About the pleasure of physical photos and editing

Il piacere delle fotografie stampate e l’editing

Siamo davanti a un tavolo, un tavolo libero. Le disponiamo una dopo l’altra, in file e colonne. Si occupa quasi tutta la superficie disponibile, dopo si inizia a lavorare. Questa si, questa non so. E no, questa proprio no va. Guarda, queste tre insieme raccontano una piccola storia, ma se togliamo questa e ci mettiamo quest’altra la storia cambia, diventa più…

We are in front of a table, a free table. We arrange them one after the other, in rows and columns, more or less. We take up all the available surface, than we start to work. This one yes, this other I don’t know. No, no this one absolutely no. Look…these three together tell a story, but if we take away this one and lay this other the story is different, it’s more..

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 In Italia secondo una ricerca di OnePoll per Samsung ogni giorno vengono caricate sui social cinque milioni di fotografie, una media di tremila al minuto con un intervallo fra lo scatto e la condivisione che non supera i sessanta secondi.  Per una riflessione su questo vi suggerisco l’ articolo del mio amico Roberto. Ma io amo una fotografia lenta, che richiede i suoi tempi e prima di essere in qualche modo condivisa debba stagionare, invecchiare un poco come un buon vino.

According to a research made by OnePoll for Samsung in Italy (where I live) everyday five millions photos are uploaded on social medias, which makes an average of three thousand each minute with a time interval between the shot and the sharing which is no longer than sixty seconds. But I love a slow photography which requires its proper times and before being shared has to mature, somehow like a good wine.

Molte delle foto che appaiono sui social vengono viste per pochi secondi e dopo pochi minuti sono già dimenticate, appartengono al passato. Una foto stampata contiene passato, presente e futuro. Il momento dello scatto e il momento in cui la guardiamo. E quella foto sarà con noi, forse in un album oppure in una scatola di cartone da scarpe anche in futuro.

Many pictures on the socials are seen for a few seconds and after a few minutes are already forgotten, belongs to the past. A printed photo holds together the past, present and future. The moment when we shot it and the moment when we look at it. And that photo will be with us  maybe in an album or in a cardboard shoes box in the future.

Durante l’ultimo viaggio vacanza ad Ischia (cure termali da bravi vecchietti) ho scattato solo foto istantanee sia con la mia vecchia Polaroid 340 sia con la nuova I-1 di Impossible, adoperate a giorni alterni. Una per il colore, l’altra per il bianco e nero. Contrariamente a quanto potrebbe sembrare sapere di avere un numero limitato di foto da scattare è stato molto liberatorio. Non dovevo fare un reportage ma solo “vedere” quello che catturava la mia attenzione, dedicargli il tempo necessario per scegliere l’inquadratura migliore e scattare. Ancora il binomio tempo e attenzione! E dopo pochi minuti la stampa era fra le mie mani, wow!

During my last journey to Ischia (thermal bath as good old people have to do) I only shot instant photography with my old Polaroid 340 and my new I-1 by Impossible, on alternate days, one for color the other for B&W. Contrary to what it could seem knowing to have a limited number of available shots has been very liberating. I had not to make a reportage but only to “see” what was interesting to me, allow myself the required time to look for an appropriate framing and shoot. Once again time and attention. And after a few minutes a real print was in my hands, wow!

i-phone_ischia_092016-72-di-143 Fare una selezione fra le foto scattate è un momento importante per un fotografo, un momento che diventa creativo secondo delle scelte che facciamo. Un mio scritto/esercizio di editing lo trovate in questo articolo, questa volta digitale 🙂 e in quest’altro con foto stampate questa volta 🙂 🙂 e se siete curiosi vi basta cercare “editing” all’interno del blog, dovreste trovare questi articoli. E se un amico o un’amica vi aiutano in questa operazione con la loro opinione si può anche trascorrere del tempo piacevolmente insieme.

Making a selection among the shots is a very important phase for the photographer, a moment which can be creative depending on the selection we make. One of my written/exercise of editing can be found in this post, digital this time 🙂 and in this other with printed photos this time 🙂 🙂 and if you are still curious just look under editing in the blog, you should find at least these post. And if a friend helps you in this phase it’s possible to spend a good time together.

E le foto di Ischia dove sono? Siate pazienti per favore, non ho ancora finito l’editing e la scansione…ci vuole tempo…ma voi, i vostri ricordi come preferite conservarli? Stampate ogni tanto qualche foto?

