Yes, Rothko

Si, Rothko                                please scroll down for english text

Dopo aver visto queste foto qualcuno lo ha pensato subito: l’ispirazione per questo progetto era Rothko.

 

After seeing these photos someone immediately thought it: the inspiration for this project is Rothko.

Indubbiamente un grande artista, una personalità complessa e tormentata, un uso del colore estremo. Infatti il colore è il modo con il quale Rothko si esprimeva. Puro colore. Combinazioni forti. Colore senza altri segni, senza traccia di pennellate. E dipinti di grande dimensione. Grande impatto per chi ci fosse di fronte. Come avrebbe potuto un artista talmente potente  non influenzare la mia visione?

Undoubtedly a great artist, a complex and tormented personality, an extreme use of color. In fact, color is the way Rothko expressed himself. Pure color. Strong combinations. Color without other signs, without a trace of brushstrokes. And paintings of great dimension. Great impact for those who were in front of them. How could such a powerful artist not have influenced my vision?

Per questo progetto, ancora in fase preliminare  ho pensato di abbinare l’idea dei campi di colore alle foto scattate nel mio quartiere ipotizzando un risultato quasi astratto. Le foto delle superfici mi sono sembrate le più idonee per un primo esperimento. E per rendere ogni immagine più personale ho deciso di stampare le foto in bianco e nero e poi colorarle manualmente  con l’acquarello.

For this project, still in the preliminary phase, I thought of combining the idea of color fields with photos taken in my neighborhood, assuming an almost abstract result. The photos of the surfaces seemed the most suitable for a first experiment. And to make each image more personal I decided to print the photos in black and white and then paint them manually with watercolor.

Può sembrare strano che un fotografo appassionato del bianco e nero si metta a lavorare sul colore. A volte il bello è proprio sperimentare, fare cose al di fuori delle proprie abitudini, correre dei rischi. Alla fine potrebbe succedere che i risultati non mi soddisfino e io decida di abbandonare questa via. Fa parte del gioco.

It may seem strange that a photographer with a passion for black and white would start working on color. Sometimes the best thing is to experiment, to do things outside of one’s own habits, to take risks. In the end, it may happen that I’m not satisfied with the results and I decide to abandon this path. It’s all part of the game.

Ma potrebbe anche succedere che da cosa nasce cosa e da questo esperimento nascano nuove idee. Nuove vie da tentare. Vedremo !

But it could also happen that one thing leads to another and from this experiment new ideas are born. New ways to try. We will see!

Per ora sono arrivato qui ! For now I’m here!

photo rkr@2021

E voi avete mai provato nella vostra attività creativa a uscire dagli schemi e fare cose che non avreste mai pensato di fare? Vi è sembrato un processo stimolante oppure no? Oppure preferite una via collaudata che vi porta soddisfazioni sicure?

What about you, have you ever tried in your creative endeavors to step outside the box and do things you never thought you’d do? Did you find the process challenging or not? Or do you prefer a proven path that brings you sure satisfaction? 

Come sempre i vostri commenti sono graditi, non siate timidi!

As always your comments are welcome, please do not be shy!

 

 

More than one year later, thoughts and photos

Un anno dopo, pensieri e foto   Please scroll down foe english text, thanks

In questo articolo due pensieri contrastanti sulla mia reazione a questo lungo tempo di covid e qualche notazione fotografica.

In this post two contrasting thoughts about my reaction to this long covid time and a few photographic notes.

Ammetto che una mia reazione a quanto successo da un anno a questa parte è di rabbia. Alla mia età sono conscio di non avrere molto tempo davanti a me, e soprattutto di non sapere per quanto di questo tempo potrò godere di buona salute. E allora mi sento derubato, sono stato costretto a tante rinuncie. Quelle attività cui tenevo, che per me erano importanti, visitare mostre, musei, cineforum, incontrare persone care o interessanti. E viaggiare.

I admit that one reaction I have to what has happened in the past year is one of anger. At my age I’m aware that I don’t have much time ahead of me, and especially not knowing how much of that time I’ll be able to enjoy good health. So I feel robbed, I’ve been forced to give up so much. Those activities that I cared about, that were important to me, visiting exhibitions, museums, film forums, meeting dear or interesting people. And traveling.

 

Ma dopo ho anche una reazione di tipo contrario: penso che nonostante tutto quello che è accaduto io sono ancora qui, il virus non ha colpito me e nemmeno qualcuno dei miei cari, parenti e amici. Molte persone nel mondo, nel paese dove vivo e anche nella mia città non sono state così fortunate. E allora devo essere grato. E’ vero, ho addottato tutte le possibili precauzioni che oramai conosciamo bene ma sono anche stato fortunato.

