Who changed the world? Jeans and …

Chi ha cambiato il mondo? Jeans e…

Avere una “certa” età a volte è un poco scomodo: qualche dolorino, memoria e concentrazione richiedono un maggiore impegno, qualche amico non c’è più e altre varie amenità con le quali preferisco non  annoiarvi.

To be of a “certain” age is sometimes a little uncomfortable: there are some aches and pains, memory and concentration require more attention, some friends are gone and a few other amenities with which I prefer not to bore you.

Ma ci sono anche dei vantaggi, uno di questi è che si ricordano avvenimenti che in qualche modo hannno cambiato il mondo e  anche la nostra vita. E  anche quella di molti altri.

But there are also advantages, one of which is to remember events  that changed the world and also our life. And also that of many others.

Uno di questi eventi è stato certamente il ’68. Sulla scia del maggio francese e qualche anno dopo i movimenti studenteschi americani, sorti nel ’64 all’università di Berkeley e che avrebbero contagiato in breve non solo altri studenti ma parte della società anche in Italia questo spirito di protesta è arrivato. Sono seguiti tempi non facili e ricchi di contraddizioni.

One of these events was certainly the ’68. In the footsteps of the French May and few years after the American student movements, which arose in ’64 at the University of Berkeley and would shortly infect not only other students but part of society, this spirit of protest also arrived in Italy. There followed times that were not easy and full of contradictions.

Ma non è di questi aspetti che vorrei scrivere, magari lo faremo un’altra volta. Oggi vorrei ricordare  uno slogan che era molto diffuso, almeno in Europa e che esprimeva  un desiderio, un’utopia: la fantasia al potere.

But it is not about these aspects I desire to write, maybe we’ll do it in a different occasion. Today I would like to remind a slogan which was very common, at least in Europe and  that expressed a desire, a utopia: fantasy in power.

Molte cose sono cambiate in questi 50 anni alcune semplici come il modo di vestirsi. Ricordo un mio compagno di scuola che ha dovuto rifare tutti gli esami per tutte le materie dell’anno (nelle quali aveva avuto buoni risultati) per punizione perchè aveva osato venire a scuola indossando dei jeans! I ragazzzi che oggi vanno a scuola vestendosi come vogliono non sanno che qualche decennio prima c’è stato chi ha lottato e pagato un prezzo  per questo!

Many things have changed in these 50 years, some as simple as the way we dress. I remember a schoolmate of mine who had to retake all the exams for all the subjects of the year (in which he had done well) as punishment because he dared to come to school wearing jeans! The kids who go to school today dressing how they want don’t know that a few decades earlier there were those who fought and paid a price for this!

Senza dubbio abbiamo avuto artisti che con la fantasia hanno cambiato la loro arte ma a me sembra che il grosso cambiamento sia avvenuto per via della tecnologia. Oggi possiamo tenere in tasca un apparecchio molto più potente di un computer degli anni ’60 del secolo scorso che occupava diverse stanze di un edificio, richiedendo temperature e umidità controllate per funzionare senza errori o guasti. A questo proposito ricordo quando mio fratello, di qualche hanno più avanti di me negli studi mi aveva raccontato con trepidazione che nell’università dove studiava erano riusciti a far “parlare” due computer fra di loro. Ed io mi ero domandato cosa potessero mai avere due computer da dirsi LOL Oggi con un cellulare che togliamo dalla nostra tasca possiamo chiaccherare con  un amico dall’altra parte del mondo guuardandolo in faccia! Cosa che vedevamo solo nei film di fantascienza.

Edit: qui gli artisti avevano avuto un’intuizione!

No doubt we have had artists who have changed their art through imagination, but it seems to me that the big change has come  because of technology. Today we can keep in our pockets a much more powerful device than a computer of the 1960s that occupied several rooms in a building, requiring controlled temperatures and humidity to function without errors or failures. In this regard I remember when my brother, a few years ahead of me  told me with trepidation that in the university where he was studying they had managed to make two computers “talk” to each other. And I wondered what could two computers possibly have to say to each other LOL Today with a cell phone that we take out of our pocket we can chat with a friend on the other side of the world by looking him in the face! Which we used to see in science fiction movies.

Edit: here the artists had an insight!

E qui arriviamo al punto di questo articolo perchè recentemente un caro amico che non ho mai incontrato di persona e che vive dall’altra parte dell’oceano mi ha fatto una domanda apparentemente semplice: di tutte le immagini che hai fatto…quale è in assoluto la tua preferita di tutti i tempi?

