10 years blogging, one thought with a few words and an interview

10 anni di blog, un pensiero con qualche parola e un’intervista.

please scroll down for english text, thanks

Nella vita ci sono anniversari importanti come i compleanni, gli anniversari di matrimonio e il primo giorno di scuola. 10 anni di blog certamente sono importanti. E allora celebrarli ripostando un vecchio articolo è un po’ poco. Un amico mi ha suggerito  che poichè ci sono tante persone nuove che seguono questo blog e  la pagina introduttiva su di me è un po’ vaga sarebbe il momento di farmi conoscere meglio.

There are important anniversaries in life like birthdays, wedding anniversaries, and the first day of school. 10 years of blogging certainly are important. So celebrating them by reposting an old article is a bit short. A friend of mine suggested that since there are so many new people following this blog and the introductory page about me is a bit vague, it would be time for me to get better known.

Buona idea, ma come fare? Dopo qualche consultazione ho pensato che il modo migliore sia pubblicare un’intervista, qualche domanda di quelle che si fanno di solito ai fotografi, qualche domanda di quelle che anch’io pongo a me stesso (e a volte non so rispondere),  e qualche domanda che voi, lettori potete lasciare  nei commenti o se preferite più privatamente attraverso il modulo dei contatti.

Good idea, but how to do it? After some consultation I thought the best way is to publish an interview, a few questions of the ones you usually ask photographers, a few questions  I oft ask myself (and sometimes I can’t answer), and a few questions that you, the reader, can leave in the comments or if you prefer more privately through the contact form.

E’ un semplice esperimento, un lavoro in corso che potrebbe cambiare man mano che procede. Anche in funzione delle vostre reazioni. Abbiate pazienza se non vi piace, incoraggiatemi se vi piace! Adesso andiamo !

It is a simple experimente, a work in progress which could change so long we proceed. Also depending on your reactions. Be patient if you do not like it, encourage me if you like it. Let’s go now!

Domanda: non occorre troppa fantasia per questa domanda, è una domanda classica, ma tanti fotografi hanno storie molto interessanti su come sono entrati in contatto con la fotografia. Quale è la tua storia a questo proposito?

Risposta: La fotografia è sempre stata presente nella mia famiglia. Mio papà chimico di professione era un appassionato fotografo. Ricordo quando avevo sei anni, l’anno del primo giorno di scuola abitavamo a Genova e a volte con tutta la famiglia, sulla piccola Fiat Topolino si andava a Milano (circa 150 km) dove c’era l’unico negozio del nord Italia dove comprare i reagenti chimici per sviluppare e stampare le foto. Per la famiglia era un avvenimento, anche mamma poteve fare qualche compera nei bei negozi della grande città mentre mio fratello ed io ci godevamo il viaggio.

Ma la vera sorpesa, la meraviglia veniva dopo aver visto papà pesare i prodotti sulla bilancina, scioglierli e mescolarli. E poi quando nella camera oscura, allestita temporaneamnete nel bagno di casa, con tutta la famiglia che doveva sincronizzare pipi con i tempi di sviluppo e fissaggio vedevo apparire la foto nella bacinella: questa si che era una magia! Un’emozione. Credo sia stata questa emozione a legarmi per sempre alla fotografia. E qualche anno dopo per Natale ho ricevuto la mia prima macchina fotografica una Ferrania Eura in plastica e metallo con un solo tempo di esposizione, lento circa 1/30 di secondo,  serviva la mano ferma e due aperture dell’obiettivo, nuvolo e soleggiato! Definitivamente ero stato conquistato.

Question: not too much phantasy is needed for this question, it is a classic question but many photographers have wonderful stories  about their first contact with photography. Which is your story about?

Answer: Photography has always been around in my family.

My Dad chemist as profession was a passionate amateur photographer. When I was 6, the time of the first year of school we lived in Genova and I remember sometimes we drove in our small  car, a Fiat Topolino to Milan, around 150 km to the only shop in North Italy where my father could buy the chemicals necessary to develop and print photos. For the family it was an event, even mom could do some shopping in the nice stores in the big city while my brother and I enjoyed the ride.

But the real surprise came later when after having seen dad weigh the products on the small precision scale, dissolve and mix them and it was darkroom time. Darkroom was temporarily set up in the bathroom  with the need for all the family to synchronize physiological needs with developing and fixing times LOL.

As a child it was for me something magical when my Dad showed me the process, and to see the print appearing in the bath. It was magical, such an emotion. I think it was this emotion that bound me to photography forever. I know it is still a magical experience for many around here.

In that way I got the bug… not many years later Santa brought me my first camera, a Ferrania Eura a metal and plastic 120 camera with only two apertures (sunny and cloudy) and a shutter speed around 1/30 sec. which required a steady hand!

Domanda: è veramente una passione tramandata all’interno della famiglia! Sarà interessante conoscere gli sviluppi ma ne parleremo un’altra volta. In questo articolo hai raccontato che l’ispirazione per i tuoi lavori la trovi anche nei libri. E allora quale sono il primo  e l’ultimo libro di fotografia che hai comprato?

Risposta: attenzione, siamo in un settore pericoloso: ho una dipendenza per i libri di fotografia e potremmo riempire pagine! Certo, i libri e non solo quelli di fotografia sono importanti per mantenere viva la creatività. Se ben ricordo il primo libro è stato quello su Ugo Mulas (1928-1973) comprato agli inizi degli anni ’70. Mulas è stato il fotografo italiano che oltre a fotografare la Milano del dopoguerra ha fatto molti reportages sulla scena artistica italiana. E non dobbiamo dimenticare le sue verifiche, studi pratico concettuali sulla fotografia. Avrete capito, vi incoraggio a visitare il suo sito! Il libro più recente è “good days Quiet” di Robert Frank, un altro fotografo che amo.

first and last photography book I bought

E’ un libro nel quale scorre la vita sua e di sua moglie June Leaf nella loro semplice casa di Mabou. Gli interni, la casa, il paesaggio e le persone fra le quali Allen Ginsberg e il figlio di Frank  sono presenti in quello stile imperfetto quanto basta per renderlo interessante e poetico. Un’anteprima potete vederla sul sito dell’editore a questo link.