And where are the Ischia photos? Be patient please, I have not yet finished the editing and scanning phase…I need time…but how about yourselves, how do you prefer to store your memories? Do you print sometimes any picture?

Tell me a story

Raccontami una storia

“Sono stato bravo oggi, nonno. Adesso raccontami tu una storia…” disse il bambino.

“I have been good today, grandpa. Now tell me a story…” said the little boy.

Tell me a story photo rkr©2015

Tell me a story                                                                                                    photo rkr©2015

Lo sapete, amo la fotografia “imperfetta” che però non significa sbagliata o peggio ancora trasandata. Faccio molta attenzione alla selezione delle mie foto. Per imperfetta intendo dire  che guardando una mia foto non mi interessa si dica “wow,  incredibile, si vedono tutti i più piccoli dettagli uno per uno!”.  Desidero invece che ci si chieda quale è la storia dietro a quella foto, desidero che la foto lasci uno spazio all’immaginazione, forse anche a delle domande.

You know I love the “imperfection” in my photography, which doesn’t mean a wrong photography or even worse a shabby photo. I’m very careful in the editing of my pictures. When I say imperfect I want to say that looking at one of my pictures you should not say “wow, unbelievable  you can see all the smallest details!”. I desire instead that people ask themselves which is the story behind that picture, I desire that the photo leaves space to the imagination and maybe sometimes even ask you a question.

E credo la fotografia lo-fi, a bassa fedeltà renda più facile questo processo togliendo di mezzo i principali parametri tecnici che a volte in quest’epoca di fotografia high-tech sviano la nostra attenzione e spesso ci danno foto perfette ma senz’anima.

And I believe that this lo-fi photography makes this process easier leaving aside many technical parameters which many times in this era of high-tech photography capture our attention and oft give us photos which are perfect but without soul.

Images and memories, something more

Immagini e ricordi, qualche cosa in più     please scroll down for english text, thanks.

Recentemente mi ha colpito una frase di Gabriel Garcia Marquez, che citando a memoria diceva: “non è tanto importante la vita che si abbiamo vissuto, ma quello che ricordiamo della nostra vita

I was recently impressed by a sentence by Gabriel Garcia Marquez, which according to my memory said more or less: “it is not so important  the life we lived, but what we remember from our life

Una delle ragioni che mi spinge a fotografare  è fissare dei punti di partenza per i miei ricordi futuri. A volte lo faccio in uno stile documentario come in questa foto dal recente viaggio a New York.

One of the reasons for which I photograph is to fix a few starting points to activate my future memories. Sometimes I do it in a documentary style, like in this photo from my recent trip to New York.

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Altre volte amo usare delle immagini meno descrittive ma che lascino spazio alla fantasia. Come questa, parte di un mio progetto su un viaggio un po’ particolare scattata in Germania una calda seria d’estate alcuni anni fa.

Other times I love to use less descriptive images but with more possibilities to play for the phantasy. Like this one included in a project about a journey a little bit special which was taken in Germany on a warm night a few years ago.

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Anche un semplice schizzo o poche parole su un pezzo di carta qualsiasi possono attivare dei ricordi. Also a simple sektch or a few words on a piece of paper will be able to activate memories in future.

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E voi cosa fate per attivare i vostri ricordi?

And how about you? What are you doing to activate your memories?

Adagio

Il blog procede lentamente. Credo che un rallentamento, una pausa di riflessione nelle attività creative possa portare a un miglioramento delle stesse. Mi scuso con gli amici ma seguirò poco i vostri blog per qualche tempo, dopo ritornerò. Mi sento in overdose di immagini. Per questo non andremo ad Arles. Sono anche impegnato nella sostituzione del computer: dopo otto anni di lavoro intenso è giunto il momento. Ma è più complicato di quanto sembri: una nuova macchina vuol dire un nuovo sistema operativo , alcuni programmi che adoperavo non saranno compatibili (es: Nikon Scan per le scansioni) e allora occorrono soluzioni nuove, da cercare, provare, imparare. Questo tiene attivo il cervello ma bisogna aver pazienza 🙂

