Arles, the photos and not only the photos

Immagine

Arles,  le foto e non solo le foto.

Tanti cose belle, tanti motivi per visitare Arles durante la settimana degli “Incontri della fotografia“. Le foto, ovunque, nelle mostre dei vari circuiti, delle scuole di fotografia, degli indipendenti. E  sui muri.

 

Many nice things, many reasons to visit Arles during the opening week of the rencontres de la photographie“. First the photos, everywhere, in the exhibitions of the various circuits, the ones proposed by the photography schools, the independent photographers who show their works. And the ones glued on the walls.

La luce, la stessa luce che aveva stregato Van Gogh rende interessanti anche quegli angoli che non hanno nulla di speciale.

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The light, that same light which bewitched Van Gogh makes interesting even that corner with nothing special!

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Da non sottovalutare gli incontri con simpatici appassionati fotografi, come… me e mia moglie mentre celebriamo la vecchia Kodachrome!

Not to under evaluate the encounters with other people, oft passionate photographers like …myself and my wife celebrating the old Kodachrome!

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 La possibilità di conversare con un famoso fotografo oppure di acquistare un’opera da un fotografo emergente.

The possibility to chat with a famous photographer or to buy a work from an emerging one.

 Vedere tante immagini con tante storie diverse dietro, incontrare persone con le quali chiacchierare sui lavori visti o su quelli da vedere aiuta a mantenere viva la nostra parte creativa ed è il motivo principale che mi spinge a visitare Arles per gli “Incontri di Fotografia”.

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E voi frequentate qualche importante manifestazione fotografica o di qualche altra arte di vostro interesse? O avete altre risorse per mantenere viva la vostra creatività?

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To look at many pictures with many different stories behind, to meet people and chat with them about the works we have seen or the ones we should see is very important to keep alive our creative side and is the main reason for me to drive to Arles for the “Rencontres de la Photo“.

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How about you, do you visit any important event related to photography or other arts you are interested in? Or do you have other resources to keep your creativity alive? 

 Come sempre potete cliccare sulle foto per una visione migliore  E se avete commenti o suggerimenti non esitate ad esprimerli, grazie!

As always you can click the images for a better visual experience and if you have comments or suggestions please do not hesitate, thanks!

Easter, Wenders and work in progress

Pasqua, Wenders e lavori in corso             please scroll down for english text, thanks

Quando siamo molto impegnati il tempo vola, è la mia versione della relatività, scusa Albert, capisco sia troppo semplice! E allora iniziamo con il fare gli auguri a tutti, agli amici, ai lettori affezionati, ai lettori occasionali. Auguro a tutti voi una Buona Pasqua  insieme alle persone cui siete affezionati.

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When you are busy time flies, this is my version of the theory of relativity, sorry Albert I know it is a little bit too simple! Therefore I start to wish you all, friends, readers both loyal and casual, everybody really an Happy Easter with the ones you love.

Recentemente la fotografia mi ha molto impegnato. Ho visitato due volte la mostra “America” a Villa Panza, Varese di uno dei miei registi e fotografi preferiti: Wim Wenders. Perché due volte? Primo perché mi èvarie_aprile_2015-6 piaciuta un sacco sia per l’ambientazione sia per le foto. Secondo perché volevo in qualche modo appropriarmene, farla mia. Poiché era proibito scattare foto sono tornato con il libro-catalogo della mostra e su alcune pagine ho ricopiato alcune delle frasi che Wenders ha preparato come commento alle fotografie. Ho impiegato un po’ di tempo ma in questo modo i cieli americani, i negozi vuoti del Montana e le atmosfere alla Hopper sono diventate un po’ più mie!

Recently I have been very busy with photography. I visited twice the exhibition “America” by one of varie_aprile_2015-4my preferred directors and photographers: Wim Wenders. Why twice? First because I enjoyed it very much, both the location and the pictures. Second because I wanted somehow to appropriate this exhibition, to make it a little bit mine. So being forbidden to take photos I came back a second time with the catalog and on a few pages I copied the words Wenders prepared as side comment to the pictures. It took some time but I enjoyed it and the blue american skies, the Montana empty shops and the atmosphere in the “Hopper style” are now a little bit more part of  my experience! 