Question: is it really a passion passed down within the family! For sure it will be interesting to know the developments but leave this for a next  time. In this article you mentioned that you find inspiration for your work also in books. Now the question is which are the first and the last photography book you bought?

Answer: pay attention, we are in a dangerous area: I have an addiction for photography books and we could go on for many pages! Of course, books and not just photography books are important to keep creativity alive. If I recall correctly the first photography book I bought was about Ugo Mulas (1928-1973) which I bough in the early ’70s. Mulas was an italian photographer who in addition to photographing post-war Milan made many reportages on the Italian art scene, very active in that time.  And we must not forget his “verifiche” =  verifications, practical and conceptual studies on photography. You will have understood, I encourage you to visit his site! The most recent book is “good days Quiet” by Robert Frank, another photographer I like very much.It is a book in which he and his wife June Leaf’s life flows in their simple home in Mabou. The interiors, the house, the landscape of Nova Scotia and the portraits included Allen Ginsberg and Frank’s son are present here in a style which is imperfect just enough to make it interesting and poetic. If you are curious about it you can preview in the editor’s site at this link.

Domanda: certamente due autori importanti. Cosa hai imparato da questi due libri, dal loro modo di fotografare e fare un libro? E ti ha influenzato più come persona e come fotografo?

Risposta: ho imparato molto,  la cosa più importante è che la fotografia può anche essere poesia. E questo vale sia per me come fotografo ma soprattutto per me come persona. Ed ha un valore immenso.

Question: surely these are two important authors. What did you learn from these books, from their way to photograph and to make a book? And have you been more influenced as photographer or as person?

Answer: I did learn much, the most important is that photography can also be poetry. This applies to me as a photographer and as a person. And it is of immense value.

Per questa volta può bastare, smetto di scrivere e  riprendo a sognare un dopo covid con quel viaggio tanto desiderato! Chissà, forse un giorno…

Come sempre potete cliccare le foto per vederle ingrandite e  i vostri commenti, suggerimenti e anche critiche costruttive sono benvenuti.

That’s enough for this time, I’ll stop writing and resume dreaming of an after covid with that much desired trip!  Who knows maybe one day…

As always you can click the pictures to enlarge them and your comments, suggestions or criticisms are welcome.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ideas and other thoughts, short

Idee e altri pensieri, in breve

Un lettore affezionato attraverso il modulo di contatto mi ha chiesto dove prendo l’ispirazione per i miei lavori e se le fonti sono le stesse per fotografia e disegno.

A loyal reader through the contact form asked me where I get my inspiration for my work and if the sources are the same for photography and drawing.

E’ una domanda cui cercherò di rispondere un poco adesso e un poco nei prossimi post. Per adesso vorrei spiegare che il mio rapporto con il disegno è molto diverso da quello che ho con la fotografia. Praticamente fotografo da quando ero poco più di un bambino e negli anni ne ho acquisito una certa padronanza. Il disegno invece è una cosa nuova per me e sono ancora molto nella fase di apprendimento. La maggior parte dei lavori sono semplicemente …esercizi.

That’s a question I’ll try to answer a little now and a little in future posts. For now, I’d like to explain that my relationship with drawing is very different from the one I have with photography. I have practically been taking pictures since I was little more than a child and over the years I have mastered them. Drawing, on the other hand, is something new to me and I’m still very much in the learning phase. Most of my works are only…exercises!

Quest’anno, accidenti siamo quasi a metà anno come vola il tempo, ho fotografato molto nel mio quartiere a causa delle limitazioni dovute al covid. Ho cercato la luce, in modo particolare quella invernale, a volte morbida, altre volte dura e tagliente.

This year, heck we’re almost halfway through the year how fast time flies, I’ve been photographing a lot in my neighborhood because of the limitations due to covid. I’ve been looking for light, especially winter light, sometimes soft, sometimes hard and sharp.

In questo caso l’ispirazione arriva dall’insieme di immagini, non solo foto che ho visto. Mostre e libri lasciano sempre un’impressione visiva dentro di noi. Questo non significa che dopo uno cerca di rifare quella foto (e secondo me come esercizio non sarebbe male) ma che l’istinto viene un poco guidato dalle emozioni provate nel vedere foto di autori importanti. Importanti non perchè famosi e di successo ma per quello cha hanno saputo esprimere con le loro opere e per come lo hanno fatto.

In this case, the inspiration comes from the set of images, not just photos I’ve seen. Exhibitions and books always leave a visual impression on us. This doesn’t mean that afterwards one tries to redo that photo (and in my opinion as an exercise it wouldn’t be bad) but that the instinct is  guided by the emotions felt when seeing photos of important authors. Important not because they are famous and successful, but because of what they were able to express with their works and how they did it.

Prima del covid durante l’inaugurazione di una mia mostra fotografica mi è stato domandato se fossi stato influenzato nella mia fotografia dalle immagini di un famoso regista cinematografico e fotografo. Erroneamnete ho risposto di no. Ma io intendevo dire che vedere foto interessanti di un autore apprezzato a livello mondiale non mi aveva spinto a fare le stesse foto. Ma certamente quando parliamo di maestri dell’immagine, di visionari come Tarkovsky o Wenders come facciamo in un modo o l’altro a non esserne influenzati?

Before the covid during the opening of one of my photographic exhibitions I was asked if I had been influenced in my photography by the images of a famous film director and photographer. Erroneously I answered no. But I meant to say that seeing interesting photos of an author who is appreciated worldwide had not pushed me to take the same photos. But certainly when we talk about masters of image, visionaries like Tarkovsky or Wenders how do we, in one way or another, not be influenced by them?