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The blog is slow. I believe that slowing down the creative activities can bring an improvement later. I’ll also slow down the blog reading, please excuse me but I feel an overdose of photos. For this same reason we’ll not go to Arles this year. I’m also very busy inthe substitution of my computer, after 8 years oh intense work. It is not so easy as it seems: a new machine means a new operating system, a few softwares I was used to work with will be no more compatible ( as Nikon Scan) and I have to look for and test new alternatives. And to learn them. This keeps my brain alive but we need to be patient:-)

my photo editing

my editing table

 

Thoughts about my photography

 

Pensieri sulla mia fotografia…                   please scroll down for english text, thanks

Ultimamente mentre lavoro sui negativi del viaggio a New York  sto anche pensando al rapporto che ho con la fotografia. Quanto sia importante per me e per quali motivi. Perchè fotografo, questa è una domanda difficile. Quali sono gli autori che apprezzo, quali sono quelli che mi hanno influenzato, come questi siano cambiati nel tempo. Mi sono anche accorto che nell’ultimo anno i miei progetti si sono un poco diluiti, non hanno ricevuto l’attenzione che avrebbero dovuto ricevere. Fra questi quello più importante per me, provvisoriamente identificato come “storia di un migrante” e che avrei voluto concludere entro l’anno scorso e invece si è arenato a metà strada fra la selezione e la messa in sequenza delle foto, fasi essenziali per arrivare ad un lavoro definito sia esso una mostra oppure un piccolo libro.

Lately I’m working on the negatives from my New York trip and I’m also thinking about the relationship I have with photography. How much it is important for me and why. Why do I take photos, this is a difficult question. Who are the authors I like and who are the ones influencing me, how did these change in the time. I also noticed that  in the last year I didn’t work much on my projects, some of them did not receive the attention, the dedication they had to receive. Among these the one I feel to be the most important for me, which is temporarily identified as “a migrant story” and  which I planned  to end last year instead came to a standstill somewhere between editing and sequencing which are essential steps in order to arrive at the final goal, which could be to prepare an exhibition or a small book.

Da poco sto riscoprendo uno dei miei vecchi amori, si sa  che i vecchi amori non muoiono mai! Parlo della fotografia istantanea. Queste foto hanno un aspetto così diverso dalla perfezione (a volte quasi glaciale) della fotografia digitale che mi circonda, sia nella vita reale che nel web. A me questo aspetto piace molto, devo ora solo sperimentare (giocare? perchè no?) un poco di più e capire come sfruttare questa caratteristica nei miei progetti ai fini espressivi, possibilmente non solo estetici.

I’m recently ridiscovering what was an old love for me, we all know that old loves never die! I talking about the instant photography. The images I obtained have a look which is so different from the perfection (sometimes almost glacial in my view) of the digital photography surrounding me, both in the real life and in the web. I like this aspect very much, I only need to experiment (play? why not?) a little bit and understand how this look can be used in my projects with expressive goals, not only aesthetics.

Da un paio di anni frequento un corso di disegno: non ho mai saputo disegnare e ho sempre invidiato chi sapeva farlo! Ci sto provando, i risultati per ora sono un po’ …diciamo non perfetti 🙂  mi ci dovrei dedicare di più. Mi domando se disegno e fotografia siano due attività in concorrenza oppure se possano convivere, trarre vantaggio una dall’altra. Vedremo…

Since a couple of years I’m following a drawing course: I have never been able to draw and I’m always been envious of the ones who can! I’m trying, the results by now are …let say not perfect 🙂 I should give more time and dedication. I’m asking myself if drawing and photography are two activities competing each other or if they can live side by side taking a reciprocal advantage. We’ll see…

Fra queste riflessioni ci sono anche quelle relative a questo blog, oramai giunto al terzo anno di vita. Lo scopo iniziale era quello di condividere  pensieri,  progetti, idee e dubbi sulle  mie attività fotografiche. Io sono soddisfatto del risultato ottenuto, degli amici blogger trovati in tutto il mondo che con i loro commenti mi stimolano e incoraggiano nelle mie attività e desidero ringraziare tutti. Ho aggiunto una nuova categoria “one photo, a few words” una foto, poche parole. Posterò una sola immagine con poche parole di commento e mi interesserà vedere quali reazioni provocherà in chi la vede. Dopo una settimana o due risponderò ai commenti e se necessario aggiungerò qualche spiegazione. Ovviamente vi invito tutti a prendere parte in queto nuovo esperimento

Among my thoughts there are a few about this blog, which in a short time will be three years old. The initial purpose was to share thoughts, projects, ideas and doubts about my photo activitites. I’m satisfied of the result, of the many bloggers friends I found around the world who with their comments very oft encourage me to go on in my photography and I desire to thank them all. I just added a new category “one photo, a few words” where I’ll post one of my photos with only a very few words about it and I’ll wait with curiosity for the reactions from the readers. I’ll answer the comments after one or two weeks adding if necessary an explanation. Of course you are all invited in taking part in this new experiment.

