Pinholes: my beginning

Stenopeiche: il mio inizio         please svroll down for english text, thanks!

polaroid cardboard camera

polaroid cardboard camera

Dovreste già aver letto che fra i miei interessi c’è la fotografia stenopeica, alcuni articoli li potete leggere qui. Oggi vi racconto come ho iniziato. Primo passo l’acquisto, spinto dalla curiosità di una macchina stenopeica in cartone della Polaroid. Credo ce ne siano pochissime in giro, in ogni caso ne sono molto orgoglioso🙂

Probably you already know that among my interests there is the pinhole photography, you can read something here. To day I’ll tell how did it start. First step was to buy a cardboard Polaroid Pinhole camera, because I was curious. I believe there are not many around and I’m a …proud owner!

Poche settimane dopo era tempo di vacanze: per un insieme di circostanze non potevamo allontanarci troppo  e la meta scelta è stato il lago di Como, un’ora d’auto da casa. Non era pensabile andare in vacanza senza una macchina fotografica e allora quale scegliere? Facile, la nuova Polaroid stenopeica! Se il posto per noi era familiare questa scelta avrebbe dato delle foto differenti, non le solite “già vista 1000 volte!”.

A few weeks later was holiday time: because of some special circumstances we could not travel too far and we decided for the Como Lake, more or less one hour drive from home. Unthinkable to go on holiday without a camera and the question was: which one? Easy, the new Pinhole Polaroid! If the place was already known and familiar to us this choice had given different pictures, not the usual “already seen 1000 times!”.

Poco prima di partire  avevo trovato un delizioso libricino di Marguerite Duras dal titolo “Il mare scritto” illustrato da fotografie di Hèléne Bamberger: per ogni foto, scattata durante le passeggiate in Normandia  una piccola frase. E allora ho deciso che anzichè scattare a caso avrei fatto, con la mia macchina stenopeica delle foto che richiamassero quelle del libro, oppure potessero adattarsi alle frasi di Marguerite Duras. Ovviamente tenendo conto che eravamo sul lago di Como e non a Trouville, Normandia.

Short before leaving I found a delicious small book from Marguerite Duras “The written sea” with photographs by Hèléne Bamberger: a short sentence for each photograph. The photos were shot when walking on the coasts of Normandie. So I decided that instead to shoot in a random way I had taken with my pinhole camera pictures referring to the ones in the book, or which could be adapted to the sentences of Marguerite Duras. Of course keeping in mind we were on the Como Lake and not in Trouville, Normandie.

Dopo la vacanza le ho assemblate insieme alle frasi del libricino. Insieme ad altri miei lavori hanno fatto parte di una mia esposizione dal titolo “5 pezzi facili e non perfetti” nel settembre del 2008, ma di questo scriverò un’altra volta.  Ora qualche foto…

After the holidays I assembled these photos with the sentences from the book. Together with a few other my works these have been part of an exhibition entitled “5  pieces easy and not perfect” I had in september 2008, but I’ll write  about it another time. Now, the photos…

como-steno-3

Daily we looked at it, the written sea lake

como-steno-1The calm of the white. The remainder is time.

como-steno-2I don’t know anything more.

Maybe it’s Chile or a  much reviewed and much adjusted Japan.

It depends on you, dear viewer.

como-steno-4I photographed the sea and than I printed the photo, I left bringing it with me in a book.

The sea remained there, courteous, delicate, perfect, INVISIBLE, ETERNAL.

Come quasi sempre potete cliccare sulle immagini per vederle ingrandite.

As most of times you can click on the images to enlarge them. 

10 thoughts on “Pinholes: my beginning

  1. Ciao Robert! Ho fatto una sola esperienza di fotografia stenopeica, ma devo dire che la cosa mi ha affascinato molto. Infatti voglio riprovarci, magari risistemando la pinhole di cartone che mi sono costruita e che è un po’ troppo “ballerina”. Complimenti per i tuoi scatti!

  2. Elogio della lentezza, pienezza decrittiva di stati d’animo. Il piacere sta nell’assaporare fino in fondo, centellinando le sfumature di ogni emulsione, lasciando libera l’immaginazione, ma senza vincolo alcuno, nell’assoluta e incolpevole libertà dell’inconcio. Magnifiche, Robert !

  3. Pingback: Pinholes: my beginnings, 2 | the quiet photographer

  4. Robert,
    I have not made any pinhole photos in quite some time but this project (and the blog post) has given me some inspiriation. Thank you!
    I quite like your re-imagining the lines in the book you referred to and I am now going to look for that book.
    Most of each year, I live on a lake here in the mountains of New York state and I have been trying various ways to photograpgh that lake that, maybe, can get a bit deeper than the obvious beauty of the place.
    So, I think now I shall look for some poetry wriiten about the lake and then try to make photos to go with the poetry.
    Thank you, again, for this idea!
    rbiemer

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