July 2019: so many years blogging !

Luglio 2019: tanti anni di blog!       Scroll down pleose for english text, thanks

Sono trascorsi anni da quel luglio 2011 durante il quale ho iniziato questo blog. Tante cose sono cambiate da allora, il mondo, la società, la fotografia, la comunicazione, io stesso.

Many years have passed since that 2011 July when I started the blog. Many things changed, the world, the society, the photography, the communication, my self as well.

La fotografia è cambiata, faccio mia un frase di Costantin Manos (un fotografo Magnum) che ho letto qualche tempo fa e che citando a memoria diceva:  fare una foto è diventato molto facile ma fare una buona foto è diventato ancora più difficile.

Photography has changed, I make my own a phrase by Costantin Manos (a Magnum photographer)  which I read some times ago and which, from my memory sounds more or less like this: to make a photo has become very easy but to make a good photo has become  much more difficult.

Oggi si scatta tantissimo, si fotografa tutto e ovunque, e si condivide tutto quanto subito. Anche in ambienti legati alla fotografia e che pertanto dovrebbero essere più attenti per lo meno alla qualità estetica delle foto in occasione di eventi si fotografa e si posta tutto subito sui social alla moda. Il concetto di selezionare fra gli scatti sembra essere cosa d’altri tempi…

Today it is photographed very much, everywhere and everything, and all is shared soon. Even in place related to photography which should be more careful at least of the aesthetic quality of the photos when there is an event everything is photographed and as soon as possible posted on the socials. The concept to make a selection of the shooting seems to be from other times…

E poi ci sono anche i fotografi innamorati della qualità tecnica della fotografia, “hai visto questo ritratto fatto in India, guarda si contano tutti i peli della barba di questo santone, proprio tutti uno per uno…che bella foto” si ma io di queste foto ne ho già viste più di mille e il contare tutti i peli della barba non mi da nessuna emozione!

Than there are the photographers in love with the technical quality of their images “have you seen this portrait I took in India, look, you can count all the hair of the beard of the holy man…what a nice photo” yes but at my age I have already seen more than thousand similar portraits and to count each of his hair gives me no special emotion!

La società: molti hanno dimenticato il valore del NOI (volutamente scritto in maiuscolo) per concentrarsi sull’ IO. E non è una buona cosa se siamo diventati una società dell’io.

The society: too many have forgotten the value of the world WE (I wrote with capital letters on purpose) to concentrate on the I. And it is not a good fact if we have become a society of the I.

Anche il mio modo di fare blog è cambiato, gli articoli sono diventati più brevi un poco perché mi rendo conto che chi legge dopo poche righe perde la concentrazione e potrebbe smettere di leggere. MA forse gli articoli corti diventano anche un poco superficiali e anche questo non va bene…dovrò pensarci…

My way to blog changed as well, posts are shorter sometimes because I realize readers loose their attention after having read a few lines and could stop reading. But shorter posts become more superficial and this as well doesn’t work…I should think about…

E allora, anche a beneficio dei lettori nuovi per tutto il mese prossimo alternerò agli articoli nuovi alcuni dei primi anni…mi sembra un buon modo per festeggiare questo compleanno 🙂 e anche per conoscerci meglio.

Therefore also for the new readers beside new article I’ll repost a fews from the beginning…it seems me a good way to celebrate this blog birthday 🙂 and also to know each other a little bit better

Inizio con questo e sappiate che i vostri commenti, pensieri, domande o suggerimenti sono benvenute. Un blog è più interessante quando c’è anche un poco di dialogo 🙂

I start with the one below and you should know that your comments, thoughts, questions and suggestions are welcome: a blog is more interesting when there is a dialog 🙂

RELOADED ! ARTICOLO REPOSTATO !

WHAT TO CHOICE: aesthetic, symbol or reportage ?

QUALE SCELTA: estetica, simbolo oppure reportage?           

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TEMA: Casa dolce casa…a volte ti odio !

THEME: Home sweet home…sometimes I hate you !