Concludo con alcune foto recenti, sono un test per un possibile progetto. Un’idea ancora allo stato latente, per ora desidero verificare se può funzionare o meno, se richiede modifiche, migliorie o altro. Non sono il lavoro finito sono uno stadio intermedio. La prossima volta vedremo il passo successivo. E qualche altra parola sulle fonti di ispirazione.

I close this post  with a few recent photos, they are a test for a possible project. An idea still in the dormant state, for now I want to see if it can work or not, if it requires changes, improvements or other. They are not the finished work, they are an intermediate stage. Next time we will see the next step. And a few more words about the sources for inspiration.

Come le altre volte suggerisco di cliccare sulle foto per vederle ingrandite. E mi piacerebbe conoscere i vostri commenti, sia sulle foto sia sulle parole. Non siate timidi. Grazie in anticipo 🙂

As many other times I suggest you to click the pictures to watch them enlarged. And I would like to know your comments about the photos and about the words. Do not be shy.Thanks in advance 🙂

 

 

 

 

 

sometimes near, sometimes far

Qualche volta vicino, qualche volta lontano please scroll down for english text, thanks

Noi fotografi siamo tutti diversi, ognuno con le sue preferenze. Ognuno con le sue idiosincrasie. E questo è bello, rende la fotografia e il confronto più interessante.

We photographers are all different, each one with his preferences. Each one with his own idiosyncrasies. And this is good, it’s what makes photography and the debate interesting.

Ci sono fotografi che preferiscono far foto nel loro ambiente, nella zona dove vivono di solito. Il beneficio è di conoscere il posto, sapere come la luce cambia durante il giorno (perfino durante le diverse stagioni), se si fotografa l’architettura è possibile scegliere il momento migliore e se la foto non dovesse riuscire, a volte capita, non è un problema tornare e ripeterla, se si fotografa nella stessa zona le persone si abituano a vedervi con una macchina fotografica ed è più facile far loro un ritratto. Si ha il tempo per cercare gli scorci più interessanti nel momento migliore. Giocando con luci e ombre.

There are photographers who prefer to take photos in their surroundings, in the area where they usually live. The benefit is to know the place, how the light changes during the day (or even in different seasons), if shooting architecture it is possible to go to the place with the best light, if a photo does not work (it happens sometimes) it is not a problem to go back and repeat it, when photographing in the same area people get used to see you with a camera and it is easier to photograph them. There is time to look for the most interesting views in the best moments. Playing with light and shadows.

Altri fotografi sono invece più stimolati a fotografare lontano da casa, in viaggio o in ambienti molto diversi da quelli abituali. Paesaggi e culture differenti accendono la curiosità e questo aiuta a cercare immagini interessanti. La luce può essere molto diversa rispetto a dove si vive. Le persone si vestono, si pettinano, so atteggiano in altro modo. Le strade e gli edifici hanno forme e colori diversi.

There are other photographers who are more stimulated to photograph in new places with new landscapes and cultures, where the curiosity help them to look for interesting shots. The light can be very different than the light inthe place where they live. People dress up, comb their hair, and behave in other ways. Buildings and streets have different shapes and different colours.

Covid-19 mi ha costretto prima a fotografare solo in casa, e di quei giorni sta uscendo un buon piccolo libro!). Ora, avendo sospeso i viaggi che richiedono pernottamenti fuori casa fotografo nella mia città. E mi sono accorto che a volte anche portando una macchina fotografica quando vado dal fruttivendolo posso tornare a casa con qualche buona immagine. Basta allenare l’occhio!

Covid-19 forced me at first to photograph at home only (and about those days is arriving a good small book!) and now, having stopped all travel requiring to overnight away from home I’m forced to  photograph in my town only. And you know what? I discovered that even having a camera when I go to the greengrocer I can return home with a couple of good pictures. It’s enough to have a trained eye!

Per giocare un poco, che secondo me fa sempre bene ho corredato questo articolo con foto scattate nel mio quartiere, in altre città italiane e in paesi esteri, vicino e lontano. To play a little bit, which in my opinion is always useful I have accompanied this article with photos taken in my neighborhood, in other Italian cities and in a few foreign countries, so near, so far away.

E voi quando vi sentite stimolati a far qualche cosa di creativo? Quano siete a casa oppure in viaggio? E perchè? Sapete, sono curioso!

And how about you? When do you feel to be more stimulated to be creative? At home or when traveling? You know, I’m curious!

Se volete potete cliccare le immagini piccole per ingrandirle. E sapete già che i vostri commenti sono graditi!

If you like you can click the small images to enlarge them and you already know your comments are welcome!

 

 

July 2019: so many years blogging !

Luglio 2019: tanti anni di blog!       Scroll down pleose for english text, thanks

Sono trascorsi anni da quel luglio 2011 durante il quale ho iniziato questo blog. Tante cose sono cambiate da allora, il mondo, la società, la fotografia, la comunicazione, io stesso.

Many years have passed since that 2011 July when I started the blog. Many things changed, the world, the society, the photography, the communication, my self as well.

La fotografia è cambiata, faccio mia un frase di Costantin Manos (un fotografo Magnum) che ho letto qualche tempo fa e che citando a memoria diceva:  fare una foto è diventato molto facile ma fare una buona foto è diventato ancora più difficile.

Photography has changed, I make my own a phrase by Costantin Manos (a Magnum photographer)  which I read some times ago and which, from my memory sounds more or less like this: to make a photo has become very easy but to make a good photo has become  much more difficult.