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Del fascino di scattare in pellicola ho già parlato in questo articolo dove menzionavo appunto Wim Wenders uno dei primi registi a lavorare in digitale nel cinema ma ancora strettamente legato alla pellicola quando fotografa. Anche a me piace spesso scattare con la pellicola per le stesse motivazioni anche se le mie foto non sono certo paragonabili a quelle di Wim! E della mia attrazione per l’America vi avevo parlato qui.

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About the fascination to shoot film I already spoke in this post where I reported an interview with Wenders saying to be one of the first movie directors to work with digital technology but still strictly tied to film when it is about still photography. I like as well to shoot film very oft for the same reasons even if my pictures cannot be compared to the ones of Wim! And about my attraction for America I already spoke here.

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Ma non ho solo visitato mostre in questo periodo: dopo un lunga pausa di riflessione ho iniziato a lavorare sul dummy del libro, senza titolo ancora sul mio progetto migrante. Ho deciso sarà quadrato 18×18 cm per mantenere l’aspetto intimo di quella che è una storia personale. Dopo una valutazione a computer in questi giorni sto stampando le foto impaginate in questo formato per poter meglio studiare la sequenza delle pagine e la dimensione delle foto stesse. Richiede tempo ma è un’esperienza interessante della quale parlerò presto, per ora un paio di immagini dei lavori in corso.

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But I didn’t only visit exhibitions in the last weeks: after I took a long time off to think now I’m ready to work on my book, still without title about my migrant project.  I decided it will be a square book, 18×18 cm in order to keep the intimate feel that a personal story deserves. After a computer evaluation I’m actually printing the pages in order to have them in my hands and better study both the sequence and the size of the pictures within the page. It takes time but it’s also an interesting experience about which I’ll speak soon, by now just a couple of pictures of the …works in progress.

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C’è confusione? Si è vero. Ma è dal caos che nascono le cose migliori 🙂 Do you see confusion on my table? Yes, true. But it’s from Chaos that the best things can born 🙂 varie_aprile_2015-8Amo il cinema.  Ho iniziato parlando di un regista che amo. Purtroppo devo terminare con una nota triste: ieri all’età di 106 anni è mancato Manuel De Oliviera. Ricordo di averlo visto cinque o sei anni fa alla Milanesiana in un  intervista durante un concerto di Patti Smith e mi aveva colpito l’energia e l’entusiasmo con il quale aveva parlato del progetto sul quale stava lavorando.  Ciao Manuel, grazie. Anche a te Buona Pasqua, ovunque tu sia.

I love movies. I started speaking about a movie director I love. Sadly I have to finish with a sad note: yesterday aged 106 died Manuel De Oliveira. I remember having seen him five or six years ago in an interview at the Milanesiana during a concert of Patti Smith and I was surprised by the energy and enthusiasm he had when described a project he was working on. Ciao Manuel, thanks. To you as well an Happy Easter, wherever you are.

E se ci fosse un po’ di pace…

And if a little bit more peace…

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Ambrogio Pozzi, the vernissage

Ambrogio Pozzi, l’inaugurazione

E’ bello poter dire che l’inaugurazione della mostra “Ambrogio Pozzi, un artista libero” all’interno della manifestazione Filosofarti sia stata un successo. Familiari e amici con la moglie Etta in primis, personaggi del mondo culturale gallaratese e autorità sono intervenuti arricchendo  con la loro presenza e i loro interventi questa manifestazione, prima mostra dedicata ad Ambrogio Pozzi nella sua città.

L’importanza di attività culturali in un momento difficile per tutta la società, la partecipazione attiva di Ambrogio nei primi anni di vita del Sestante, la sua capacità di fotografo che voleva spingersi oltre i limiti solitamente accettati nella fotografia, il legame fra la sua attività di designer che lo poneva in contatto con artisti di tutto il mondo e la sua passione fotografica sono aspetti che sono stati evidenziati nei vari interventi.

