My projects: a migrant story

I miei progetti: storia di un migrante.             Please scroll down for english text              

Un uomo cammina nell’acqua. C’è un fiume, luci ed ombre. Spesso un  fiume segna il confine fra due paesi. A volte si cammina nell’acqua per far perdere le proprie tracce. L’uomo, vestito in modo semplice ha in braccio  forse un bambino, piccolo. Nell’altra mano ha una valigia, legata con lo spago. Non sappiamo cosa ci sia nella valigia. Ma fuori è legato un libro. Questi sono gli elementi di una foto di un mio progetto.

A man is walking in the water. There is a river, lights and shadows. Often a river is the border between two countries. Sometimes people walk in the water in order to make impossible to other to follow the tracks. The man wears in a simple way and holds maybe a baby in his arms. In  the other hands he has a case. A case tied up with a string. We do not know what is inside. But outside there is tied a book.  These are the elements of one photo from one of my projects. 

 Da quando ero bambino ottobre è sempre stato il mese dei cambiamenti, iniziava la scuola e la vita aveva aspetti nuovi. Anche da ragazzo era così, gli impegni scolastici e non imponevano un’organizzazione che durante l’estate non era necessaria. Sono passati molti anni, ma per me ottobre coincide ancora con il riorganizzarmi e pensare ai miei progetti. Quest’anno ottobre è stato caldo ed il bel tempo invitava più a fare passeggiate nella campagna che non a riorganizzarsi. Ma l’altra sera sono uscito e nella mia città  ho incontrato streghe, evitato vampiri e visto ragni e solo quando ho osservato le zucche che mi guardavano beffarde mi sono accorto che non era un’allucinazione  ma era Halloween!  

Since my childhood was october the month of the changes. The beginning of the school gave a new dimension to life. When I was a teenager  it was like that as well, the school and the other activities created many engagements to meet and a kind of organization was necessary, which was not a need during the summer holidays. Now, so many years later it is for me always the same thing: october is the month to reorganize my life and my projects. But this year october was warm and the weather was beautiful therefore I spent more time strolling in the country than reorganizing my life. But a few nights ago I went  out and in my town I met witches, I avoided vampires and saw many spiders. It was when I noticed the pumpkins looking at me with a derisory glance that I understood it was not an hallucination but it was Halloween !

Halloween ? Fine ottobre ? E i mie progetti ? La mia organizzazione ? Urca, che ritardo ! Bisogna darsi da fare !  Halloween? End october? How about my projects? My reorganization? Wow, so late, I must hurry up!

E allora vorrei condividere con voi alcuni dei miei progetti. In questi giorni sono coinvolto in un progetto “Leap Year  Photographs”, organizzato da Visual Huesca per commemorare l’anno prossimo i 111 anni dalla nascita dello scrittore e poeta spagnolo Ramon J.Sender. Le foto dovranno essere ispirate ad alcune frasi di questo scrittore. ma di questo ne parleremo a suo tempo.

Therefore I would like to share with you some of my projects. In these days I’m working on the project ” Leap Year Photographs ” organized by the association Visual Huesca in order to commemorate next february the 111 years since the birth of the spanish poet and writer Ramon J.Sender. I’ll give more details in due time.

Ma c’è un altro importante progetto sul quale sto lavorando e che non ha ancora un nome definitivo. Per ora lo chiamo “la storia di Marcelino” oppure “Storia di un migrante”. Marcelino lo avete già conosciuto in questo articolo, ed alcune foto di questo progetto le avete viste durante la mia breve vacanza qui, qui e ancora qui. Non è facile parlare di

portrait of a doll

marcelino, 2010

questo progetto un poco perchè è ancora in corso e desidero lavorarci senza troppa pressione, ed un po’ perchè riguarda qualche cosa che è molto dentro me stesso.