Oggi si scatta tantissimo, si fotografa tutto e ovunque, e si condivide tutto quanto subito. Anche in ambienti legati alla fotografia e che pertanto dovrebbero essere più attenti per lo meno alla qualità estetica delle foto in occasione di eventi si fotografa e si posta tutto subito sui social alla moda. Il concetto di selezionare fra gli scatti sembra essere cosa d’altri tempi…

Today it is photographed very much, everywhere and everything, and all is shared soon. Even in place related to photography which should be more careful at least of the aesthetic quality of the photos when there is an event everything is photographed and as soon as possible posted on the socials. The concept to make a selection of the shooting seems to be from other times…

E poi ci sono anche i fotografi innamorati della qualità tecnica della fotografia, “hai visto questo ritratto fatto in India, guarda si contano tutti i peli della barba di questo santone, proprio tutti uno per uno…che bella foto” si ma io di queste foto ne ho già viste più di mille e il contare tutti i peli della barba non mi da nessuna emozione!

Than there are the photographers in love with the technical quality of their images “have you seen this portrait I took in India, look, you can count all the hair of the beard of the holy man…what a nice photo” yes but at my age I have already seen more than thousand similar portraits and to count each of his hair gives me no special emotion!

La società: molti hanno dimenticato il valore del NOI (volutamente scritto in maiuscolo) per concentrarsi sull’ IO. E non è una buona cosa se siamo diventati una società dell’io.

The society: too many have forgotten the value of the world WE (I wrote with capital letters on purpose) to concentrate on the I. And it is not a good fact if we have become a society of the I.

Anche il mio modo di fare blog è cambiato, gli articoli sono diventati più brevi un poco perché mi rendo conto che chi legge dopo poche righe perde la concentrazione e potrebbe smettere di leggere. MA forse gli articoli corti diventano anche un poco superficiali e anche questo non va bene…dovrò pensarci…

My way to blog changed as well, posts are shorter sometimes because I realize readers loose their attention after having read a few lines and could stop reading. But shorter posts become more superficial and this as well doesn’t work…I should think about…

E allora, anche a beneficio dei lettori nuovi per tutto il mese prossimo alternerò agli articoli nuovi alcuni dei primi anni…mi sembra un buon modo per festeggiare questo compleanno 🙂 e anche per conoscerci meglio.

Therefore also for the new readers beside new article I’ll repost a fews from the beginning…it seems me a good way to celebrate this blog birthday 🙂 and also to know each other a little bit better

Inizio con questo e sappiate che i vostri commenti, pensieri, domande o suggerimenti sono benvenute. Un blog è più interessante quando c’è anche un poco di dialogo 🙂

I start with the one below and you should know that your comments, thoughts, questions and suggestions are welcome: a blog is more interesting when there is a dialog 🙂

RELOADED ! ARTICOLO REPOSTATO !

WHAT TO CHOICE: aesthetic, symbol or reportage ?

QUALE SCELTA: estetica, simbolo oppure reportage?           

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TEMA: Casa dolce casa…a volte ti odio !

THEME: Home sweet home…sometimes I hate you !

E’ bello tornare a casa dopo una faticosa giornata di lavoro, magari anche con l’aggiunta di un altrettanto faticoso tragitto in una affollata metropolitana o in coda su una superstrada. E’ bello godersi la nostra casa nel tempo libero, con la nostra musica preferita che proviene dallo stereo oppure semplicemente leggendo il giornale  gustando una tazza di caffè. Tanti sono i momenti belli che la nostra casa, la nostra dolce casa ci può offrire. Ma a volte la nostra “dolce” casa ci chiede qualcosa in cambio. Ci chiede dell’attenzione o ci pone dei problemi da risolvere. Pulire, spolverare, spazzolare. Mettere ordine, ogni cosa al suo posto. Aggiustare quel rubinetto che perde. E allora a volte ci fa arrabbiare.

It is nice to come back home after an heavy working day, maybe after an even heavier journey in a crowded underground, or queuing on a “fast” motorway. It is nice  to enjoy the sweet home during our free time, with the stereo playing the music we prefer or simply reading the news, with a cup of coffee on the table. Many are the good moments that our home, our sweet  home can offer us. But sometimes our “sweet” home ask for anything, like an exchange. Our home ask for attention or gives us some problems to be solved. To clean, to dust, to brush. To put everything in order, everything in its own place. To repair that leaking tap. Yes. sometimes our sweet home let us get angry.

Tutto questo era contenuto nel tema della foto che avrei dovuto fare. Una foto sulla casa, facile. Un po’ più difficile una foto che andasse oltre la casa come contenitore di persone.   Per prima cosa mi sono ricordato di queste foto fatte anni fa, quando dopo tanti anni ero tornato a vivere nella casa di mia mamma, dove avevo vissuto da ragazzo. Era un tardo pomeriggio estivo ed all’improvviso ho visto i raggi del sole filtrare fra i palazzi di fronte ed entrare nelle finestre socchiuse generando un interessante gioco di luci ed ombre. Gli oggetti normali prendevano un altro aspetto. E allora ho messo una pellicola nella mia Nikon (avevo montato un 20mm)  e prima che la magia sparisse ho scattato alcuni fotogrammi. A mano libera, seguendo l’istinto. O la Forza, amici Jedi. Quando tempo dopo ho mostrato queste foto all’amico fotografo Machiel Botman, durante un workshop al  TPW, mi ha detto che la luce della casa dove ero cresciuto era dentro di me e per questo l’ho subito riconosciuta.

storie di luci – 1

storie di luci – 2

storie di luci – 3

All this was inside the theme of the photo I was going to make. A photo about home: easy. A little more difficult is a phote which goes beyond the home as just a container of people. At the beginning came to my mind some pictures I had taken years before, when after many years I went back to live in my mother’s house, where I grew up when I was a boy. It was a late sunny summer afternoon when suddenly I saw the rays of the sun coming through the buildings and entering the half-closed windows and producing an interesting play between light and shadow. I could see usual things with a different look. I soon put a film in my Nikon (with a 20mm lens) and took a few pictures before that magical moment could disappear. I shoot free hand, just following the instinct. Or the “Strength” my friends Jedi. A short time later I showed these pictures to the photographer Machiel Botman during a workshop he was holding at  TPW and he told me that the light of the house where I grew up was inside me and it was for this reason that I recognized it soon.

