Easter, Wenders and work in progress

Pasqua, Wenders e lavori in corso             please scroll down for english text, thanks

Quando siamo molto impegnati il tempo vola, è la mia versione della relatività, scusa Albert, capisco sia troppo semplice! E allora iniziamo con il fare gli auguri a tutti, agli amici, ai lettori affezionati, ai lettori occasionali. Auguro a tutti voi una Buona Pasqua  insieme alle persone cui siete affezionati.

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When you are busy time flies, this is my version of the theory of relativity, sorry Albert I know it is a little bit too simple! Therefore I start to wish you all, friends, readers both loyal and casual, everybody really an Happy Easter with the ones you love.

Recentemente la fotografia mi ha molto impegnato. Ho visitato due volte la mostra “America” a Villa Panza, Varese di uno dei miei registi e fotografi preferiti: Wim Wenders. Perché due volte? Primo perché mi èvarie_aprile_2015-6 piaciuta un sacco sia per l’ambientazione sia per le foto. Secondo perché volevo in qualche modo appropriarmene, farla mia. Poiché era proibito scattare foto sono tornato con il libro-catalogo della mostra e su alcune pagine ho ricopiato alcune delle frasi che Wenders ha preparato come commento alle fotografie. Ho impiegato un po’ di tempo ma in questo modo i cieli americani, i negozi vuoti del Montana e le atmosfere alla Hopper sono diventate un po’ più mie!

Recently I have been very busy with photography. I visited twice the exhibition “America” by one of varie_aprile_2015-4my preferred directors and photographers: Wim Wenders. Why twice? First because I enjoyed it very much, both the location and the pictures. Second because I wanted somehow to appropriate this exhibition, to make it a little bit mine. So being forbidden to take photos I came back a second time with the catalog and on a few pages I copied the words Wenders prepared as side comment to the pictures. It took some time but I enjoyed it and the blue american skies, the Montana empty shops and the atmosphere in the “Hopper style” are now a little bit more part of  my experience! 

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Del fascino di scattare in pellicola ho già parlato in questo articolo dove menzionavo appunto Wim Wenders uno dei primi registi a lavorare in digitale nel cinema ma ancora strettamente legato alla pellicola quando fotografa. Anche a me piace spesso scattare con la pellicola per le stesse motivazioni anche se le mie foto non sono certo paragonabili a quelle di Wim! E della mia attrazione per l’America vi avevo parlato qui.

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About the fascination to shoot film I already spoke in this post where I reported an interview with Wenders saying to be one of the first movie directors to work with digital technology but still strictly tied to film when it is about still photography. I like as well to shoot film very oft for the same reasons even if my pictures cannot be compared to the ones of Wim! And about my attraction for America I already spoke here.

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Ma non ho solo visitato mostre in questo periodo: dopo un lunga pausa di riflessione ho iniziato a lavorare sul dummy del libro, senza titolo ancora sul mio progetto migrante. Ho deciso sarà quadrato 18×18 cm per mantenere l’aspetto intimo di quella che è una storia personale. Dopo una valutazione a computer in questi giorni sto stampando le foto impaginate in questo formato per poter meglio studiare la sequenza delle pagine e la dimensione delle foto stesse. Richiede tempo ma è un’esperienza interessante della quale parlerò presto, per ora un paio di immagini dei lavori in corso.

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But I didn’t only visit exhibitions in the last weeks: after I took a long time off to think now I’m ready to work on my book, still without title about my migrant project.  I decided it will be a square book, 18×18 cm in order to keep the intimate feel that a personal story deserves. After a computer evaluation I’m actually printing the pages in order to have them in my hands and better study both the sequence and the size of the pictures within the page. It takes time but it’s also an interesting experience about which I’ll speak soon, by now just a couple of pictures of the …works in progress.

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C’è confusione? Si è vero. Ma è dal caos che nascono le cose migliori 🙂 Do you see confusion on my table? Yes, true. But it’s from Chaos that the best things can born 🙂 varie_aprile_2015-8Amo il cinema.  Ho iniziato parlando di un regista che amo. Purtroppo devo terminare con una nota triste: ieri all’età di 106 anni è mancato Manuel De Oliviera. Ricordo di averlo visto cinque o sei anni fa alla Milanesiana in un  intervista durante un concerto di Patti Smith e mi aveva colpito l’energia e l’entusiasmo con il quale aveva parlato del progetto sul quale stava lavorando.  Ciao Manuel, grazie. Anche a te Buona Pasqua, ovunque tu sia.