It’s nice to say that the vernissage of the exhibition “Ambrogio Pozzi, a free artist” which is part of the series of events  Filosofarti has been a success. His wife Etta and relatives, friends, personalities of the cultural environment, authorities attended and through their speeches enriched this exhibition, the first one dedicated to Ambrogio Pozzi in his town.

The importance of cultural activities in a difficult time for our society, the involvement of Ambrogio in the first years of the “Fotoclub il Sestante”, his desire as photographer to go beyond the limits usually accepted for the photography, the connection between his professional work which put him in contacts with many worldwide known artists and his photographic passion are all points discussed in the various speeches.

Ma questo è un blog fotografico e allora guardiamo qualche foto!

But this is a photographic blog therefore let’s look at a few pictures!

E oltre alle foto abbiamo anche un corto video su questa mostra.

And beside the photos here is a short video about this exhibition.

Ambrogio Pozzi, a free artist

Ambrogio Pozzi, un artista libero

Ambrogio Pozzi

 Ambrogio Pozzi: era un artista noto in tutto il mondo per la sua attività di designer nel campo della ceramica. Ha collaborato con grandi aziende di fama internazionale e il suo lavoro è stato esposto in tutto il mondo, fra l’altro al Moma di New York, alla Triennale di Milano nella rassegna “dieci designers dal mondo” e al Museo Internazionale della Ceramica a Faenza (se cliccate sul link nella photogallery potete vedere alcuni suoi pezzi). Ma non tutti conoscono la sua attività di fotografo capace di esprimersi con creatività, intelligenza e originalità. E’ per questo che il gruppo fotografico di cui faccio parte, e del quale Ambrogio molti anni fa è stato uno dei primi soci ha deciso di dedicargli una mostra con opere selezionate fra quelle che la moglie ci ha affidato dopo la sua morte.

Ambrogio Pozzi: he was a worldwide known artist because of his activity as designer in the field of ceramic.  He had many collaborations with worldwide known companies and his projects are exposed in many important galleries and museums all over the world, like MOMA in New York, the Triennale in Milan and many others like the MIC in Faenza, click the link and visit the photogallery to see a few of his creations.

But not many know his photographic work where his creativity and originality drove his researches with the same enthusiasm he put in his ceramic work. This is the reason for which the photographic group of which I’m a member decided to dedicate him an exhibition with a selection of his work.

Aver collaborato alla preparazione di questa mostra è stata per ma un’esperienza interessante e stimolante sotto molti punti di vista. E se  mi ha tolto un poco del tempo che dedicavo al blog vi chiedo ancora una volta, abbiate pazienza, grazie!

Being involved in the preparation of this exhibition has been for me a very interesting and stimulating experience under many point of view. And if this took away the time I usually dedicate to this blog I can only beg your pardon.

Holland

Olanda                please scroll down for english text, thanks

Siamo stati qualche giorno in Olanda per incontrare l’amico Machiel e   visitare la sua mostra  al Fotomuseum di l’Aia. Una mostra ed un libro dal titolo “Three Books”  carichi di emozione e da non perdere se amate una fotografia non solo documentaria ma fatto anche di ricordi, sogni e appunto tanta emozione. Se proprio non avete occasione di andare in Olanda visitate almeno i siti proposti!

Machiel Botman oltre a essere un fotografo speciale, un mentore sempre pronto a dare suggerimenti è da anni un amico e ci ha guidato alla scoperta di qualche semplice meraviglia nei dintorni di casa sua.  E allora vi propongo qualche foto fatta d’istinto, in relax. Semplicemente per ricordare i bei momenti. Lo sapevate che in Olanda ci sono anche i bufali?

We have been a few days in Holland to meet our friend Machiel and to visit his exhibition at the Fotomuseum Den Haag. An exhibition and a book called “Three books” full of emotion and which you should not miss, specially if you like a photography which is not only a document but also consists on dreams, memories and as I already said a lot of emotion. 

Machiel Botman beside being a special photographer, a mentor always ready to give suggestions is since many years a good friend and we drove us in  a special tour in the neighbourhood of his town, where we had a few pleasant surprises. Here are a few snaps, made following the istinct in a complete relax. Simply to remember these good moments. Did you know in Holland there are even long horn buffalos?

Per una migliore visione cliccate sulle immagini, grazie.

