Work slowly progressing

Lavoro in corso, lentamente

Nell’ articolo di una settimana fa c’era  la foto di alcuni negativi. Ora aggiungo l’immagine in positivo di quei negativi per facilitare la visione, se siete curiosi.  E un’altra foto da quella serie…

In a week’s ago article there was a picture of a few negatives. I’m now adding the positive image of those negatives for easy viewing, if you’re curious.  And another photo from that set….

Sto anche lavorando su una zine…I’m also working on a zine…

Non è tanto ma i lavori di casa in questo momento hanno la priorità!

It is not much but the works at home have priority!

 

Work in progress, update

Lavori in corso, aggiornamento       english text? Scroll down please!

Negli ultimi giorni abbiamo avuto in casa dei lavori di parziale ristrutturazione. Ora muratori, idraulici e piastrellisti hanno finito la loro parte e tocca a noi pulire e rimettere un poco di ordine. Ci vorrà tempo. Ma prima di questi lavori siamo riusciti a fare qualche giorno di vacanza al nostro amato lago di Como. Dopo un terribile anno e mezzo con molti mesi di duro lockdown è stato bello.

In the last past days we had a partial renovation work at home. Now masons, plumbers and tilers have finished their part and it is up to us to clean and to tidy things up a bit. It will take some time. But before the start of the works we managed to spend a few days at our much loved Lake of Como. After such a terrible year with many months of hard lockdown it has been nice.

In questa occasione ho iniziato un nuovo piccolo progetto fotografico con tema acqua e pietre. In bianco e nero, scattato su pellicola. Ne parleremo nei prossimi post, continuate a leggere.

I took the opportunity to start a new small photographic project: the theme is water and stones. Black and white, shot on film. We’ll discuss it in the next posts.

C’è qualcosa di più bello che vedere un fogli di negativi sopra un visore? Si, forse il vedere almeno una foto finita!

Is there anything better than looking at a few  negatives on a lightable? Yes, perhaps to look at least at one finished photo!

Come sempre suggerisco di cliccare le foto per vederle ingrandite. E i vostri commenti, suggerimenti e anche critiche costrttive sono benvenuti, molto più apprezzati di un semplice like! Grazie!

I suggest as always to click the pictures for an elarged view. And your comments, suggestions and constructive critiques are welcome, much more appreciated than a simple like! Thanks!

 

 

 

 

The interview, part three. And a few pictures

L’intervista, parte tre. E qualche foto. please scroll down for english text, thanks

Avevo promesso qualche foto dai provini dei quali ho parlato in questo articolo.

I promised a few pictures from the contact sheets I mentioned in this post.

Eccole! Fanno parte di un piccolo progetto che forse è solo un’idea da svilupare con tema la pioggia.

Here we are! They are from a project, perhaps only an idea to develop with rain as theme.

Non so quando riuscirò a terminare in modo decente questo progetto: da quando mi è venuta l’idea o non è più piovuto oppure la pioggia era talmente violenta da rendere improponibile l’idea di uscire per fotografare. Sento ancora la voce di mia moglie esclamare “non sarai mica matto a uscire con questo tempo!”. E probabilmente aveva ragione, meglio stare in casa 🙂

I don’t know when I’ll be able to finish this project in a decent way: since I came up with the idea, either it hasn’t rained or the rain was so heavy that the idea of going outside to take pictures was impossible. I can still hear my wife’s voice exclaiming “you’re not crazy to go out in this weather!”. And she was probably right, better to stay inside 🙂

Ma ora proseguiamo con l’intervista! But now let’s get on with the interview!

Domanda: l’ultima volta ci siamo lasciati con la parola emozione. Perchè dici che è importante e come entra l’emozione nei tuoi progetti?

L’emozione è importante perchè è il punto di partenza. Non riuscirei mai a fotografare un soggetto, una situazione o qualsiasi cosa che non mi emozionano. Che non mi coinvolgano in qualche modo emotivamente. Certo, potrei farlo ma credo verrebbero delle foto spente, senza vita. E allora anche chi le guarda non proverebbe emozioni. Non le troverebbe interessanti.

