Printing time

Il momento di stampare

Va bene lo so, il blog è lento ed io sono un ragazzaccio pigro! No, non è veramente così: ho trascurato un poco il blog perché preso da tanta attività, fotografica e non. La prova è sulla mia libreria (vi ho già detto come è utile avere in casa una libreria metallica dove appendere foto e disegni con piccole calamite?).

Ok, I know it, the blog is slow and I’m a lazy boy! No, it’s not really like that: I neglected the blog because very busy in many activities, photo related and not. The proof is my bookcase (did I already tell you how much useful is to have a bookcase with metallic shelves where you can hang photographs and drawings simply with small magnets?).

In questi giorni sto stampando materiale nuovo: una serie di foto che fanno parte di un progetto sulle piccole isole:  scattate su pellicole bianco e nero di  Impossible scansionate e poi stampate su carta cotone. Dopo alcune prove ho deciso di stampare su carta pesante con una forte trama e bordi frastagliati in due formati: A5 (mm 148×210) mantenendo la foto nelle dimensioni dell’originale con bordo bianco attorno per  quando desideriamo  “maneggiare” le stampe e in formato A3+ (mm 329 x 483) con bordi frastagliati, sempre con un ampio bordo bianco che ben si presta per esposizione. Pertanto il lavoro sarà costituito dalle foto originali Impossible, lucide e montate su passe-partout e da due serie di stampe su carta cotone opaca.

In these days I’m printing some new material: a series of photos which are part of a project about small islands: shot on black and white Impossible film, scanned and printed on cotton paper. After a few trials I decided to print on an heavy paper with a strong texture and irregular borders in two sizes: A5 (5.8 x 8.3 in) keeping the photo with the same size of the original and a wide white border around ideal when we like to have the prints in our hands and A3+ ( 12.9 x 19 in) which is appropriate for an exhibition. 

Ho anche stampato alcune foto da un viaggio di cui scriverò un’altra volta, ne vedete una che ho chiamato “looking beyond, as always” e un semplice ritratto di mia moglie (qualche giorno addietro era S.Valentino!).

I also printed a few pictures from a short trip (I’ll write about it in future) you can see one B&W I called looking beyond as always and a simple portrait of my wife, yes it was Valentine Day !

Oltre alla fotografia sto dedicando tempo anche al disegno, e allora fra una lezione e l’altra appendo i miei esercizi per studiarli e vederne gli errori!

In addition to photography there are also my drawing lessons which are time consuming and between one lesson and the next one I like to hang my exercises to study them and see where the mistakes are!

Come sempre suggerisco di cliccare le foto per una visione migliore e sapete che i vostri commenti sono molto graditi.

As always I suggest to click on the image for a better view and you already know that your comments are welcome.

 

Work in progress #3, sequencing

Lavori in corso N°3, fare sequenze

Secondo me il modo migliore per studiare l’impaginazione di un libro fotografico è di sistemare le sequenze delle pagine per terra, in qualsiasi posto ove hai spazio….

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In my opinion the best way to study the layout of a photo book is to place the sequences of the pages on the floor, where you have place…

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The gaze

Lo sguardo.

photo rkr©2015

photo rkr©2015

La cosa bella nel preparare un dittico è che si possono combinare due immagini simili per forma o per significato. Oppure due immagini molto diverse, per creare una tensione.

Questo invece è un dittico un po’ casuale. Nella mia ricerca della foto imperfetta avevo estratto dei piccoli dettagli da alcune mie foto e avevo provato a stamparli. Per razionalizzare al meglio l’uso della carta li ho stampati molto vicini, sullo stesso foglio. E ho visto fra le altre foto queste due affiancate. Ritagliate le ho lasciate qualche mese sulla mia scrivania. Decantare le emozioni. Ora ho deciso che si, è un dittico.

One nice thing when you prepare a diptych is that you can combine two similar images for what concerns the visual or the concept. Or two very different images in order to create a strong tension.

But this is a casual diptych. When researching for the imperfect photo I extracted a few details from my pictures and I tried to print them. In order to better rationalise the use of the paper I print them one very near to the other, on the same page.  And among the others I saw these two, side by side. I cut and left them a few months on my desk. To settle the emotions. Now I decided yes, it’s a diptych.