For a better viewing please click on the images, thanks.

 

Forma: the last visit

Forma: l’ultima visita                               Please scroll down for the english text, thanks.

Questo è l’interno di uno spazio industriale: un deposito di tram. In alto a sinistra vediamo un’altra immagine: non è un effetto di postproduzione ma è il riflesso di una fotografia. Ho scattato la foto attraverso una finestra, da una parte i tram, dall’altra la foto di cui si vede il riflesso.

This is the inside of an industrial building: it’s a tram depot. On the upper left side we see another image: it’s not a postproduction effect but it’s the reflexion of a photograph. I shot through a window, on one side the trams and the photo whose reflection we see on the other.

2014_jan_rob-15Volutamente ho voluto un’immagine un poco evanescente, non molto nitida (ho lasciato bassi iso e scattato con un lungo tempo di posa) perchè in effetti è qualcosa che sta scomparendo. E’ una foto scattata a Forma dove siamo stati un paio di giorni fa  per vedere un’ultima mostra prima della sua chiusura. Ho voluto con questa foto fare un mio personale omaggio . Secondo me è un peccato che un’istituzione culturale nel campo della fotografia in una città come Milano chiuda. Lo dico anche se non sono sempre stato d’accordo con le scelte espositive, ma questa è una questione di gusti personali. La cultura fotografica merita di essere diffusa, ma si sa, tempi difficili per la cultura 😦

I deliberately wanted an image with a fading look, not really sharp (I set low iso and a long exposure time) because it’s something disappearing. It’s a picture I shot at Forma, where we have been a couple of days ago to see a last exhibition before its closure. I wanted with this photo to make my own homage. forma (1 di 1)In my opinion it’s really a pity that a cultural  institute working in the photographic field in a city like Milan has to close. I say this even if sometimes I didn’t like the exhibitions they proposed, but this is only a question of personal taste. The photographic culture deserves to be spread, but we now it’s a difficult time for culture 😦

Abbiamo visto delle foto non solo belle ma anche interessanti e come sempre (quasi) quando passiamo vicino a una libreria siamo tornati a casa con un bellissimo libro fotografico!

We saw photos not only nice but interesting as well and as most of time when we are near a book shop we went home with a beautiful photobook!

I know: it is not perfect!

Lo so, non è perfetto ! 

Amici mi hanno chiesto qualche notizia sulla nostra mostra fotografica, io della capra lui della rapa. Nei prossimi giorni mi piacerebbe scrivere sul percorso che ha portato a questo risultato,  idee, difficoltà, riflessioni, scelte. L’esperienza è stata ricca ed emozionante. Per ora abbiamo preparato questo video bilingue (circa!) : accontentatevi!

Friends ask me news about our photo exhibition “io della capra lui della rapa” .  In the next days I would like to write about this experience, ideas, difficulties, selections. It has been a reich and exciting experience. By now you can look at this video (italian  and english, more or less!): please, be satisfied!

Lo so, il video non è perfetto. Ma il tempo era poco e così anche l’esperienza…

I know it, the video is not perfect. Ma the time was limited  as it was our experience…

A quick note from the exhibition

Un breve commento dalla nostra mostra.

Siamo presi in questi giorni. Solo una piccola nota per dire che la mostra sta andando bene ! Vi racconterò, fra qualche giorno 🙂

We are busy in these days, just a short note to inform you that it’s going well! I’ll tell you more in a few days 🙂

Prague Project: the exhibition

Progetto Praga: la mostra.  

Chi segue da un po’ di tempo questo blog sa che circa un anno fa Simo ed io abbiamo per la prima volta nella nostra vita iniziato un lavoro fotografico insieme a Praga. Chi non avesse ancora letto gli articoli precedenti  li può trovare, insieme ad alcune foto qui oppure cliccando “project prague” nella barra laterale. A noi piace camminare lentamente, fare le cose in fretta non è nel nostro (mio ?)  DNA ! Trovare il modo di combinare due visioni diverse non è stato facile ma è diventata un’esperienza molto interessante. Ora siamo contenti di dire che questo darà vita ad una mostra fotografica nel mese di ottobre.