L’emozione può anche essere negativa, problematica ma nonostante ciò può essere lo spunto per un lavoro. Come nel caso del covid. L’anno scorso quando la pandemia è arrivata dove vivo ho avuto paura. Altro che emozione! Ricordo che il posto dove vivo, l’Italia è stato il primo paese fuori dalla Cina a confrontarsi con questo dramma. Centinaia di morti ogni giorno non lontano da dove abito,  i camion dell’esercito che portavano via le bare perchè non non era possibile cremarle tutte, si sapeva ben poco del virus o di come si propagasse, non si trovavano dispositivi di protezione come le mascherine, disinfettanti. Lavavamo maniacalmente tutto quello che entrava in casa. Una cosa semplice, data per scontata prima come fare la spesa era diventata un’incognita, avevamo paura a uscire di casa. Paura di chi incontravamo. O di stare in un negozio.

E allora ho iniziato a fotografare tutti i giorni, la vita mia e di mia moglie, il nostro lockdown, quello che vedevo fuori dalla finestra. E alla fine ne è uscito “Quei Giorni” un lavoro che rifletteva tutto questo. Ed è stata una buona terapia per superare quei momenti difficili. Ho di proposito inserito foto sia in bianco e nero sia a colori, foto sfuocate e alter nitide  perchè sono un poco il segno di come mi sentivo in quei giorni, con umore e sentimenti che variavano di molto anche nel giro di poche ore. Vi ricordo che potete vederlo e se vi piace acquistarlo (buona idea!) nel formato libro a questo link oppure nel più economico formato magazine qui.

Fotografare quello che ci coinvolge, che ci emoziona è uno dei consigli che io darei a tutti coloro che desiderano migliorare i risultati della propria  fotografia.

Question: last time we left off with the word emotion. Why do you say it’s important and how does emotion enter into your projects?

Emotion is important because it is the starting point. I could never photograph a subject, situation or anything that doesn’t excite me. That don’t involve me emotionally in some way. Sure, I could do it, but I think it would result in dull, lifeless photos. And then the viewer wouldn’t feel emotions either. They wouldn’t find them interesting.

Emotions can also be negative, problematic, but in spite of that they can be the starting point for a work. As in the case of covid. Last year when the pandemic hit where I live I was scared. What an emotion! I remember that the place where I live, Italy, was the first country outside China to face this drama. Hundreds of people died every day not far from where I live, the army trucks that took away the coffins because it was not possible to cremate them all, we knew very little about the virus or how it spread, we couldn’t find protective equioment such as masks and disinfectants. We maniacally washed everything that came into the house. A simple thing, taken for granted for us as buying food had become an unknown, we were afraid to leave the house. Afraid of who we would meet in the shop or on the way.


So I started taking pictures of our every daily life,  mine and my wife’s life, our lockdown, what I saw out the window. And eventually “Those Days” came out, a work that reflected all of that. And it was good therapy to get through those difficult times. I have purposely included photos in  black and white and color, blurry photos and very sharp because they are a little sign of how I felt in those days with mood and feelings that varied greatly even within a few hours. I remind you that you can preview and if you like buy (good idea!) it in book format at this link or in the less expensive  magazine format here.

Photographing what involves us, what excites us is the advice I would give to all those who wish to improve their photographic results.

Domanda: un emozione forte per un lavoro forte. Per concludere questa parte dell’intervista hai anche qualche lavoro o progetto più leggero? Voglio dire più rilassante?

Risposta: certamente, per fortuna la mia vita non è sempre così stressante! Un lavoro  in pieno relax lo ho fatto durante due vacanze sull’isola di Ischia. Ho voluto adoperare la Polaroid per la libertà espressiva che questo strumento offre. Alla fine ne ho fatto un piccolo libro in esemplare unico, potete vederlo nel breve video  “Polaroid from Ischia” che potete trovare nella pagina dei video di questo blog oppure seguendo questo link: https://player.vimeo.com/video/408351317?h=a2742cb9d9

C’è un altro progetto sul quale sto lavorando, è ambientato in quella parte del lago di Como che amo molto e che è la zone di Tremezzo. Ha per filo conduttore  l’acqua e le pietre, che in quella zona non mancano e vorrei fotografare in analogico e in modo non proprio convenzionale. Penso di farne una zine, probabilmente in due versioni. Vedremo man mano che il lavoro procede. Vorrei finire il tutto entro la fine dell’anno. Continuate a seguirmi per rimanere aggiornati! Per ora anticipo una foto!