But afterwards I also have the opposite reaction: I think that despite everything that happened I am still here, the virus did not affect me or any of my loved ones, relatives and friends. Many people in the world, in the country where I live and also in my city have not been so lucky. So I have to be thankful. It’s true, I took all the possible precautions that we know well by now but I was also lucky.

E allora mi sforzo di avere un atteggiamento positivo, rilassarmi e sorridere. E’ importante ricordarsi di sorridere. In attesa di poter un giorno abbracciare qualcuno senza paura, magari anche la prima persona che incontro per strada 🙂

So I strive to have a positive attitude, relax and smile. It’s important to remember to smile. Looking forward to one day being able to hug someone without fear, maybe even the first person I meet on the street 🙂

Ma questo blog è nato per parlare di fotografia e allora torniamo in argomento!

But this blog was born to talk about photography so let’s get back on topic!

La fotografia è stata insieme ai miei tentativi di imparare a disegnare la mia terapia in questo difficle tempo, e lo è tuttora. L’inverno scorso è stato caratterizzato da un lungo lockdown alternato a semi lockdown: in entrambi i casi non potevo lasciare la mia città ed ero autorizzato solo a brevi passeggiate non lontano da casa. Chi segue questo blog da tempo sa che ho sempre sostenuto si può fotografare ovunque e in qualsiasi situazione e per fare buona fotografia non è necessario viaggiare in posti lontani ed esotici, anche se questo può essere divertente. E allora ho deciso di lavorare sulla zona dove vivo.

Photography has been together with my attempts to learn how to draw my therapy in this difficult time, and it still is. Last winter was characterized by a long lockdown alternating with semi lockdown: in both cases I could not leave my city and I was allowed only short walks not far from home. Those of you who have been following this blog for a long time know that I’ve always said you can take pictures anywhere and in any situation and to take good pictures you don’t need to travel  far away and to exotic places, even if this can be fun. So I decided to work on the area where I live.

Mi sono chiesto cosa e come fotografare in un parte di una normale cittadina postindustriale priva di  particolari attrattive. Pensando anche a movimenti come quello della new topographic, termine coniato nel 1975 da William Jenkins e relativa mostra ho deciso di fotografare semplicemente i luoghi che percorrevo durante le mie rare e brevi uscite da casa insieme a mia moglie. L’esercizio era di trovare la bellezza nel banale.

I asked myself what and how to photograph in a part of a normal post-industrial town without any particular attraction. Thinking also of movements such as the new topographic, a term coined in 1975 by William Jenkins and related exhibition, I decided to simply photograph the places that I walked though during my rare and brief strolls out of the house with my wife. The exercise was to find beauty in the banal.

Ma volevo qualche cosa in più di una semplice documentazione e mi sono accorto che nei mesi da gennaio a marzo la luce poteva essere molto variabile. A giornate con luce bassa e diffusa, molto morbida che io amo molto si alternavano giornate con luce forte, limpida, obliqua con ombre nette e forti. Non è la mia luce preferita ma ho deciso di accettare le sfida e così la luce è entrata nel progetto.

But I wanted more than just documentation and I realized that during the months of January through March the light could be very variable. Days with low and diffuse light, very soft that I love very much, alternated with days with strong light, clear, oblique with sharp shadows. It’s not my favorite but I decided to accept the challenge and so the light entered the project.

Probabilmente avete già visto qualcuna di queste foto ma volevo raccontarvi un poco la loro storia. Altre foto seguiranno in nuovi articoli.

You’ve probably already seen some of these photos but I wanted to tell you a little bit about their story. More photos will follow in new articles.

Suggerimento importante: cliccate sulle foto per ingrandirle e vederle meglio.

Important hint: click on the photos to enlarge them and have a better visual experience.

Tutti i miei post scritti durante il periodo pandemico sono ragruppati nella categoria “a difficult time”, purtroppo anche se le cose stanno lentamente migliorando non è finita. Il virus è ancora intorrno…è meglio stare ancora attenti! Prima o poi posterò in  un’altra categoria 🙂

All my posts written during the pandemic period are grouped in the category “a difficult time”, unfortunately even if things are slowly improving it’s not over. The virus is still around…it’s better to be still careful! Sooner or later I will post in another category 🙂

Naturalmente i vostri commenti sia sulle mie reazioni a questi tempi difficili, sia sulle foto sono graditi e potrebbero essere lo spunto per altri articoli. Non siate timidi!

Of course your comments on both my reactions to these difficult times and the photos are appreciated and could be the inspiration for other articles. Don’t be shy! Comment!