And here we get to the point of this article because recently a dear friend whom I have never met in person and who lives across the pond asked me a seemingly simple question: of all the images you have done…which is your absolute favorite of all time?

Ora potremmo  parlare di quali criteri seguiamo quando preferiamo una foto a un’altra, emozione, ricordi, qualità tecnica ognuno può aggiungere quello che ritiene importante. Ma non desidero annoiarvi scrivendo troppo e allora vi lascio, barando un poco rispetto alla richiesta del mio amico con queste due immagini. I pochi rimasti che seguono questo blog dai primi tempi  probabilmente le avranno già viste, abbiate pazienza.

Forse un’altra volta parleremo di queste immagini e della loro storia.

Now we could talk about what criteria we follow when we prefer one photo to another, emotion, memories, technical quality everyone can add what they think is important. But I do not wish to bore you by writing too much and so I will leave you, cheating a little from my friend’s request with these two images. The few remaining who follow this blog from the early days will have already seen them probably, so bear with me.

Perhaps another time we will talk about these images and their history.

Qualcuno si domanderà cosa abbiano a che fare queste due foto con il ’68, l’immaginazione al potere, i jeans e i cambiamenti del mondo: è semplice, se qualcuno che studiava ingegneria e altre materie tecnico scientifiche non avesse sviluppato i computer, creato internet e molti degli apparecchi che oggi noi usiamo normalmente io non avrei conosciuto molti degli amici che ora ho nel mondo e non starei scrivendo questo blog. E allora forse più che gli artisti e i fantasiosi il mondo lo hanno cambiato gli ingegneri e i loro colleghi tecnici. Ma forse anche a qualche ingegnere serviva una dose di fantasia per  risolvere qualche problema!

Some people may wonder what these two photos have to do with ’68, imagination in power, jeans and changing the world: it is simple, if someone studying engineering and other technical-scientific subjects had not developed computers, created the Internet and many of the devices that we normally use today I would not have known many of the friends I now have in the world and I would not be writing this blog. And so maybe more than the artists and the imaginative people, the engineers and their technical colleagues changed the world. But maybe even some engineers needed a dose of imagination  to solve some problems!

E voi cosa ne pensate? And how about you, what do you think?

PS: Thanks Dave for the input for this article !

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

my zine and the story behind it

la mia zine e la sua storia                please scroll down for english text, thanks

Piccolo suggerimento: cliccate sul logo vimeo per una visione di qualità migliore.

Small suggestion: click the vimeo logo for a better visualisation.

Questa è la zine che ho realizzato ultimamente. Oggi vorrei raccontarne la storia, l’idea e la realizzazione e il perchè una zine cartacea a bassa fedeltà  in un mondo digitale connesso via internet.

This is a zine I made short time ago. Today I would like to tell you its story, the idea and the realisation and why a paper made low-fi zine in a digital world so much connected via internet.

Alla fine dell’estate scorsa mia moglie ed io abbiamo deciso di trascorrere qualche giorno sul lago di Como, in Tremezzina. E’ una zona che frequentiamo da molti anni e dove nell’albergo condotto sempre dalla stessa famiglia ci sentiamo a casa. C’è quiete e la vista è bellissima.

At the end of last summer my wife and I decided to spend a few days on Lake Como, in Tremezzina. It is an area we have been frequenting for many years and where in the hotel always conducted by the same family we feel at home. It is quiet and the view is beautiful.

Ovviamente appasionato di fotografia ho pensato di fare alcune foto, ma mi sono posto un problema: come fotografare un posto già fotografato da me moltissime volte senza ripetermi?

Obviously as a photography enthusiast, I thought of taking some photos, but I faced a problem: how to photograph a place that has already been photographed by me many times without repeating myself?

La risposta mi è arrivata sfogliando un libro di Karl Lagerfeld, “Fotografie” e guardando le sue foto della Fontana di Trevi: il contrasto fra la fluidità dell’acqua e l’immobilità della pietra potevano essere il punto di partenza anche delle mie foto.

The answer came when I was  browsing through a book by Karl Lagerfeld “Fotografie”  and looking at his pictures of the Trevi’s Fountain: the contrast between the fluidity of the water and the stillness of stone could be the starting point of my pictures.