Question: a strong emotion for a strong work. To wrap up this part of the interview do you also have any lighter work or projects? I mean more relaxing?

Answer: certainly, luckily my life is not always so stressful! One relaxing work I did during two vacations on the island of Ischia. I wanted to use the Polaroid for the expressive freedom that this tool offers. In the end I made a small book in one copy, you can see it in the short video “Polaroid from Ischia” that you can find on the video page of this blog or by following this link: https://player.vimeo.com/video/408351317?h=a2742cb9d9

There’s another project I’m working on, it’s set in that part of Lake Como that I love so much and that is the area of Tremezzo. It has as a common thread the water and the stones, which in that area are not lacking and I would like to photograph on film and in a not conventional way. I’m thinking of making a zine out of it, probably in two versions. We’ll see as the work progresses. I would like to finish it by the end of the year. Stay tuned to be updated! For now I show a picture!

Come le altre volte vi suggerisco di cliccare sulle foto per vederle in una qualità migliore. E anche questo come le altre volte i vostri commenti, suggerimenti e domande sono graditi. non siate timidi 🙂

just like the other times I suggest you to click the pictures in order to watch them at a better quality. And again as the other times your comments, suggestions or questions are welcome. Don’t be shy 🙂

La prima parte di questa intervista è stata pubblicata qui e la seconda parte qui.

First part of the interview here, second part here.

 

 

 

 

Farewell Pietro

Addio Pietro

Poeta dialettale, amante delle tradizioni locali, anima della Pro Loco e creatore della maschera di Re Risotto Piero Tenconi ci ha lasciato. Saremo in tanti a ricordarlo sempre con il sorriso sulle labbra pronto a raccontarci una piccola storia. E con l’entusiasmo di un giovanotto. Ciao Pietro, grazie per quello che ci hai dato.Dialectal poet, lover of local traditions, soul of the Pro Loco and creator of the mask of Re Risotto (King Risotto) Piero Tenconi has left us. There will be many of us who will remember him, always with a smile on his lips, ready to tell us a little story. And with the enthusiasm of a young man. Ciao Pietro, thank you for what you have given us.

PS: per chi non è della zona in occasione di festività Re Risotto era solito preparare con l’aiuto dei suoi collaboratori nella pentola gigante visibile nella foto risotto per centinaia di persone. Piero è sempre  stato impegnato nel sociale e pronto ad aiutare chi ne avesse bisogno. Come nel primo dopoguerra quando la città visse una forte ondata di immigrazione. Una vita empre dalla parte degli ultimi.

PS: for those who are not from the area, on the occasion of festivities King Risotto used to prepare with the help of his collaborators in the giant pot visible in the photo risotto for hundreds of people. Piero has always been committed to social issues and ready to help those in need. As in the early post-war period when the city experienced a strong wave of immigration. A life always on the side of the last.

Busy days this week

Giornate piene questa settimana

E’ una settimana molto piena questa, poco tempo per il blog. Qualche immagine dall’archivio per farmi perdonare!

I’t a busy week this one, not much time for the blog. A few pictures from the archive, please forgive me.

Suggerimenti, suggestions.

Vi piacciono gli asini? Sanno essere così dolci! In questo caso potete allora leggere questo post.

Do you like donkeys? They are so sweet! In this case you can read this post here!

E come siete messi con i libri? Li tenete in ordine, per nome o per autore o per…in ogni caso date un’occhiata qui.

How about books? Do you keep them all well organized, name, author, date…or …in any case you can give a look here .

E se fosse solo un breve viaggio in città? Questo è il link giusto!

And if it were only about a short trip downtown? The correct link is here!!

Prossimo articolo fra qualche giormo, aspettatemi!