 

 

 

 

 

 

Start

Partenza

Cari amici. sembra che il fotografo tranquillo abbia riposato un poco. Ma dietro le quinte ha anche lavorato. E allora questo 2021, invocato e aspettato inizia con l’augurio che tutti noi si vada verso la luce dopo tanti mesi di buio. In tanti sensi.

Dear friends. it seems that the quiet photographer rested a little. But behind the scenes he has also been working. And so this 2021, invoked and awaited begins with the wish that we all go towards the light after many monthd of darkness. In many ways.

foto rkr©2021

Oscilliamo ancora fra un lockdown pieno da zona rossa e un semilockdown, zona arancione. Le mie rare “escursioni” sono pertanto limitate ai miei dintorni, al quartiere dove vivo.

We still oscillate between a full lockdown called red zone and a semi lockdown defined as orange zone. My rare “excursions” are therefore limited to my surroundings, to the neighborhood where I live.

E questo è uno dei temi sui quali sto lavorando fotograficamente, anche se non ho ancora ben definito come. Ci sono vari  aspetti, le strade e gli incroci, i dettagli dell’architettura, il verde pubblico, i giochi di luci e ombre.

And this is one of the themes I’m working on photographically, although I haven’t yet exactly  defined how. There are various aspects, the streets and intersections, the details of the architecture, the public greenery, the play of light and shadow.

Già, la luce. In inverno la luce può essere molto diversa da un giorno altro. Atmosfere nebbiose e  luce soffusa si possono alternare a giornate molto limpide, con sole basso sull’orizzonte e lunghe ombre molto nette. In genere per fotografare preferisco la luce debole e soffusa ma è per questo che può diventare interessante uscire dalla mia zona di comfort e vedere come riesco a lavorare in situazioni per me un poco scomode.

Yeah, the light. In winter the light can be very different from one day to the next. Foggy atmospheres and soft light can alternate with very clear days, with the sun low on the horizon and very sharp long shadows. Generally, I prefer soft light for photography, but that’s why it can be interesting to get out of my comfort zone and see how I can work in situations that are a little uncomfortable for me.

E chi legge, con i suoi commenti, suggerimenti e anche critiche può diventare un aiuto importante. Forza, ci conto, non siate timidi!

Potete dire se vedete una foto che vi piace più delle altre, o che proprio non vi piave. E perchè. Cosa cambiereste, cosa vi fanno pensare le foto che vedete. Cosa vi piacerebbe vedere.

And those who read, with their comments, suggestions and even criticism can become an important help. Come on, I’m counting on it, don’t be shy!

You can say if you see a photo that you like more than others, or that you just don’t like. And why. What would you change, what do the photos you see make you think about. What would you like to see. There are so many comments you can make!

Suggerisco come sempre di cliccare sulle foto per vederle ingrandite. E aspetto i vostri commenti, grazie!

I suggest as always to click the pictures to have an enlarged view. And I wait for your comments, thanks.

Post scriptum:  ho aggiunto un modulo di contatto per chi volesse dirmi qualche cosa senza apparire sul blog.

Post scriptum: I added a contact module in case anzone desire to tell me something but prefer not to be visible on the blog.

Printing time

Il momento di stampare

Va bene lo so, il blog è lento ed io sono un ragazzaccio pigro! No, non è veramente così: ho trascurato un poco il blog perché preso da tanta attività, fotografica e non. La prova è sulla mia libreria (vi ho già detto come è utile avere in casa una libreria metallica dove appendere foto e disegni con piccole calamite?).

Ok, I know it, the blog is slow and I’m a lazy boy! No, it’s not really like that: I neglected the blog because very busy in many activities, photo related and not. The proof is my bookcase (did I already tell you how much useful is to have a bookcase with metallic shelves where you can hang photographs and drawings simply with small magnets?).

In questi giorni sto stampando materiale nuovo: una serie di foto che fanno parte di un progetto sulle piccole isole:  scattate su pellicole bianco e nero di  Impossible scansionate e poi stampate su carta cotone. Dopo alcune prove ho deciso di stampare su carta pesante con una forte trama e bordi frastagliati in due formati: A5 (mm 148×210) mantenendo la foto nelle dimensioni dell’originale con bordo bianco attorno per  quando desideriamo  “maneggiare” le stampe e in formato A3+ (mm 329 x 483) con bordi frastagliati, sempre con un ampio bordo bianco che ben si presta per esposizione. Pertanto il lavoro sarà costituito dalle foto originali Impossible, lucide e montate su passe-partout e da due serie di stampe su carta cotone opaca.