Quano penso a un progetto prendo sempre degli appunti. Evitare (se possibile) di fare cartoline, cioè foto già viste tantissime volte, cercare fontane e lavatoi, piccoli corsi d’acqua, vicoli, entieri, dettagli di vechie case, senza dimanticare le tartarughe che ci sono nella  vasca di fronte alla Chiesa di S.Lorenzo.

When I think about a project I always take notes. Avoid (if possible) making postcards, that is, photos that have already been seen so many times, look for fountains and washtubs, small streams, alleys, paths, details of old houses, not forgetting the turtles that are in the pond in front of the Church of St. Lawrence.

Volevo anche che le foto avessero un “look” loro,  personale. Allora ho deciso di fotografare su pellicola in B&N. Un kit leggero, dopotutto era una vacanza: una macchina con un obiettivo (focale fissa per i lettori più tecnici) e un altro piccolo obiettivo nella borsa. Semplicemente. Senza complicazioni. Come sempre quando fotografo.

I also wanted the photos to have a “look” of their own, personal. So I decided to shoot on film in B&W. A light kit, after all it was a vacation: a camera with one lens (fixed focal length for the more technical readers) and another small lens in the bag. Simply. Uncomplicated. As always when I take photos.

Alcune foto con le emozioni di questo piccolo break  le avete già viste in questo articolo o in quest’altro, non serve ne aggiunga altre!

Some of the photos with the emotions from this short break you have already seen in this article or this one, no need to add more!

Fatte le foto, tornati a casa, sviluppate e scansionate le pellicole ho fatto una serie di piccole stampe. A questo punto mi sono chiesto come procedere. Chi segue questo blog da tempo conosce già quanto a me piaccia la fotografia stampata, la foto tangibile che si può tenere in mano. E’ vero, internet offre molte possibiltà per condividere i propri lavori e questo blog ne fa parte. E ne sono contento. Però io credo  che una fotografia stampata, un oggetto fisico, un libro o una rivista offrano un modo diverso di fruizione. La lentezza nel guardarla o nello sfogliarne le pagine, il tatto della carta, il suono delle pagine di una rivista quando vengono girate fanno parte di un’altra altra esperienza. Non voglio dire un’esperienza migliore, dico semplicemente diversa  che io valuto importante e piacevole.

After having taken the photos, returned home, developed and scanned the films, I made a series of small prints. At this point I wondered how to proceed. Those who have been following this blog for some time already know how much I like printed photography, the tangible object that you can hold in your hand. True, the Internet offers many opportunities to share one’s work, and this blog is part of it. And I’m glad for that. But I believe that a printed photograph, a physical object, a book or a magazine offer a different way of enjoyment. The slowness of looking at it or flipping through its pages, the feel of the paper, the sound of the pages of a magazine when turned are part of another experience. I don’t mean a better experience, I simply mean different which I think is important and enjoyable.

Allora ho deciso di presentare questo lavoro in forma di piccola rivista, che per me che provengo dai tempi (gloriosi!) del ciclostile doveva essere una “zine” tutta fatta in casa e senza troppe pretese. Così ho scelto un formato che potessi stampare con la mia ink-jet su un foglio A4 e che mi permetesse di stampare una foto intera su una doppia pagina. E per fare una zine a bassa fedeltà ho scelto una carta non fotografica, una carta da spolvero per schizzi ottenuta  da bamboo perchè mi piace avere quando possibile una dose  di attenzione ecologica.

So I decided to show this work in form of a small magazine, which for me who come from the times of cyclostyle (I guess it can be translated as mimeograph) had to be a “zine” all made in house and without too much expectation. Therefore I went for a size and a layout which I could print with my inkjet on a A4 sheet and where I could print a full photo on a double page. And to keep a low profile I decided to print not on high quality photo paper but on a sketching paper, bamboo made in order to keep an eye on the echological aspects.

Quando si mettono insieme più foto è importante sceglierle, fare un editing appropriato ma è ancora più importante decidere in quale sequenza e dove metterle. Due foto vicine possono rafforzarsi a vicenda oppure indebolirsi. A volte una pagina bianca di fronte a un immagine può dire molto di più che una pagina piena di foto. Il mio metodo consiste nel…provare, provare e provare ancora diverse combinazioni finchè mi sembra di essere soddisfatto. E se necessario coinvolgo anche qualche amico per avere una sua opinione. Siccome amo lavorare con le immagini fisiche questo significa avere nel mio piccolo studio (e non solo) foto un poco dappertutto! Ma siamo onesti:  in realtà questo è un piacere!