 

Easter, Wenders and work in progress

Pasqua, Wenders e lavori in corso             please scroll down for english text, thanks

Quando siamo molto impegnati il tempo vola, è la mia versione della relatività, scusa Albert, capisco sia troppo semplice! E allora iniziamo con il fare gli auguri a tutti, agli amici, ai lettori affezionati, ai lettori occasionali. Auguro a tutti voi una Buona Pasqua  insieme alle persone cui siete affezionati.

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When you are busy time flies, this is my version of the theory of relativity, sorry Albert I know it is a little bit too simple! Therefore I start to wish you all, friends, readers both loyal and casual, everybody really an Happy Easter with the ones you love.

Recentemente la fotografia mi ha molto impegnato. Ho visitato due volte la mostra “America” a Villa Panza, Varese di uno dei miei registi e fotografi preferiti: Wim Wenders. Perché due volte? Primo perché mi èvarie_aprile_2015-6 piaciuta un sacco sia per l’ambientazione sia per le foto. Secondo perché volevo in qualche modo appropriarmene, farla mia. Poiché era proibito scattare foto sono tornato con il libro-catalogo della mostra e su alcune pagine ho ricopiato alcune delle frasi che Wenders ha preparato come commento alle fotografie. Ho impiegato un po’ di tempo ma in questo modo i cieli americani, i negozi vuoti del Montana e le atmosfere alla Hopper sono diventate un po’ più mie!

Recently I have been very busy with photography. I visited twice the exhibition “America” by one of varie_aprile_2015-4my preferred directors and photographers: Wim Wenders. Why twice? First because I enjoyed it very much, both the location and the pictures. Second because I wanted somehow to appropriate this exhibition, to make it a little bit mine. So being forbidden to take photos I came back a second time with the catalog and on a few pages I copied the words Wenders prepared as side comment to the pictures. It took some time but I enjoyed it and the blue american skies, the Montana empty shops and the atmosphere in the “Hopper style” are now a little bit more part of  my experience! 

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Del fascino di scattare in pellicola ho già parlato in questo articolo dove menzionavo appunto Wim Wenders uno dei primi registi a lavorare in digitale nel cinema ma ancora strettamente legato alla pellicola quando fotografa. Anche a me piace spesso scattare con la pellicola per le stesse motivazioni anche se le mie foto non sono certo paragonabili a quelle di Wim! E della mia attrazione per l’America vi avevo parlato qui.

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About the fascination to shoot film I already spoke in this post where I reported an interview with Wenders saying to be one of the first movie directors to work with digital technology but still strictly tied to film when it is about still photography. I like as well to shoot film very oft for the same reasons even if my pictures cannot be compared to the ones of Wim! And about my attraction for America I already spoke here.

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Ma non ho solo visitato mostre in questo periodo: dopo un lunga pausa di riflessione ho iniziato a lavorare sul dummy del libro, senza titolo ancora sul mio progetto migrante. Ho deciso sarà quadrato 18×18 cm per mantenere l’aspetto intimo di quella che è una storia personale. Dopo una valutazione a computer in questi giorni sto stampando le foto impaginate in questo formato per poter meglio studiare la sequenza delle pagine e la dimensione delle foto stesse. Richiede tempo ma è un’esperienza interessante della quale parlerò presto, per ora un paio di immagini dei lavori in corso.

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But I didn’t only visit exhibitions in the last weeks: after I took a long time off to think now I’m ready to work on my book, still without title about my migrant project.  I decided it will be a square book, 18×18 cm in order to keep the intimate feel that a personal story deserves. After a computer evaluation I’m actually printing the pages in order to have them in my hands and better study both the sequence and the size of the pictures within the page. It takes time but it’s also an interesting experience about which I’ll speak soon, by now just a couple of pictures of the …works in progress.

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C’è confusione? Si è vero. Ma è dal caos che nascono le cose migliori 🙂 Do you see confusion on my table? Yes, true. But it’s from Chaos that the best things can born 🙂 varie_aprile_2015-8Amo il cinema.  Ho iniziato parlando di un regista che amo. Purtroppo devo terminare con una nota triste: ieri all’età di 106 anni è mancato Manuel De Oliviera. Ricordo di averlo visto cinque o sei anni fa alla Milanesiana in un  intervista durante un concerto di Patti Smith e mi aveva colpito l’energia e l’entusiasmo con il quale aveva parlato del progetto sul quale stava lavorando.  Ciao Manuel, grazie. Anche a te Buona Pasqua, ovunque tu sia.