Next post in a few days, please wait for me!

Today I saw barbed wire

Oggi ho visto del filo spinato       please scroll down for english text, thanks

Oggi ho visto del filo spinato sopra il muro di un cantiere non lontano da casa.

Today I saw barbed wire above the wall of a construction site not far from home.

E allora ho pensato a quelle mamme che in Afghanistan passano i figli ancora piccoli sopra il filo spinato ai soldati dall’altra parte nella speranza di dare loro la possibilità di un futuro più libero.

And so I thought of those mothers in Afghanistan who pass their still young children over the barbed wire to the soldiers on the other side in the hope of giving them a chance of a future where they can grow up free.

E a tutti quelli che rischiano e a volte perdono e hanno perso  la vita in cerca della libertà.

And to all those who risk and sometimes lose and have lost their lives in search of freedom.

Libertà. Freedom.

E dopo ho pensato che nel paese dove vivo in tanti si lamentano perchè le norme contro il covid “limitano la loro libertà di andare a bere una birra” se non sono vaccinati.

And after that I thought that in the country where I live so many people complain and protest because the regulations against covid “restrict their freedom to go for a beer” if they are not vaccinated.

Questo dovrebbe essere essenzialmente un blog di fotografia, sono andato un poco fuori tema, scusatemi. Ma le cose che succedono vicino e lontano fanno pensare…

Essentially this should be a blog about photography, I went off topic, sorry. But things happening near and far make me think….

 

 

 

A couple of photos and a few words from the interview

Un paio di foto e qualche parola dall’intervista.     scroll down for english text please

Caldo, decisamente. E allora provo a rinfrescare questo articolo con qualche foto di momenti a bassa temperatura! Iniziando con una foto scattata su una spiaggia ventosa l’estate di tanti anni fa. Era agosto e il vento era freddo, molto freddo.

Hot, definitely. So I will try to refresh this article with a few pictures   of low temperature moments! Starting with a photo taken on a windy beach the summer of many years ago. It was August and the wind was cold, very cold.

Mentre le pellicole dei due post precedenti riposano sotto un paio di dizionari per appiattirsi in attesa di scansione uno dei prossimi giorni proseguiamo con qualche domanda e risposta dall’intervista in corso.

While the films from the previous two posts rest under a couple of dictionaries to flatten out in anticipation of scanning one of the next few days we continue with a few questions and answers from the ongoing interview.

Domanda: nei due post precedenti vediamo che fotografi anche con la pellicola. Ma sappiamo che fotografi anche in digitale. Che rapporto hai con queste due tecnologie, questi due modi di fotografare?

Risposta:   molti  hanno parlato di questo, io propongo un mio punto di vista:  all’inizio abbiamo un soggetto che è più o meno colpito dalla luce. Alla fine avremo un’immagine di questo soggetto ottenuta attraverso un procedimento, chimico fisico o digitale. Fra i due c’è uno stato intermedio nel quale l’immagine è presente o su un supporto di celluloide o su un supporto digitale, semplificando molto (perdonatemi) direi su un supporto di silicio. Ora a me interessano l’inizio e la fine, la natura del supporto intermedio è una questione pratica. Non ci faccio molto caso.

Question: from the two previous articles we can see you take photos on film. But we know you also shoot digital. Which is your relationship with these two technologies, these two  ways to photograph?

Answer: many have talked about this, I propose my point of view: in the beginning we have a subject which is more or less hit by the light. At the end we will have an image of this subject obtained through a process, physical chemical or digital. Between the two there is an intermediate state in which the image is present either on a celluloid support or on a digital support, simplifying a lot (forgive me) I would say on a silicium support. Now I am interested in the beginning and in the end, the nature of the intermediate medium is a practical matter. I don’t pay much attention to it.

Domanda: questo è interessante ma dal punto di vista pratico delle differenze ci sono. Quando e come usi uno o l’altro? Cosa ti piace in ognuno di loro? Come influenzano la tua fotografia?

