Prague: yes, we have been there…

Praga: si, ci siamo stati…              Please scroll down for english text, thanks.

prague

Siamo stati a Praga un po’ di giorni, abbiamo visto una città che non conoscevamo, incontrato persone e fatto tante foto. E ci siamo mossi tanto, a piedi, con i tram, con la sotterranea. Ora che le emozioni sono  decantate vorrei raccontare  di questa nostra esperienza.

We have been in Prague for a few days, we have seen a town we did not know, we have met people and taken many photos. We moved a lot around, on foot, by tramway or subway. Now the emotions have been settled down  and I would like to share part of our experience.

Il motivo principale che ci ha portato a Praga è stato un workshop fotografico impeccabilmente organizzato dal TPW e condotto dal fotografo Antonin Kratochvil, fondatore dell’Agenzia VII. Antonin è un fotografo eclettico, la sua è una fotografia poco convenzionale e che affonda profondamente nella realtà del soggetto fotografato. Siano i bambini di strada in Mongolia o una sessione di ritratto con David Bowie oppure la guerra in Iraq  lo stile unico della fotografia di Kratochvil ci dà una visione intensa, non voyeuristica della realtà in cui lui si trova coinvolto. Ovviamente suggerisco di visitare sia il suo sito sia quello del TPW dove potete trovare notizie sui vari corsi organizzati.

tpw_workshopThe main reason which brought us to Prague was a photographic workshop faultlessly organized by TPW and lead by Antonin Kratochvil, photographer founder of the VII Photo Agency. Antonin is an eclectic photographer and its unconventional photography is deep involved in the world of his subject.   Mongolia’s street children, a portrait session with David Bowie or the war in Iraq the unique style of Kratochvil photography gives us an intense absolutely no voyeuristic vision of the reality in which he finds himself involved. Of course I really suggest to visit Antonin’s website as the TPW’s one where you van find informations about the various courses which are organized.

old photo from PragueUn altro motivo che ci ha portato a Praga è più personale ed è legato ad una mia zia che ci ha vissuto quasi 20 anni, ai tempi del comunismo. Volevo vedere questa città di cui sentivo parlare da bambino in famiglia con toni che non sempre comprendevo.  Questo mi ha portato a cercare, nelle pieghe dell’attività fotografica alcune cose che mi rimandassero a quei tempi e sono stato molto contento quando in una libreria, voi dovreste sapere che ho una forma di dipendenza per i libri e le librerie, ho trovato un paio di vecchie fotografie, che ho comprato subito.old photo from Prague

Another reason which brought us to Prague is more personal and is related to my aunt who lived in a city near Prague in the times of comunism. I wanted to see this town about which, when I was a child my parents were making comments I was not always able to understand. This brought me to look, in the not so much free time for something which could give me the idea of the old times. I was very happy when in a library, you should already know that I have a dependence for books and libraries, I found a couple of old photos, which of course I soon bought.

Quando sono in una città per me nuova immancabilmente capito, per caso in qualche libreria, spesso quelle che emanano un fascino di storia vissuta.  Ma quello dei libri è un progetto di cui parleremo un’altra volta.

books in Prague

When I am in a place which is new to me, unfailingly I find  myself in a library or a book shop, very oft places where a flavour of history is around. But the book project is for another time.

“Ata Bra Golem Dewuk Hachomer W’tigzar Zedim Chewel Torfe Jisrael”

“Crea un Golem di argilla e annienta la malvagia canaglia divoratrice di Ebrei”

Era l’anno 1580 quando Rabbi Löw creò questa creatura d’argilla, che avrebbe preso vita per difendere gli ebrei dagli assalti dei loro nemici. E di cui in seguito avrebbe perso il controllo. Anche questa leggenda ha avuto parte nella scelta di andare a Praga.

In the Jewish Cemetery of Prague

In the Jewish Cemetery of Prague photo rkr©2012

“Create a Golem made of clay and destroy the evil rabble devouring the Jewish people”

It was in the 1580 when Rabbi Löw created this clay creature who become alive in order to defend the Jewish people from their enemies. And whose control he lost later. This also took a part in deciding to go to Prague.