I love movies. I started speaking about a movie director I love. Sadly I have to finish with a sad note: yesterday aged 106 died Manuel De Oliveira. I remember having seen him five or six years ago in an interview at the Milanesiana during a concert of Patti Smith and I was surprised by the energy and enthusiasm he had when described a project he was working on. Ciao Manuel, thanks. To you as well an Happy Easter, wherever you are.

E se ci fosse un po’ di pace…

And if a little bit more peace…

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Time to hurry up and get moving !


Tempo di sbrigarsi e darsi una mossa!  
please scroll down for english text, thanks.

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Se seguite questo blog da un po’ di tempo avrete notato un cambio di passo nella pubblicazione degli articoli. Molte volte mi sono limitato a una foto con poche parole. Non ho parlato dei miei progetti, delle mie idee fotografiche, degli autori che mi piacciono o delle mostre visitate.

If you follow this blog since a long time you’ll have noticed a recent slow down of the activities. Sometimes I only post a photo with a few words. I didn’t speak anymore about my projects, my ideas, the authors I like or the exhibitions I visited.

Essenzialmente per due ragioni: la prima sono stati  i lavori in corso per vuotare e mettere a posto la casa di mio suocero (di lui ho parlato qui) e la seconda è stato un piccolo problema di salute, piccolo ma inquietante quanto bastava per togliere quella serenità necessaria per pensare e scrivere cose più complesse.

Essentially there were two reasons: the first was the works in my father in law house  (I spoke about him here) and the second was a small health problem, small but disturbing enough to take away from me that amount of serenity necessary to write deeper pieces.

Ora i lavori sono a buon punto e dopo qualche esame (non piacevole!) il problema di salute è stato identificato, non è grave e richiede solo un poco di attenzione nel mangiare. In altre parole la lista di quanto consentito diventa più corta e quella dei cibi proibiti diventa più lunga! Piccolo quiz per voi: indovinate i miei cibi preferiti in quale lista sono?

Now the works are almost done and after a few clinical examination (not nice ones!) the health problem has been identified, it is not bad and only requires a little more attention in what I eat. In other words the list of what I’m allowed to eat is getting shorter, the list of what is forbidden is now longer. Let’s try a small quiz for you:  guess in which list is my preferred food?

Ritrovata la tranquillità interiore posso occuparmi meglio del blog.

With more interior serenity now I can take care of my blog.

20140614-144829-53309678.jpgQuando ero ragazzo trascorrevo l’estate al mare in liguria, si quel mare che ho tentato di disegnare qualche mese fa e che avete già visto in questa foto. Alla fine dell’estate si tornava in città e ricominciava la scuola. Da allora la fine dell’estate per me è il momento di fare programmi, fare propositi, darmi un’agenda e iniziare a lavorare.

When I was a boy I was used to spend the summer at the sea, yes that sea I tried to draw a few month ago and that you have already seen in this photo. At the end of the summer we went back in town and the school began. Since that time for me the end of summer is the moment to evaluate things done, make programs and formulate intentions, prepare an agenda and start to work.

walking in the water

Progetti: una priorità è portare a termine il mio progetto “migrante”  (per chi mi segue da poco ne ho parlato qui e qui). Le foto ci sono quasi tutte, l’editing in linea di massima è fatto, devo decidere le sequenze e il layout. L’idea è di preparare un  libro d’artista in pochissime copie su carta di pregio, una versione del  libro in piccolo formato e stampe per una mostra. Ne parleremo.

Projects: first priority is to complete my migrant story (who is following the blog since a short time I spoke about it here and here) . There are all the photos, editing has been done, now it’s about sequencing and deciding the layout. The idea is to prepare an”artist book” printed on special paper in very few copies, a small format book and the prints for an   exhibition. We’ll speak about it.

Propositi: visitare mostre, non solo fotografiche sarà un’altra priorità. Per mantenere viva la creatività. Come ha ricordato in questo post il fotografo e blogger Otto von Münchov la creatività secondo Steve Jobs consiste non tanto nel fare cose nuove ma nell’unire in modo nuovo i punti che si conoscono già. E allora bisogna sempre rifornirsi di questi punti stimolanti.

Mostre, film, spettacoli teatrali, conversazioni, libri sono un ottima fonte, meglio se frequentati e discussi con amici creativi.