When putting several photos together, it is important to choose them, to do proper editing, but it is even more important to decide in what sequence and where to put them. Two photos close together can either strengthen each other or weaken. Sometimes a blank page in front of an image can say a lot more than a page full of photos. My method is to…try, try and try again different combinations until I feel I am satisfied. And if necessary I also involve a few friends to get their opinion. Since I love working with physical images this means having in my small studio (and not only there) photos all over the place! But let’s be honest: this is actually a pleasure!

A queto punto mancava solo qualche parola per rendere meglio  la storia: non troppe per lasciare il racconto alle immagine, dopotutto amo esprimermi con la fotografia!

Now were only missing a few words to complete the story: not many because I wanted to leave the narrative to the pictures, after all I love to exprime myself with the photography!

Stampare, tagliare, rifilare, piegare e assemblare le pagine è stata parte del divertimento. Di questa prima “edizione” ho fatto circa 30 copie che ho distribuito ad amici e conoscenti un poco ovunque. Il loro apprezzamento è stato  per me la maggior soddsfazione, tanto che un nuovo numero dal tema per ora top secret è allo studio ! Rimanete in contatto!

Printing, cutting, trimming, folding and assembling the pages was part of the fun. Of this first “edition” I made about 30 copies which I distributed to friends and acquaintances a little everywhere. Their appreciation was the greatest satisfaction for me, so much so that a new issue with a top secret theme will come, soon or later ! Keep in touch!

Suggerisco di cliccare le foto per averne una vivualizzazione migliore e come sempre commenti, domande e suggerimenti sono graditi. Non siate timidi!

I suggest to click the photos for better viewing and as always comments, questions and suggestions are welcome. Don’t be shy!

 

PS: da ottobre quando ho scattato le foto ad ora è trascorso molto tempo. Abbiate pazienza, ma i tristi avvenuimenti che stanno accadendo, con il loro carico di morte, sofferenze, distruzioni e deportazioni non  mi lasciano sempre lo stato d’animo per concentrarmi su questi lavori.

PS: A lot of time has passed from when I took the photos to now. Bear with me, but the sad events that are happening, with their load of death, suffering, destruction and deportations do not always leave me in the frame of mind to concentrate on these works.

 

 

 

 

 

here I’m ;-)

Eccomi 😉

I love diptychs

Poco tempo fa ho partecipato alla RoidWeek Primavera 2022 su Flickr: per chi non la conoscesse si tratta di una manifestazione due volte all’anno per gli appassionati di fotografia istantanea.  Non ci sono premi o classifiche solo il piacere di far parte di una comunità e di proporre il proprio lavoro e vedere cosa altri appassionati fanno.

A short time ago I took part in the RoidWeek Spring 2022  on Flickr: for those who don’t know it, it’s a twice-a-year event for instant photography enthusiasts.  There are no prizes or rankings, just the pleasure of being part of a community, submit your work and see what others with your same passion do.

Per 6 giorni i partecipanti possono proporre due foto al giorno, ovviamnte rigorosamente foto istantanee.

For 6 days participants can propose two photos per day, obviously strictly instant pictures.

 

Mi spiace di essere stato assente per un periodo abbastanza lungo ma un malanno di salute, fortunatamente non grave ma fastidioso mi ha tenuto lontano da computer e web. Ho trascurato anche la lettura dei blog che seguivo, ma …recupererò!

i’m sorry for having been absent for a quite long time but an health issue,  not serious  but annoying has kept me away from computers and the web. Even the blogs I usually follow have been neglected, but I’ll catch up!

Il dittico d’apertura è dedicato a mia moglie Simo che mi ha assistito e confortato in questi giorni! The opening diptych is dedicated to my wife Simo who has assisted and comforted me these days!

Cliccate sulle foto pe vederle meglio e lasciate pure un commento.

Click the pictures for a better view and your comments will be much appreciated.

My bear loves Susan

Il mio orso ama Susan         english text iin blue, scroll down please

E’ vero, spesso la guarda con ammirazione cercando di non farsi notare troppo dalla sua piccola matriosca che potrebbe essere gelosa.

It’s true, he often looks up to her while trying not to get too much attention from his little matryoshka who could be jealous.

Anche queste immagini fanno parte della mia partecipazione alla Roidweek 2021 su Flickr.

Il piccolo  orso lo avevo acquistato in un mercatino di beneficienza molti anni fa. Forse, anche se innamorato della sua piccola bambola è rimasto affascinato da Susan Sontag che lo guarda dalla Polaroid di fronte a lui!

