In the kitchen: a diptych

In cucina: un dittico                please scroll down for english text, thanks

Lo sapete, amo i dittici. E non credo sia necessario andare lontano per fare foto. Un piccolo esercizio, sul tema del cibo.

You know, I love diptychs. And I do not believe to be necessary to go far away to make photographs. Here a small exercise on the theme food.

cucina

Altri dittici li potete vedere qui. More diptych can be seen here.

E potete cliccare sulle immagini per una visione migliore, grazie.

And you can click on the image for a better viewing.

Editing NYC: a few thougts

Editing NYC: qualche pensiero       please scroll down for english text, thanks

Mentre lavoravo sulle foto di NY pensavo alle emozioni vissute nei pochi giorni trascorsi in questa città e che (forse) traspaiono dalle mie immagini. E mi domandavo quale rapporto ci fosse con la vera New York. Ammesso che esista una “vera” New York. Ho riletto allora l’interessante articolo di Joerg Colberg su fotografia e luoghi. Ho pensato all’approccio di Pieter Hugo che trovate in questa intervista (se non leggete l’inglese almeno guardate le sue foto!)  e che riassumo in “non è responsabilità dell’artista come le persone percepiscono un luogo dalle mie foto” e quello opposto che Stacy Kranitz chiama regressione alla media (concetto statistico) nel quale “le persone che si recano in un luogo sono attratte le prime volte dagli aspetti estremi per poi pian piano vederne la normalità” .

When I was working on the NYC photos I thought about the emotions I felt during the few days I was there and which (maybe) show trough my images. And I asked myself which relationship could be found with the real New York. If there is a real NY. I read again the interesting articles by Joerg Colberg about photography and places. I thought about the approach of Pieter Hugo in this interview which I summarize “as an artist is not my responsibility how other people perceive a place from my work” and on the other side the idea  Stacy Kranitz calls “regression to the mean”, a statistic concept for which “people in a new place are attracted by the extreme aspects in the beginning and only after many times they see the normality”. 

editing NYC

editing NYC                            .                                                                          photo rkr©2014

Comi dice Colberg la frase “io sono un artista” a volte funziona ma noi non siamo obbligati ad accettarne in toto tutte le implicazioni. Se io fotografo l’Africa oppure New York il mio lavoro sarà comunque confrontato con la rappresentazione dell’Africa  o di New York fatta in molti decenni.  Ma anche  lavorare per eliminare tutti gli aspetti estremi per rappresentare solo “la media” non  convince perchè in questo modo si rischia di eliminare anche le emozioni e la creatività.

As Colberg says the phrase “I’m an Artist” sometimes works but we are not forced to buy it. If I take photos of Africa or New York my body of work will be anyway confronted with the   representation of Africa or New York over many decades. But also overworking to eliminate  all the extreme aspects to represent only “the media”  is not convincing because it this way we risk to eliminate emotions and creativity as well.

Un’altra domanda è se io ho visto la stessa NY vista dai suoi abitanti. Mi spiego con un esempio. La Quinta Strada che ho visto io passeggiando tranquillamente insieme a mia moglie è la stessa che vedono i commessi o le commesse dei lussuosi negozi quando al mattino si recano al lavoro dopo  un lungo viaggio in metropolitana? Oppure il Central Park dove ho passeggiato è lo stesso che vedono gli addetti alle pulizie? Il Matisse visto al MoMA è lo stesso visto dal pittore? Trasmette la stessa emozione a tutti?

Another question is if I saw the same NY seen by his inhabitants. I’ll explain with an example. The Fifth Avenue I saw strolling with my wife is the same Fifth Avenue seen by the salespeople  working  in the luxurious shops when they arrive in the morning after commuting by subway? Or is the Central Park where I walked the same seen by the people working to keep it  clean and agreeable? Is the Matisse seen in the crowd of the MoMA the same seen by the painter? Is it giving the same emotions to everybody?

photo rkr©2014

photo rkr©2014

In realtà la fotografia è un processo di sottrazione: noi siamo immersi in un ambiente, lo percepiamo in tutta la sua interezza. Ma quando fotografiamo ne scegliamo solo una piccola parte, sottraendo dall’inquadratura tutto il resto. E allora quello che rimane la nostra visione.