storie di luci – 4

storie di luci – 5

storie di luci – 6

Ma per quanto quelle foto fossero interessanti appartenevano ad un altro momento e non era questa la foto che avrei dovuto fare. In ogni caso volevo fare una foto nuova. Ma ero attirato all’idea di un gioco di luci e ombre, ancor più se in un immagine quasi astratta. E allora ecco un paio di scatti di prova.

light test N° 1

But so much  that photos were interesting they they belonged a different time and it  was not this the photo I had to produce. Anyway I wanted to make a new photo. But I was acctracted by the idea of a game between light and shadow , even more if contained in an abstract image. So, here is a couple of photos, as test.

light, test N° 2

Troppo astratte, difficile ricondurle al tema. Ma, un’altra volta al tramonto, la luce che entrava dalla porta sul terrazzo proiettandosi sulla tenda diventò una visione. La luce come amore per la casa, le ombre come momenti di …non amore ! Una volta stampata su una carta con una bella trama mi piaceva molto, esteticamente. Ma mancava qualche cosa del tema. Dovevo provare un’altra via.

Too abstract, too difficult to connect to the theme. But, once more at sunset the light entering the door on the terrace projecting itself on the curtain became a vision. Light as love for home, shadow as …not love! Printed on a nice structured fiber paper I liked it very much, from an aesthetic point of view. But still something missing about the theme. I had to go another way along.

casa dolce casa, 2011 – 173

Allora ho pensato che la cucina fosse l’ambiente più rappresentativo della casa. Ci cuciniamo il cibo, spesso mangiamo, chiaccheriamo, io ascolto la radio e bevo caffè. E la cucina deve essere anche  rassettata. Piacere e fatica.

casa dolce casa, 2011- 021

Ecco, avrei fotografato la cucina. Poteva essere un’immagine simbolica, un oggetto che la rappresentasse. E ho fatto qualche scatto. La caffettiera poteva essere un buon simbolo. Oppure una padella nell’acquaio. Oppure quel quadretto tridimensionale portato dall’Austria.

Than I thought that the kitchen was the room really representing the life at home. We cook there, oft we eat, we chat, I listen to the radio and drink my coffee. And the kitchen needs to be cleaned. Pleasure and hard work. Here was my photo. It could be a symbolic image, an object. I took some photos. The expresso maker, my “macchinetta” was a good symbol. Or the frying-pan ready to be cleaned in the sink. Or that threedimensional board we brought back from Austria.

casa dolce casa, 2011-035

casa dolce casa, 2011 – 042

casa dolce casa, 2011 – 051

casa dolce casa, 2011-145

casa dolce casa, 2011 – 114

Non male, ma molte volte una foto  è più interessante con la presenza di un elemento umano. Così, una sera dopo mangiato, ho deciso di fotografare mia moglie al lavoro. Disclaimer: mi piace precisare che in casa nostra dividiamo i compiti e se mia moglie si preoccupa del dopo cena è perchè io ho preparato la cena! Non sono male come cuoco! Comunque di solito lavoriamo in coppia!

Allora dicevo sono salito su una sedia per avere un punto di vista migliore ed ho iniziato a fotografare. Fra i vari scatti ho scelto questo, che opportunamente trattato in post produzione (ricordando i tempi della camera oscura) ho stampato su una carta fine art.

Not bad, but many times a photo is more interesting when an human element is contained. So it happened that one evening, after dinner I decided to take a photo of my wife working in the kitchen. Disclaimer: I would like to tell that in our house my wife and me divide the homeworks and when she works after dinner it is because I prepared it! I’m not  bad as a cook! Anyway we usually work together.

So I climbed on a chair to have a better point of view and start to take photos. Among which I choose this one, which after usual post processing (thinking about the wet darkroom times) I printed on fine art paper.

THIS is “home sweet home…sometimes I hate you!” ! Questa é la foto per “casa dolce casa…a volte ti odio” 2011

Questa foto è di qualche mese fa, da allora mi chiedo se sarebbe stata meglio quella della tenda illuminata dal sole del terrazzo, o una di quelle di un oggetto oppure questa. In altre parole, preferire la scelta estetica, quella simbolica o quella tipo reportage ? Tutti i commenti sono benvenuti.

This photo was taken a few months ago, since I keep asking myself if it had been better to choice the one with the curtain and the sun on the terrace, the one of an object of the kitchen or this one. In other words to prefer the choice of aesthetic, of a symbol or of a reportage style? All comments are welcome.

Un’ultima cosa: i miei devo ringraziare per la collaborazione Simo un po’ modella, un po’ assistente e sempre buona moglie: grazie 🙂

Last but not least, I have to thank for her cooperation Simo, sometime model, sometime assistant and always a good wife: thank you 🙂

Cezanne apples and B&W photography

Le mele di Cezanne e  fotografia in bianco e nero     

please scroll down for english text, thanks

My attempt for a Cezanne study                                                                   photo rkr©2018

Ci sono macchie che vanno dall’arancio al rosso al bordò, con qualche colpo di verde e una botta di giallo.

There are spots from orange to red to dark burgundy with splash of green and a punch of yellow.

Oppure linee grigie , alcune più chiare, altre più scure, forse nere. Non ci sono colori.

Or there is a grey line, and other lines, some darker, some softer, but all grey with no color.  

 

Oggi iniziamo con un mio tentativo di copia di un dipinto di Cezanne, con le sue famose mele. E con un mio disegno a matita, anche questo un esercizio dai corsi disegno e pittura che sto seguendo.

Today we start with one of my painting exercise, in this case I tried to copy the Cezanne apples. And with a pencil drawing of mine, again an exercise from the lessons I’m taking.

Lo so, questo dovrebbe essere un blog sulla fotografia, cosa centrano queste immagini?

I know, this is supposed to be a photography blog, why these images?