These images as well are part of my selection for the Roidweek 2021 on Flickr.

I bought the small bear many years ago in a charity market. Perhaps, even if still in love with his small doll is fascinated by Susan Sontag who looks at him from the Polaroid.

In casa abbiamo anche una piccola aquila intagliata nel legno che io  avevo   portato a mia mamma da Hong Kong molti anni fa e un piccolo cigno del quale non conosco la storia.

At home there is also a small eagle, carved in the wood which I brought many years ago to my Mom from Hong Kong and a small white swann, whose story I do not know.

Con questo articolo concludo la piccola serie degli animali in casa. Fotografare con Polaroid ha  certamente dei limiti ma secondo me sono proprio questi limiti che costringono a essere in qualche modo creativi. Siete d’accordo? O vi sentite più creativi quando siete assolutamente liberi?

Working with Polaroid has for sure limits but in my opinion  really these limits force you to be more creative in a way or another. Do you agree? Or do you feel more creative when you are absolutely free?

A proposito di creatività: il mio progetto della zine procede, seppure lentamente. Devo ancora lavorare sulle foto, postproduzione, editing, layout e  sequenze . Sto provando anche alcune carte diverse.

About creativity: the zine project proceeds albeit slowly. I still have to work on the photos, to make some postproduction and a first editing.

Than will come the layout and the sequencing. I’m also testing different papers.

Come sempre commenti, domande e suggerimenti sono benvenuti.

As always comments, questions and suggestions are welcome.

 

 

 

 

 

My turtles love Andy

Le mie tartarughe amano Andy                          english text is below,  in blue 🙂

E’ vero: le studiano tutte per avvicinarsi a lui. Persino salire una in groppa all’altra 🙂

It’s true: they study everything in order to reach him. Even to ride one on the other 🙂

Sembra esserci una concatenazione di fatti, alle mie tartarughine piace Warhol che  per i suoi lavori adoperava spesso la Polaroid che piace molto anche a me adoperare. Tutto torna!

There seems to be a concatenation of facts, my little turtles like Warhol who often used Polaroids for his work, which I also like to use. It all adds up!

Molti mi domandano spesso cosa amo della fotografia Polaroid: la risposta è facile,  e  complessa nello stesso tempo. Mi piace la fisicità del risultato, un istante di tempo fermato e che puoi tenere nella tua mano. Ed è un’immagine unica. E apprezzo molto anche quell’estetica imperfetta, soprattutto quando fotografo in condizioni di luce non ideali o adoperando materiali scaduti (e lo faccio spesso!) che è molto “wabi-sabi”.

Many people often ask me what I love about Polaroid photography: the answer is easy, and complex at the same time. I like the physicality of the result, an instant of time stopped and that you can hold in your hand. And it’s a unique image. And I also really appreciate that imperfect aesthetic, especially when shooting in less than ideal lighting conditions or using expires materials (and I do that a lot!) that is somehow “wabi-sabi”.

E poi la Polaroid ha  fatto parte della storia della mia famiglia da quando ero ragazzo, se siete un poco curiosi potete vedere questo mio  post a questo link.

And Polaroid played a role in my family’s history since I was a boy, if you are curious about it you can read and watch the photos in this old post following this link.

Potete anche inserire Polaroid nella casella delle ricerche e approfondire altri articoli scritti su questo argomento.

You can also write Polaroid in the research box and deepen this subject reading what I wrote in the past.

Come avevo spiegato la volta scorsa ho scattato queste foto per partecipare alla Roidweek 2021 su flickr. Poichè amo lavorare su progetti, magari piccoli anzichè fotografare soggetti casuali mi sono scelto un tema, i piccoli animali che ho in giro per casa. Il cavalluccio con le rotelle è un ricordo di quando ero bambino. L’originale è andato perso negli anni ma un giorno, in un mercatino di cose usate ne ho visto uno praticamente uguale a come lo ricordavo e allora lo ho acquistato. E’ un poco malconcio, gli manca la coda e i finimenti sono rotti ma questo suo aspetto testimonia la sua storia, una storia reale e vissuta.

As I explained last time I took these photos to participate in Roidweek 2021 on flickr. Since I love to work on projects, maybe small ones instead of photographing random subjects I chose a theme, the small animals I have around the house. The horse with the wheels is a memory of when I was a child. The original has been lost over the years but one day, in a flea market I saw one practically the same as I remembered and then I bought it. It’s a bit battered, the tail is missing and the harness is broken, but its appearance testifies to its history, a real and  lived history.