Who follows this blog since a longer time already knows that  Simo and me about one year ago started for the first time in our lives a photographic project together, the so called    “Prague Project”. If you have not (yet?) read about it you can find the related posts and photographs here or just click on the lateral side under the label “project Prague”  We like to walk slowly, working in a hurry is not in our (my ?) DNA ! Now we are happy to announce that this project will give life to a photo exhibition in the month of october.

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click to enlarge, please – cliccare per ingrandire, grazie

We are in Prague. The famous coffeehouses frequented by Kafka, the taverns visited by the writer Jarodlav Hasek, the breweries, the cabarets. All these places in the past have seen a crowd of people, a few conspiring against the regime, in the meanwhile agents of secret police and spies were studying each others. It’s a part of the old game of the history. But there have been as well  people simply  drinking a Pilsen following the idea “Io della capra, lui della rapa” which I try to translate in “I about the goat, he about the turnip” and means that important was just to chat, about anything, about nothing special, nothing specific. Just chatting. Prague, a city rich of humanity and mysteries, with a polished architecture and rough alleys and the feeling of a unique special place.

Eight thirty, saturday morning: go!

Otto e trenta, sabato mattina: partenza!.    please scroll down for english text, grazie!

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.Siamo partiti sabato mattina e dopo qualche ora d’auto siamo arrivati in un posto un poco speciale. Dove? Savignano sul Rubicone per SIFest, importante Festival Fotografico nato nel 1992.Avanti e indietro per le strade, dentro  bellissimi palazzi. Su e giù per le scale, attorno ad angoli e lungo  corridoi.

We left on saturday morning. We drove a few hours than we arrived in a special place. Where? Savignano on the Rubicone for SIFest, important Photo Festival born in the 1992.

 Backwards and forwards, inside beautiful buildings, up and down stairs, around corner and through long corridors.. 

Abbiamo visto tante foto, ovunque. Nelle mostre organizzate ma anche per strada, sui muri. We saw many photographs almost everywhere. In the various exhibitions but along the streets and on the walls as well. 

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Per chi come me ama la fotografia è importante vedere il lavoro di altri autori, anche quelli che praticano una fotografia diversa dalla propria oppure che si confrontano con altri soggetti. E porsi delle domande su quanto l’autore ci ha comunicato attraverso l’immagine, perchè lo ha fatto in quel modo (ci è piaciuto o forse ci ha infastidito, ma per quale motivo?), perchè questa inquadratura così pulita, oppure così sporca e confusa, come mai a questa immagine ha accostato quest’altra?  Sono molte le domande che possono aiutare a capire il processo comunicativo e creativo dell’autore.  Queste domande e le loro risposte  rimangono dentro di noi e costituiscono un serbatoio di idee ed emozioni dal quale peschiamo quando ci apprestiamo ad un lavoro creativo. E come dice Julia Cameron nel suo libro “La via dell’artista” è importante ricordarsi di riempire questo serbatoio per evitare che la nostra creatività si inaridisca. Per chi legge l’inglese l’amico blogger Otto von Münchow  ha parlato di questo aspetto interessante del processo creativo in questo articolo.

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For the lovers of photography, like myself it is important the confront with the work of other authors included the ones who work in a very different way or on different subjects. And try to put themselves questions about what the author managed to communicate, why he decided to do it in that way (did we like it or did we feel disturbed, and why?) why this way to frame (so clean or so confused)  or what reason for putting this image beside this other one. There are many questions to think about which can help to understand the creative process in the communication of an author. These questions and their answers will stay inside us and will build that collection of ideas and emotions from where we’ll pick up the starting point in our creatives work. And as Julie Cameron in her book “The artist’s way” remind us it is important to fill this special tank of emotions in order to prevent our creativity  dry up. The firend blogger Otto von Münchow describes very well this aspect of creativity in this post

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Questo è uno dei motivi per i quali è utile andar per mostre. Un altro motivo è che oltre che utile è anche divertente!

This is one of the reasons for which it is useful to visit exhibitions, another is that it is not only useful but amusing as well!

Cliccate sulle immagini per ingrandirle, grazie. You can click on the photos for  a larger view, thanks.