Qualche giorno fa chiacchieravo con un amico che mi ha chiesto se preferissi la fotografia in bianco e nero oppure quella a colori e quali differenze ci trovassi. Domanda semplice ma risposta complicata. In effetti io fotografo sia a colori sia in B&N.

A few days ago I was chatting with a friend when he suddenly asked me if I prefer color or black and white photography and which differences I found between them.  A simple question with a complicated answer . In reality I make both, B&W and color photography.

Ora la domanda è: quando decido di fotografare in Bianco e Nero oppure a colori? Quali sono  le differenze?

Now the question is: when do I decide to photograph in B&W and when in color? Which are the differences?

In parte dipende molto dal momento, dal mio stato d’animo. Ultimamente amo molto il B&N, mi sembra che senza le distrazioni del colore sia più diretto. Ma è un’idea mia e come tale potrebbe anche essere sbagliata. In effetti un paio di mesi fa al Festival di Fotografia Europea ho avuto modo di ascoltare Joel Meyerowitz che ci ha raccontato come dopo aver trascorso un periodo con due macchine fotografiche, una caricata con pellicola a colori e una in B&N abbia deciso di fotografare a solo colori, perché una foto a colori contiene molte più informazioni. La fotografia è bella anche perche  le possibilità sono tante e ognuno può esprimersi come meglio preferisce! A ognuno il suo 🙂

It depends on the moment, on my mood. Actually I love much to photograph in B&W, it seems me more direct without the distractions of the colours. But this is just my idea which could be wrong. Indeed a couple of months ago at the  Festival of European Photography in Reggio Emilia I had the chance to listen to a talk by Joel Meyerowitz who told us how he spent a time with two photo cameras, one containing B&W film and the other color. After a few months he decided to shoot only color because a color photography contains many more informations than one in B&W. Photography is nice also because there are so many possibilities and each one can express himself as he prefer. To each his own 🙂

C’è una differenza importante nel fotografare in B&N e a colori, e secondo me è stata espressa molto bene da Alejandro Cegarra, Oskar Barnak Newcomer Award Winner in 2014 nell’intervista che trovate nel corto video alla fine di questo articolo. Alejandro dice che per lui fotografare in bianco e nero è come disegnare, ci si concentra su linee, contrasti, forme. Fotografare a colori è come dipingere, con i colori si formano volumi, si rendono le cose belle.

There is an important difference photographing in B&W or color and in my opinion has been very well expressed by Alejandro Cegarra, Oskar Barnak Newcomer Award Winner 2014 in the interview contained in the short video you’ll find at the end of this article. Alejandro says for him to photograph in B&W is like drawing, you must focus on lines, contrasts, shapes. To photograph in color is like to paint, you make volumes with colours, you make things nicer.

Forse perché prendo lezioni di disegno ma trovo questo commento di Alejandro molto azzeccato, ed è per questo che amo il bianco e nero, anche se ovviamente ci sono situazioni che richiedono il colore!

Maybe it’s because of the drawing lessons I’m taking but I find Alejandro comment very appropriate and it’s the reason for which, in this moment I love B&W photography. Of course there are many situations which call for color.

E voi cosa preferite, l’astrazione senza tempo di una foto in bianco e nero oppure l’emozione di una miscela di colori ben scelta?

And how about you, what do you prefer, the no time abstraction of the black and white or the emotion of a well calibrated mix of colours?

Qui potete vedere il video con l’intervista di  Alejandro e …se avete occasione di incontrare e ascoltare Joel Meyerowitz non esitate, la sua capacità di comunicare e il suo entusiasmo sono eccezionali!

Here you can see the video with the interview by Alejandro and…if you can meet and listen to Joel Meyerowitz do not hesitate, his ability to communicate and his enthusiasm are exceptional!


Come sempre potete cliccare sulle foto per una visione migliore e sapete che i vostri commenti sono benvenuti.

As usual you can click the photos for an enlarged vision and you know your comments are welcome.

 

 

 

 

 

 

 

 

Painting or drawing? Or making photographs?

Dipingere o disegnare?  O fare fotografie? please scroll down for english text, thanks.

E’ da tempo che accanto alla fotografia il mio interesse si è rivolto al disegno e alla pittura. E non è semplice, imparare richiede tempo. Per fotografare una bottiglia è sufficiente 1/125 di secondo (più il tempo per sistemare il set, luci e sfondi) ma per disegnarla o dipingerla ne serve molto di più, e a volte alla fine ci si accorge che il risultato non è soddisfacente e sarebbe meglio rifare tutto.

Inspired by Cezanne…

Specialmente nel mio caso, sono un principiante assoluto!

Since a long time  beside photography I’m very interested in drawing and painting. It’s not simple, the learning curve is long and much time is required. To photograph a bottle 1/125 sec. is enough (plus the time to prepare the set, adjust the lighting, the background and similar) but to draw it much more time is needed and maybe at the end you realize you work is not as expected and it would be better to start again a new one.

Of course this specially applies to me as an absolute beginner!

david, pencil

A volte amo fare disegni seri, impegnativi. E allora nel mio caso un buon  maestro è di grande aiuto. E con un po’ di sforzo (un po?? magari solo un po’ 🙂 ) arrivo a fare  qualche cosa di interessante. Dicevo un buon maestro, impegno e tanto tempo. Riprodurre da una fotografia prima a matita e dopo a sanguigna il capoccione del David mi ha impegnato per circa un trimestre! Ma saper disegnare è la base anche per quei lavori dove il disegno esatto non serve. Credo sia così!

david, sanguine

Sometimes I love to draw seriously, with  dedication. And in my case a good teacher is of great help. And  putting a little bit of effort in it (a little bit? I wish it were just a little 🙂 ) I manage to produce something interesting. So, a good teacher, dedication and a lot of time. To reproduce from a picture the “big head” of David first using a pencil and later with sanguine took me three months! But learning to draw is in my opinion the basis also for works which do not requires it.