In questo post avevo accennato a una zine che vorrei fare: i lavori di rinnovamento a casa e alcuni aggiornamneti di tecnologia hanno richiesto tempo e non ho fatto progressi, ma ora seppur lentamente procedo. Rimanete in contatto!

In this post I wrote about a zine I would like to make: the renopvation works at home and some technology improvement took more time than I thought and I did not progress but now I’m starting again to work on it. Let’s keep in touch!

Come sempre potete cliccare sulle foto per ingrandirle e mi farà piacere se lascerete qualche commento.

As always you can click the photos to enlarge them and I’ll be happy for your comments.

 

 

 

 

 

My toucan loves expresso

Il mio tucano ama il caffè espresso

Si è vero, gli piace proprio tanto! Yes it’s true, he really likes it!!

Chi segue questo blog da tempo sa già che amo la fotografia istantanea, la magica emozione della Polaroid. I giorni scorsi ho partecipato alla Roidweek, una manifestazione fotografica su Flickr per gli appassionati di questo tipo di fotografia.

Those who have been following this blog for a long time already know that I love instant photography, the magical emotion of Polaroid. The past few days I participated in Roidweek, a photo event on Flickr for fans of this type of photography.

Per questa edizione ispirato da un racconto in un libro di Chandra Candiani  ho deciso di fotografare i piccoli animaletti che ho sparsi per casa, iniziando dal mio tucano.

For this edition I was inspired by a novel in a book by Chandra Candiani and I decided to make photos with the small animals I have around at home.

Attenzione: nessun animale è stato danneggiato nel fare queste foto!

Please note: no animal was harmed when making these photos!

Colgo l’occasione per scusarmi con i lettori abituali per la lunga assenza ma dopo i lavori di rinnovamento in casa ho deciso di cambiare il computer e ho dedicato molto tempo a questa operazione. In effetti qualche difficoltài imprevista ha richiesto più tempo di quanto pensassi per essere superata. Ora sembra tutto funzioni bene, dita incrociate!

I take this opportunity to apologize to regular readers for the long absence but after the renovation work in the house I decided to change the computer and I spent a lot of time on this operation. In fact some unforeseen difficulties took more time to be overcome. Now everything seems to work well, fingers crossed!

Come sempre i vostri commenti, suggerimenti, critiche costruttive e incoraggiamenti sono graditi!

As always your comments, suggestions, constructive criticism and encouragements are s welcome.

 

 

Work slowly progressing

Lavoro in corso, lentamente

Nell’ articolo di una settimana fa c’era  la foto di alcuni negativi. Ora aggiungo l’immagine in positivo di quei negativi per facilitare la visione, se siete curiosi.  E un’altra foto da quella serie…

In a week’s ago article there was a picture of a few negatives. I’m now adding the positive image of those negatives for easy viewing, if you’re curious.  And another photo from that set….

Sto anche lavorando su una zine…I’m also working on a zine…

Non è tanto ma i lavori di casa in questo momento hanno la priorità!

It is not much but the works at home have priority!

 

Work in progress, update

Lavori in corso, aggiornamento       english text? Scroll down please!

Negli ultimi giorni abbiamo avuto in casa dei lavori di parziale ristrutturazione. Ora muratori, idraulici e piastrellisti hanno finito la loro parte e tocca a noi pulire e rimettere un poco di ordine. Ci vorrà tempo. Ma prima di questi lavori siamo riusciti a fare qualche giorno di vacanza al nostro amato lago di Como. Dopo un terribile anno e mezzo con molti mesi di duro lockdown è stato bello.

In the last past days we had a partial renovation work at home. Now masons, plumbers and tilers have finished their part and it is up to us to clean and to tidy things up a bit. It will take some time. But before the start of the works we managed to spend a few days at our much loved Lake of Como. After such a terrible year with many months of hard lockdown it has been nice.

In questa occasione ho iniziato un nuovo piccolo progetto fotografico con tema acqua e pietre. In bianco e nero, scattato su pellicola. Ne parleremo nei prossimi post, continuate a leggere.

I took the opportunity to start a new small photographic project: the theme is water and stones. Black and white, shot on film. We’ll discuss it in the next posts.

C’è qualcosa di più bello che vedere un fogli di negativi sopra un visore? Si, forse il vedere almeno una foto finita!

