My austrian (film)photos : editing.

Le mie foto (analogiche)  dall’austria: parte1

Please, scroll down for english text, thanks.

Foto delle vacanze, pellicola a colori dovrebbe essere facile. Ma non è vero. Le foto sono state scattate senza un piano di lavoro, istantanee di cose che mi interessavano. Cercando di evitare l’imitazione di un depliant turistico. Ne avevo scritto qui. E allora ritirate le immagini dal laboratorio bisogna fare un po’ di ordine. Per prima cosa io scarto tutte quelle immagini che richiedono una spiegazione: quello della fotografia è un linguaggio visivo e i casi sono due: o funziona o NON funziona (questo me lo ha insegnato molti anni fa Michael Yamashita, fotografo National Geographic durante un workshop). Ora, con un po’ di esperienza in più devo ammettere che è vero. Ma non è così semplice perchè penso anche che a volte da un errore può nascere una bella foto (con un po’ di lavoro, ovviamente) come ben spiegato dall’amico blogger Otto in questo post “Blessing in disguise” . Ora, con la pellicola è più semplice perchè mi rimangono sempre tutti i negativi, buoni e non. Però farò la scansione solo delle foto che ritengo interessanti ora.

Holiday pictures, color negative film: it should be easy. But it is not true. These pictures have been made in relax, just for fun without any plan. Snapshots of what  captured my attention in that moment. Trying not to imitate a touristic  folder. I wrote about this here. Now, the lab already gave me the small prints and some editing is necessary. First I reject all the images which to be understood would require an explanation: photography is a visual language which or works or does NOT work (this I was told many years ago by Michael Yamashita a Nat Geo photographer during a workshop) and now, with some more experience I have to say it is true. But not so simple, because I always keep in mind that sometimes  from a bad picture a good one can born (with some additional work, of course) as explained very well in his post “Blessing in disguise” by my blogger friend Otto. Now, in my case with film it is easier because I’ll always have the negatives. Therefore I’ll scan only the ones I think valid now.

isn’t editing a nice moment?

Avere una libreria con i ripiani metallici per un fotografo è un grande vantaggio: con piccoli magneti si possono appendere le foto, aggiungerne o cambiarne la posizione. Io appendo le immagini sopravvissute alla prima selezione. Di solito le sistemo a coppie o gruppi di tre: mi piace che le varie foto possano dialogare fra di loro. Già, ma per sapere quali scegliere bisogna anche sapere cosa farne: io vorrei fare alla fine un piccolo portfolio, diciamo da otto a dodici immagini che formino una piccola storia visiva da stampare su carta cotone fine art. Ma questa selezione la farò in un secondo tempo. Ora ne sceglierò anche qualcuna per il blog. Forse i vostri commenti mi aiuteranno nella selezione finale.

austrian editing-9

editing on the bookshelves

Having a library with metallic shelves is very useful for a photographer: with small magnets I can hang my photos, add or eliminate a few, change the order. I hang the images who survived the first selection. Usually I place them in couples or in groups of three: I like that my photos can speak each others. Now in order to make a tighter edit it is a good thing to know what the final goal is: I plan to make a small portfolio, between eight and twelve images telling a visual story, which I’ll print later on fine art cotton paper. But this edit will be done later. Now I’ll choice also some photo for the blog. Your comments will help me in the final editing.

C’è sempre un momento di confusione quando faccio queste cose, basta dare un’occhiata al tavolo…e questa è solo una pellicola! E poi casualmente possono capitare cose simpatiche, come questa foto finita vicino al romanzo di Cassola “L’uomo e il cane”

There is always a little confusion when  I do this kind of things, it’s enough just to give a look at the table…and it is only one film! And sometimes nice things can happen, like this photo which by chance went near the book by Cassola “The man and the dog”!

Per favore non chiedetemi perchè, ma oggi la mia foto preferita è questa! E pensare che il laboratorio non l’aveva neppure stampata!

Please, do not ask me why, but today my preferred picture is this one! And think that the lab did not print it!

My today’s best! 🙂 Please do not ask…

16 thoughts on “My austrian (film)photos : editing.

  1. Pingback: About the pleasure of physical photos and editing | the quiet photographer

  2. Pingback: 2014: intentions and doubts and… | the quiet photographer

  3. Ja, wenn man Zeit hat kann es sich wirklich lohnen ale Bilder noch einmal zu sichten. Manchmal hilft es schon wenn gengend Zeit vergangen ist bis man sich die Bilder wieder ansieht.
    Gruß
    Oli

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