Basta pensieri per oggi, torniamo alle foto. Vorrei condividere la piccola storia di questa foto postata settimana scorsa.

photo rkr©2014

photo rkr©2014

E’ una storia semplice: io non frequento e condivido spesso foto su flickr, ma l’iniziativa “Roidweek 2014” dedicata appunto alla fotografia istantanea mi ha conquistato e ho voluto prendere parte. Questa è una delle foto che ho condiviso ed è ispirata al mio desiderio di viaggiare, sapete che  sono saggitario. Ho allestito il set sulla mia scrivania, illuminando la macchinina (regalo di Simo) semplicemente con  lampada. Non volevo uno sfondo vuoto e allora ho piazzato due cartoline dietro il maggiolino e ho scattato con la SX70. Il tempo di esposizione lungo per una foto a mano libera ha dato quell’effetto di mosso che colloca la foto in un immaginario onirico, almeno secondo me!

Do not disturb: I’m thinking about important ideas                                  photo rkr©2014

Enough thinking today, let’s go back to photography! I would like to share with you the little story of the photo I posted last week. It’s a real simple story: I do not post or share photos very oft on Flickr but the initiative “Roidweek 2014” dedicated to instant photography let me desire to take part in it. This is one of the photos I shared, clearly it’s inspired by my desire to travel, you already know I’m a sagittarius. I placed on my desktop the small car (a present by Simo) and used as light source the desk lamp. I didn’t like an empty background therefore I set two postcards behind the car. I took the photo with my SX70 handheld and the long exposure time gave this blurry look which place the photo in an dreamlike atmosphere, at least in my opinion! 

Come sempre i vostri commenti sono benvenuti!

As always your comments are welcome!

Anna Mola: just say no

Anna Mola: semplicemente dire no

Mi capita raramente di leggere articoli il cui contenuto condivido in pieno. Il  2014 è iniziato con uno di questi, sul blog di Anna Mola. E allora vi invito a cliccare il link qua sotto e leggerlo con attenzione, per favore. E a pensarci sopra…

It happens rarely that I read articles in which I can exactly identify my thinking. 2014 just started with one of these on the Anna Mola’s blog. Therefore I invite you all to click on the link below and to read it, with attention please. And let’s think about…

Just say no.

A short break, film, editing and Wim Wenders.

Piccolo viaggio, pellicole, selezione e Wim Wenders.

Please scroll down for english text, thanks  🙂

Un amico, dopo aver letto l’articolo precedente mi ha chiesto perchè quando sono in vacanza spesso preferisco adoperare macchine fotografiche con la pellicola anzichè sfruttare le comodità della fotografia digitale. Una settimana di vacanza e tre pellicole, come in questo post. La motivazione l’avevo  spiegata in questo articolo,  oggi vorrei  rielaborare il pensiero.

A friend of mine after having read my previous post ask me why when I’m on holiday I  oft prefer  to shoot with a film camera rather than a more convenient digital one. A week holiday and three film, as visible  in this post. I already explained my motivation here, today I would like to elaborate  my thinking.

La lentezza (per un fotografo tranquillo) è importante, la fotografia analogica impone  riflessione. Prima di scattare si pensa, anche perchè gli scatti sono limitati e per di più costano. Quando adopero la vecchia Rolleiflex ho a disposizione solo 12 scatti per pellicola pertanto devo prima decidere cosa fotografare per raccontare la storia che ho in mente e per ogni soggetto faccio al massimo un paio di scatti. Alcune di queste foto le potete vedere qui.

Slowness  (for a quiet photographer) is important, analogue photography dictates your times and you have to reflect on your choices.  Frames are limited and moreover are expensive. When I use my old Rolleiflex I know a film only has 12 frames, therefore first I must decide what to photograph to tell the story I have in my mind and for each subject I usually do not fire more than a couple of shots.  You can see a few pictures here.