Is there anything better than looking at a few  negatives on a lightable? Yes, perhaps to look at least at one finished photo!

Come sempre suggerisco di cliccare le foto per vederle ingrandite. E i vostri commenti, suggerimenti e anche critiche costrttive sono benvenuti, molto più apprezzati di un semplice like! Grazie!

I suggest as always to click the pictures for an elarged view. And your comments, suggestions and constructive critiques are welcome, much more appreciated than a simple like! Thanks!

 

 

 

 

A small break

Una piccola pausa

Per la prima volta da un anno e mezzo ho fatto una piccola vacanza. Anche se è rimasta un poco di tensione è stato bello. Avevo con me una macchina fotografica e un paio di pellicole in bianco e nero.

For the first time since one and half year I took a small break, a little holiday. Even if some tension was still around it has been nice. I had with me a camera and a couple of B&W films.

Nei prossimi giorni inizieranno dei lavori di ristrutturazione in casa: sarà complicato, abbiate pazienza se il blog non sarà aggiornato. A presto, spero in un paio di settimane. Grazie.

In the next days  some reconstruction works at home will start: it wiill be complicated, please be patient if the blog will  be not updated. I’ll be back soon, hopefully in a couple of weeks. Thanks.

Come sempre cliccate sulle foto per una visione migliore.

As always click the pictures for a better view.

The interview, part three. And a few pictures

L’intervista, parte tre. E qualche foto. please scroll down for english text, thanks

Avevo promesso qualche foto dai provini dei quali ho parlato in questo articolo.

I promised a few pictures from the contact sheets I mentioned in this post.

Eccole! Fanno parte di un piccolo progetto che forse è solo un’idea da svilupare con tema la pioggia.

Here we are! They are from a project, perhaps only an idea to develop with rain as theme.

Non so quando riuscirò a terminare in modo decente questo progetto: da quando mi è venuta l’idea o non è più piovuto oppure la pioggia era talmente violenta da rendere improponibile l’idea di uscire per fotografare. Sento ancora la voce di mia moglie esclamare “non sarai mica matto a uscire con questo tempo!”. E probabilmente aveva ragione, meglio stare in casa 🙂

I don’t know when I’ll be able to finish this project in a decent way: since I came up with the idea, either it hasn’t rained or the rain was so heavy that the idea of going outside to take pictures was impossible. I can still hear my wife’s voice exclaiming “you’re not crazy to go out in this weather!”. And she was probably right, better to stay inside 🙂

Ma ora proseguiamo con l’intervista! But now let’s get on with the interview!

Domanda: l’ultima volta ci siamo lasciati con la parola emozione. Perchè dici che è importante e come entra l’emozione nei tuoi progetti?

L’emozione è importante perchè è il punto di partenza. Non riuscirei mai a fotografare un soggetto, una situazione o qualsiasi cosa che non mi emozionano. Che non mi coinvolgano in qualche modo emotivamente. Certo, potrei farlo ma credo verrebbero delle foto spente, senza vita. E allora anche chi le guarda non proverebbe emozioni. Non le troverebbe interessanti.

L’emozione può anche essere negativa, problematica ma nonostante ciò può essere lo spunto per un lavoro. Come nel caso del covid. L’anno scorso quando la pandemia è arrivata dove vivo ho avuto paura. Altro che emozione! Ricordo che il posto dove vivo, l’Italia è stato il primo paese fuori dalla Cina a confrontarsi con questo dramma. Centinaia di morti ogni giorno non lontano da dove abito,  i camion dell’esercito che portavano via le bare perchè non non era possibile cremarle tutte, si sapeva ben poco del virus o di come si propagasse, non si trovavano dispositivi di protezione come le mascherine, disinfettanti. Lavavamo maniacalmente tutto quello che entrava in casa. Una cosa semplice, data per scontata prima come fare la spesa era diventata un’incognita, avevamo paura a uscire di casa. Paura di chi incontravamo. O di stare in un negozio.

E allora ho iniziato a fotografare tutti i giorni, la vita mia e di mia moglie, il nostro lockdown, quello che vedevo fuori dalla finestra. E alla fine ne è uscito “Quei Giorni” un lavoro che rifletteva tutto questo. Ed è stata una buona terapia per superare quei momenti difficili. Ho di proposito inserito foto sia in bianco e nero sia a colori, foto sfuocate e alter nitide  perchè sono un poco il segno di come mi sentivo in quei giorni, con umore e sentimenti che variavano di molto anche nel giro di poche ore. Vi ricordo che potete vederlo e se vi piace acquistarlo (buona idea!) nel formato libro a questo link oppure nel più economico formato magazine qui.