Ma questo dovrebbe essere essenzialmente un blog di fotografia e vi chiedete cosa ci azzecchino questi pensieri. E’ semplice, o forse no, disegno o pittura e fotografia sono attività diverse ma anche con molto in comune. Mi ci ha fatto penare un amico che recentemente mi ha chiesto appunto cosa avessero in comune e quale io preferissi. Potrei dare una risposta semplice ma preferisco prendere l’occasione per rifletterci e parlarne con voi.

Un pensiero per finire:  un semplice schizzo può essere ricordo di un particolare momento in un certo posto…visto tempo dopo ci fa ringiovanire! Non male, vero!

lunch time, a pub

But this should be a blog about photography and you could ask why there are these thoughts. It’s simple, or maybe not, drawing or painting and making photographs are very different activities but also share many aspects. It was a friend who recently asked me what did I find they share and which one do I prefer. I could give a simple answer but I prefer to take this opportunity to think about a discuss my thoughts with you.

One thought at the end: a simple sketch can be a fond memory  of a good moment in a particular place…seen later it can let us feel younger! Not bad, isn’t it?

seaside

 

La prossima volta parlerò di qualche altro aspetto, se avete commenti, idee o suggerimenti su quanto scritto sappiate che sono sempre graditi. E se volete potete cliccare le immagini per ingrandirle 🙂 grazie a presto

Next time I’ll examine other aspects, if you have comments, ideas or suggestions about what I wrote they are wellcome. And if you desire you can click the images to enlarge them 🙂 thanks, see you soon!

 

 

 

 

swimming and blogging

Nuotare e scrivere un blog                     please scroll down for english text, thanks 

Perché una piscina? Perché scrivere un blog è un poco come andare in piscina, occorre costanza. E se per caso per un motivo qualsiasi si smette  dopo è difficile ricominciare. E più la sosta diventa lunga più diventa difficile.

A swimming pool, why? Because to blog is not very different then to go swimming, it is necessary dedication. And if by chance for any reason you stop than it is difficult to restart. And more time you stop more difficult it is .

Volevo una sosta, una pausa per ricaricare le batterie. Ne avevo bisogno per riflettere sulla fotografia al giorno d’oggi e più importante sul rapporto fra me e la fotografia. E mi sono preso il mio tempo. Ma dopo ogni volta che pensavo di mettermi al computer a scrivere qualche cosa trovavo altre cose importanti da fare…e rimandavo…domani..un altro giorno…settimana prossima…

I wanted a break, a pause to recharge my batteries. I needed to think on today’s photography and more important on my relationship with photography. And I took my time. But after some time it happened that when I was going to sit down in front of my computer something more urgent was hitting me. So I started to delay, tomorrow…another day…next week…

Avevo anche pensato di chiudere il blog, al giorno d’oggi tutti sono fotografi basta un cellulare per sentirsi fotografi… tutti postano foto…tante foto…troppo rumore….

I even thought to close this blog, today everyone is a photographer, it’s enough to have a mobile phone…and everybody post pictures…many pictures…too much rumor around…

Ma la pausa è stata benefica e sono troppo affezionato a questo blog pertanto ho deciso di continuare, lentamente e con qualche cambiamento. Ho anche pensato di ripostare alcuni articoli vecchi, dei primi anni. In questo modo potrò più facilmente vedere come le cose sono cambiate in questi sei anni di blog e condividere alcune idee con chi legge.

But this break has been useful and I’m too attached to this blog therefore I decided to go on, slowly and with some changing. I also think to repost a few of the old articles, the ones from the beginning. In this way it will be easier to see  the changements and maybe to share comments with you.

E allora proverò a seguire questo cammino, lentamente …con calma e attenzione…voi mi seguirete vero?

So I’ll try to follow this path, slowly…with quiet and attention…will you follow me?

Come sempre potete cliccare sulle foto per una visione migliore e sapete che i vostri commenti e suggerimenti sono benvenuti 🙂

As always you can click the pictures for a better viewing experience and you already know your comments and suggestions are welcome 🙂

 

 

 

 

 

 

About the pleasure of physical photos and editing

Il piacere delle fotografie stampate e l’editing

Siamo davanti a un tavolo, un tavolo libero. Le disponiamo una dopo l’altra, in file e colonne. Si occupa quasi tutta la superficie disponibile, dopo si inizia a lavorare. Questa si, questa non so. E no, questa proprio no va. Guarda, queste tre insieme raccontano una piccola storia, ma se togliamo questa e ci mettiamo quest’altra la storia cambia, diventa più…

We are in front of a table, a free table. We arrange them one after the other, in rows and columns, more or less. We take up all the available surface, than we start to work. This one yes, this other I don’t know. No, no this one absolutely no. Look…these three together tell a story, but if we take away this one and lay this other the story is different, it’s more..

i-phone_rob_ott2016-5-di-19

 In Italia secondo una ricerca di OnePoll per Samsung ogni giorno vengono caricate sui social cinque milioni di fotografie, una media di tremila al minuto con un intervallo fra lo scatto e la condivisione che non supera i sessanta secondi.  Per una riflessione su questo vi suggerisco l’ articolo del mio amico Roberto. Ma io amo una fotografia lenta, che richiede i suoi tempi e prima di essere in qualche modo condivisa debba stagionare, invecchiare un poco come un buon vino.

According to a research made by OnePoll for Samsung in Italy (where I live) everyday five millions photos are uploaded on social medias, which makes an average of three thousand each minute with a time interval between the shot and the sharing which is no longer than sixty seconds. But I love a slow photography which requires its proper times and before being shared has to mature, somehow like a good wine.

Molte delle foto che appaiono sui social vengono viste per pochi secondi e dopo pochi minuti sono già dimenticate, appartengono al passato. Una foto stampata contiene passato, presente e futuro. Il momento dello scatto e il momento in cui la guardiamo. E quella foto sarà con noi, forse in un album oppure in una scatola di cartone da scarpe anche in futuro.