Ultimamente ho riscoperto il piacere della fotografia istantanea: le immagini che ottengo hanno un sapore particolare, imperfetto ma che lascia spazio all’interpretazione. Continuerò a sperimentare ma nel frattempo vorrei trovare un progetto anche per questo tipo di fotografie.

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sx 70 image on B&W Impossible film rkr©2014

Intentions: to visit many exhibitions, not only about photography is another priority. To keep alive the creativity. As the photographer and blogger Otto von Münchov reminded us in this post according to Steve Jobs creativity consists simply in connecting dots we already have. Therefore is very important to collect these dots.

Exhibitions, movies, theater shows, books, music are all excellent ways to collect them. Even better if shared with creative friends.

Lately I rediscover the pleasure of instant photography: the photographs I obtain have a special flavor, not perfect but with a lot of space for personal interpretation. I’ll go on to experiment but meanwhile I would like to find a project for this kind of photography.

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roses, instant pinhole photo , rkr©2014

 Un altro proposito non meno importante è quello di continuare i miei esercizi di disegno, fra poco le lezioni riprenderanno. Anche qui mi sono accorto che per impadronirsi della tecnica, passo necessario per poter poi liberare la fantasia è necessario esercizio, molto. La mia tabella prevede un paio di ore al giorno, almeno cinque giorni alla settimana. Oltre alle matite sto sperimentando l’acquarello che non è facile ma mi diverto a farlo! Mescolare i colori è un gran divertimento!

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playing with colors !

Last but not least I’ll go on with my drawing study, in a couple of weeks lessons will start again. Here as well I realized that to own the technique, which is a necessary step in order to be able later to free the phantasy I need a lot of practice: now my time table say two hours daily, at least five times a week. I’m now  trying beside pencils watercolors: it is not easy, outcomes are still primitive but I enjoy it very much! Mixing colors is a great fun!

 Ci sarebbero altre cose da dire ma questo post è già abbastanza lungo. Sarà allora per la prossima volta, a presto e…diamoci da fare, qualsiasi cosa vogliamo fare 🙂

There are many other things to say but this post is already long enough. It will be for the next time, see  you soon and whatever you desire to do …get moving 🙂

In the kitchen: a diptych

In cucina: un dittico                please scroll down for english text, thanks

Lo sapete, amo i dittici. E non credo sia necessario andare lontano per fare foto. Un piccolo esercizio, sul tema del cibo.

You know, I love diptychs. And I do not believe to be necessary to go far away to make photographs. Here a small exercise on the theme food.

cucina

Altri dittici li potete vedere qui. More diptych can be seen here.

E potete cliccare sulle immagini per una visione migliore, grazie.

And you can click on the image for a better viewing.

Do you see that man?

Vede quell’uomo?                                  Please scroll down for english text, thanks.

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“Vede quell’uomo,” mi disse indicandomi  un contadino che arava il suo campo di mais “lavora la terra, è felice. Se tutti ritrovassero l’uso della vanga il mondo sarebbe più pacifico e non si avrebbero più guerre…. Bisognerà tornare ai mestieri antichi. Ciò che perde l’uomo d’oggi è la vita nevrotica delle città” . 

La nostra discussione fu aspra e violenta. 

“Non si può tornare indietro,” dissi io ” ma è necessario che l’uomo giunga a dominare la macchina per sfuggire alla disumanizzazione”.

Da un colloquio fra Jean Giono (scrittore francese) e la fotografa Gisèle Freund che gli stava facendo un ritratto, dalla autobiografia della stessa “Il mondo e il mio obiettivo”

“Do you see that man,” he told me pointing to a peasant who was ploughing his corn field “he’s working the land, he’s happy. If everyone  would find again the practice of the spade the world would be more peaceful and there would be no more wars. … it will be necessary to come back to the old trades. What is losing the modern man is the neurotic city life.

Our argument was harsh and violent.

“It is not possible to go back,” I said ” but it is necessary that the man manages to dominate the machine to escape the dehumanization”

Fragment of a discussion between Jean Giono and the photograph Gisèle Freund who was taking a portrait of him, from the autobiography of the photographer.

