Settembre, ricordando Francesco

September, remembering Francesco

Settembre è un mese che mi piace molto, anche in città. Le temperature ritornano “umane”, i colori si scaldano, la luce è particolare. Dopo la torrida pausa estiva le attività riprendono e ci si sente un poco più vivi.

September is a month I really like, even in town. The temperatures become “human” again, the colors warm up, the light is special. After the torrid summer break, activities resume and we feel a little more alive.

Settembre è anche il mese nel quale qualche anno fa ho perso l’amico Francesco. Ci eravamo conosciuti durante un workshop di fotografia e subito eravamo entrati in sintonia. Al di là della fotografia avevamo interessi ed idee in comune, forse eravamo entrambi un poco orsi, non ci piaceva seguire il flusso delle cose solo  perchè tutti fanno così. Ci piaceva avere idee nostre.

September is also the month in which I lost my friend Francesco a few years ago. We had met during a photography workshop and immediately had connected. Beyond photography we had common interests and ideas, maybe we were both a little bearish, we didn’t like to go with the flow of things only because everyone does that. We liked having ideas “of our own.”Oggi voglio ricordare Francesco con un suo regalo, un libro che parla dei guerrieri Sioux. Mi sono sempre interessate le storie dei meno fortunati, degli ultimi. Ma quello che rende prezioso questo libro è la dedica che lui mi ha fatto. Io posso solo dire “Francesco, sei andato avanti troppo presto ma io ti sento sempre vicino, grazie”.

Today I want to remember Francesco with a gift from him, a book about the Sioux warriors. I have always been interested in the stories of the less fortunate, the last. But what makes this book precious is the dedication that he wrote for me. I can only say, “Francesco, you moved on too soon but I always feel close to you, thank you.”

“Christmas 2000, Hi Swiss, Maybe it’s a sad book, but it’s not sadness I wanted to give you, but it’s the distinct feeling that we belong to a rare tribe in extinction (read rare tribe already extinct due to mediocrity, indifference and superficiality)
it is the difference that makes the difference.
F.R.
Hi, and…don’t have the writing analyzed! I know it reveals all my complexity.”

NB: Francesco scherzava chiamandomi svizzero sia per le mie origine italo-tedesche sia perchè lavoravo per una compagnia svizzera.

NB: Francis joked by calling me Swiss both because of my Italian-German origins and because I worked for a Swiss company.

Se desiderate saperne di più sulla nostra amicizia questo è il link di un post cha avevo scritto agli inizi di questo blog: https://thequietphotographer.wordpress.com/2011/09/27/francesco/

If you desire to know more about our friendship here is a link to a post I wrote when I started this blog : https://thequietphotographer.wordpress.com/2011/09/27/francesco/

E voi avete periodi dell’anno che vi ricordano maggiormente qualcuno che è lontano, amici, parenti o colleghi di lavoro o studio?

And do you have times of the year that most remind you of someone who is far away, friends, relatives or colleagues at work or study?

 

 

 

We were special

Eravamo speciali                         Please scroll down for english text, thanks.

Quel giorno, al crepuscolo la luce era speciale. Anche noi eravamo speciali. La nostra amicizia ci dava un’energia incredibile. Tutto era speciale. E la Polaroid Matt ne ha conservato il ricordo. Sono passati un po’ di anni.

That day, at dusk the light was special. We were special as well. Our friendship was giving us an incredible energy. All was special. And the Polaroid Matt Film treasured the memory. It was a few years ago.

polaroid matt

Three years…

Tre anni…                    please scroll down for english text, thanks

Ciao Francesco, sono passati tre anni. Ma noi ti sentiamo sempre vicino. I tuoi suggerimenti, il tuo incoraggiamento nel cercare sempre nuove fonti di ispirazione, nel non aver paura di sperimentare, nell’imparare a giocare con la fotografia a condizione di essere poi critico nella selezione delle foto sono sempre presenti.

Hi Francesco, three years have already gone. But we always feel your presence beside us. Your suggestions, your encouragement in looking for new inspirations, in not being afraid to experiment, in learning to play with photography but being than critic when editing the pictures are always here.

E allora  dedico alla nostra amicizia questa semplice immagine, una doppia esposizione scattata settimana scorsa con la Holga senza alcun intervento di postproduzione. Grazie e ciao.

Than I just want to dedicate this simple photo to our friendship, a double exposure taken last week with my Holga without any post processing work. Thanks and ciao


Francesco

Photography, friendship and sadness: a difficult post.    scroll down for english text

Fotografia, amicizia e tristezza: un post difficile.

