Late summer’s games

Giochi di fine estate.               Please scroll down for english text, grazie!

In questa mia estate analogica non poteva mancare una pausa giocherellona. E allora quando Simo ed io abbiamo deciso di trascorrere qualche giorno al lago ho pensato di portare con noi uno dei miei giocattoli. Ispirato dall’estetica delle foto lo-fi di my analogue journey fra i giocattoli ho scelto la mia Holga.

During my analogue summer I could not miss a playful pause. Therefore when Simo and me decided to spend a couple of days at the lake I thought to bring with us one of my toys. Inspired by the aesthetic of the lo-fi photos  from my analogue journey I choiced my Holga.

Un paio di righe per chi non la conoscesse: la Holga è una macchina fotografica di plastica (perfino l’obiettivo) semplicissima ed imperfetta che usa pellicole 120. Infiltrazioni di luce ed altre amenità danno foto abbastanza imprevedibili. Ultimamente, anche a causa delle dimensioni che modo di fotografare, chiamato toy camera (= macchine giocattolo) sta assumendo  sono sorte due scuole di pensiero opposte su questo tipo di fotografia. Una sostiene che quando un fotografo passa a queste macchine è perchè non ha più nulla da dire e sfrutta questo strumento per sentirsi e proporsi come artista. L’altra è invece ritiene che se il fotografo vale anche con uno strumento molto limitato può dare risultati eccellenti.

A couple of lines for the ones who do not know it: Holga is a plastic photocamera (lens included) very simple and absolutely imperfect which works with 120 films. Light leaks and other amenities give photos which are … at least unforeseeable. In the last time, due to the increasing  toy cameras phenomenon two opposite ways of thinking are born. One says that when a photographer uses this kind of cameras is because he has nothing more to say and uses this instrument to propose himself as an artist. On the other side it is said that even with a simple unsophisticated instrument if the author is valid he can get an excellent work out of it. 

Se volete avere un’idea di cosa  si possa fare con questi giocattoli vi consiglio una visita a queste pagine del sito John Stanmeyer . Da queste pagine è  anche evidente quanto lavoro serio anche in fase di editing abbia richiesto un libro come “Island of the Spirits”: non basta avere una Holga e scattare qualche foto a caso! A proposito, dalla lista del suo equipaggiamento foto vediamo che lui ne ha cinque!

To have an idea of what a talented photographer can do working with toy cameras I suggest to visit these pages of the John Stanmeyer web site. From these pages it is clear how much serious work, even in editing and sequncing is required by a book like “The Island of the Spirits” : it is not enough to have an Holga and shoot by chance! By the way, looking at the list of his equipment we can see that he has five Holgas!

Davis Burnett è un altro fotografo che ha osato lavorare con Holga su di un soggetto serio: infatti nel 2000 ha documentato la campagna presidenziale di Al Gore. Le foto sono visibili qui, sul suo sito sotto la voce “Holga eye”.

David Burnett is another photogrrapher who dared to work with an Holga on a serious subject: in the year 2000 he shoot the Al Gore campaign, photos are visible here on his web site under the label “Holga eye”.

Ovviamente fra questi fotografi e me c’è un abisso, non dobbiamo dimenticarlo. Io, come ho detto all’inizio  con Holga ci gioco. Certo, cerco di giocare seguendo un’idea e con una macchina semplicissima mi abbandono all’istinto, senza perdere tempo a trafficare con impostazioni, pulsanti, ghiere e menù vari. Come dice l’amico blogger Münchow in questo (ed altri) post del suo blog di fotografia creativa lascio il mio lato istintivo prendere il sopravvento. L’idea su cui lavoro delimita i confini in cui mi muovo. All’interno di questi guardo,  inquadro e scatto!

Of course between me and these photographers there is an abyss, this has not to be forgotten. As I said in the beginning I play with the Holga. Sure, I try to play following an idea and with a real simple camera I give freedom to my instinct, without loosing time with settings, buttons, rings and various menus. As the blogger friend Münchow says here (and in other ineresting posts of his Creative Photo Blog) I let my instinctive side to take over. The idea on which I work defines the limits whithin which I have to stay. Inside these limits I look,   frame and shoot. 