In reality photography is a process of exclusion: we are immersed in a location and when we decide to photograph we select only a small part of it, excluding from the frame all what is redundant. And than what remains is our vision.

 E allora lascio che il bambino dentro di me si lasci catturare dagli estremi, con  l’emozione provata quando ha visto questo Peterbilt nel centro di Manhattan! Therefore I let the small child inside me to be captured by the extremes, like the emotion when he saw this Peterbilt downtown Manhattan !

peterbilt, NYC

peterbilt, NYC                                                                                                    . photo  rkr©2014

E  ho una foto anche per il ritorno alla media! And I have a photo also for my regression to the mean!

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E voi quando siete in un posto nuovo cosa fotografate?

And how about you, when in a new place how do you take photo?

Reminder: cliccate sulle foto per una visione migliore. Please Click on the photos to enlarge them.

Editing NYC: 9-11 with the old Zeiss

Editing NYC: 11 settembre con la vecchia Zeiss  

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SCAN_ 24453-4La volta scorsa ho provato a spiegarvi quanto mi sia stato difficile fotografare a Ground Zero. A ripensarci era la prima volta nella che mi trovavo sul luogo di una tragedia. Una tragedia immensa. Ora guardando i provini delle foto scattate con la vecchia Zeiss a soffietto ho rivisto questi scatti. Chi segue da tempo questo blog sa che per me il processo di selezione delle foto è importante quanto lo scattare. E può essere un processo lungo, pensare e ripensare. Se  volete commentare, suggerire o criticare mi farà piacere.

Last time I tried to explain how much was difficult for me to photograph when we went to Ground Zero. It was the first time in my life  I was in the place of a tragedy. An immense tragedy. Now looking one more time at the contacts of the photos taken with the old folding Zeiss I re-evaluated these shots. Who is following this blog since a long time already knows that for me selecting the correct photo is part of the photographic process, as important as shooting. And it can be a long process, thinking and rethinking. If you like to comment, make suggestions or or criticize I’ll be pleased.

ground zero

ground zero.                                                                                                                                           #1

 

Ground Zero

Ground Zero.                                                                                                                                           #2

Ground Zero

Ground Zero .                                                                                                                                   #3

Editing NYC: 9-11

Editing NYC: 11 settembre            please scroll down for english text, thanks

NYC 9-11 memorial                   photo rkr©2014

NYC 9-11 memorial  .                                                                            . photo rkr©2014

Quando mia moglie ed io abbiamo visitato Ground Zero ci aspettavamo una realtà molto forte. Ma l’impatto, l’emozione sono stati talmente forti da rendere difficile anche il fotografare. Sembrava quasi irrispettoso. Ma nello stesso tempo volevamo salvare queste emozioni in qualche modo, sembrava importante. Allora ho affrontato la situazione con molta cautela. C’era un sole molto forte quel giorno, con situazioni di contrasto estreme, luci ed ombre. Dopo qualche scatto con la Zeiss mi sono sentito insicuro del risultato (che non volevo mancare) e allora sono passato alla Leica x1. Uno sguardo preliminare al pannello LCD, l’istogramma e la possibilità di lavorare il file raw mi avrebbero aiutato. Del resto questa era la ragione per la quale avevo nella mia borsa una piccola macchina digitale: le situazioni di luce difficili, almeno per me.

Fra le foto scattate ho scelto le tre che presento. Perchè queste tre? Io vedo queste tre foto come un trittico: il ricordo delle persone che non sono più con noi e che non saranno dimenticate, luce ed ombra che si combattono come metafora del bene e del male in lotta e la vita che trionfa alla fine, con la foto della ricostruzione. Almeno, questa è la mia interpretazione.

Attorno al perimetro dove c’erano le torri sono scritti i nomi delle vittime: il giorno del loro compleanno accanto al loro nome viene messa una rosa bianca.