E’ bello tornare a casa dopo una faticosa giornata di lavoro, magari anche con l’aggiunta di un altrettanto faticoso tragitto in una affollata metropolitana o in coda su una superstrada. E’ bello godersi la nostra casa nel tempo libero, con la nostra musica preferita che proviene dallo stereo oppure semplicemente leggendo il giornale  gustando una tazza di caffè. Tanti sono i momenti belli che la nostra casa, la nostra dolce casa ci può offrire. Ma a volte la nostra “dolce” casa ci chiede qualcosa in cambio. Ci chiede dell’attenzione o ci pone dei problemi da risolvere. Pulire, spolverare, spazzolare. Mettere ordine, ogni cosa al suo posto. Aggiustare quel rubinetto che perde. E allora a volte ci fa arrabbiare.

It is nice to come back home after an heavy working day, maybe after an even heavier journey in a crowded underground, or queuing on a “fast” motorway. It is nice  to enjoy the sweet home during our free time, with the stereo playing the music we prefer or simply reading the news, with a cup of coffee on the table. Many are the good moments that our home, our sweet  home can offer us. But sometimes our “sweet” home ask for anything, like an exchange. Our home ask for attention or gives us some problems to be solved. To clean, to dust, to brush. To put everything in order, everything in its own place. To repair that leaking tap. Yes. sometimes our sweet home let us get angry.

Tutto questo era contenuto nel tema della foto che avrei dovuto fare. Una foto sulla casa, facile. Un po’ più difficile una foto che andasse oltre la casa come contenitore di persone.   Per prima cosa mi sono ricordato di queste foto fatte anni fa, quando dopo tanti anni ero tornato a vivere nella casa di mia mamma, dove avevo vissuto da ragazzo. Era un tardo pomeriggio estivo ed all’improvviso ho visto i raggi del sole filtrare fra i palazzi di fronte ed entrare nelle finestre socchiuse generando un interessante gioco di luci ed ombre. Gli oggetti normali prendevano un altro aspetto. E allora ho messo una pellicola nella mia Nikon (avevo montato un 20mm)  e prima che la magia sparisse ho scattato alcuni fotogrammi. A mano libera, seguendo l’istinto. O la Forza, amici Jedi. Quando tempo dopo ho mostrato queste foto all’amico fotografo Machiel Botman, durante un workshop al  TPW, mi ha detto che la luce della casa dove ero cresciuto era dentro di me e per questo l’ho subito riconosciuta.

storie di luci – 1

storie di luci – 2

storie di luci – 3

All this was inside the theme of the photo I was going to make. A photo about home: easy. A little more difficult is a phote which goes beyond the home as just a container of people. At the beginning came to my mind some pictures I had taken years before, when after many years I went back to live in my mother’s house, where I grew up when I was a boy. It was a late sunny summer afternoon when suddenly I saw the rays of the sun coming through the buildings and entering the half-closed windows and producing an interesting play between light and shadow. I could see usual things with a different look. I soon put a film in my Nikon (with a 20mm lens) and took a few pictures before that magical moment could disappear. I shoot free hand, just following the instinct. Or the “Strength” my friends Jedi. A short time later I showed these pictures to the photographer Machiel Botman during a workshop he was holding at  TPW and he told me that the light of the house where I grew up was inside me and it was for this reason that I recognized it soon.

storie di luci – 4

storie di luci – 5

storie di luci – 6

Ma per quanto quelle foto fossero interessanti appartenevano ad un altro momento e non era questa la foto che avrei dovuto fare. In ogni caso volevo fare una foto nuova. Ma ero attirato all’idea di un gioco di luci e ombre, ancor più se in un immagine quasi astratta. E allora ecco un paio di scatti di prova.

light test N° 1

But so much  that photos were interesting they they belonged a different time and it  was not this the photo I had to produce. Anyway I wanted to make a new photo. But I was acctracted by the idea of a game between light and shadow , even more if contained in an abstract image. So, here is a couple of photos, as test.

light, test N° 2

Troppo astratte, difficile ricondurle al tema. Ma, un’altra volta al tramonto, la luce che entrava dalla porta sul terrazzo proiettandosi sulla tenda diventò una visione. La luce come amore per la casa, le ombre come momenti di …non amore ! Una volta stampata su una carta con una bella trama mi piaceva molto, esteticamente. Ma mancava qualche cosa del tema. Dovevo provare un’altra via.