In these days I’m printing some new material: a series of photos which are part of a project about small islands: shot on black and white Impossible film, scanned and printed on cotton paper. After a few trials I decided to print on an heavy paper with a strong texture and irregular borders in two sizes: A5 (5.8 x 8.3 in) keeping the photo with the same size of the original and a wide white border around ideal when we like to have the prints in our hands and A3+ ( 12.9 x 19 in) which is appropriate for an exhibition. 

Ho anche stampato alcune foto da un viaggio di cui scriverò un’altra volta, ne vedete una che ho chiamato “looking beyond, as always” e un semplice ritratto di mia moglie (qualche giorno addietro era S.Valentino!).

I also printed a few pictures from a short trip (I’ll write about it in future) you can see one B&W I called looking beyond as always and a simple portrait of my wife, yes it was Valentine Day !

Oltre alla fotografia sto dedicando tempo anche al disegno, e allora fra una lezione e l’altra appendo i miei esercizi per studiarli e vederne gli errori!

In addition to photography there are also my drawing lessons which are time consuming and between one lesson and the next one I like to hang my exercises to study them and see where the mistakes are!

Come sempre suggerisco di cliccare le foto per una visione migliore e sapete che i vostri commenti sono molto graditi.

As always I suggest to click on the image for a better view and you already know that your comments are welcome.

 

Work in progress #3, sequencing

Lavori in corso N°3, fare sequenze

Secondo me il modo migliore per studiare l’impaginazione di un libro fotografico è di sistemare le sequenze delle pagine per terra, in qualsiasi posto ove hai spazio….

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In my opinion the best way to study the layout of a photo book is to place the sequences of the pages on the floor, where you have place…

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The gaze

Lo sguardo.

photo rkr©2015

photo rkr©2015

La cosa bella nel preparare un dittico è che si possono combinare due immagini simili per forma o per significato. Oppure due immagini molto diverse, per creare una tensione.

Questo invece è un dittico un po’ casuale. Nella mia ricerca della foto imperfetta avevo estratto dei piccoli dettagli da alcune mie foto e avevo provato a stamparli. Per razionalizzare al meglio l’uso della carta li ho stampati molto vicini, sullo stesso foglio. E ho visto fra le altre foto queste due affiancate. Ritagliate le ho lasciate qualche mese sulla mia scrivania. Decantare le emozioni. Ora ho deciso che si, è un dittico.

One nice thing when you prepare a diptych is that you can combine two similar images for what concerns the visual or the concept. Or two very different images in order to create a strong tension.

But this is a casual diptych. When researching for the imperfect photo I extracted a few details from my pictures and I tried to print them. In order to better rationalise the use of the paper I print them one very near to the other, on the same page.  And among the others I saw these two, side by side. I cut and left them a few months on my desk. To settle the emotions. Now I decided yes, it’s a diptych.

 

Easter, Wenders and work in progress

Pasqua, Wenders e lavori in corso             please scroll down for english text, thanks

Quando siamo molto impegnati il tempo vola, è la mia versione della relatività, scusa Albert, capisco sia troppo semplice! E allora iniziamo con il fare gli auguri a tutti, agli amici, ai lettori affezionati, ai lettori occasionali. Auguro a tutti voi una Buona Pasqua  insieme alle persone cui siete affezionati.

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When you are busy time flies, this is my version of the theory of relativity, sorry Albert I know it is a little bit too simple! Therefore I start to wish you all, friends, readers both loyal and casual, everybody really an Happy Easter with the ones you love.

Recentemente la fotografia mi ha molto impegnato. Ho visitato due volte la mostra “America” a Villa Panza, Varese di uno dei miei registi e fotografi preferiti: Wim Wenders. Perché due volte? Primo perché mi èvarie_aprile_2015-6 piaciuta un sacco sia per l’ambientazione sia per le foto. Secondo perché volevo in qualche modo appropriarmene, farla mia. Poiché era proibito scattare foto sono tornato con il libro-catalogo della mostra e su alcune pagine ho ricopiato alcune delle frasi che Wenders ha preparato come commento alle fotografie. Ho impiegato un po’ di tempo ma in questo modo i cieli americani, i negozi vuoti del Montana e le atmosfere alla Hopper sono diventate un po’ più mie!

Recently I have been very busy with photography. I visited twice the exhibition “America” by one of varie_aprile_2015-4my preferred directors and photographers: Wim Wenders. Why twice? First because I enjoyed it very much, both the location and the pictures. Second because I wanted somehow to appropriate this exhibition, to make it a little bit mine. So being forbidden to take photos I came back a second time with the catalog and on a few pages I copied the words Wenders prepared as side comment to the pictures. It took some time but I enjoyed it and the blue american skies, the Montana empty shops and the atmosphere in the “Hopper style” are now a little bit more part of  my experience! 