Fotografare quello che ci coinvolge, che ci emoziona è uno dei consigli che io darei a tutti coloro che desiderano migliorare i risultati della propria  fotografia.

Question: last time we left off with the word emotion. Why do you say it’s important and how does emotion enter into your projects?

Emotion is important because it is the starting point. I could never photograph a subject, situation or anything that doesn’t excite me. That don’t involve me emotionally in some way. Sure, I could do it, but I think it would result in dull, lifeless photos. And then the viewer wouldn’t feel emotions either. They wouldn’t find them interesting.

Emotions can also be negative, problematic, but in spite of that they can be the starting point for a work. As in the case of covid. Last year when the pandemic hit where I live I was scared. What an emotion! I remember that the place where I live, Italy, was the first country outside China to face this drama. Hundreds of people died every day not far from where I live, the army trucks that took away the coffins because it was not possible to cremate them all, we knew very little about the virus or how it spread, we couldn’t find protective equioment such as masks and disinfectants. We maniacally washed everything that came into the house. A simple thing, taken for granted for us as buying food had become an unknown, we were afraid to leave the house. Afraid of who we would meet in the shop or on the way.


So I started taking pictures of our every daily life,  mine and my wife’s life, our lockdown, what I saw out the window. And eventually “Those Days” came out, a work that reflected all of that. And it was good therapy to get through those difficult times. I have purposely included photos in  black and white and color, blurry photos and very sharp because they are a little sign of how I felt in those days with mood and feelings that varied greatly even within a few hours. I remind you that you can preview and if you like buy (good idea!) it in book format at this link or in the less expensive  magazine format here.

Photographing what involves us, what excites us is the advice I would give to all those who wish to improve their photographic results.

Domanda: un emozione forte per un lavoro forte. Per concludere questa parte dell’intervista hai anche qualche lavoro o progetto più leggero? Voglio dire più rilassante?

Risposta: certamente, per fortuna la mia vita non è sempre così stressante! Un lavoro  in pieno relax lo ho fatto durante due vacanze sull’isola di Ischia. Ho voluto adoperare la Polaroid per la libertà espressiva che questo strumento offre. Alla fine ne ho fatto un piccolo libro in esemplare unico, potete vederlo nel breve video  “Polaroid from Ischia” che potete trovare nella pagina dei video di questo blog oppure seguendo questo link: https://player.vimeo.com/video/408351317?h=a2742cb9d9

C’è un altro progetto sul quale sto lavorando, è ambientato in quella parte del lago di Como che amo molto e che è la zone di Tremezzo. Ha per filo conduttore  l’acqua e le pietre, che in quella zona non mancano e vorrei fotografare in analogico e in modo non proprio convenzionale. Penso di farne una zine, probabilmente in due versioni. Vedremo man mano che il lavoro procede. Vorrei finire il tutto entro la fine dell’anno. Continuate a seguirmi per rimanere aggiornati! Per ora anticipo una foto!

Question: a strong emotion for a strong work. To wrap up this part of the interview do you also have any lighter work or projects? I mean more relaxing?

Answer: certainly, luckily my life is not always so stressful! One relaxing work I did during two vacations on the island of Ischia. I wanted to use the Polaroid for the expressive freedom that this tool offers. In the end I made a small book in one copy, you can see it in the short video “Polaroid from Ischia” that you can find on the video page of this blog or by following this link: https://player.vimeo.com/video/408351317?h=a2742cb9d9

There’s another project I’m working on, it’s set in that part of Lake Como that I love so much and that is the area of Tremezzo. It has as a common thread the water and the stones, which in that area are not lacking and I would like to photograph on film and in a not conventional way. I’m thinking of making a zine out of it, probably in two versions. We’ll see as the work progresses. I would like to finish it by the end of the year. Stay tuned to be updated! For now I show a picture!

Come le altre volte vi suggerisco di cliccare sulle foto per vederle in una qualità migliore. E anche questo come le altre volte i vostri commenti, suggerimenti e domande sono graditi. non siate timidi 🙂

just like the other times I suggest you to click the pictures in order to watch them at a better quality. And again as the other times your comments, suggestions or questions are welcome. Don’t be shy 🙂

La prima parte di questa intervista è stata pubblicata qui e la seconda parte qui.

First part of the interview here, second part here.