Birthday with scream and hope…

Compleanno con urlo e speranza   please scroll down for english text, thanks

Oggi è il mio compleanno. Sono settanta, non male! Si perché sono nato il 10 dicembre 1948. Nello stesso giorno l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. E questo è un anniversario molto più importante.

Today is my birthday, seventy years old, not bad! Yes, because I came to life december 10th, 1948. In the same day the United Nations General Assembly adopted and declared the Universal Declaration of Human Rights. And this is a much more important anniversary.

Purtroppo devo dire che non vivo questo giorno, meglio non vivo questi tempi con serenità. Mi trovo in un paese incattivito dove solidarietà e attenzione ai più deboli sembrano essere una cosa negativa. Un paese che forse perché “educato” da vent’anni di reality shows ha dimenticato la società del noi per adottare la società dell’io, del me stesso. Un paese che ha dimenticato quando noi eravamo un popolo di emigranti non molti anni fa e pensa solo a rinchiudersi nell’illusione di proteggere se stesso. Un paese che per trovare unità ha bisogno di un nemico…e allora ho voglia di urlare…

Unfortunately I have to say I’m not living this day, better I do not live these times with serenity. I find myself in a country where solidarity and attention for the weaker seem to be a negative affaire. A country which maybe because “educated” by twenty years of reality shows has forgotten the society of “we” and adopted a society of “I” , of myself. A country which has forgotten when we were a people of emigrants, not so many years ago and only thinks to withdraw into itself in the illusion to protect itself. A country which to find unity among the population needs an enemy…therefore I desire to scream…

 

Ma se tutto questo è molto triste vicino a casa mia ho visto un murales disegnato da ragazzi di un vicino liceo artistico e guardando questi lavori e scritte ho notato un’attenzione ai problemi dei più deboli e una sensibilità verso gli altri che mi hanno ridato speranza.

E allora il mio compleanno è ora più sereno 🙂

But if all this is very sad I saw near my house a murales made by students of a near art school and looking at these  works I noticed an attention to the problems of the weak ones and awareness of social issues which gives me hope.

And my birthday is now more serene 🙂

Come sempre potete cliccare le foto, scattate con Polaroid per una visione più accurata e i vostri commenti sono graditi. Grazie.

As always you can click the pictures  shot on Polaroid film for an enlarged vision and your comments are welcome. 

Edit: please note this Amnesty report

 

 

My short road trip, final part

Il mio viaggio, ultima parte   please, scroll down for english text, thanks

Keropetrol, Mioglia SV
       in homage to Ed Ruscha                                                                   photo rkr©2018

Nel 1963 Ed Ruscha pubblica un piccolo libro dal titolo “Twentysix Gasoline Stations” in un edizione di 400 copie numerate.  E’ un libro semplice nel quale sono contenute fotografie di ventisei stazioni di servizio che si trovano sull’autostrada fra la casa di Ed a Los Angeles e quella dei suoi genitori a Oklahoma City. Le foto in bianco e nero spesso comprendono in primo piano un ampio pezzo di strada e sembrano delle semplici istantanee. Le didascalie riportano solo il nome della stazione e il luogo, per esempio “Texaco, Sunset Strip, Los Angeles”.

In 1963 Ed Ruscha publishes a modest book in 400 numbered copies “Twentysix Gasoline Stations”. It’s a simple small book in which there are black and white photographs of the twenty-six gasoline stations which are on the highway between Ed’s house in Los Angeles and his parents house in Oklahoma City. The photographs often include large areas of forecourt or road in front of the stations and seem to be just a record of the various stations.