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Del fascino di scattare in pellicola ho già parlato in questo articolo dove menzionavo appunto Wim Wenders uno dei primi registi a lavorare in digitale nel cinema ma ancora strettamente legato alla pellicola quando fotografa. Anche a me piace spesso scattare con la pellicola per le stesse motivazioni anche se le mie foto non sono certo paragonabili a quelle di Wim! E della mia attrazione per l’America vi avevo parlato qui.

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About the fascination to shoot film I already spoke in this post where I reported an interview with Wenders saying to be one of the first movie directors to work with digital technology but still strictly tied to film when it is about still photography. I like as well to shoot film very oft for the same reasons even if my pictures cannot be compared to the ones of Wim! And about my attraction for America I already spoke here.

here.varie_marzo_2015-305

Ma non ho solo visitato mostre in questo periodo: dopo un lunga pausa di riflessione ho iniziato a lavorare sul dummy del libro, senza titolo ancora sul mio progetto migrante. Ho deciso sarà quadrato 18×18 cm per mantenere l’aspetto intimo di quella che è una storia personale. Dopo una valutazione a computer in questi giorni sto stampando le foto impaginate in questo formato per poter meglio studiare la sequenza delle pagine e la dimensione delle foto stesse. Richiede tempo ma è un’esperienza interessante della quale parlerò presto, per ora un paio di immagini dei lavori in corso.

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But I didn’t only visit exhibitions in the last weeks: after I took a long time off to think now I’m ready to work on my book, still without title about my migrant project.  I decided it will be a square book, 18×18 cm in order to keep the intimate feel that a personal story deserves. After a computer evaluation I’m actually printing the pages in order to have them in my hands and better study both the sequence and the size of the pictures within the page. It takes time but it’s also an interesting experience about which I’ll speak soon, by now just a couple of pictures of the …works in progress.

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C’è confusione? Si è vero. Ma è dal caos che nascono le cose migliori 🙂 Do you see confusion on my table? Yes, true. But it’s from Chaos that the best things can born 🙂 varie_aprile_2015-8Amo il cinema.  Ho iniziato parlando di un regista che amo. Purtroppo devo terminare con una nota triste: ieri all’età di 106 anni è mancato Manuel De Oliviera. Ricordo di averlo visto cinque o sei anni fa alla Milanesiana in un  intervista durante un concerto di Patti Smith e mi aveva colpito l’energia e l’entusiasmo con il quale aveva parlato del progetto sul quale stava lavorando.  Ciao Manuel, grazie. Anche a te Buona Pasqua, ovunque tu sia.

I love movies. I started speaking about a movie director I love. Sadly I have to finish with a sad note: yesterday aged 106 died Manuel De Oliveira. I remember having seen him five or six years ago in an interview at the Milanesiana during a concert of Patti Smith and I was surprised by the energy and enthusiasm he had when described a project he was working on. Ciao Manuel, thanks. To you as well an Happy Easter, wherever you are.

E se ci fosse un po’ di pace…

And if a little bit more peace…

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Time to hurry up and get moving !


Tempo di sbrigarsi e darsi una mossa!  
please scroll down for english text, thanks.

2014_08-228

Se seguite questo blog da un po’ di tempo avrete notato un cambio di passo nella pubblicazione degli articoli. Molte volte mi sono limitato a una foto con poche parole. Non ho parlato dei miei progetti, delle mie idee fotografiche, degli autori che mi piacciono o delle mostre visitate.

If you follow this blog since a long time you’ll have noticed a recent slow down of the activities. Sometimes I only post a photo with a few words. I didn’t speak anymore about my projects, my ideas, the authors I like or the exhibitions I visited.

Essenzialmente per due ragioni: la prima sono stati  i lavori in corso per vuotare e mettere a posto la casa di mio suocero (di lui ho parlato qui) e la seconda è stato un piccolo problema di salute, piccolo ma inquietante quanto bastava per togliere quella serenità necessaria per pensare e scrivere cose più complesse.

Essentially there were two reasons: the first was the works in my father in law house  (I spoke about him here) and the second was a small health problem, small but disturbing enough to take away from me that amount of serenity necessary to write deeper pieces.

Ora i lavori sono a buon punto e dopo qualche esame (non piacevole!) il problema di salute è stato identificato, non è grave e richiede solo un poco di attenzione nel mangiare. In altre parole la lista di quanto consentito diventa più corta e quella dei cibi proibiti diventa più lunga! Piccolo quiz per voi: indovinate i miei cibi preferiti in quale lista sono?

Now the works are almost done and after a few clinical examination (not nice ones!) the health problem has been identified, it is not bad and only requires a little more attention in what I eat. In other words the list of what I’m allowed to eat is getting shorter, the list of what is forbidden is now longer. Let’s try a small quiz for you:  guess in which list is my preferred food?

