The Prague Project Exhibition

Progetto Praga: la mostra    

Venerdì prossimo sarà il giorno. L’inaugurazione della mostra fotografica del nostro Progetto Praga. Le foto sono già tutte stampate e incorniciate. Ancora qualche ritocco nella sequenza delle immagini: vi siete mai accorti come cambiando l’ordine delle stesse foto (che siano appese ad un muro o incollate nelle pagine di un album non importa)  si può modificare il significate dell’insieme? E’ interessante ed utile pensarci! E può essere divertente provare…

Next Friday will be the day! The Vernissage of  our Prague Project Photo Exhibition. The photos have already been printed and framed. Still a few adjustments on the sequencing of the images: did you ever notice that changing the order of the same pictures (it doesn’t matter if hanged on the wall or glued on the pages of an album) you can change the meaning of the combination? It’s interesting and advantageous to think about! And it can be amusing to give it a try…

volantino praga

Prague Project: the exhibition

Progetto Praga: la mostra.  

Chi segue da un po’ di tempo questo blog sa che circa un anno fa Simo ed io abbiamo per la prima volta nella nostra vita iniziato un lavoro fotografico insieme a Praga. Chi non avesse ancora letto gli articoli precedenti  li può trovare, insieme ad alcune foto qui oppure cliccando “project prague” nella barra laterale. A noi piace camminare lentamente, fare le cose in fretta non è nel nostro (mio ?)  DNA ! Trovare il modo di combinare due visioni diverse non è stato facile ma è diventata un’esperienza molto interessante. Ora siamo contenti di dire che questo darà vita ad una mostra fotografica nel mese di ottobre.

Who follows this blog since a longer time already knows that  Simo and me about one year ago started for the first time in our lives a photographic project together, the so called    “Prague Project”. If you have not (yet?) read about it you can find the related posts and photographs here or just click on the lateral side under the label “project Prague”  We like to walk slowly, working in a hurry is not in our (my ?) DNA ! Now we are happy to announce that this project will give life to a photo exhibition in the month of october.

volantino praga

click to enlarge, please – cliccare per ingrandire, grazie

We are in Prague. The famous coffeehouses frequented by Kafka, the taverns visited by the writer Jarodlav Hasek, the breweries, the cabarets. All these places in the past have seen a crowd of people, a few conspiring against the regime, in the meanwhile agents of secret police and spies were studying each others. It’s a part of the old game of the history. But there have been as well  people simply  drinking a Pilsen following the idea “Io della capra, lui della rapa” which I try to translate in “I about the goat, he about the turnip” and means that important was just to chat, about anything, about nothing special, nothing specific. Just chatting. Prague, a city rich of humanity and mysteries, with a polished architecture and rough alleys and the feeling of a unique special place.

Project Prague: the book

Progetto Praga: il libro    please scroll down for english text, thanks.

libro_praga-5

Adesso abbiamo il libro! Un bel dummy del libro di Praga! Una settimana impegnativa, ma resa piacevole dagli amici trovati, dalla bellezza della Val Trebbia e  da   un’oretta giornaliera di yoga . All’inizio le nostre foto erano  dappertutto in una confusione totale molto “creativa”. Forse non era molto creativa, ma totale si!   Nostro tutor in questo workshop era Machiel Botman, fotografo olandese. Raccontandoci sia l’evoluzione dei suoi progetti e come questi si siano trasformati in libri sia l’opera e i libri di altri fotografi ci è stato di grande aiuto. Guardare, pensare, parlare, confrontarsi, mettersi in gioco. Ad un certo punto ci siamo accorti che le foto forti  nel nostro progetto Praga erano i ritratti eseguiti da Simo nei caffè storici e che le altre foto avrebbero dovuto fare da supporto a queste senza entrare in conflitto. E allora selezionare è stato più facile. E anche decidere il formato delle immagini è stato una conseguenza di questa scelta. Pagina destra ritratto grande, pagina sinistra paesaggio urbano piccolo, per esempio. Ma un libro è come una musica, serve un ritmo. E allora in alcune pagine le foto saranno piccole, in altre a tutta pagina. Sul pavimento le pagine si sono allineate, hanno cambiato posizione, hanno dialogato fra di loro e con noi. Qualche volta hanno litigato. Ma alla fine la sequenza è arrivata. Abbiamo stampato, rifilato, attaccato le pagine una con l’altra, ideato le copertine. Machiel Botman  è stato molto bravo con ognuno di noi nel far emergere l’idea, anche se questo a volte comportava un piccolo shock iniziale. E condividendo la sua esperienza con noi ha permesso a tutti quanti di arrivare al risultato. Grazie Machiel, grazie tutti.