I love movies. I started speaking about a movie director I love. Sadly I have to finish with a sad note: yesterday aged 106 died Manuel De Oliveira. I remember having seen him five or six years ago in an interview at the Milanesiana during a concert of Patti Smith and I was surprised by the energy and enthusiasm he had when described a project he was working on. Ciao Manuel, thanks. To you as well an Happy Easter, wherever you are.

E se ci fosse un po’ di pace…

And if a little bit more peace…

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An homage to …

Un omaggio a …                                    please scroll down for english text, grazie 🙂

 colorsDa qualche giorno ci sono tanti colori in casa mia. Quattro colori nuovi. Sul tavolo del soggiorno. Non è un caso. Forse c’è un motivo dietro.   Una volta un fotografo famoso mi disse che il bello della fotografia è che permette di non annoiarsi mai. Hai un’oretta in cui non sai cosa fare? Prendi la tua fotocamera e inventati qualche cosa.

Since a few days there are many colors in my home. Four new colors. On the table of my living room. It’s not casual. There is a reason behind it. Once a famous photographer told me that one nice thing in photography is that you’ll never be bored. If you have one free hour you can take your camera and invent something.

 Dopo aver scritto questo articolo in cui ho spiegato il mio rapporto con l’America mi è venuta l’idea di rendere un omaggio, seppur  casalingo all’arte americana. E allora mi sono inventato qualcosa. 

After that I wrote this post about my relationship with America I got the idea to pay an homage, an homemade homage to the american art and therefore I invented something. 

E questo, sotto  è il risultato di questo primo tentativo. Da perfezionare.

And here, below is the result of this first attempt. To be improved.

cokes, homage to...

cokes, homage to… rkr©2012

Così si spiegano i fogli colorati che, attivando come sempre la curiosità di Simonetta avevo momentaneamente piazzato in soggiorno. A proposito, è vero, le case dei fotografi sono sempre troppo piccole! E il sacrificio autoimposto l’altra sera di non bere l’unica coca che c’era in casa!  Per chi fosse curioso ecco un paio d’immagini del “making of”. Devo ammettere di aver commesso un piccolo errore, perchè avendo a disposizione solo l’oretta di cui sopra ho adoperato la macchina fotografica di Simonetta e mi sono fidato dei suoi automatismi. Lavorando in manuale avrei avuto forse una maggior costanza nel colore della lattina. Piccola lezione per la prossima volta.

This is the explanation for the colored papers I brought home and placed on the table, making my wife Simonetta very curious. By the way, it is true, the houses of the photographers are always too small! And I also did not drink last night the only coke I had, which was a big sacrifice! For the ones very curious here are a couple of photos of the “making of”. I must admit that I made a mistake because having only the free hour of which we already spoke I used my wife’s camera trusting on the auto modes. If I had work in manual mode probably the color of the coke had been more consistent. A small lesson for next time.

Questo è stato solo un piccolo “divertissement” , però in attesa che le mie foto vengano esposte al Rochester Contemporary Art Center come ho spiegato qui, (grazie Megan :-)) mi ha permesso di giocare a fare l’artista per un’oretta! Ma l’idea di ispirarmi ad artisti che mi interessano non mi sembra male, anzi mi stuzzica. Anche perchè da cosa nasce cosa e le idee vengono assorbite per poi essere elaborate fino a svilupparne di proprie. Farò altri esperimenti, lo prometto! 

This was only a simple “divertissement” but, waiting for my photos being exhibited at the Rochester Contemporary Art Center as I explained here, (thank you Megan :-)) I played for a little to be artist. But the idea to take inspiration from the work of artists I like is not bad, to be honest is exciting me. And from one thing another thing can born, the ideas are first engrossed and than elaborated until we are able to develop  our ones. I’ll make other experiments, you can be sure!

Come sempre potete cliccare sulle foto per ingrandirle.

As always you can click on the photos to enlarge them.