Ruscha mise molto impegno nella preparazione del libro, in un intervista del 1973 ricorda di aver cambiato il layout del libro almeno 50 volte per essere certo che il libro fosse quello che lui veramente voleva. Il libro venduto in origine a 3 dollari e respinto dalla Libreria del Congresso sarebbe diventato un iconico libro d’artista. Per gli appassionati che desiderassero una copia della prima edizione, numerata e firmata sarà utile sapere che devono essere pronti a pagare una cifra di circa 20.000 dollari secondo questo sito specializzato in libri antichi. Vedo mentre sto scrivendo che l’esemplare in questione è stato venduto! Certo un buon prezzo 🙂

Ruscha put a great effort in the preparation of the book, in an interview in 1973 he said it took months of planning and that he changed the form of the book about fifty times at the printer’s. He really wanted the book to be what he desired it to be! The book sold in the beginning for three dollars and rejected by the Library of Congress had become an iconic artist book. If you are passionate about and desire a copy of the first edition, numbered at signed by the artist is useful to know according to this site highly specialized in antique books you should pay around 20.000 dollars. I see now that the book has been sold, for sure a good price 🙂

Ho pensato di iniziare l’ultima parte di questa piccola serie con un omaggio a Ed Ruscha perché quando viaggiamo in auto le stazioni di servizio fanno parte del viaggio e spesso anch’io ne sono in qualche modo affascinato!

I decided to begin the last part of this small serie with an homage to Ed Ruscha because when we travel by car gasoline stations are part of the journey and I’m as well fascinated by the variety of them.

In un racconto di viaggio oltre alle stazioni di servizio ci vorrebbero anche foto di trattorie o tavole calde dove ci si ferma a mangiare. Ma il nostro è stato un viaggio breve, di poche ore e ci siamo fermati solo per qualche caffè! Bisogna accontentarsi!

Importante invece è stata  una sosta nel piccolo cimitero di Stella per rendere omaggio a Sandro Pertini, Presidente della Repubblica Italiana dal 1978 al 1985. Una tomba semplice per un uomo semplice ma grande.

In a story about a journey there would be pictures of restaurants or diners where people stop to eat something. But this was a short trip and we only had a few coffee breaks! We need to be happy with it!

Important to us was a visit to the small Stella’s cemetery  to pay homage to the grave of Sandro Pertini, President of the Italian Republic from 1978 till 1985. A simple grave for a simple but great  man.

Con questo post concludo la serie sulla Strada del Sassello, SP 334,  ma anticipo che la zona è molto interessante e tornerò per sviluppare meglio un progetto fotografico specifico. Questa è solo un’anteprima: i miei progetti sono spesso a lungo termine e occorre pazienza per vederli terminati!

With this post I close the series about this Sassello Road, SP334,  but I like to reveal in advance that it’s a very interesting area where I’ll go back to develop a specific photographic project. This is simply a preview: usually I have long term projects and it is necessary to be patient to see them finished!

Come sempre suggerisco di cliccare sulle foto per una visione migliore e ricordo che commenti, critiche costruttive e suggerimenti sono benvenuti.

As always I suggest to click the pictures for a better visual experience and I remind you that your comments, constructive criticisms and suggestions are welcome.

 

My short road trip: coming back

Un piccolo viaggio: il ritorno

Peace Sanctuary near Albisola

Nell’articolo della volta scorsa ho parlato delle piccole deviazioni alla scoperta di nuovi territori che mia moglie ed io ci concediamo quando siamo in viaggio. Un amico mi ha chiesto perché amo documentare questi posti che spesso non hanno nulla di speciale. Ci sono più risposte per questa domanda ma direi che il motivo principale è l’emozione. L’emozione di vedere un posto sconosciuto ma nello stesso tempo un posto che in qualche modo sento mio. In my last post I spoke about the small deviations my wife and me like to make when traveling. A friend asked why do I like to document these places which most of times have nothing special. There are many answers for such a question but I would say the main reason is the emotion. The emotion to see an unknown place but in the same time a place which I feel mine.  A volte ci torno in questi posti. Al termine della nostra vacanza al mare tornando a casa abbiamo fatto la stessa strada dell’andata, così ho scattato una pellicola all’andata e una al ritorno. Lavorare in analogico è stato importante, l’idea di avere un numero limitato di scatti a disposizione ha aumentato la mia attenzione, la mia sensibilità nei confronti di quello che avevo attorno. Sometimes I go back to these places. Going back home after our seaside holiday we drove the same road. So I shoot one film going and one coming back. Working with film has been important, the idea to have a limited number of photo increased my attention, my perception of the surroundings. Nella storia della fotografia il viaggio per strada, road trip in americano, è molto presente: basta pensare a autori come Walker Evans e alla sue fotografie nel sud rurale degli Stati Uniti  che daranno vita al volume “Sia lode ora a uomini di fama”  e a  Robert Frank e al suo viaggio (anni 1955/56) su una Ford di seconda mano attraverso quell’America che documenterà in modo talmente graffiante da dover trovare un editore europeo, Robert Delpire per il suo libro “The Americans” rifiutato dagli editori americani.