Risposta: certamente le differenze ci sono e sono importanti. Se voglio efficienza, se ho bisogno di alcune foto in fretta per esempio per mandarle a un amico allora mi rivolgo al digitale. Se programmo un lungo viaggio e non voglio portarmi troppe pellicole nel bagaglio anche in questo caso il digitale è la mia scelta. Ma  per un progetto a medio lungo termine posso considerare la pelllicola. Quello che mi piace della fotografia analogica è il procedimento, il fatto di dover fare delle scelte per esempio bianco e nero o colore. Ci sarà tanta o poca luce: quale pellicola è la più adatta? E molte scelte vanno anche ponderate perchè le pellicole e il loro trattamento costano e allora sai di avere un limitato numero di scatti dai quali devi portare a casa il risultato che cerchi. E poi c’è un altro importante aspetto: l’attesa.

Question: this is interesting but from a practical point of view there are differences. When and how do you work with one or the other? What do you like in each one of the two? How do they influence your photography?

Risposta: for sure there are differences and they are also important. If I want efficiency, if I need some photos in a hurry for example to send to a friend then I turn to digital. If I’m planning a long trip and I don’t want to carry too much film in my luggage then digital is my choice. But for a medium long term project I can consider film. What I like in the analog photography is the process, the fact of having to make choices like should I work in black and white or in color? There will be much or just a little light: which film is best? And you have to think when shooting: the films and their treatment cost money and then you know you have a limited number of shots from which you have to bring home the result you are looking for. And then there’s another important aspect: waiting.

Domanda: l’attesa?

Risposta: certo. Il tempo che serve per sviluppare le pellicole, sia se fatto da te o da un laboratorio è pieno di emozione. Ti domandi se le inquadrature sono quelle giuste, se le scelte tecniche magari anche quelle delle foto fatte in condizioni di luce difficile sono state appropriate, sono tante le cose a cui pensi. E quando guardi la pellicola uscire dalla tank oppure quando apri la busta del laboratorio o scarichi le scansioni che il laboratorio  ha fatto, allora il cuore batte forte. Per me la fotografia è anche emozione, altrimenti dove è il piacere?

Question: waiting?

Answer: sure. The time it takes to develop the films, whether done by you or by a lab is full of emotion. You wonder if the shots are the right ones, if the technical choices maybe even those of the photos taken in difficult light conditions were appropriate, there are many things you can think about. And when you look at the film coming out of the tank or when you open the envelope from the lab or download the scans that the lab has made, then your heart beats fast. For me photography is also emotion, otherwise where is the pleasure?

Domanda: emozione?

Risposta: io credo tutto parta da un’emozione! Non siamo macchine! Ma come l’emozione entra nei miei progetti, o anche semplicemente nelle mie foto ne possiamo parlare un’altra volta.

Question: emotion?

Answer: I think everything starts from an emotion! We are not machines! But how emotion is related to my projects, or simply to my photographs can be discussed another time.Suggerisco come sempre di cliccare sulle foto per vederle meglio. E i vostri commenti sono graditi. Se avete qualche curiosità  potete chiedere: io proverò a rispondere o nei commenti o in un altro articolo. Grazie!

I suggest as always to click the pictures to enlarge them. And your comments are welcome. If you have any curiosity please ask: I will try to answer either in the comments or in another article. Thanks!

A proposito: secondo voi le foto che accompagnano l’intervista sono tratte da files digitali o da pellicola?

By the way: in your opinon the photos in this post come from film or from digital files?

Contact sheets

I provini

Dopo aver sviluppato è sempre un poco magico vedere che le foto ci sono veramente nella pelllicola!  Adesso è il momento di  valutare se qualche immagine merita di essere stampata…

After the developmment t’s always a little magic to see that on the film there are really the photos! Time now to decide if anything worthwhile to be printed…

Come sempre potete cliccar sulla foto per una visione migliore. E i commenti sono benvenuti!

As always you can click on the picture to enlarge it for a better vivion. And your comments are welcome!