Pertanto vacanza, lentezza, tranquillità. Per essere sincero devo un poco smentirmi! Poichè non rifiuto in toto i vantaggi della tecnologia a volte mi piace avere con me sia una macchina analogica, sia una piccola digitale che in caso di situazioni difficili può darmi più facilmente il risultato! Per curiosità vostra questa era la mia borsa l’ultima volta che sono stato in Toscana.

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Holiday, slowness, quiet. To be honest now I have to contradict myself! Because I do not reject the advantages brought by the technology I like sometimes to have with me both, a film camera and a small digital which in case of difficult circumstances makes easier to get the result. Above you see what was in my bag last time I went to Tuscany.     

Un altro piccolo grande vantaggio dello scattare in pellicola è che se si scatta poco la fase di editing è più facile: avendo pensato prima ora ci sono meno scatti da selezionare. Settimana scorsa, in questo post ho anticipato un paio di foto dal breve viaggio appena fatto. In tre giorni, viaggio compreso ho adoperato una pellicola (ne avevo due con me!). Una volta sviluppata dal laboratorio e scansionata da me, mentre in cuffia ascoltavo Keith Jarret ho dovuto visionare e aggiustare solo 36 files !

brix 1An additional small great advantage shooting film is that editing becomes easier: having already thought before now there are less photos to select. Last week, in this post I displayed a couple of photos from the short journey I had just finished. In three days, traveling included I only shot a  film (I had two with me just to be sure!). Once developed by the lab and scanned by myself, while listening to Keith Jarret in the headphones I had to preview , select and adjust only 36 files!

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Questo per quanto riguarda la parte…pratica, ma ci sono altre  considerazioni: una è il gusto di adoperare le macchine di una volta, con tre, quattro  comandi al massimo: sensibilità, diaframma, tempi e messa a fuoco. A me piace proporre questa analogia: se devo fare un viaggio di lavoro o per un’altra necessità importante è chiaro che guidare un’auto moderna, silenziosa e confortevole, con aria condizionata e cambio automatico è certamente meglio. Si arriva a destinazione più riposati. Non ho dubbi qui. Ma se voglio provare il piacere della guida una spider o un’altra auto sportiva degli anni 50 può essere più divertente! Lo stesso è per la fotografia: quando mi serve LA FOTO,  la fotografia digitale è benvenuta. Ma quando voglio gustare il procedimento (anche a rischio di perdere qualche immagine) allora è il momento delle pellicole!

This is the “pragmatic” side of the story, but I have more consideraton : one is simply the pleasure to use the old times cameras, with no more than three or four controls: iso, speed, aperture and focus. I like to  say: if I have to make a journey because of my job or any other important reason it is clear that driving a modern car, silent and comfortable, with air conditioning, automatic drive is the best option. For sure, no doubts here. You arrive relaxed. But if you desire to enjoy the pure pleasure of driving probably a roadster or a sport car from the 50s can be more satisfying! It is the same for photography: when I need THE PHOTO digital is welcome. But when I desire to enjoy the process (even risking to mistake a few shots) than it is…film time!

Recentemente ho letto sul “La Lettura”  inserto del Corriere un’intervista con Wim Wenders, regista e fotografo a cura di Vincenzo Trione (se potete provate a recuperarla, ne vale la pena, era il 3 novembre) e mi ha colpito una sua frase: “Sul set uso il digitale da vent’anni, ma nelle foto no. Per me sarebbe impossibile. Ricorro all’analogico non per nostalgia, ma per piacere.” E aggiunge come sia importante per lui l’attesa dello sviluppo delle immagini, aggiungendo che il digitale consentendo di controllare subito cosa si ha fatto elimini ogni incanto.

A few days ago I read an interview with Wim Wenders, movie director and photographer and I was hit by one sentence: “In the movie I work with digital since twenty years, but in photography no. It would be impossible to me. I use analogue not because of nostalgic feelings, but for pleasure” And he adds how important is for him having to wait for the development of the images when digital, allowing to check soon what you made removes  all the enchantment. 

Già, il piacere dell’attesa e l’incanto della fotografia, che bello! Ma basta con le parole, concludo con qualche altra immagine dal mio piccolo viaggio. Cliccate pure sulle foto!

Piccola nota: ma qualche volta anche Wenders fotografa in digitale 🙂

Indeed, the pleasure of the anticipation and the enchantment of the photography: so nice! But enough words today, I end it here with some more analogue photos from my last short journey.Please click on the images!