Era una domenica pomeriggio, settembre, due anni fa. Ero solo in casa e stavo assemblando uno scaffale per sistemare la mia collezione di cd. Quando il telefono è suonato ed ho sentito la domanda dell’amico Antonio ho capito subito che qualche cosa non andava. Si, perchè se uno, senza nemmeno salutarti ti domanda” Robert, ma non sai niente?” capisci subito che qualche cosa non va. E allora mentalmente fai una lista in una frazione di secondo, che dura un’eternità di tutti gli amici comuni. E ti sembra che stiano tutti bene e ti chiedi a chi, o cosa possa essere successo. Perchè il tono della voce non ti lascia dubbi. “no, perchè?” ho risposto, aggiungendo “cosa è successo?” E allora tutto si è fermato, quando l’amico mi ha risposto, con voce commossa fino alle lacrime :

” Francesco, ieri. Infarto fulminante. Nessuna possibilità di rianimazione.”

It was sunday afternoon, september, two years ago. I was home, alone working to assemble a new shelf for my CD collection. When the phone rang and I heard the voice of my friend Antonio I soon understood that something was wrong. Yes, because when someone ask you, even without greetings “Robert, don’t you know anything?” you suddenly understand that something is wrong. Then you make a mental list, in a fraction of a second which lasts an eternity of all the friends you share with the man on the phone and it seems you they are all ok and you ask yourself whom and what could have happened. Because the tone of the voice does not leave any doubt. “No, why” I answered “what  happenned ?”  And then everything around me stopped, when the friend, with a moved to tears voice said : “Francesco, yesterday. A heart attack. Infarct. No chance. We lost a friend”

me and Francesco, on the right, 2004 - one of our first digital photo

Francesco liked to write on the back of the photos...

Per me Francesco era come un fratello. La mia passione per la fotografia, che era la sua professione, ci aveva fatti conoscere. Ma poi abbiamo scoperto un sacco di cose in comune, idee e interessi. L’esigenza di lavorare per un mondo che non consumasse tutte le risorse disponibili. Il piacere di vivere senza ostentazione. Il desiderio di conoscere, studiare. La gioia dell’uscire dal coro, avere le proprie idee. L’amore per la musica oltre a quello per la fotografia.

For me Francesco was like a brother. My passion for photography, which was his profession, let us know each other. But then we discover to share many things, ideas and interests. The need to work for a world which doesn’t waste all the resources. The joy to live without any ostentation. The desire to know, to study. The joy to stay out of the chorus and to have our own ideas. The love for the music beside the one for photography.

Francesco era anche il mio editor: tante volte gli mettevo sul tavolo scatole di dia, oppure fogli di provini e lui mi aiutava nella scelta. Discutendo, ponendoci domande. Oppure semplicemente chiaccherando.  Ed ascoltavo i racconti dei suoi viaggi certamente non da turista. Come quando ha visitato Cuba in bicicletta, insiema al figlio quattordicenne per due settimane, lontano dagli intinerari turistici. O la Cambogia, sempre in bicicletta con il figlio Lorenzo. E mi parlava del prossimo viaggio, che purtroppo non è riuscito a fare. 

me and Francesco, on the right, outside the Camera Work exhibition in Milan

Francesco was also my photo editor: many times I left on his table boxes of slides, or contacts and he helped me in the selection. We discussed, we asked ourselves questions. Or simply we chatted. And I listened to the stories about his journeys, for sure not touristic. Like when he visited Cuba by bicycle together with his son  14 years old far away from any touristic settlement. Or Cambodia, again bicycling together with his son Lorenzo. And he explained me the next journey, which unlucky he did not manage.  

L’amicizia con Francesco mi ha dato tanto, sia nella fotografia sia nella vita. Mi manca, ma ogni volta che prendo in mano la macchina fotografica lo sento vicino a me. E voglio ricordarlo con il suo carattere ed il volto a volte sorridente a volte serio ma sempre pronto ad aiutare gli altri.

The friendship with Francesco gave me so much, both in photography and in life. I miss him but each time I have a camera in my hands I feel him on my side. And I desire to remember him as he was, with his character and his face, sometimes smiling sometimes serious but always ready to help anyone else.  

The visit at Camera Work exhibition was one of the last time I met him, it was in the summer of 2009, ciao Francesco grazie.