10 years blogging, one thought with a few words and an interview

10 anni di blog, un pensiero con qualche parola e un’intervista.

please scroll down for english text, thanks

Nella vita ci sono anniversari importanti come i compleanni, gli anniversari di matrimonio e il primo giorno di scuola. 10 anni di blog certamente sono importanti. E allora celebrarli ripostando un vecchio articolo è un po’ poco. Un amico mi ha suggerito  che poichè ci sono tante persone nuove che seguono questo blog e  la pagina introduttiva su di me è un po’ vaga sarebbe il momento di farmi conoscere meglio.

There are important anniversaries in life like birthdays, wedding anniversaries, and the first day of school. 10 years of blogging certainly are important. So celebrating them by reposting an old article is a bit short. A friend of mine suggested that since there are so many new people following this blog and the introductory page about me is a bit vague, it would be time for me to get better known.

Buona idea, ma come fare? Dopo qualche consultazione ho pensato che il modo migliore sia pubblicare un’intervista, qualche domanda di quelle che si fanno di solito ai fotografi, qualche domanda di quelle che anch’io pongo a me stesso (e a volte non so rispondere),  e qualche domanda che voi, lettori potete lasciare  nei commenti o se preferite più privatamente attraverso il modulo dei contatti.

Good idea, but how to do it? After some consultation I thought the best way is to publish an interview, a few questions of the ones you usually ask photographers, a few questions  I oft ask myself (and sometimes I can’t answer), and a few questions that you, the reader, can leave in the comments or if you prefer more privately through the contact form.

E’ un semplice esperimento, un lavoro in corso che potrebbe cambiare man mano che procede. Anche in funzione delle vostre reazioni. Abbiate pazienza se non vi piace, incoraggiatemi se vi piace! Adesso andiamo !

It is a simple experimente, a work in progress which could change so long we proceed. Also depending on your reactions. Be patient if you do not like it, encourage me if you like it. Let’s go now!

Domanda: non occorre troppa fantasia per questa domanda, è una domanda classica, ma tanti fotografi hanno storie molto interessanti su come sono entrati in contatto con la fotografia. Quale è la tua storia a questo proposito?

Risposta: La fotografia è sempre stata presente nella mia famiglia. Mio papà chimico di professione era un appassionato fotografo. Ricordo quando avevo sei anni, l’anno del primo giorno di scuola abitavamo a Genova e a volte con tutta la famiglia, sulla piccola Fiat Topolino si andava a Milano (circa 150 km) dove c’era l’unico negozio del nord Italia dove comprare i reagenti chimici per sviluppare e stampare le foto. Per la famiglia era un avvenimento, anche mamma poteve fare qualche compera nei bei negozi della grande città mentre mio fratello ed io ci godevamo il viaggio.

Ma la vera sorpesa, la meraviglia veniva dopo aver visto papà pesare i prodotti sulla bilancina, scioglierli e mescolarli. E poi quando nella camera oscura, allestita temporaneamnete nel bagno di casa, con tutta la famiglia che doveva sincronizzare pipi con i tempi di sviluppo e fissaggio vedevo apparire la foto nella bacinella: questa si che era una magia! Un’emozione. Credo sia stata questa emozione a legarmi per sempre alla fotografia. E qualche anno dopo per Natale ho ricevuto la mia prima macchina fotografica una Ferrania Eura in plastica e metallo con un solo tempo di esposizione, lento circa 1/30 di secondo,  serviva la mano ferma e due aperture dell’obiettivo, nuvolo e soleggiato! Definitivamente ero stato conquistato.

Question: not too much phantasy is needed for this question, it is a classic question but many photographers have wonderful stories  about their first contact with photography. Which is your story about?

Answer: Photography has always been around in my family.

My Dad chemist as profession was a passionate amateur photographer. When I was 6, the time of the first year of school we lived in Genova and I remember sometimes we drove in our small  car, a Fiat Topolino to Milan, around 150 km to the only shop in North Italy where my father could buy the chemicals necessary to develop and print photos. For the family it was an event, even mom could do some shopping in the nice stores in the big city while my brother and I enjoyed the ride.

But the real surprise came later when after having seen dad weigh the products on the small precision scale, dissolve and mix them and it was darkroom time. Darkroom was temporarily set up in the bathroom  with the need for all the family to synchronize physiological needs with developing and fixing times LOL.