A small note: sometimes Wenders too shoots digital 🙂

Creativity and windows, part 1

Creatività e finestre, prima parte                please scroll down for english text, thanks

workshopRecentemente mi sono chiesto, e mi è stato chiesto più volte perchè fotografo? Credo non ci sia una risposta sola, sia un insieme di motivazioni. Una di queste è l’interesse per l’aspetto creativo.  workshop eskildsen-19La fotografia è un buon esercizio per mantenerlo attivo. Ma il solo far foto non è sufficiente.  Visitare mostre ed esposizioni è fondamentale, questo è uno dei propositi per il 2013. Inoltre la lettura di alcuni testi, come quello di Giulia Cameron o di blog come quello dell’amico Otto, Münchow’s Creative Photo Blog fornisce spunti interessanti.

Recently I was asked, and I asked myself WHY do I photograph? I believe there is not an cameronunique answer, it is a combination of various reasons. One of which is the interest for the creative side: photography is a good exercise to keep my creative side alive, or even to make it more alive than ever!  But only shooting is not enough. Visiting exhibitions and shows (not only photography related) is basic, by the way this is one of my intention for 2013. Than reading books like “The artist’s way”  of Julie Cameron or a blog as the one of my friend Otto, Münchow’s Creative Photo Blog  for sure will supply interesting ideas.

Per me è importante anche incontrare altre persone con lo stesso desiderio workshop di fare qualche cosa di creativo, di sperimentare anche se questo significa mettersi in gioco, di confrontarsi in modo aperto e con un modo di vedere ampio. Perchè se le persone cui tu fai vedere una tua foto sanno solo dirti che la regola dei terzi non è stata ben rispettata o l’orizzonte è un po’ storto, senza chiedersi il perchè, certamente non ne riceverai un grande supporto creativo.

workshop_botman-126For me it’s also important to meet with other people with the same desire to produce something creative, to experiment even if this means to take a risk, to confront themselves with others in an open way and with a wide view. Because if you show somebody your photos and the only comments you get are like “ohh, you did not follow exactly the third rule” or “your horizon is leaning on one side” without that they try to understand why, for sure yo’ll receive not any creative support.

Trovo particolarmente stimolante per quanto riguarda la mia fotografia frequentare i workshops di MiCamera, a Milano. Sono dei fine settimana di incontro con fotografi capaci e con altri appassionati di fotografia. Non si parla tanto di tecnica ma di procedimenti creativi, di editing, di progettazione, di libri.  Negli ultimi due anni ho partecipato agli incontri con Joakim Eskildsen, Jessica Backhaus e Machiel Botman. Ottimo sistema per ricaricare le batterie!

workshop eskildsen-65I find very stimulating for my photography the MiCamera workshops in Milan: very intense meeting with expert photographers, not based on the technique of photography but much more on creativity, editing, projects preparation, books. In the last two years I had the opportunity to take part in workshops with Joakim EskildsenJessica Backhaus e Machiel Botman. Really a good way to charge our creative batteries!

Durante uno di questi incontri ho visto le foto di una fotografa che stava preparando un lavoro sulle  finestre.  In quei giorni a Lugano, non lontano da dove vivo c’era anche la mostra “Una finestra sul mondo, da Dürer a Mondrian e oltre”  ed è stato naturale visitarla. Ovviamente ho anche comperato il catalogo, che mi servirà fra l’altro come ispirazione per i miei esercizi di disegno, ma questa è un’altra storia. Diciamo che le finestre hanno iniziato ad interessarmi. Cornici che inquadrano un paesaggio esterno, punto dove il fuori ed il dentro si incontrano, aperture che producono luci ed ombre, elementi grafici nei paesaggi moderni. Ci sono tanti modi di interpretare una finestra, se lo vogliamo.

2013_gen-9In the course of one of these meeting I saw an interesting project from another photographer about windows. In those days in Lugano, not far from where I live  there was the exhibition “A window on the world” and it was my natural reaction to visit it.

2013_gen-72013_gen-10Of course I bought the catalog which will be used as a source of inspiration for my drawing exercises, but this is another story. Let’s say that window got my attention. Frames for the landscape outside, place where the inside meets the outside,  graphic elements in te modern buildings.

There are many way to “see” a window, if we desire it.