Ma torniamo all’esperienza del workshop. Bella, intensa e faticosa. Ma ricca, dal punto di vista fotografico ed umano. Eravamo sei fotografi cui Antonin ha chiesto di scegliere un tema e su quello sviluppare un corpo di lavoro. Come ho detto precedentemente noi pensavamo a qualche cosa sulla gente di Praga. Valutate  le prime foto a Simo è stato suggerito di lavorare sulle persone dei caffè storici, che hanno avuto una grande parte nella storia di questa città. Luogo di incontro di intellettuali come Franz Kafka, Max Brod  e Franz Werfel in un passato ormai lontano. Luogo dove sono nati i movimenti che hanno contribuito al cambiamento di regime in un passato ancora recente e che per questo erano “spesso” sorvegliati dalla polizia segreta. Da qui l’idea di inserire nel lavoro la parte luci ed ombre. Fotografare le persone nei caffè è stato abbastanza impegnativo perchè dovevamo prima raggiungere i vari posti, e questo ci ha permesso di vedere la città. Poi sceglievamo un tavolino con una buona visuale ed osservavamo il locale, logicamente bevendo qualche cosa. Studiavamo l’ambiente, la luce, le persone. E quale poteva essere la posizione idonea. Sentire l’atmosfera è stato molto importante.

light and shadow in a cafè in Prague

foto by simo©2012

Back to the workshop experience. Good, intense and fatiguing. But reach from human and photographic point of view. We were six photographer whom Antonin ask to choice a theme and develop a body of work about it. As I said we were planning something about people of Prague and after having seen the preliminary shots it was suggested to Simo to work on people in the cafes of Prague, places which played a great role in the history of this town. Meeting place of writers and intellectuals like Franz Kafka, Max Brod and Franz Werfel. But also places where many movements against the regime raised and for this reason “oft”controlled by the secret police. This brought us to the idea to insert in this part of the project lights and shadows. Making portraits of people working in cafes has been more demanding than believed. We had to reach the places (this allowed us to see the town from a non touristic point of view). Than we had to choice a table with a good view and stay there, feeling the atmosphere (very important)  looking at the light, the people and evaluating the correct background. 

Prague, the subway

from one place to next one, the subway

Michaela Danelova è una giovane fotografa di talento che lavora per una rivista di Praga, potete vedere le sue fotografie qui,  ed è stata assistente del nostro piccolo gruppo. Oltre a suggerimenti su luoghi dove trovare i nostri soggetti, anche disegnandoci una mappa è stata di grande aiuto in molte altre cose.

the map !

Fondamentale per Simo e me è stato uno scritto in lingua ceca che avevamo sempre con noi e con il quale spiegavamo il nostro progetto alle persone che volevamo fotografare. Simo mostrava lo scritto e un poco sorprese le persone accettavano di posare per lei. Ma a volte il locale era troppo affollato o la luce non era adatta alle foto e allora dovevamo andarcene e tornare in un  altro momento. Certo, che i dolci del Caffè Savoy sono insuperabili…

Michaela Danelova is a young talented photographer working for a magazine of Prague, you can see her photos here. She was assisting our small group a provided very helpful suggestions. Like when she drew a map for us with indication of the place where we had to go. But absolutely fundamental for Simo and me was a writing in czech language where our project was explained: Simo showed it to the people she was planning to photograph and, a little surprised they accepted to pose for her.   But sometimes the place was to busy or the light was not good enough and we had to decide to leave and come back in a different moment. One thing is sure: the cakes of the Cafè Savoy are really excellent…

Io non mi sono dedicato a pieno al mio progetto, ho preferito dare supporto a Simo che un po’ in difficoltà con la lingua preferiva avermi al suo fianco. Alla fine è andata bene così, lei è riuscita a mettere insieme un lavoro piccolo ma valido. Ha imparato a coinvolgere le persone e a dirigerle nonostante i problemi della lingua  e seguendo i suggerimenti di Antonin a fotografarle da vicino adoperando il grandangolo. Non poco per un inizio!

I did not really manage to work on mi own part of the project because I prefer to give simo a support when she was feeling a little in troubles not knowing the language. At the end it was ok like this, she managed to complete a small but interesting essay. She learned to involve people in her pictures and to direct them, and following Antonin suggestion to photograph them being very near and using the wide angle lens. Not bad as a beginning.