Bus stop in Santa Giustina

In the history of photography the road trip has a relevant presence: just think of photographers like Walker Evans and his photographs taken during a journey in the rural south of the United States which will produce the book “Let Us Now Praise Famous Men” or like Robert Frank who traveled on a second hand Ford through an America which he will document in a such a biting way that he will have to find an european editor, Robert Delpire for his book “The Americans” rejected by the americans editors.

on the road near Sassello

E’ chiaro che io non posso paragonarmi a questi fotografi ma amo studiarli, guardare ii loro lavori, analizzare le loro scelte  ed devo dire che è anche bello lasciarsi ispirare 🙂 It’s clear I cannot compare myself with these authors but I love to study them, to look at their works, to analyze there selection criteria and I have to say sometimes it’s nice to let ourselves be inspired 🙂 Come sempre mi piacerà leggere e rispondere ai vostri commenti e potete cliccare le foto per una visione ingrandita. Grazie. As always I’ll be pleased to read and answer your comments and you can click the photo for an enlarged view. Thanks. Altre foto da questo viaggio fra qualche giorno, non dimenticatemi! Some more photos from this trip in a few days, do not forget me!  

A short road trip, photos and thoughts.

Breve viaggio, foto e pensieri sulla strada          scroll down for english test, thanks

Alla fine dell’estate mia moglie ed io abbiamo deciso di trascorrere qualche giorno al mare. Sentivamo la necessità di un poco di relax con il sole meno rovente e l’aria un poco più fresca che in agosto, e con le spiagge quasi vuote. Da casa nostra al mare il viaggio non è molto lungo, diciamo circa tre ore d’auto. A volte è anche noioso.

On the road towards Sassello                                                       photo rkr©2018

At the end of last summer my wife and me decided to spend a few days at the sea. We felt the need for some relax with a less burning sun and fresher air compared to august, and with almost empty beaches. From our house to the sea the journey is not very long, let’s say it takes more or less three hours by car. Sometimes it is also a little bit annoying.

A noi piace l’idea del “road trip”, del viaggio per strada, con la musica dei Canned Heat in sottofondo magari solo nella nostra testa. E’ per questo motivo che spesso quando facciamo queste piccole trasferte deviamo dalla via più diretta, lasciamo l’autostrada e ci inoltriamo su strade secondarie alla scoperta di territori per noi nuovi. E come in questo caso con la compagnia di una macchina fotografica e qualche pellicola ci divertiamo un poco.

We like the idea of the “road trip”, the journey on the road, with the Canned Heat music as background maybe only sounding in our heads. It is for this reason that oft when making our small trips we divert from the main road, we leave the motorway and venture into secondary roads to discover new for us  territories. And as in this case with the company of a photo camera and a few films we have a little fun.

Da Acqui Terme ad Albisola sono poco più di 50 km per valicare le Alpi Marittime, è una strada segnata in piccolo sulle carte geografiche. Sarebbe poco più di un’ora d’auto ma noi impieghiamo molto di  più. Perché ci piace guardarci attorno, fermarci nella piazza di un paesino  e bere un caffè nel piccolo bar, che spesso è anche il punto di ritrovo dei pochi abitanti. Amiamo fermarci a guardare le case e le vetrine dei negozi. Fare incontri.