“Il mondo e il mio obiettivo” di Gisèle Freund è uno dei miei libri preferiti: non è solo la sua autobiografia ma è il racconto di un pezzo di storia. Fuggita ragazza dalla Germania nazista e approdata in Francia  grazie alla sua tenacia e determinazione unite ad una capacità di sperimentare (è stata fra i primi  a fotografare a colori) è diventata una famosa ritrattista, incontrando scrittori, intellettuali e artisti. Per gli amici che leggono in italiano qui c’è un’interessante intervista con lei.

“The world and my lens” by Gisèle Freund is among my preferred books: it’s not only her autobiography but it is the tale of a piece of history. Escaped when young girl from the nazi Germany and arrived in France thanks to her perseverance and dedication, with a strong sense for the experimentation (she was among the first to photograph in colors) she became a famous portraitist meeting writers, intellectuals  and artists. An interesting reading about her can be found here

La frase  all’inizio tratta dal libro citato è stata il tema per un’esercitazione dell’associazione fotografica alla quale appartengo e per la quale si richiedeva un piccolo portfolio di 4 / 8 immagini.

The sentence at the beginning which has been extracted from the cited book was the theme for an exercise of the photo association in which I’m a member, where a small portfolio of 4/8 images was required. 

Per prima cosa ho cercato di interpretare il senso della frase: io ci ho letto il contrasto fra il mondo all’antica, lento quasi statico della civiltà contadina ed il mondo industriale che circonda molti di noi oggi. Un mondo veloce, dinamico, senza tregua. Ma come rendere questo contrasto in fotografia?

As first step I tried to understand the meaning of that sentence: I read in it the contrast between the old slow almost static world of the farmers and the modern industrial world surrounding many of us. A quick, dynamic, ceaselessly  world. But how show this contrast in photographs?

All’inizio avevo pensato a una serie di fotografie simili a questa:

In the beginning I was planning photos like this one:

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Si vedono dei tralicci elettrici, una strada, uno stabilimento agrario moderno, una campo coltivato: tutto in tema. Ma secondo me mancava qualche cosa che evocasse la velocità, il dinamismo. Nello stesso tempo mi piaceva l’idea della strada, avrei potuto provare a contrapporre strade di tipo diverso.

You see a few pylons, a road, a modern agricultural factory, a cultivated land: everything about the theme. But in my opinion something was missed which could give the idea of speed, dynamism. Meantime I liked the idea of the road, maybe I could place different kind of roads in juxtaposition. 

Potete cliccare sulle foto per ingrandirle, you can click on the photos to enlarge them. 

Ma questo svolgimento non mi piaceva, troppo in stile foto pescate dal cassetto, un poco anonime, senza una personalità propria che si relazionasse al tema. E sempre senza quel senso dinamico che scaturiva dal colloquio fra i due personaggi. “Non si può tornare indietro” dice a un certo punto Gisèle Freund. E riappare l’idea del viaggio. Ho pensato allora al lavoro iniziato da poco, anche questo ispirato da un libro (ho una dipendenza dai libri!) di Cortazar “Gli autonauti della cosmostrada” di cui ho parlato in questo articolo.

But this kind of elaboration was not what I wanted to do: too much like “pictures taken out of an old box” with photos too impersonal in the look, without a character which could be identified with the theme.  “It is not possible to go back” says Gisèle Freund. Reappears the idea of the journey. I have thought again of another work I started, also inspired by a book (I have an addiction for books!) by Cortazar “The Autonauts of the Cosmoroute” which I already mentioned in this post

Dopo aver visto le foto in archivio ho aggiunto altri scatti, sempre con la stessa modalità: dall’autostrada in movimento (io guidavo e mia moglie scattava, o viceversa). Ora si trattava solo di fare un poco di editing, attività che trovo sempre più interessante ed mettere le foto selezionate in sequenza.

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After a having view the photos in the archive to confirm the idea is valid I added some more pictures, always with the same way to work: from the car in movement on the motorway (becasue of safety reasons I was driving and my wife shooting or vice versa). Now the point was only to make the editing (which I find always more and more interesting) ad to organize the photos in the appropriate sequence.

Non semplice come sembra scattare da un auto in movimento e non sempre il risultato era quello voluto ma dopo un po’ di viaggi e una prima scrematura ho visto che quello che cercavo c’era.

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It’s not so easy as it seems to shoot from a running car and not always the result was what I hoped, but after a few journeys and a first selection I realized that I had the photos I was looking for.