As a child it was for me something magical when my Dad showed me the process, and to see the print appearing in the bath. It was magical, such an emotion. I think it was this emotion that bound me to photography forever. I know it is still a magical experience for many around here.

In that way I got the bug… not many years later Santa brought me my first camera, a Ferrania Eura a metal and plastic 120 camera with only two apertures (sunny and cloudy) and a shutter speed around 1/30 sec. which required a steady hand!

Domanda: è veramente una passione tramandata all’interno della famiglia! Sarà interessante conoscere gli sviluppi ma ne parleremo un’altra volta. In questo articolo hai raccontato che l’ispirazione per i tuoi lavori la trovi anche nei libri. E allora quale sono il primo  e l’ultimo libro di fotografia che hai comprato?

Risposta: attenzione, siamo in un settore pericoloso: ho una dipendenza per i libri di fotografia e potremmo riempire pagine! Certo, i libri e non solo quelli di fotografia sono importanti per mantenere viva la creatività. Se ben ricordo il primo libro è stato quello su Ugo Mulas (1928-1973) comprato agli inizi degli anni ’70. Mulas è stato il fotografo italiano che oltre a fotografare la Milano del dopoguerra ha fatto molti reportages sulla scena artistica italiana. E non dobbiamo dimenticare le sue verifiche, studi pratico concettuali sulla fotografia. Avrete capito, vi incoraggio a visitare il suo sito! Il libro più recente è “good days Quiet” di Robert Frank, un altro fotografo che amo.

first and last photography book I bought

E’ un libro nel quale scorre la vita sua e di sua moglie June Leaf nella loro semplice casa di Mabou. Gli interni, la casa, il paesaggio e le persone fra le quali Allen Ginsberg e il figlio di Frank  sono presenti in quello stile imperfetto quanto basta per renderlo interessante e poetico. Un’anteprima potete vederla sul sito dell’editore a questo link.

Question: is it really a passion passed down within the family! For sure it will be interesting to know the developments but leave this for a next  time. In this article you mentioned that you find inspiration for your work also in books. Now the question is which are the first and the last photography book you bought?

Answer: pay attention, we are in a dangerous area: I have an addiction for photography books and we could go on for many pages! Of course, books and not just photography books are important to keep creativity alive. If I recall correctly the first photography book I bought was about Ugo Mulas (1928-1973) which I bough in the early ’70s. Mulas was an italian photographer who in addition to photographing post-war Milan made many reportages on the Italian art scene, very active in that time.  And we must not forget his “verifiche” =  verifications, practical and conceptual studies on photography. You will have understood, I encourage you to visit his site! The most recent book is “good days Quiet” by Robert Frank, another photographer I like very much.It is a book in which he and his wife June Leaf’s life flows in their simple home in Mabou. The interiors, the house, the landscape of Nova Scotia and the portraits included Allen Ginsberg and Frank’s son are present here in a style which is imperfect just enough to make it interesting and poetic. If you are curious about it you can preview in the editor’s site at this link.

Domanda: certamente due autori importanti. Cosa hai imparato da questi due libri, dal loro modo di fotografare e fare un libro? E ti ha influenzato più come persona e come fotografo?

Risposta: ho imparato molto,  la cosa più importante è che la fotografia può anche essere poesia. E questo vale sia per me come fotografo ma soprattutto per me come persona. Ed ha un valore immenso.

Question: surely these are two important authors. What did you learn from these books, from their way to photograph and to make a book? And have you been more influenced as photographer or as person?

Answer: I did learn much, the most important is that photography can also be poetry. This applies to me as a photographer and as a person. And it is of immense value.

Per questa volta può bastare, smetto di scrivere e  riprendo a sognare un dopo covid con quel viaggio tanto desiderato! Chissà, forse un giorno…

Come sempre potete cliccare le foto per vederle ingrandite e  i vostri commenti, suggerimenti e anche critiche costruttive sono benvenuti.

That’s enough for this time, I’ll stop writing and resume dreaming of an after covid with that much desired trip!  Who knows maybe one day…

As always you can click the pictures to enlarge them and your comments, suggestions or criticisms are welcome.