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Credo che per ottenere risultati in qualsiasi campo occorra talento, ma questo come dice spesso Sara Lando in questo articolo del suo blog (visitatelo, ne vale la pena)   significa solo un vantaggio di duecento metri alla partenza in una maratona. Quello che serve, anche per noi semplici amatori  senza altri committenti che noi stessi è impegnarsi. Ed esercitarsi, sempre. Come un musicista che si esercita con le scale (quelle musicali non quelle di casa!) ed altri esercizi per riuscire a suonare il pezzo desiderato con naturalezza. A proposito, le immagini nel televisore sullo sfondo delle foto del libro non sono casuali!

I believe that in order to a result in whatever field you need talent, but this as said oft by Sara Lando, appreciated photographer  on her blog it is only a start of two hundred meters in a marathon race. What is really necessary, even for us simple amateurs without any client beside ourself is the engagement. And practising is one of  the keys. Like a pianist who practices his scales in order to be able to play fluently his pieces. We have to practice our visual skill in order to improve our ability. By the way, the image on the television screen in the background of the photos of the books are not casual!.

Esercitarsi non significa scattare a caso: quello è giocherellare! E’ necessario avere un tema da sviluppare: io ho scelto le finestre per i miei compiti a casa, ma non solo a casa. Ovunque, in treno, in un bar, in chiesa… Practicing does not mean just shoot in a random way: that is playing around! It is necessary to work on a theme, develop it in various way: I choiced windows for my homeworks. But not only at home: everywhere, on the train, in a bar, in a church…

Finestre, esercizi, l’inizio.       Windows, exercises, the beginning.

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suburban landscape, from the train, dec 2012 ©rkr

 

from the balcony of a bar, dec 2012©rkr

from the balcony of a bar, dec 2012©rkr

church, dec 2012©rkr

church, dec 2012©rkr

Le due foto qua sopra le avevate già viste in questo dittico.

You have already seen the two pictures above in  this diptych .

reflections in a bar's  window, dec 2012 ©rkr

reflections in a bar’s window, dec 2012 ©rkr

Questo è l’inizio, un’altra volta racconterò dei compiti a casa fatti in casa!

This is the beginning, next time I’ll tell you about my homework made…at home!

Vincent’s Christmas

Il Natale di Vincent               Please scroll down for a short english text, thanks

E’ arrivato. Come sempre. Forse qualche acquisto in meno, ma le strade attorno ai centri commerciali sono intasate. E allora io penso e vi ricordo che Natale è legato ad una Nascita. E mentre vi auguro giorni ricchi di  pace e serenità voglio sperare che dentro di voi nasca anche un piccolo spirito di ribellione contro le tante cose che ci infastidiscono. Il successo ad ogni costo, la prepotenza, la volgarità, la maleducazione, l’ostentazione….se manca qualche cosa aggiungetela voi, a vostro gusto.

Arrived. As always. Perhaps a little less shopping, but the roads around our malls are full of traffic. And I like to remind that Christmas is about a Birth. When wishing you days full of joy and peace I desire to hope that inside you a little spirit of rebellion against the many things which disturb us will born. The success at any price, arrogance, rudeness, ostentation, vulgarity…if anything is missing please add it following your taste.

E allora BUON NATALE ! E…non siamo soli!

And now MERRY CHRISTMAS ! And…we are not alone….

Per questi  auguri adopero uno dei miei esercizi di disegno anzichè una foto, ecco “il Natale di Vincent!”. Lo so, sono un principiante 🙂 abbiate pazienza…

I’ll use here one of my drawing exercises instead of a photo, here is to you “Vincent’s Christmas”. I know, I’m a beginner 🙂 be patient…

auguri_natale_2012-2-2

Left and right side…

Lato sinistro e lato destro…      Please scroll down for english text, thanks.

A me piace l’autunno, con i suoi colori caldi, la temperatura che non è più così alta come quella dell’estate e non è nemmeno così bassa come in inverno. E apprezzo anche le giornate umide. Questo fine settimana il cielo era grigio, si sono alternati momenti di pioggia e brevi interruzioni. Si, l’autunno è arrivato.

I like autumn, with its warm colors, the temperature which is no more so high as it was last summer or so cold as in winter. I appreciate even a few wet days. Last weekend the sky over me was grey, and we had showers interrupted by a few calm moments. Yes, autumn is here.