Now we  have the book! A nice dummy of the book of Prague! It has been an heavy week but the friends we met, the wild beauty of the Val Trebbia and not to be under evaluated one daily hour of yoga in the morning made it a pleasant week. In the beginning there were many photos everywhere in a chaos totally creative! Maybe it wasn’t  very creative but total YES it was!  Out tutor in this workshop was Machiel Botman dutch photographer who was of great help explaining us the evolution both of his projects and how these have been transformed into books. The work, the pictures and the books of other interesting photographers have been analyzed as well. 

Looking at, thinking, opening our minds, reinventing ourselves. And about our Prague project we discovered that the strength of the work was in the pictures of Simo, the portraits in the historical cafés and the other photos only had to support these, without entering in conflict with them. Than the selection became easier, as the layout. On the right page a portrait printed large, on the left page an urban landscape, printed small. But a book, like a song needs a special cadence  therefore there are pages with small pictures and pages with a full size photo. On the floor the photo started to chat each other, and with us. Sometimes they even argued. But at the end the sequence arrived. We printed, we bound, we prepared a cover. Machiel has been very good with each of us helping in find the idea, even if sometimes this could be a little shocking! But thanks to his experience shared with us we managed to get the result. Thanks Machiel, thanks you all.

Printing, editing, sequencing: one more time.

Stampare, selezionare, fare sequenze: ancora una volta.

please scroll down for english text, thanks.

ws-11Come sempre quando siamo in fase di editing la mia casa si riempie di foto, ovunque. Simo ed io prenderemo parte in un workshop sulla preparazione di un libro fotografico. Tutto quello che segue lo scatto. E ci stiamo preparando, stiamo facendo i compiti a casa.  Io vorrei lavorare sul mio progetto del “migrante” (non ho ancora trovato un nome definitivo, per ora va bene così, ma se avete qualche suggerimento è benvenuto). Se seguite da poco tempo questo blog  notizie sul progetto le trovate le trovate in questo articolo e altre foto sono anche  qui, qui e la prima in questo post dedicato a Ramon J. Sender. E’ un progetto cui sono molto legato e per renderlo più personale ho fatto la scansione di vecchie foto di famiglia, contenute nella mia scatola magica 🙂 e anche di alcune lettere scritte da mio papà a mia mamma nel tempo di guerra. Non ho ancora deciso come inserirle, ma farò delle prove.

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As always when in “editing time” our house is full of photos, everywhere. Simo  and I will take part in a workshop about the preparation of a photographic book. It is not the first time, but now there is a deeper involvement. It’s about all what is after the click. We are preparing ourselves, doing our homework. I would like to work on my “migrant project” (I have not yet found the final name for it, by now it’s ok like this but if you have any suggestion it’s welcome). If you follow my blog since a short time You’ll find infos about this project in this post, adn a few images here, here and the first photo in this post dedicated to Ramon J.Sender. For me this is a special project and in order to make it more personal I   scanned a few old family photographs I found in my magical box 🙂 and some letters my father wrote to my mother during the war time. I have not yet decided how to use this material, but I’ll make a few trials.

ws-5Simo lavorerà principalmente sul “progetto  Praga”: l’idea per ora è di fare il dummy di un libro impaginando su una pagina la foto di una persona e sull’altra un paesaggio urbano oppure un dettaglio di questa bellissima città ricca di storia ed arte.

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Simo will work on the Prague project  the idea is to have on one page the photo of a person and on the other an hurban landscape or a detail of this beautiful town rich of history and art.

ws-6ws-8Ho già detto che per me l’editing delle foto è una fase molto importante del lavoro fotografico: questa volta dopo una prima selezione a monitor procediamo con delle piccole stampe che ci permettono di creare sequenze, accostamenti e valutare come le varie foto dialoghino fra di loro, possibilmente coinvolgendo chi guarda.

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ws-2I already said editing is for me a very important stage in  the photo workflow: this time after a first selection in front of the computer we proceed with small prints which allow us to make sequences, combinations and evaluate how various pictures talk together, possibly involving the viewer.

E per finire vi lascio indovinare che sono i personaggi di questa foto, che ha più di 60 anni. Si, lo so, lo hanno detto in tanti, sembra una bambina, ma…

And to finish I invite you to guess who are the two person in this photo, older than 60 years. Yes, I know it, many others already said, she resemble a little girl, but…

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Nachtlied op. 108, my diptych

Nachtlied op.108, il mio dittico.   Please scroll down for english text, thanks.

Questa sera, seduto davanti al monitor ho acceso le mie casse ed ho ascoltato in streaming su Radio3 in diretta dal Parco della Musica in Roma il “Canto Notturno per coro ed orchestra” op. 108 di Robert Schumann,   con l’ Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Claudio Pappano. 

