Bruno

Bruno.                                   please scroll down for english text, thanks.

La guerra è follia. E all’interno di questa follia ci sono storie drammatiche. Durante la seconda guerra mondiale soldati italiani furono mandati in Russia. Vestiti in modo inadeguato, privi di armi moderne  dovettero confrontarsi con l’organizzato esercito sovietico e con quel terribile avversario che aveva sconfitto anche Napoleone: l’inverno russo.  Degli oltre 229.000 soldati mandati in Russia i superstiti furono 114.485. Fra questi c’era anche Bruno.

War is madness. And inside this madness there are many dramatic stories. During the WWII italian soldiers were sent to the russian front. With inadequate equipment and clothing, without modern weapons they had to fight against the well organized soviet army and against that terrible enemy which had already defeated Napoleon: the russian winter. More than 229.000 soldiers had been sent to Russia. Only 114.485 survived: Bruno was one of them.

Molti, molti anni dopo Bruno sarebbe diventato mio suocero. E mi avrebbe raccontato tante volte l’avventura della Russia. Le lunghe marce, il freddo intenso (oltre 30°C sottozero), i ghiaccioli che si formavano sulle barbe, i troppi morti rimasti nella neve, la fame, i compagni feriti dalle armi nemiche e quelli con gli arti congelati,  la battaglia di Nikolajewka in cui morirono fra i quattro e  i seimila soldati. E mi parlava della cavallina russa che trainava la slitta e che era tanto brava che lui se avesse potuto se la sarebbe portata a casa. “Sai cosa faceva?” mi domandava e mi spiegava che dopo le soste, quando dovevano ripartire spostava il suo corpo di lato e non in avanti e questo per sbloccare i pattini della slitta dal ghiaccio. E il piccolo sollievo quando dopo giorni di marcia alla fine, arrivato alla città di  Karkov era riuscito a portare i tre compagni feriti che aveva sulla slitta in un ospedale militare. Perchè Bruno si preoccupava sempre per gli altri.

Many years later Bruno became my father in law and narrated me many times his adventure in Russia. He told me about the long marches, the freezing cold even below 30°C, colder than minus 22 fahrenheit, the ice on the beards, the too many dead soldiers left in the snow, the hunger, the wounded friends, some by the enemy weapons other with frostbitten limbs, the battle of Nikolajewka where between four and six thousand men died. And Bruno told me about the small russian horse which dragged  the sledge and after any rest before to start again to walk moved the body on the side. “Do you know why?” he asked me and explained she did this in order to free the sledge from the ice. And the small relief when he managed to bring the three wounded fellow soldiers on his sledge to an hospital in the town of Karkov. Yes, because Bruno always was taking care of the others.

Bruno mi ha raccontato anche cose meno drammatiche, la sua vita in una fattoria prima della guerra, il suo lavoro nell’industria nel dopo guerra. La sua gioia quando dopo molti decenni aveva finalmente ritrovato uno dei feriti che aveva sulla slitta in Russia.  Tanta fatica, tanto lavoro e tanti valori nella sua vita.

Bruno told me also less dramatic stories, his life in a farm before the war, his work in the industry after the war. His happiness when after having searched many years he found one of the wounded soldier he had on his sledge in Russia. 

Due settimane fa la salute di Bruno è improvvisamente peggiorata e purtroppo dopo qualche giorno ci ha lasciato.  Aveva 97 anni. Ci mancherà, lui ed i suoi racconti.

Bruno, hai visto che ti hanno messo la bandiera per il tuo nuovo viaggio? Ancora una cosa: grazie Bruno per quel bellissimo regalo che mi hai fatto e che si chiama Simonetta. Ne avrò cura, ciao”

Two weeks ago suddenly his health got really worse and after a few day he died. He was 97. We’ll miss him and his stories. 

“Bruno, have you seen you had the flag for your new journey? One more thing: thank you Bruno for that beautiful present you gave me, whose name is Simonetta. I will take care of her, cheers”

Ma questo è un blog principalmente di fotografia ed a me piace ricordare mio suocero con le foto, le polaroid di qualche festa di famiglia quando c’era ancora sua moglie, e le foto che Simonetta ed io abbiamo fatto per il suo novantasettesimo compleanno e per lo scorso Natale.

But this is mainly a blog about photography and I would like to remember my father in law with a few photos, polaroids from some family gathering when his wife was still with us and the pictures Simonetta and me took for his 97th birthday and last Christmas.

In questo blog ho già scritto più volte che la fotografia serve anche ad alimentare i ricordi ed allora mi permetto un suggerimento: stampatele le foto. Una ogni cinque, una ogni dieci come volete: ma stampate qualche foto regolarmente. Un giorno le apprezzerete.

I already said in this blog that photography has the power to become the food of our memories. And now I allow myself a suggestion for you: print the photos, please. One each five, one each ten as you desire, but print a few pictures in a regular way. One day you’ll enjoy them.

E  per tutti coloro che hanno sofferto a causa delle guerre una canzone del maestro Bepi De Marzi dal titolo Nikolajewka. Con il desiderio che non ci siano più guerre…

 And to celebrate all the ones who suffered because of the wars a song by the Maestro Bepi De Marzi whose title is: Nikolajewka. Desiring a world with no wars….

12 thoughts on “Bruno

  1. Pingback: Time to hurry up and get moving ! | the quiet photographer

  2. Pingback: Think small | the quiet photographer

  3. Pingback: Adriana e Bruno | the quiet photographer

  4. I am sorry for the loss of your father in law. But what I nice way to pay tribute to him. Great photographs of Bruno and family. And of course you are right. We should all print much more pictures. As time goes we will only value those prints more and more.

  5. I am so sad for your loss dear Robert, my condolence for you and for your wife. You expressed us so nicely, I loved and I admired to him. Never been easy any war… And seems that he was so nice one and not a man of wars… Rest In Peace, your dear Bruno. But he hasn’t gone, he will be with you always with these stories and memories, and yes, with these photographs. Once again how great job to take pictures of the moments of our life… Thank you dear Robert, with my love, nia

  6. Robert, riesci sempre a commuovermi, raccontando la vita attraverso le fotografie, senza retorica, con il tuo stile asciutto, diretto, appassionato.

    Ciao Bruno, anche da parte mia, ti ho conosciuto ora.

    Claudio

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