But there is another important project in my to do list, a project with not yet a defined title. By now I call it “Marcelino’s story” or “A migrant story”. You already met Marcelino in this article, and you have already seen some of the photos from this project here, here, and here again. It is not easy to describe this project first because it is still an on going project and I desire to do this with no pressure on my back, second because it is related to something very deep inside me.    

L’idea è nata un paio di anni fa, quando mi sono reso conto di essere vicino all’età che

I took this photo of my father when I was a boy. Now this photo is in front of my desk.

aveva mio padre quando morì. Questo mi porto a pensare alla sua vita ed in qualche modo a volerlo ricordare. Lui e la  sua famiglia vivevano a Berlino, mio padre era un giovane studente  e non so tanto bene cosa facesse mio nonno.

anmeldung, case of a wanderer

a migrant's case

Ma so che agli inizi degli anni ’30 dovettero abbandonare la Germania perchè malvisti dal regime politico che stava avendo sempre più potere. Abbandonati i loro averi, e gli studi mio papà arrivarono in Italia dove dovettero ricostruirsi una vita e dove mio padre avrebbe incontrato mia mamma.

The idea came a couple of years ago when I realized to be more or less of the same age of  my father when he died. This let me think about his life and I desired somehow to remember it. He and his family lived in Berlin, my father was a young student and I do not know very well what was my grandfather doing. But I know that in the early ’30 they had to leave Germany because disliked by the political regime which was having always more power. They left their properties, my father his studies and after some adventures arrived in Italy where they had to restart a life and where later my father had met my mother. 

walking in the water

Al giorno d’oggi sono molte le persone che devono abbandonare il proprio paese per sfuggire a guerre, carestie e fame , persecuzioni o mancanza di lavoro. Proprio pensando alla storia della mia famiglia io mi sento vicino a queste persone. E’ anche uno dei motivi che mi hanno spinto, ora che sono in pensione ed ho  un poco più di tempo libero a far parte di un gruppo di volontari che insegnano italiano agli immigrati, esperienza molto gratificante. Così è nata l’idea di questa storia in immagini nella quale c’è un uomo, probabilmente un viandante che nel suo vagabondare incontra Marcelino e lo prende con se. In questa storia c’è altro, come una donna che non sappiamo chi sia. Potebbe essere un vecchio amore del nostro viandante, o forse la donna che incontrerà oppure una donna dei sogni. E forse ai sogni appartiene anche la famiglia. O quello della famiglia è un ricordo di altri tempi.

the mad's wisdom - sigmund freud - bible

La saggezza del pazzo = The Wisdom Of The Mad

Non desidero raccontare una storia in senso cronologico ma dare una serie di situazioni che ognuno potrà interpretare a suo piacimento, secondo la propria sensibilità.

Nowadays many people have to leave their own countries and families in order to escape wars, hunger and starvations, persecutions and lack of work. Probably due to the story of my family I feel close to these people. By the way having more free time now as retired I’m member of a group of volunteers teaching italian to the immigrants. So born the idea of a story, a picture story where we have a man, probably a migrant who in his  wandering meets Marcelino, and takes him with himself. There is something else in this story, as a woman but we do not know who she is. She could be a loved one from old times, or a woman he will meet, or just a dream. And the family as well could be in the man’s dreams. Or maybe he is just remembering his old family. 

printed photo on a table

photos already printed

I do not desire to tell the story in a chronological way but to illustrate a few situation which everyone will interpret according to his own sensibility.  