Ma la fotografia non è stato tutto: la vita sociale è stata interessante e piacevole. Il nostro gruppo comprendeva un fotografo di Mosca, Alon che ha fatto un bel lavoro sugli zingari, Brian di Vancouver che ha lavorato su quanto resta del comunismo, Oliver arrivato da Dubai che ha completato una storia di spie e Sule, ragazza turca che vive in Svizzera che ha fatto un reportage sui treni a Praga. Alla sera spesso con Carlo Roberti organizzatore di questo workshop ci trovavamo per cena tutti insieme e  con la complicità di qualche birra abbiamo trascorso momenti bellissimi scambiandoci impressioni, esperienze, suggerimenti e idee.

But photogrphy was not all: social life was interesting and pleasant. In our group there was Alon, photographer coming from  Moskow who produced a good work about gipsies,  Brian from Vancouver who work about was is left from the comunist era, Oliver arrived from Dubai made a photographic spy story and Sule, a turkish girl living in Switzerland made a work about trains and stations around Prague. In the evening we met all togehter very oft, including Carlo  Roberti our excellent organizer in order to have dinner together. And with the help of the very good czech bier we had a very good time together exchanging impressions, experiences, suggestions and ideas.

Il nostro progetto di Praga è solo agli inizi e pensiamo di tornarci ancora un paio mdi volte: dopo l’estate vorremmo fotografare nei bar di periferia perchè è sempre interessante vedere come una città cambia aspetto fra il centro storico e i posti dove vivono tutti. Anche il paesaggio con i colori dell’autunno mariterà delle foto. E l’inverno a Praga dovrebbe essere suggestivo…e ci sono ancora tanti libri da cercare…

Our Prague project is only at the beginning and we plan to go back at least another couple of times: after the summer we would like to take photos in the bar of the suburbs because it is interesting to see the differences between the historical center and the places where most of people live. And the countryside with the autumn color will be a subject. And winter should be very charming…with still so many book to look for…

12 thoughts on “Prague: yes, we have been there…

  1. Wow, das hört sich aber sehr interessant an! Wir waren Anfang Juni in Pilsen, da wo das Bier her kommt. Eine kleine Stadt, kleiner wie Prag, aber sehr schön und sehr gemütlich. Büchereien mag ich auch sehr gerne und Freidhöfe sind auch immer sehr sehr interessant.
    Gruß
    Oli

  2. A beautifully written post which took me back to my only visit to Prague back in Christmas 1999 … a magical place and one I hope to visit again. Thank you. Thanks also for your thoughtful English text too. It is nice to hear the story in your words rather than the somewhat awry Google Translators😉

  3. Che magnifica esperienza, avete visto Praga in un’ottica competamente diversa da quella del normale “turista fotografo”! Belle le foto, la mia preferita è light & shadow. Grazie per il resoconto dettagliato.

    • L’esperienza è stata ricca (e faticosa) e sicuramente ci ha dato tanto, non solo fotograficamente. Le riflessioni sono tante, per esempio sulle differenze fra il viaggiatore e il turista. E il fotografo dove lo collochiamo? Dipende da come fotografa…ne parleremo, ma non vorrei annoiarvi troppo!
      ciao, robert

  4. Ciao Robert, coinvolgimento, confronto ed emozioni anche per noi lettori! Uno dei tuoi post migliori davvero. Ps: ho scelto di premiare il tuo blog con due awards. Se non dovessi partecipare, ti chiedo scusa. Il mio è solo un gesto di apprezzamento verso il tuo blog e i suoi contenuti🙂

  5. Che meraviglia leggere questo tuo racconto sulla nascita di un progetto, sulle difficoltà e le scoperte che si incontrano quando si ragiona “a progetto”. In queste righe mi hai regalato un sacco di spunti e una buona dose di stimolo…grazie Robert! (Spero che ci parlerai presto dei libri e delle librerie…) Ciao

    • Fotografare a ruote libera, seguendo la forza è bello. Ma anche scegliersi un progetto e provare a svilupparlo è bello. Fotografare è bello. Come conoscere persone è bello…
      robert

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