Many pictures on the socials are seen for a few seconds and after a few minutes are already forgotten, belongs to the past. A printed photo holds together the past, present and future. The moment when we shot it and the moment when we look at it. And that photo will be with us  maybe in an album or in a cardboard shoes box in the future.

Durante l’ultimo viaggio vacanza ad Ischia (cure termali da bravi vecchietti) ho scattato solo foto istantanee sia con la mia vecchia Polaroid 340 sia con la nuova I-1 di Impossible, adoperate a giorni alterni. Una per il colore, l’altra per il bianco e nero. Contrariamente a quanto potrebbe sembrare sapere di avere un numero limitato di foto da scattare è stato molto liberatorio. Non dovevo fare un reportage ma solo “vedere” quello che catturava la mia attenzione, dedicargli il tempo necessario per scegliere l’inquadratura migliore e scattare. Ancora il binomio tempo e attenzione! E dopo pochi minuti la stampa era fra le mie mani, wow!

During my last journey to Ischia (thermal bath as good old people have to do) I only shot instant photography with my old Polaroid 340 and my new I-1 by Impossible, on alternate days, one for color the other for B&W. Contrary to what it could seem knowing to have a limited number of available shots has been very liberating. I had not to make a reportage but only to “see” what was interesting to me, allow myself the required time to look for an appropriate framing and shoot. Once again time and attention. And after a few minutes a real print was in my hands, wow!

i-phone_ischia_092016-72-di-143 Fare una selezione fra le foto scattate è un momento importante per un fotografo, un momento che diventa creativo secondo delle scelte che facciamo. Un mio scritto/esercizio di editing lo trovate in questo articolo, questa volta digitale 🙂 e in quest’altro con foto stampate questa volta 🙂 🙂 e se siete curiosi vi basta cercare “editing” all’interno del blog, dovreste trovare questi articoli. E se un amico o un’amica vi aiutano in questa operazione con la loro opinione si può anche trascorrere del tempo piacevolmente insieme.

Making a selection among the shots is a very important phase for the photographer, a moment which can be creative depending on the selection we make. One of my written/exercise of editing can be found in this post, digital this time 🙂 and in this other with printed photos this time 🙂 🙂 and if you are still curious just look under editing in the blog, you should find at least these post. And if a friend helps you in this phase it’s possible to spend a good time together.

E le foto di Ischia dove sono? Siate pazienti per favore, non ho ancora finito l’editing e la scansione…ci vuole tempo…ma voi, i vostri ricordi come preferite conservarli? Stampate ogni tanto qualche foto?

And where are the Ischia photos? Be patient please, I have not yet finished the editing and scanning phase…I need time…but how about yourselves, how do you prefer to store your memories? Do you print sometimes any picture?

Tell me a story

Raccontami una storia

“Sono stato bravo oggi, nonno. Adesso raccontami tu una storia…” disse il bambino.

“I have been good today, grandpa. Now tell me a story…” said the little boy.

Tell me a story photo rkr©2015

Tell me a story                                                                                                    photo rkr©2015

Lo sapete, amo la fotografia “imperfetta” che però non significa sbagliata o peggio ancora trasandata. Faccio molta attenzione alla selezione delle mie foto. Per imperfetta intendo dire  che guardando una mia foto non mi interessa si dica “wow,  incredibile, si vedono tutti i più piccoli dettagli uno per uno!”.  Desidero invece che ci si chieda quale è la storia dietro a quella foto, desidero che la foto lasci uno spazio all’immaginazione, forse anche a delle domande.

You know I love the “imperfection” in my photography, which doesn’t mean a wrong photography or even worse a shabby photo. I’m very careful in the editing of my pictures. When I say imperfect I want to say that looking at one of my pictures you should not say “wow, unbelievable  you can see all the smallest details!”. I desire instead that people ask themselves which is the story behind that picture, I desire that the photo leaves space to the imagination and maybe sometimes even ask you a question.

E credo la fotografia lo-fi, a bassa fedeltà renda più facile questo processo togliendo di mezzo i principali parametri tecnici che a volte in quest’epoca di fotografia high-tech sviano la nostra attenzione e spesso ci danno foto perfette ma senz’anima.

And I believe that this lo-fi photography makes this process easier leaving aside many technical parameters which many times in this era of high-tech photography capture our attention and oft give us photos which are perfect but without soul.

Images and memories, something more

Immagini e ricordi, qualche cosa in più     please scroll down for english text, thanks.

Recentemente mi ha colpito una frase di Gabriel Garcia Marquez, che citando a memoria diceva: “non è tanto importante la vita che si abbiamo vissuto, ma quello che ricordiamo della nostra vita

I was recently impressed by a sentence by Gabriel Garcia Marquez, which according to my memory said more or less: “it is not so important  the life we lived, but what we remember from our life

Una delle ragioni che mi spinge a fotografare  è fissare dei punti di partenza per i miei ricordi futuri. A volte lo faccio in uno stile documentario come in questa foto dal recente viaggio a New York.

One of the reasons for which I photograph is to fix a few starting points to activate my future memories. Sometimes I do it in a documentary style, like in this photo from my recent trip to New York.

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Altre volte amo usare delle immagini meno descrittive ma che lascino spazio alla fantasia. Come questa, parte di un mio progetto su un viaggio un po’ particolare scattata in Germania una calda seria d’estate alcuni anni fa.

Other times I love to use less descriptive images but with more possibilities to play for the phantasy. Like this one included in a project about a journey a little bit special which was taken in Germany on a warm night a few years ago.

2009-lindau-07mod

Anche un semplice schizzo o poche parole su un pezzo di carta qualsiasi possono attivare dei ricordi. Also a simple sektch or a few words on a piece of paper will be able to activate memories in future.

foto

E voi cosa fate per attivare i vostri ricordi?

And how about you? What are you doing to activate your memories?