Tonight, sitting in front of my monitor I switched on my loudspeakers in order to listen in streaming from Radio3 the “Nachtlied op.108” (Night Song) for chorus and orchestra, by Robert Schumann with the Orchester of Accademia Nazionale di Santa Cecilia and conductor Antonio Pappano. 

E allora, ispirato da questa emozionante esecuzione ho scelto un paio di immagini scattate la settimana scorsa ed ho assemblato questo dittico. Si, il mio entusiasmo per i dittici non si è ancora spento!

Then, inspired by this event full of emotion I went through the pictures I shot last week and decided to assemble this diptych. Yes, my interest in diptychs has not yet gone! 

Nachtlied, op.108, diptych – rkr©2012

Photographs from my holiday, part 1.

Foto dalle vacanze: parte prima.    Please scroll down for english text, thanks.

Delle mie foto con la pellicola ne ho parlato abbastanza prima, durante e dopo la vacanza. E’ venuto il momento di vederne qualcuna, cliché o non cliché! About my photographs film based I spoke enough before, during and after the holiday. Now it is time to see a few ones, cliché or not!

Ma vi avevo detto che amo i dittici? Si, ve lo avevo detto qui. E allora ho scelto le foto che mi sembravano più interessanti e sempre perchè mi piace che le foto si parlino fra di loro ho assemblato un paio di dittici.

austrian diptych 8-13

austrian diptych 8-13
rkr©2012

But did I tell you I love diptychs? Yes, I did here. Then I selected the photos I evaluated more interesting and I assembled a couple of diptychs, always because I like that the pictures speak each others. 

austrian diptych 17-06

austrian diptych 17-06
rkr©2012

Assemblare un dittico è un’operazione interessante: occorre decidere quale foto scegliere e pensare a come funzionerà, per esempio se il dittico ci comunica qualche cosa di diverso dalle singole foto e se questo sia sulla stessa lunghezza d’onda del nostro pensiero. Secondo me vedere un dittico produce sempre un piccolo sbilanciamento e questo ha un effetto positivo sulla nostra percezione. Ma forse è solo una mia idea.

To prepare a diptych is an interesting experience: you must select the images to combine and think how it will work, like will the two pictures together say something different than the single pictures and in this case will it be on the same wavelength of our thinking? In my opinion looking at a diptych produce a lack of balance and this has a positive effect on our perception.

Inoltre è anche importante non solo quali foto accostare ma anche in che ordine. Per esempio “austrian diptych 17-06” funziona in modo diverso di “austrian diptych 06-17”

Moreover it is important not only which photos have to be coupled but also in which order. In my opinion “austrian diptych 17-06” works in a different way than “austrian diptych 06-17” .

austrian diptych 06-17

austrian diptych 06-17 (this is a test)
rkr©2012

Concludo con un suggerimento: provate a fare dei dittici scegliendo fra le fotografie che avete a disposizione. Basta prendere due foto e incollarle sullo stesso cartoncino. Non solo è interessante, ma è anche divertente.

I finish with a suggestion: try to make diptychs using the photographs you have available.  It is enough to choice two pictures and place them on the same cardboard. It’s not only interesting but amusing as well.

Vi ricordo che potete cliccare sulle foto per ingrandirle.

I remind you that you can click on the photo to enlarge them.

Commenti ed idee su questo argomento sono sempre benvenuti, non esitate per favore. Per gli amanti delle foto singole l’appuntamento è per il prossimo post 🙂

Comments and ideas about this topic are always welcome, please do not hesitate. For the lovers of single images the date is for next time 🙂

Back home, relax with music

Tornati a casa, relax con musica.              Scroll down for english text, please.

Vacanza finita. Siamo tornati a casa. In attesa che il laboratorio sviluppi e stampi le foto da questa vacanza tutta a pellicola (i filmosauro ha colpito ancora) valuto un poco foto di Praga, pensando a come sviluppare la  prossima parte di questo progetto. E per rilassarmi ascolto un po’ di musica. Vi avevo già detto che amo la musica, anche se non so suonare, ahimé! Musica? Ok, allora vi propongo un paio di foto …

people in Prague,  photo rkr©2012

people in Prague, photo rkr©2012

Holidays are over. Back home. Waiting that the lab develop and print my holidays photos from this experience “film only” , yes the filmosaur did it again, I’m evaluating the pictures for the Prague Project, thinking how to plan the next step. And to relax I’m listening to some music. I already told you that I love music, but I’m not able to play it 😦 Music? Ok, here are a couple of pictures…

people in Prague,  photo rkr©2012

people in Prague, photo rkr©2012