Per questa storia ho deciso di ricorrere all’autoritratto e diventare io stesso il viandante. Marcelino è un bambolotto che mia moglie aveva da bambina e si è preso questo ruolo di compagno di viaggio, di avventure ed incontri. Forse è diventato il figlio che mia moglie ed io non abbiamo. E se fosse un mio alter ego da piccolo? O tutto questo insieme. Non so quando finirò questo lavoro e quale sarà la destinazione, potrebbe essere una mostra fotografica, oppure un libro stampato in poche copie. C’è ancora tanta strada da percorrere, location da cercare, foto da scattare, editing da fare, decisioni da prendere. Sarà un lavoro impegnativo …

For this story I decided to use a lot of self portraits and I became the wanderer. Marcelino is a doll belonging to my wife since she was a child and took for himself this role as fellow traveller, sharing adventures and meetings.

photos editing

my editing table

Perhaps he became the son me and my wife do not have. Or maybe just my alter ego as a child. Or all this combined together. I’m not sure when I’ll finish this story and what it will be like. It could be a photo exhibition or a small book. There is still a long way to the end, locations to be found, photos to be taken, editing to be done, decisions have to be taken. It will be a very exacting work…  

La selezione delle foto è sempre una fase importante di ogni progetto fotografico. Richiede tempo, dedizione e spazio…  Photo editing isan important step in each photographic process: it requires time, dedication and a lot of space…

photo editing

editing...

A volte è difficile in una sequenza scegliere la foto corretta, sembra sempre di far torto a qualcun’altra. E allora si deve togliere il cappello da fotografo e mettere quello dell’art director e dimenticarsi del momento in cui si è scattato .

It is sometimes difficult to choice one photo from a sequence, it always seems to be wrong in confrontation of the other photos. Than we have to change our hats and wear the editor’s one forgetting the moment in which we took the photo.  

 

Per ogni fotografo  le foto sono tutte sue creazioni e allinearle su di un tavolo per eliminarne alcune è sempre un’esperienza forte. E’ vero ma personalmente sono convinto che sia un passo  decisivo per avere un buon . Per chi fosse interessato c’è un bell’articolo sul come fare in questo post nel blog del fotografo americano Zack Arias. Ma anche il fotografo tranquillo avrà modo di parlarne un’altra volta.

negative editing - ilford delta

studying the negs

For most photographers each photo is like a creature of him and the idea to line up them on a table to choice which one does not work (and has to be eliminated!) is always a strong experience. It’s true, but I personally think it is a fundamental step in order to obtain a good result. For the ones interested there is a good article about here, in the blog of the american photographer Zack Arias. But the quiet photographer as well will speak about editing in future.  

Attenzione: ci sono altri progetti in corso, ma ne parleremo un’altra volta!

Attention, please: I have also other projects, I’ll discuss them another time!

21 thoughts on “My projects: a migrant story

  1. Pingback: june 20, worldwide refugee day | the quiet photographer

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  3. Pingback: In the last days… | the quiet photographer

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  6. Pingback: A magical box… | the quiet photographer

  7. Pingback: Km zero and snow: an editing exercise | the quiet photographer

  8. Pingback: A few things about 2011 | the quiet photographer

  9. WOW! I am impressed so much… This is a great post, with everything… I loved this photo in the river… walking with a doll… and the books… and all details and the story… Fascinated me. You are amazing artist dear Robert, Thank you, with my love, nia

  10. Un progetto denso di significati e di implicazioni. Passato e presente si intrecciano, la tua storia personale che dialoga con quella dei migranti..

    • Grazie Roberto, per me il processo fotografico parte sempre da un qualche cosa che ho “dentro” e si realizza attraverso quello che vedo, osservo oppure organizzo “fuori”. Fotografare è comunicare e dialogare fa parte del comunicare.
      robert

  11. Robert, you are so talented. That photo of you (?) coming up the river with the doll is just too lovely. I love that you are taking on this project. As someone with gypsy heritage, I have always had the wanderlust. It is not an easy life, but there are many hidden joys.

    Just FYI–I think the English translation of the book would be “The Wisdom Of The Mad”. It makes more sense that way. Fantastic.

    • Thanks Suzanne for your comment. Yes, is me in the river my wife took the photo and I can say the water was very cold! The books in the photos, “the wisdom of the mad” included were all in my parent’s house. I’m not sure if they belonged to my mother or to my father…
      robert

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