From Acqui to Albisola there are a little more than 50 km to cross the Maritime Alps, it’s a small road even on the maps. It should be a little more than one hour by car but for us it takes much more time. Because we like to look around, to stop in the main (and unique) small square  of a village to drink a coffee in the local bar which oft is the meeting point of the few inhabitants. We love to stop and look at the old houses and the shop windows. And to have surprising encounters.

Tante sono le case abbandonate  che fanno pensare a tempi migliori. Oggigiorno non deve essere facile trovare lavoro in questi villaggi che i giovani stanno lasciando.  Le poche case, i negozi al posto dei supermercati, il distributore di carburante nella piazza del paese, le fattorie al posto delle fabbriche ci danno anche l’impressione di fare un viaggio in un tempo diverso, un tempo vuoto, un tempo lento, oserei dire un tempo di molti anni fa.

Many abandoned houses let think of better times. Nowadays it must be not easy to find a job in these villages which the young people are leaving. The few houses, the shops instead of large supermarkets, the gas station in the village square, the small farms instead of factories give us the feeling of a journey in another time, an empty time, a slow time, I would dare to say a time from many years ago.

Altre foto e pensieri sul road trip fra qualche giorno.

More pictures and thoughts about road trips in a few days.

Vi ho menzionato   “On the road again” dei Canned Heat ? E allora eccoli! Wow, son passati quasi 50 anni!

Did I mention “On the Road Again” by the Canned Heat? Here they are! Wow, this was almost 50 years ago! Please enjoy!

Come sempre potete cliccare sulle foto per una visione migliore e dovreste sapere che i vostri commenti sono benvenuti.

As always you can click the images for a better viewing experience and you should know that your comments are welcome.

 

 

 

 

Cezanne apples and B&W photography

Le mele di Cezanne e  fotografia in bianco e nero     

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My attempt for a Cezanne study                                                                   photo rkr©2018

Ci sono macchie che vanno dall’arancio al rosso al bordò, con qualche colpo di verde e una botta di giallo.

There are spots from orange to red to dark burgundy with splash of green and a punch of yellow.

Oppure linee grigie , alcune più chiare, altre più scure, forse nere. Non ci sono colori.

Or there is a grey line, and other lines, some darker, some softer, but all grey with no color.  

 

Oggi iniziamo con un mio tentativo di copia di un dipinto di Cezanne, con le sue famose mele. E con un mio disegno a matita, anche questo un esercizio dai corsi disegno e pittura che sto seguendo.

Today we start with one of my painting exercise, in this case I tried to copy the Cezanne apples. And with a pencil drawing of mine, again an exercise from the lessons I’m taking.

Lo so, questo dovrebbe essere un blog sulla fotografia, cosa centrano queste immagini?

I know, this is supposed to be a photography blog, why these images?

Qualche giorno fa chiacchieravo con un amico che mi ha chiesto se preferissi la fotografia in bianco e nero oppure quella a colori e quali differenze ci trovassi. Domanda semplice ma risposta complicata. In effetti io fotografo sia a colori sia in B&N.

A few days ago I was chatting with a friend when he suddenly asked me if I prefer color or black and white photography and which differences I found between them.  A simple question with a complicated answer . In reality I make both, B&W and color photography.

Ora la domanda è: quando decido di fotografare in Bianco e Nero oppure a colori? Quali sono  le differenze?

Now the question is: when do I decide to photograph in B&W and when in color? Which are the differences?

In parte dipende molto dal momento, dal mio stato d’animo. Ultimamente amo molto il B&N, mi sembra che senza le distrazioni del colore sia più diretto. Ma è un’idea mia e come tale potrebbe anche essere sbagliata. In effetti un paio di mesi fa al Festival di Fotografia Europea ho avuto modo di ascoltare Joel Meyerowitz che ci ha raccontato come dopo aver trascorso un periodo con due macchine fotografiche, una caricata con pellicola a colori e una in B&N abbia deciso di fotografare a solo colori, perché una foto a colori contiene molte più informazioni. La fotografia è bella anche perche  le possibilità sono tante e ognuno può esprimersi come meglio preferisce! A ognuno il suo 🙂