NYC 9-11 memorial .                    photo rkr©2014

NYC 9-11 memorial .                                                                     . photo rkr©2014

When my wife and me visited Ground Zero we were ready to face a strong reality. But the impact, the emotion was so strong that made difficult even take photos. It seemed somehow disrespectful. But meantime we wanted to save these emotions in some way, we felt it important. Therefore I approached this situation  very slowly. There was a very strong sun that day producing very hard contrast, lights and shadows. I took a few pics with my Zeiss but I was unsure of the result so I switched to my Leica x1. A preliminary look at the LCD, the histogram and the benefit of the raw files could help me.
By the way this was the main reason to have that small digital camera in my bag, in case of difficult (to me) light situations.

From the series I shot I now selected the three frames I posted . Why these three? I see these photos like a triptych, memories for the people who are no more with us and whom we’ll never forget #1, light and shadow fighting each others #2 like a metaphor for good against bad and the life which takes again its role with the rebuilding #3.
At least this is my interpretation.

Around the perimeter where there were the tower are all the names of the victims: the day of their birthday near their name a white rose is placed.

NYC 9-11 memorial                     photo rkr©2014

NYC 9-11 memorial .                                                                            .photo rkr©2014

Editing NYC, part 1

Editing di NYC, parte 1                              english text is below, thanks

Tornati da un viaggio inizia un’altra parte del processo fotografico. Sviluppare, scansionare, stampare i provini, organizzare i files, selezionare: è un’attività che a me piace molto perchè la trovo creativa almeno quanto  le riprese fotografiche: è un processo lungo, occorre tempo e pazienza, ne parleremo.

foto rkr©2014

foto rkr©2014

Back from a journey begins a new stage of the photographic process. Developing, scanning, contacts printing, organizing files, editing: it is an activity I like very much because I find it as creative as shooting: it’s a long process which requires time and patience, we’ll speak about.

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taken in NY with a Zeiss Super Ikonta from the 50’s,                            photo rkr©2014

 

Spring time, reviving time.

Primavera, tempo di rinascita.                      Please scroll down for english text, thanks

Che mi conosce oppure segue da tempo questo blog sa che a me piace l’inverno, che alle nostre  latitudini non è così duro. Mi piacciono le atmosfere nebbiose, il buio che arriva presto alla sera e i silenzi portati dalla neve.

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Who knows me or follows my blog already knows I like the winter time, which where I live is not so tough. I love foggy atmospheres, the darkness arriving early in the afternoon and the silence in the snowy days.

Senza titolo-1Per questo provo sempre un poco di malinconia quando l’inverno sta per finire.

Therefore I feel always a little melancholic when winter is near the end.

Ma l’imminente primavera porta anche l’energia del risveglio ed io non ne sono immune. Domenica scorsa era, improvvisamente e stranamente una giornata di quelle che urlavano “sveglia, si rinasce, devi fare qualche cosa di nuovo, adesso!”

But the imminent spring brings along the energy of the wake up and I’m not exempt from. Last sunday really was one of that day shouting “wake up, we revive, do something new, now!”

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E allora ho pensato di prendere in mano la mia sx-70 e fare un piccolo test con le nuove pellicole in bianco e nero di Impossible. Iniziato con un momento casalingo, terrazzo con tanto di panni stesi ad asciugare. Ho provato un ritratto in cucina, che avete visto la volta scorsa. Un dettaglio del mio studio. E visto che era una bella giornata una passeggiata all’aria aperta ci stava bene, con altro ritratto di Simo e un’immagine dedicata alla natura.

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Than I thought to give a try to my SX-70 with the new B&W film from Impossible. First was a domestic shot, daily life on my terrace including the clothes hanged to dry. Than I tried a portrait in the kitchen, you saw it last time. A detail in my studio. And because it was a nice day we went out for a walk, during which I took another portrait and an image dedicated to the nature itself.