Too abstract, too difficult to connect to the theme. But, once more at sunset the light entering the door on the terrace projecting itself on the curtain became a vision. Light as love for home, shadow as …not love! Printed on a nice structured fiber paper I liked it very much, from an aesthetic point of view. But still something missing about the theme. I had to go another way along.

casa dolce casa, 2011 – 173

Allora ho pensato che la cucina fosse l’ambiente più rappresentativo della casa. Ci cuciniamo il cibo, spesso mangiamo, chiaccheriamo, io ascolto la radio e bevo caffè. E la cucina deve essere anche  rassettata. Piacere e fatica.

casa dolce casa, 2011- 021

Ecco, avrei fotografato la cucina. Poteva essere un’immagine simbolica, un oggetto che la rappresentasse. E ho fatto qualche scatto. La caffettiera poteva essere un buon simbolo. Oppure una padella nell’acquaio. Oppure quel quadretto tridimensionale portato dall’Austria.

Than I thought that the kitchen was the room really representing the life at home. We cook there, oft we eat, we chat, I listen to the radio and drink my coffee. And the kitchen needs to be cleaned. Pleasure and hard work. Here was my photo. It could be a symbolic image, an object. I took some photos. The expresso maker, my “macchinetta” was a good symbol. Or the frying-pan ready to be cleaned in the sink. Or that threedimensional board we brought back from Austria.

casa dolce casa, 2011-035

casa dolce casa, 2011 – 042

casa dolce casa, 2011 – 051

casa dolce casa, 2011-145

casa dolce casa, 2011 – 114

Non male, ma molte volte una foto  è più interessante con la presenza di un elemento umano. Così, una sera dopo mangiato, ho deciso di fotografare mia moglie al lavoro. Disclaimer: mi piace precisare che in casa nostra dividiamo i compiti e se mia moglie si preoccupa del dopo cena è perchè io ho preparato la cena! Non sono male come cuoco! Comunque di solito lavoriamo in coppia!

Allora dicevo sono salito su una sedia per avere un punto di vista migliore ed ho iniziato a fotografare. Fra i vari scatti ho scelto questo, che opportunamente trattato in post produzione (ricordando i tempi della camera oscura) ho stampato su una carta fine art.

Not bad, but many times a photo is more interesting when an human element is contained. So it happened that one evening, after dinner I decided to take a photo of my wife working in the kitchen. Disclaimer: I would like to tell that in our house my wife and me divide the homeworks and when she works after dinner it is because I prepared it! I’m not  bad as a cook! Anyway we usually work together.

So I climbed on a chair to have a better point of view and start to take photos. Among which I choose this one, which after usual post processing (thinking about the wet darkroom times) I printed on fine art paper.

THIS is “home sweet home…sometimes I hate you!” ! Questa é la foto per “casa dolce casa…a volte ti odio” 2011

Questa foto è di qualche mese fa, da allora mi chiedo se sarebbe stata meglio quella della tenda illuminata dal sole del terrazzo, o una di quelle di un oggetto oppure questa. In altre parole, preferire la scelta estetica, quella simbolica o quella tipo reportage ? Tutti i commenti sono benvenuti.

This photo was taken a few months ago, since I keep asking myself if it had been better to choice the one with the curtain and the sun on the terrace, the one of an object of the kitchen or this one. In other words to prefer the choice of aesthetic, of a symbol or of a reportage style? All comments are welcome.

Un’ultima cosa: i miei devo ringraziare per la collaborazione Simo un po’ modella, un po’ assistente e sempre buona moglie: grazie 🙂

Last but not least, I have to thank for her cooperation Simo, sometime model, sometime assistant and always a good wife: thank you 🙂

A special present

Un regalo speciale

Oggi è il mio compleanno.Per festeggiare un buon pranzo con Simo ed un carissimo amico dai tempi della nostra gioventù. Quanti passati in un baleno! E verso sera un regalo speciale: è iniziato a nevicare! La vedete la neve sul mio cappello?

It’s my birthday today. To celebrate a good lunch with my wife Simo and a very good friend from the times of our youth. So many years gone in a flash! And later in the afternoon a special present: it started to snow! Do you see the snow on my hat?