It depends on the moment, on my mood. Actually I love much to photograph in B&W, it seems me more direct without the distractions of the colours. But this is just my idea which could be wrong. Indeed a couple of months ago at the  Festival of European Photography in Reggio Emilia I had the chance to listen to a talk by Joel Meyerowitz who told us how he spent a time with two photo cameras, one containing B&W film and the other color. After a few months he decided to shoot only color because a color photography contains many more informations than one in B&W. Photography is nice also because there are so many possibilities and each one can express himself as he prefer. To each his own 🙂

C’è una differenza importante nel fotografare in B&N e a colori, e secondo me è stata espressa molto bene da Alejandro Cegarra, Oskar Barnak Newcomer Award Winner in 2014 nell’intervista che trovate nel corto video alla fine di questo articolo. Alejandro dice che per lui fotografare in bianco e nero è come disegnare, ci si concentra su linee, contrasti, forme. Fotografare a colori è come dipingere, con i colori si formano volumi, si rendono le cose belle.

There is an important difference photographing in B&W or color and in my opinion has been very well expressed by Alejandro Cegarra, Oskar Barnak Newcomer Award Winner 2014 in the interview contained in the short video you’ll find at the end of this article. Alejandro says for him to photograph in B&W is like drawing, you must focus on lines, contrasts, shapes. To photograph in color is like to paint, you make volumes with colours, you make things nicer.

Forse perché prendo lezioni di disegno ma trovo questo commento di Alejandro molto azzeccato, ed è per questo che amo il bianco e nero, anche se ovviamente ci sono situazioni che richiedono il colore!

Maybe it’s because of the drawing lessons I’m taking but I find Alejandro comment very appropriate and it’s the reason for which, in this moment I love B&W photography. Of course there are many situations which call for color.

E voi cosa preferite, l’astrazione senza tempo di una foto in bianco e nero oppure l’emozione di una miscela di colori ben scelta?

And how about you, what do you prefer, the no time abstraction of the black and white or the emotion of a well calibrated mix of colours?

Qui potete vedere il video con l’intervista di  Alejandro e …se avete occasione di incontrare e ascoltare Joel Meyerowitz non esitate, la sua capacità di comunicare e il suo entusiasmo sono eccezionali!

Here you can see the video with the interview by Alejandro and…if you can meet and listen to Joel Meyerowitz do not hesitate, his ability to communicate and his enthusiasm are exceptional!


Come sempre potete cliccare sulle foto per una visione migliore e sapete che i vostri commenti sono benvenuti.

As usual you can click the photos for an enlarged vision and you know your comments are welcome.

 

 

 

 

 

 

 

 

The seventh year

Il settimo anno 

Quando è caldo, molto caldo mi piace pensare all’inverno passato e cercare qualche foto che mi rinfreschi un poco.

When it is hot, very hot I like to think about the last winter and look for a refreshing picture.

Winter 2018                                                                                               photo rkr©2018

E in questo modo mi piace festeggiare il settimo anno di questo blog! Ringraziando tutti coloro che mi hanno seguito 🙂

And in this way I like to celebrate the seventh year of blogging! Thanking everybody who followed me 🙂

Potete cliccare la foto per una visione migliore e se ne avete voglia potete lasciare un commento, grazie.

You can click the photo for a better viewing and if you like you can leave a comment, thanks.

The Picasso’s goat

La Capra di Picasso

Visiting the Picasso’s exhibition in Lugano Visitando l’esposizione di Picasso a Lugano ho pensato di fare un ritratto a mia moglie.  Ispirato dalle idee dell’artista ho deciso di fare un’immagine leggermente sbagliata.

Dopo tutto qualcuno ha detto che la nitidezza è un concetto borghese…

Visiting the Picasso’s exhibition in Lugano I decided to make a portrait of my wife. Inspired by the ideas of the artist I made a slightly wrong  image.