L’idea per questo fine settimana era di uscire con la mia Holga e fare qualche doppia esposizione sul tema autunno in città. Ma la pigrizia ha preso il sopravvento e sono rimasto in casa. A volte anche i fotografi sono pigri, ma sinceri 🙂

The idea for the weekend was to go out with my Holga and try a few double exposures about the autumn in my town. But sometimes even photographers are lazy and I preferred to stay home. At least here I’m sincere 🙂

E allora per mantenere sveglia la parte del mio cervello dedicata alla visualizzazione ho preso le mie matite, carte e mi sono messo a disegnare. Da qualche tempo seguo un corso di disegno dove la prima cosa che ho imparato è l’importanza dell’esercizio. Credo questo valga per qualsiasi attività creativa, musica, disegno, danza e anche fotografia.

absolute beginner’s exercises

So in order to keep the side of my brain dedicated to visual activities awake I took out my pencils and started to draw. In the last period I follow a drawing course where the first thing I learned is how important is a continuous exercise. I think this is applicable to any creative activity, music, drawing, dance and even photography.

Sono un assoluto principiante e per ora i miei esercizi consistono in copie dal vero, come una mela ed una bottiglia, due mele e una bottiglia, una mela e due bottiglie un limone ed un vaso e così via. Oppure mi ispiro a “quelli bravi” e cerco di copiare qualche particolare delle loro opere, adoperando però una tecnica diversa. In questo fine settimana ho lavorato ispirandomi ad un celebra dipinto di Cézanne.

I’m an absolute beginner and now my exercises consist in copying a bottle with an apple, a bottle with two apples, two bottles with one apple or a lemon with a vase and so on. Or I look for inspiration in the works of the “good ones” and try to imitate some of their works, using a different technic. During this weekend a famous painting by Cézanne was my inspiration. 

Disegno e fotografia sono processi diversi ma ho notato una cosa in comune. Quando inizio a disegnare il mio è un atteggiamento molto analitico e tecnico direi. Guardo il soggetto e penso :” ora devo metter qui un po’ di giallo”. Passo in rassegna le varie matite e scelgo quella con la tonalità che ritengo appropriata. La testo su un altro foglio e dopo la uso nel mio disegno. Mai sono accorto che dopo un po’ di tempo non faccio più questa operazione, tutto diventa automatico, semplicemente la mia mano pesca una matita oppure un’altra e va al disegno.

Drawing is a different process than photographing but I observed one common point. When I start my drawing session I feel very analytical and technically oriented: I look at the subject than I think :” here I need yellow” therefore I look at my pencils and I choice one of the yellow, I test it on a different paper and if ok I use it on my drawing. But after a while I do not make these operation thinking: everything becomes automatic, simply my hands pick up a pencil or another one and goes to the drawing.

Questo è quello che mi accade quando fotografo a tema: all’inizio sono molto concentrato su quello che devo esprimere, cercare il soggetto, inquadrarlo in modo che lo si veda bene e se uso una macchina manuale essere sicuro che le varie regolazioni siano a posto. Dopo un poco, senza accorgermi mi trovo solo a fotografare, senza queste preoccupazioni. Seguendo l’istinto, o la forza come dicono i miei amici. In altre parole la parte destra del cervello prende il comando. E devo dire che le foto migliori sono quelle scattate in questa fase. Quello che serve è allenarsi tanto in modo che questo passaggio avvenga facilmente e velocemente.

This is what happens when I photograph on a theme: in the beginning I’m very concentratedon what I have to express, looking for the subject, framing in order to enhance it, and checking al the technical details of my camera. After a while I find myself just taking pictures without any worries. Following my instinct, or the “Forza” as my friends say. In other words the right part of my brain takes command .And I have to say that the best photos are usually the ones taken in these moments. What is useful is to train continuously ourself in order to switch from the left side to the right side of our brain easily.

Per i curiosi il mio disegno è ispirato al dipinto di Paul Cézanne “La Montagna Sainte-Victoire da Bellevue” del 1883 esposto al New York Metropolitan Museum. Io sono soddisfatto del mio risultato, però…a Cézanne era riuscito meglio!

For the curious my drawing is inspired by the Paul Cézanne painting “La Montagna Sainte-Victoire da Bellevue” from 1883 on exhibition in New York at the Metropolitan Museum. I’m satisfied by my beginner’s drawing, but…Cézanne did it better!