Ritrovata la tranquillità interiore posso occuparmi meglio del blog.

With more interior serenity now I can take care of my blog.

20140614-144829-53309678.jpgQuando ero ragazzo trascorrevo l’estate al mare in liguria, si quel mare che ho tentato di disegnare qualche mese fa e che avete già visto in questa foto. Alla fine dell’estate si tornava in città e ricominciava la scuola. Da allora la fine dell’estate per me è il momento di fare programmi, fare propositi, darmi un’agenda e iniziare a lavorare.

When I was a boy I was used to spend the summer at the sea, yes that sea I tried to draw a few month ago and that you have already seen in this photo. At the end of the summer we went back in town and the school began. Since that time for me the end of summer is the moment to evaluate things done, make programs and formulate intentions, prepare an agenda and start to work.

walking in the water

Progetti: una priorità è portare a termine il mio progetto “migrante”  (per chi mi segue da poco ne ho parlato qui e qui). Le foto ci sono quasi tutte, l’editing in linea di massima è fatto, devo decidere le sequenze e il layout. L’idea è di preparare un  libro d’artista in pochissime copie su carta di pregio, una versione del  libro in piccolo formato e stampe per una mostra. Ne parleremo.

Projects: first priority is to complete my migrant story (who is following the blog since a short time I spoke about it here and here) . There are all the photos, editing has been done, now it’s about sequencing and deciding the layout. The idea is to prepare an”artist book” printed on special paper in very few copies, a small format book and the prints for an   exhibition. We’ll speak about it.

Propositi: visitare mostre, non solo fotografiche sarà un’altra priorità. Per mantenere viva la creatività. Come ha ricordato in questo post il fotografo e blogger Otto von Münchov la creatività secondo Steve Jobs consiste non tanto nel fare cose nuove ma nell’unire in modo nuovo i punti che si conoscono già. E allora bisogna sempre rifornirsi di questi punti stimolanti.

Mostre, film, spettacoli teatrali, conversazioni, libri sono un ottima fonte, meglio se frequentati e discussi con amici creativi.

Ultimamente ho riscoperto il piacere della fotografia istantanea: le immagini che ottengo hanno un sapore particolare, imperfetto ma che lascia spazio all’interpretazione. Continuerò a sperimentare ma nel frattempo vorrei trovare un progetto anche per questo tipo di fotografie.

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sx 70 image on B&W Impossible film rkr©2014

Intentions: to visit many exhibitions, not only about photography is another priority. To keep alive the creativity. As the photographer and blogger Otto von Münchov reminded us in this post according to Steve Jobs creativity consists simply in connecting dots we already have. Therefore is very important to collect these dots.

Exhibitions, movies, theater shows, books, music are all excellent ways to collect them. Even better if shared with creative friends.

Lately I rediscover the pleasure of instant photography: the photographs I obtain have a special flavor, not perfect but with a lot of space for personal interpretation. I’ll go on to experiment but meanwhile I would like to find a project for this kind of photography.

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roses, instant pinhole photo , rkr©2014

 Un altro proposito non meno importante è quello di continuare i miei esercizi di disegno, fra poco le lezioni riprenderanno. Anche qui mi sono accorto che per impadronirsi della tecnica, passo necessario per poter poi liberare la fantasia è necessario esercizio, molto. La mia tabella prevede un paio di ore al giorno, almeno cinque giorni alla settimana. Oltre alle matite sto sperimentando l’acquarello che non è facile ma mi diverto a farlo! Mescolare i colori è un gran divertimento!

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playing with colors !

Last but not least I’ll go on with my drawing study, in a couple of weeks lessons will start again. Here as well I realized that to own the technique, which is a necessary step in order to be able later to free the phantasy I need a lot of practice: now my time table say two hours daily, at least five times a week. I’m now  trying beside pencils watercolors: it is not easy, outcomes are still primitive but I enjoy it very much! Mixing colors is a great fun!

 Ci sarebbero altre cose da dire ma questo post è già abbastanza lungo. Sarà allora per la prossima volta, a presto e…diamoci da fare, qualsiasi cosa vogliamo fare 🙂

There are many other things to say but this post is already long enough. It will be for the next time, see  you soon and whatever you desire to do …get moving 🙂

In the kitchen: a diptych

In cucina: un dittico                please scroll down for english text, thanks

Lo sapete, amo i dittici. E non credo sia necessario andare lontano per fare foto. Un piccolo esercizio, sul tema del cibo.