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 A me piace l’aspetto un poco etereo di queste foto, dovuto ad una tendenza alla sovraesposizione che io preferisco non correggere. Lavorare con queste pellicole è un’esperienza decisamente particolare: anzitutto è un processo lento. E’ lento prima di fare la foto perchè bisogna decidere cosa e come fotografare, un pacco permette solo 8 foto e a dire il vero non è proprio economico. E allora pensare bene se è il momento di scattare, se l’inquadratura è corretta, se….

I like the almost ethereal look of these images, due to the tendency to overexpose which I prefer not to correct. Working with this material is a particular experience, it is a slow process. It’s slow before taking the photo because it is necessary to decide what and how to photograph, a pack only allows  8 shots and to say the truth it is not cheap. Therefore it’s wise to think if it is the moment to shoot, if the framing is good, if…

Il processo è lento anche dopo aver scattato perchè per aver lo sviluppo completo dell’immagine occorrono circa trenta minuti, durante i quali viene suggerito di tenere la foto al buio. E allora…aspettiamo!

The process is slow also after having shot because in order to have the photo fully developed we have to wait more or less thirty minutes, keeping the photo in the darkness as suggested. So, let’s wait…

Ma a me questa lentezza piace, sono dopotutto un fotografo tranquillo! E in un momento in cui vengono scattate e postate istantaneamente nei social quantità enormi di foto, come ben spiegato dall’amico Otto in questo post “Too much of nothing” sul suo blog “In Flow” l’idea di rallentare,  pensare, andare adagio passo dopo passo anche nella fotografia  è un piccolo lusso che mi voglio concedere! Un pomeriggio e otto foto 🙂

But, being after all a quiet photographer I like this slowness! And in this age  when  thousands of photos are shot and instantly uploaded to the various socials, as my friend blogger Otto well explained in this post “Too much of nothing” of his blog “In Flow” the idea to slow down, think and  proceed at slow speed is a small luxury which I want to taste! One afternoon and eight photos 🙂

Ho ancora un paio di problemi tecnici da risolvere fra la macchina e le pellicole ma certamente uno dei miei prossimi progetti sarà fatto con questo procedimento. Ci sto pensando. E lavorando.  Ma eravamo partiti dalla effetto che l’arrivo della primavera ha avuto su di me e ora sono curioso: voi sentite l’energia nuova nell’aria? Siete stimolati a fare qualche cosa di nuovo? E avete voglia di parlarne?

I still have a couple of technical problems to solve between my camera and the films, but for sure one of my next project will be based on this material. I’m thinking and working about. But we started from the effect that the upcoming spring had on myself, now I’m curious: do you feel the energy in the air? Are you as well  stimulated to try something new? And would you like to share?

More colors

Ancora colori            scroll down for english text, thanks

Lei è giovane, lavora in cucine. Prepara le verdure per il minestrone. Lui osserva come le dispone, non nell’ordine con il quale verranno cotte ma secondo i colori. Siamo a Delft nel XVII secolo e lei andrà a lavorare per lui.

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She is young and works in the kitchen. She prepares the vegetable for the minestrone soup. He observes how she arranges the vegetables, not in the order in which they will be cooked but according to the colors. We are in Delft, XVII century and she will work for him.

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Lui è Vermeer che poi le farà un famoso ritratto. E’ l’inizio del bellissimo libro di Tracy Chevalier “La ragazza con l’orecchino di perla”.

He is Vermeer who will later make a famous portrait of her. It’s the beginning of the beautiful book by Tracy Chevalier “Girl with a pearl earring”

Pensavo a questo perchè in questi giorni umidi ho cercato anch’io dei colori nelle verdure mentre preparavo la cena. E ho fatto qualche foto, così solo per esercizio.

I was thinking about this because during these wet days I looked myself for colors in the vegetables when I was cooking. And I took a few pictures, just to keep in exercise.

Quello del cibo è un soggetto interessante, ne riparleremo. Food is an interesting subject, we’ll speak about it again.

Per qualche giorno non potrò aggiornare il blog, abbiate pazienza e aspettatemi per favore 🙂

For a few days I’ll be not able to update the blog, be patient pleas and wait for me, thanks 🙂