After all somebody said sharpness is a bourgeois concept…

Come sempre potete cliccare l’immagine per una visione migliore e i vostri commenti sono benvenuti.

As always you can click the image for an enlarged vision and your comments are welcome.

In the kitchen

In cucina

Semplicemente un momento di lavoro in cucina…

Simply just a moment of work in the kitchen…

Come sempre potete cliccare sulla foto per una visione migliore. Se volete potete anche lasciare un commento, grazie.

As always you can click the photo for an enlarged view. If you like you can leave a comment, thanks.

 

The Berlin Wall Equinox

Equinozio per il Muro di Berlino                     scroll down for english text, thanks

Oggi è il giorno dell’Equinozio del Muro di Berlino. In altre parole il numero di giorni durante i quali ha diviso la città è uguale al numero di giorni da quando è stato abbattuto.

Today is the Berlin Wall Equinox. Meaning the number of days it stood equals the number of days it has gone now.

Footprint of the Berlin Wall                                                                        photo rkr©2018

In molte parti della città sono visibili le tracce della sua presenza. Per ricordare l’assurdità di dividere una città e un paese in due parti.

In many places footprints of the Wall are still visible. To remind us the absurdity to divide a town and a country in two parts.

Footprint of the Berlin Wall                                            photo rkr©2018

Mio papà era di Berlino, una città che dovette abbandonare da ragazzo nel 1932 quando la famiglia si rese conto di quello che stava per accadere.

Purtroppo non c’era più quella famosa notte di Novembre quando il muro cadde. Ma io ricorderò sempre l’emozione di quella notte e dei giorni seguenti.

My father was from Berlin, a city he had to leave as a boy in 1932 when family understood what was going to happen.

He wasn’t anymore with us that famous November night when the wall fell down. But I’ll always remember the emotion of that night and following days.

Berlin                                                                                                    photo rkr©2018

E oggi ci sono ancora tanti muri nel mondo  e tanti leader, tante persone vogliono alzarne altri.

And today there are still many walls in our world and many leaders want to build even more walls.

 

Dove vivo vicino a casa mia gli studenti di una scuola d’arte hanno dipinto un murales con la scritta “se alzi un muro pensa a cosa lasci fuori”. Possiamo ancora credere nei giovani 🙂

Where I live, near home students of an art school painted a murales with the words “if you build a wall think of what you leave out”. We can still believe in the young 🙂

photo rkr©2018

Come sempre potete cliccare le foto per ingrandirle e sapete già che i vostri commenti sono graditi, grazie.

As always you can click the images to enlarge them and you already know your comments are much appreciated, thanks.

 

My projects: photography at km zero, nov 2011, reloaded

I miei progetti: fotografia a km zero, riproposto.

Ogni tanto riproporrò un articolo vecchio, di qualche anno addietro. Nelle mie intenzioni si potrà vedere come è cambiato il blog nel tempo, come sono cambiati i miei interessi, come è cambiata la mia fotografia. Forse anche come sono cambiato io. Forse…

Sometimes I’ll reload an old article, from a few years ago. I think this will make possible to see if and how the blog changed, how my interests changed, how my photography changed. Perhaps how I changed. Perhaps…

the quiet photographer

I miei progetti: fotografia a km zero.      please scroll down for english text, grazie!

Quando raggiungi una certa età i medici ti dicono che devi fare movimento, esercizio, camminare almeno un’ora al giorno. Ho sempre amato camminare, in montagna, in campagna ed anche nella mia città, guardandomi attorno. E a volte porto con me una macchina fotografica e scatto qualche istantanea. Da quest’abitudine è nato un nuovo progetto: fotografia al km zero. E’ vero tutti noi, almeno molti di noi (ed io sono fra questi) sognano viaggi in paesi lontani, magari un poco misteriosi dove scattare bellissime fotografie. Ma io credo che non sia necessario andare lontano per trovare soggetti interessanti. Anche i nostri dintorni, se osservati con occhio curioso e mente aperta possono offrire molti spunti. 

When you reach a certain age all the doctors tell you to practice some physical activities, or to walk at…

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