You know, I love diptychs. And I do not believe to be necessary to go far away to make photographs. Here a small exercise on the theme food.

cucina

Altri dittici li potete vedere qui. More diptych can be seen here.

E potete cliccare sulle immagini per una visione migliore, grazie.

And you can click on the image for a better viewing.

Do you see that man?

Vede quell’uomo?                                  Please scroll down for english text, thanks.

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“Vede quell’uomo,” mi disse indicandomi  un contadino che arava il suo campo di mais “lavora la terra, è felice. Se tutti ritrovassero l’uso della vanga il mondo sarebbe più pacifico e non si avrebbero più guerre…. Bisognerà tornare ai mestieri antichi. Ciò che perde l’uomo d’oggi è la vita nevrotica delle città” . 

La nostra discussione fu aspra e violenta. 

“Non si può tornare indietro,” dissi io ” ma è necessario che l’uomo giunga a dominare la macchina per sfuggire alla disumanizzazione”.

Da un colloquio fra Jean Giono (scrittore francese) e la fotografa Gisèle Freund che gli stava facendo un ritratto, dalla autobiografia della stessa “Il mondo e il mio obiettivo”

“Do you see that man,” he told me pointing to a peasant who was ploughing his corn field “he’s working the land, he’s happy. If everyone  would find again the practice of the spade the world would be more peaceful and there would be no more wars. … it will be necessary to come back to the old trades. What is losing the modern man is the neurotic city life.

Our argument was harsh and violent.

“It is not possible to go back,” I said ” but it is necessary that the man manages to dominate the machine to escape the dehumanization”

Fragment of a discussion between Jean Giono and the photograph Gisèle Freund who was taking a portrait of him, from the autobiography of the photographer.

“Il mondo e il mio obiettivo” di Gisèle Freund è uno dei miei libri preferiti: non è solo la sua autobiografia ma è il racconto di un pezzo di storia. Fuggita ragazza dalla Germania nazista e approdata in Francia  grazie alla sua tenacia e determinazione unite ad una capacità di sperimentare (è stata fra i primi  a fotografare a colori) è diventata una famosa ritrattista, incontrando scrittori, intellettuali e artisti. Per gli amici che leggono in italiano qui c’è un’interessante intervista con lei.

“The world and my lens” by Gisèle Freund is among my preferred books: it’s not only her autobiography but it is the tale of a piece of history. Escaped when young girl from the nazi Germany and arrived in France thanks to her perseverance and dedication, with a strong sense for the experimentation (she was among the first to photograph in colors) she became a famous portraitist meeting writers, intellectuals  and artists. An interesting reading about her can be found here

La frase  all’inizio tratta dal libro citato è stata il tema per un’esercitazione dell’associazione fotografica alla quale appartengo e per la quale si richiedeva un piccolo portfolio di 4 / 8 immagini.

The sentence at the beginning which has been extracted from the cited book was the theme for an exercise of the photo association in which I’m a member, where a small portfolio of 4/8 images was required. 

Per prima cosa ho cercato di interpretare il senso della frase: io ci ho letto il contrasto fra il mondo all’antica, lento quasi statico della civiltà contadina ed il mondo industriale che circonda molti di noi oggi. Un mondo veloce, dinamico, senza tregua. Ma come rendere questo contrasto in fotografia?

As first step I tried to understand the meaning of that sentence: I read in it the contrast between the old slow almost static world of the farmers and the modern industrial world surrounding many of us. A quick, dynamic, ceaselessly  world. But how show this contrast in photographs?

All’inizio avevo pensato a una serie di fotografie simili a questa:

In the beginning I was planning photos like this one:

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Si vedono dei tralicci elettrici, una strada, uno stabilimento agrario moderno, una campo coltivato: tutto in tema. Ma secondo me mancava qualche cosa che evocasse la velocità, il dinamismo. Nello stesso tempo mi piaceva l’idea della strada, avrei potuto provare a contrapporre strade di tipo diverso.

You see a few pylons, a road, a modern agricultural factory, a cultivated land: everything about the theme. But in my opinion something was missed which could give the idea of speed, dynamism. Meantime I liked the idea of the road, maybe I could place different kind of roads in juxtaposition. 

Potete cliccare sulle foto per ingrandirle, you can click on the photos to enlarge them. 

Ma questo svolgimento non mi piaceva, troppo in stile foto pescate dal cassetto, un poco anonime, senza una personalità propria che si relazionasse al tema. E sempre senza quel senso dinamico che scaturiva dal colloquio fra i due personaggi. “Non si può tornare indietro” dice a un certo punto Gisèle Freund. E riappare l’idea del viaggio. Ho pensato allora al lavoro iniziato da poco, anche questo ispirato da un libro (ho una dipendenza dai libri!) di Cortazar “Gli autonauti della cosmostrada” di cui ho parlato in questo articolo.