In questo caso l’idea ha a che fare con la strada che è sempre un posto dove accadono tante cose interessanti. E poi è il tema che l’associazione fotografica di cui faccio parte ha proposto come compito delle vacanze. E allora vi propongo qualche immagine di quelle scattate in questi giochi estivi in anteprima. E le altre foto? Ma quando i compiti saranno finiti, naturalmente!

In this case the idea has to do with the road because it’s a place where many interesting things happen. And moreover it is the theme proposed as holidays home work by the photo association in which I am a member. Therefore I propose now a few images I shot during these summer games as a preview. And the other photos? But when the homework will be done, of course!

holga on the road

foto rkr©2012

holga, aug 2012

foto rkr©2012

holga on the road

foto rkr©2012

12 thoughts on “Late summer’s games

  1. Pingback: Cropping the saxophonist ! | the quiet photographer

  2. Ah ja, Holga ist so etwas wie eine neue Freundin😉
    Die Häuser und die Landschaft gefallen mir unheimlich gut!
    Gruß
    Oli

    PS:
    Ich will Urlaub in Italien!

  3. Divertente! La mia attrazione verso questo “genere” sta crescendo grazie al mio girovagare sul web e grazie a post come questi e a quelli di beweightless…cadrò in tentazione? Sono d’accordo con quello che dici, l’originalità del risultato può in alcuni casi instillare l’idea che basta poco per essere tutti artisti, ma demonizzarle è altrettanto irritante, è solo un’altro mezzo per esprimere la propria creatività e in più è divertente!

  4. Grazie per il commento, concordo. L’importante è esprimersi il che comporta avere qualche cosa da dire, da esprimere e lavorarci più o meno sodo. Credo in modo particolare il lavoro di John Stameyer sia un buon esempio. Va bene anche usare una toy solo per divertirsi. Dove sono un po’ perplesso è quando qualcuno lo fa e ritiene di essere un grande artista solo perchè ha adoperato la Holga o la Diana. Anche se a volte dopo aver “giocato” vengono idee più costruttive.
    Se tutto va bene in settimana torno al lago a continuare il lavoro. E’ vero, anche con le le toy camera ci sono alcune regole de seguire (o infrangere?) e cose da imparare. Per esempio bisogna imparare ad incerottarle! Io ero indeciso se usare una pellicola da 160 o 400 iso, per esempio.
    grazie e ciao, robert
    PS: per forza ho dovuto citare il tuo blog: è anche colpa tua se ho rispolverato la Holga🙂

  5. Che bello leggere che hai rispolverato la Holga! Una bella sorpresa davvero! Molto bella l’ultima foto per colori e vignettatura. E anche la seconda, che sembra quasi di qualità digitale. By the way, forse, per certi aspetti, può anche essere vero che quella delle toycam sia solo una moda del momento. Però, io credo che una persona che vuole fare “fotografia” (anche solo per sé stessa) sia libera di esprimersi come meglio crede, usando i mezzi che preferisce e che sente più “suoi”. Non trovo giusto disprezzare totalmente queste macchine giocattolo e svalutare a priori i risultati interessanti che questi strumenti così semplici e modesti possono offrire. Senza contare il fatto che non basta “inquadrare e scattare”. Anche questi “giocattoli” hanno le loro regole da seguire e bisogna davvero farsi le ossa – oltre che gli occhi. Quindi, se una persona ci vuole offrire le sue foto, ben vengano anche quelle fatte con le toycam! Tutta la fotografia – digitale, analogica e lo-fi – può davvero essere bellissima. Specialmente quando è fatta con passione.
    Ps. Grazie per avermi citata anche questa volta!😉

  6. Forse è proprio l’imperfezione che rende interessante le foto di questa macchina, c’è chi si è stancato delle foto perfette e cerca un’altra via, un’alternativa insomma, forse anche per rompere la monotonia delle foto sempre tutte a puntino🙂
    Le foto che hai proposto non sono niente male a mio modo di vedere, anzi, le trovo pure simpatiche
    Ciao, Pat

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