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Per prima cosa ho scelto foto con una forte connotazione “autostradale modernista”, come questa dove si vede nel vetro il riflesso di un’altra auto vicino a noi mentre la fattoria è lontana e questa altra dove si vedono i fili dell’elettricità e il guardrail che funge da barriera fra noi e la fattoria.

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First I selected a couple of picture with a connotation “motorway/modern” like the one where in the car window we see the reflection of another car near to us when the farm is far away o and the photo where we can clearly see the electricity wires and a guardrail which becomes a barrier between us and the farm, again far away.

Avevo anche foto che mi piacevano ma che ho dovuto eliminare per aver maggior coerenza visiva nel lavoro: in questa (colpo di fortuna?) mi piaceva il colore scuro dell’asfalto in primo piano e il modo in cui il fotogramma era diviso ma sarebbe stata l’unica foto in verticale nel gruppo e secondo me avrebbe disturbato.

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There were pictures I liked but I had to discard because from a visual point of view they were not coherent with the other I selected, like this one in which I like the dark color of the asphalt in foreground and the way the photogram is divided. Unfortunately this was tha only vertical picture and <i think it could somehow disturb the work in its amalgam.

Ho invece selezionato altre due foto dove fosse ben visibile il discorso strada-barriera fattoria. But I inserted a couple of photo were it could be clearly seen the combo road-barrier-farm.

A questo punto mancava ancora qualche cosa e rileggendo la frase “la nostra discussione fu aspra e violenta” ho pensato a qualche cosa di meno bello esteticamente e la mia scelta è caduta su questa immagine.

Now something was still missing, and reading the sentence “our argument was harsh and violent” I decided to d select something not nice from an aesthetic point of view, my selection was this image.

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Ho provato ad immedesimarmi nel personaggio in questione e mi sono accorto che non era poi così difficile. Credo che tutti noi un po’ vecchiotti qualche volta abbiamo avuto nostalgia per tempi più lenti con meno traffico sulle strade e  meno confusi. Ho scritto confusione? E allora per concludere  ho volutamente scelto una foto fuori dagli schemi, abbastanza confusa.

I tried empathize with the writer and I noticed it was not so difficult. I believe that we all, who are no more young sometimes miss a kind of slowness, times with less traffic on the roads and less confusion. Did I write confusion? Therefore to close the work I intentionally selected a confused photo.

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Il risultato finale lo potete vedere così, sempre cliccando sulle foto per ingrandirle. Se avete commenti questi sono sempre apprezzati, anche le critiche e i suggerimenti, purchè educatie costruttivi! Grazie!

You can see here the final work, clicking on the pictures to enlarge them. If you have comments they are always appreciated, as the criticisms and suggestions, as long as they are constructive and polite. Thanks!

Nota: qualche giorno fa in questo post avevo parlato del piacere di fotografare in analogico. Ora devo dire che un lavoro come questo, con tante foto scattate e pochi scatti selezionati non l’avrei fatto senza la comodità della fotografia digitale!

Please note: a few days ago in this post I wrote about the pleasure to shoot with an analog camera. Now I have to say that  a work like this one with many pictures taken and a very strong selection had not been made by myself without the possibilities of the digital photography!

 

I know: it is not perfect!

Lo so, non è perfetto ! 

Amici mi hanno chiesto qualche notizia sulla nostra mostra fotografica, io della capra lui della rapa. Nei prossimi giorni mi piacerebbe scrivere sul percorso che ha portato a questo risultato,  idee, difficoltà, riflessioni, scelte. L’esperienza è stata ricca ed emozionante. Per ora abbiamo preparato questo video bilingue (circa!) : accontentatevi!

Friends ask me news about our photo exhibition “io della capra lui della rapa” .  In the next days I would like to write about this experience, ideas, difficulties, selections. It has been a reich and exciting experience. By now you can look at this video (italian  and english, more or less!): please, be satisfied!

Lo so, il video non è perfetto. Ma il tempo era poco e così anche l’esperienza…

I know it, the video is not perfect. Ma the time was limited  as it was our experience…

A quick note from the exhibition

Un breve commento dalla nostra mostra.

Siamo presi in questi giorni. Solo una piccola nota per dire che la mostra sta andando bene ! Vi racconterò, fra qualche giorno 🙂

We are busy in these days, just a short note to inform you that it’s going well! I’ll tell you more in a few days 🙂