But this kind of elaboration was not what I wanted to do: too much like “pictures taken out of an old box” with photos too impersonal in the look, without a character which could be identified with the theme.  “It is not possible to go back” says Gisèle Freund. Reappears the idea of the journey. I have thought again of another work I started, also inspired by a book (I have an addiction for books!) by Cortazar “The Autonauts of the Cosmoroute” which I already mentioned in this post

Dopo aver visto le foto in archivio ho aggiunto altri scatti, sempre con la stessa modalità: dall’autostrada in movimento (io guidavo e mia moglie scattava, o viceversa). Ora si trattava solo di fare un poco di editing, attività che trovo sempre più interessante ed mettere le foto selezionate in sequenza.

strade

After a having view the photos in the archive to confirm the idea is valid I added some more pictures, always with the same way to work: from the car in movement on the motorway (becasue of safety reasons I was driving and my wife shooting or vice versa). Now the point was only to make the editing (which I find always more and more interesting) ad to organize the photos in the appropriate sequence.

Non semplice come sembra scattare da un auto in movimento e non sempre il risultato era quello voluto ma dopo un po’ di viaggi e una prima scrematura ho visto che quello che cercavo c’era.

strade sel

It’s not so easy as it seems to shoot from a running car and not always the result was what I hoped, but after a few journeys and a first selection I realized that I had the photos I was looking for.

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Per prima cosa ho scelto foto con una forte connotazione “autostradale modernista”, come questa dove si vede nel vetro il riflesso di un’altra auto vicino a noi mentre la fattoria è lontana e questa altra dove si vedono i fili dell’elettricità e il guardrail che funge da barriera fra noi e la fattoria.

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First I selected a couple of picture with a connotation “motorway/modern” like the one where in the car window we see the reflection of another car near to us when the farm is far away o and the photo where we can clearly see the electricity wires and a guardrail which becomes a barrier between us and the farm, again far away.

Avevo anche foto che mi piacevano ma che ho dovuto eliminare per aver maggior coerenza visiva nel lavoro: in questa (colpo di fortuna?) mi piaceva il colore scuro dell’asfalto in primo piano e il modo in cui il fotogramma era diviso ma sarebbe stata l’unica foto in verticale nel gruppo e secondo me avrebbe disturbato.

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There were pictures I liked but I had to discard because from a visual point of view they were not coherent with the other I selected, like this one in which I like the dark color of the asphalt in foreground and the way the photogram is divided. Unfortunately this was tha only vertical picture and <i think it could somehow disturb the work in its amalgam.

Ho invece selezionato altre due foto dove fosse ben visibile il discorso strada-barriera fattoria. But I inserted a couple of photo were it could be clearly seen the combo road-barrier-farm.

A questo punto mancava ancora qualche cosa e rileggendo la frase “la nostra discussione fu aspra e violenta” ho pensato a qualche cosa di meno bello esteticamente e la mia scelta è caduta su questa immagine.

Now something was still missing, and reading the sentence “our argument was harsh and violent” I decided to d select something not nice from an aesthetic point of view, my selection was this image.

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Ho provato ad immedesimarmi nel personaggio in questione e mi sono accorto che non era poi così difficile. Credo che tutti noi un po’ vecchiotti qualche volta abbiamo avuto nostalgia per tempi più lenti con meno traffico sulle strade e  meno confusi. Ho scritto confusione? E allora per concludere  ho volutamente scelto una foto fuori dagli schemi, abbastanza confusa.

I tried empathize with the writer and I noticed it was not so difficult. I believe that we all, who are no more young sometimes miss a kind of slowness, times with less traffic on the roads and less confusion. Did I write confusion? Therefore to close the work I intentionally selected a confused photo.

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Il risultato finale lo potete vedere così, sempre cliccando sulle foto per ingrandirle. Se avete commenti questi sono sempre apprezzati, anche le critiche e i suggerimenti, purchè educatie costruttivi! Grazie!

You can see here the final work, clicking on the pictures to enlarge them. If you have comments they are always appreciated, as the criticisms and suggestions, as long as they are constructive and polite. Thanks!

Nota: qualche giorno fa in questo post avevo parlato del piacere di fotografare in analogico. Ora devo dire che un lavoro come questo, con tante foto scattate e pochi scatti selezionati non l’avrei fatto senza la comodità della fotografia digitale!

Please note: a few days ago in this post I wrote about the pleasure to shoot with an analog camera. Now I have to say that  a work like this one with many pictures taken and a very strong selection had not been made by myself without the possibilities of the digital photography!