre la sfera non poteva esserci che un’altra sfera!

Then, having refused  the geometry exercise I had to look for a different idea. The answer came a few weeks later when visiting an exhibition in Arles I saw a series of spheric lamps. And I understood that beyond the sphere there could not be anything different than another sphere. 

Arles 2010

Ovviamente mi sono affrettato a fotografarle, cercando un inquadratura un po’ dinamica. Pensavo anche di stamparle su una carta tipo acquarello e farci sopra qualche intervento manuale con il carboncino per dare un aspetto invecchiato. Avevo trovato la soluzione. Ma…

Of course I hurried up to take some photos, trying to frame them in a dynamic way. The idea was to print the photo on a textured aquarel paper end to make some manual intervention with a charcoal, to give an aged look. Solution was found, but…  

Ma quello che, preso dall’entusiasmo per questa idea avevo dimenticato era che la richiesta era di una foto di formato quadrato ed in nessun modo sarei riuscito ad utilizzare la foto fatta in formato rettangolare. Infatti tagliandola avrei perso il senso della prospettiva verso l’infinito che mi piaceva tanto. In altre parole una buona idea ma una cattiva realizzazione.

What I did not consider, because of my enthusiasm for the idea was that the request was for a square photo and in no way I could use the one I had made with that framing. Indeed cropping the rectangular image I would have lost the perspective towards the infinity that I liked so much. With others words a good idea but a bad realization! 

me and my father's Rollei

Semplice: la foto doveva essere quadrata? Si. Allora avrei adoperato la vecchia Rolleiflex, ereditata da mio papà. Mi piace ogni tanto adoperare questa vecchia macchina, che io associo al concetto di “fotografia lenta”. Simple: had the photo to be  squared? Yes. Then I had used the old Rolleiflex, which I have inheritted by my father. I like to use this camera, which I associate to the concept of “slow photography”. 

E la sfera? Scartate soluzioni tipo comprare tante palle e metterle una dopo l’altra, ho pensato di ritrarre una sfera vera ed una virtuale. Pertanto ho fotografato con una macchina istantanea una sfera, poi ho ri-fotografato (in digitale) questa foto nelle mie mani. Importata in una libreria del mio computer ho pensato di mettere la sfera vera davanti al computer e rifotografare la scena. Sfera vera sulla scrivania e sfera virtuale sul monitor. E mi è venuto in mente Magritte con il suo celebre quadro “questa non è una pipa”. Ed io ho scritto “questa non è una sfera”. Avevo a disposizione 12 scatti, che sono quelli di una pellicola per la Rollei. Ho provato qualche variazione sull’esposizione e sull’immagine nel computer.

And the sphere? Discharged solutions like to buy many balls and put one after the other I decided to take a photo of a real sphere and a virtual sphere. So I took an instant photo of a sphere against a neutral background and I re-photogrpahed (digitally) this photo in my hands. This photo I  imported in a library of my computer. Then I set a real sphere in front of it and I was ready to take a photo of this “composition” with a real sphere on the desk and a visrtual sphere on the screen. In this moment I remebered about a well known painting of Magritte with the title “this is not a pipe” so I wrote below the virtual sphere “this is not a sphere”. I had 12 photo in the Rollei film and I took various shots with some variation in the light.  

This is not a sphere, version 1, 2010

Questa foto mi piace perchè sia visivamente sia nella preparazione c’è questa mescolanza di fotografia analogica e digitale, vedi ovviamente il computer e le scatole delle pellicole sullo scaffale. E’ un poco un mio omaggio ad entrambi i mondi. Ci sono le mie cose, i miei libri ed alla sinistra del monitor si vede una delle polaroid con la sfera,  e sotto la scritta “60” , biglietto d’auguri per il mio sessantesimo compleanno c’è la foto dove io sono insieme all’amico Francesco, che purtroppo non è più con noi.  Però mi sembrava un poco troppa roba per il tema che ci eravamo proposti. Ed allora con gli ultimi due scatti a disposizione ho pensato ad una cosa più semplice  e visivamente pulita.

I like this photo because both in the making and visually there is a mix of digital and analogic technology, like the computer (of course) and the film boxes on the shelf. This is my homage to both these photographic worlds. And there are my things, my books, on the left of the monitor there is one of the polaroid of the sphere and, this is important for me, below the “60”, a wishes card for my 60th birthday there is the photo where I’m with my friend Francesco, who unfortunately is no more with us. But it seemed me too much for the proposed theme. And with the two shots still available I tried something simpler and visually cleaner. 

Per fare questo ho caricato la foto della sfera nel televisore di casa, ho sgomberato il tavolino dalle molte riviste presenti lasciando solo quella pila con in evidenza il titolo ” io” (non casuale), ho piazzato la sfera (vera) ed armato di cavalletto mi sono preparato per lo scatto. Ma mancava qualche cosa: volevo esserci anch’io ed allora ho piazzato uno specchio sulla libreria orientato in modo da riprendermi, con la fidata Rollei. E sempre la scritta “questa non è una sfera”. In questa immagine mi piacciono le due sfere (vera e virtuale), i rettangoli della finestra sullo sfondo contrapposti alle forme sferiche, la scritta ispirata da Magritte, l’io sulla copertina delle riviste e l’io nello specchio. Questa stampate su carta fine art è stata la mia scelta.

To work out this I uploaded the photo of the sphere in my television, I cleaned the table leaving only a pile of magazine titled “io = I” and this is not casual, I placed the real sphere and set my tripod ready to take the photo. But something was still missing: I wanted to be in! So I placed a mirror on the shelf in order to see in it myself and the Rollei. And I kept the inspired by Magritte phrase “This is not a sphere”. What I like in this image are the two spheres (real and virtual), the rectangles of the window in background as contrast with the spheres,  the Magritte phrase, the “I” on the magazines and me reflected in the mirror. Printed on fine art paper this was the photo that ” I ” choiced. 

Oltre la sfera, this is not a sphere, scatto finale. 2010

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