My short road trip, final part

Il mio viaggio, ultima parte   please, scroll down for english text, thanks

Keropetrol, Mioglia SV
       in homage to Ed Ruscha                                                                   photo rkr©2018

Nel 1963 Ed Ruscha pubblica un piccolo libro dal titolo “Twentysix Gasoline Stations” in un edizione di 400 copie numerate.  E’ un libro semplice nel quale sono contenute fotografie di ventisei stazioni di servizio che si trovano sull’autostrada fra la casa di Ed a Los Angeles e quella dei suoi genitori a Oklahoma City. Le foto in bianco e nero spesso comprendono in primo piano un ampio pezzo di strada e sembrano delle semplici istantanee. Le didascalie riportano solo il nome della stazione e il luogo, per esempio “Texaco, Sunset Strip, Los Angeles”.

In 1963 Ed Ruscha publishes a modest book in 400 numbered copies “Twentysix Gasoline Stations”. It’s a simple small book in which there are black and white photographs of the twenty-six gasoline stations which are on the highway between Ed’s house in Los Angeles and his parents house in Oklahoma City. The photographs often include large areas of forecourt or road in front of the stations and seem to be just a record of the various stations.

Ruscha mise molto impegno nella preparazione del libro, in un intervista del 1973 ricorda di aver cambiato il layout del libro almeno 50 volte per essere certo che il libro fosse quello che lui veramente voleva. Il libro venduto in origine a 3 dollari e respinto dalla Libreria del Congresso sarebbe diventato un iconico libro d’artista. Per gli appassionati che desiderassero una copia della prima edizione, numerata e firmata sarà utile sapere che devono essere pronti a pagare una cifra di circa 20.000 dollari secondo questo sito specializzato in libri antichi. Vedo mentre sto scrivendo che l’esemplare in questione è stato venduto! Certo un buon prezzo 🙂

Ruscha put a great effort in the preparation of the book, in an interview in 1973 he said it took months of planning and that he changed the form of the book about fifty times at the printer’s. He really wanted the book to be what he desired it to be! The book sold in the beginning for three dollars and rejected by the Library of Congress had become an iconic artist book. If you are passionate about and desire a copy of the first edition, numbered at signed by the artist is useful to know according to this site highly specialized in antique books you should pay around 20.000 dollars. I see now that the book has been sold, for sure a good price 🙂

Ho pensato di iniziare l’ultima parte di questa piccola serie con un omaggio a Ed Ruscha perché quando viaggiamo in auto le stazioni di servizio fanno parte del viaggio e spesso anch’io ne sono in qualche modo affascinato!

I decided to begin the last part of this small serie with an homage to Ed Ruscha because when we travel by car gasoline stations are part of the journey and I’m as well fascinated by the variety of them.

In un racconto di viaggio oltre alle stazioni di servizio ci vorrebbero anche foto di trattorie o tavole calde dove ci si ferma a mangiare. Ma il nostro è stato un viaggio breve, di poche ore e ci siamo fermati solo per qualche caffè! Bisogna accontentarsi!

Importante invece è stata  una sosta nel piccolo cimitero di Stella per rendere omaggio a Sandro Pertini, Presidente della Repubblica Italiana dal 1978 al 1985. Una tomba semplice per un uomo semplice ma grande.

In a story about a journey there would be pictures of restaurants or diners where people stop to eat something. But this was a short trip and we only had a few coffee breaks! We need to be happy with it!

Important to us was a visit to the small Stella’s cemetery  to pay homage to the grave of Sandro Pertini, President of the Italian Republic from 1978 till 1985. A simple grave for a simple but great  man.

Con questo post concludo la serie sulla Strada del Sassello, SP 334,  ma anticipo che la zona è molto interessante e tornerò per sviluppare meglio un progetto fotografico specifico. Questa è solo un’anteprima: i miei progetti sono spesso a lungo termine e occorre pazienza per vederli terminati!

With this post I close the series about this Sassello Road, SP334,  but I like to reveal in advance that it’s a very interesting area where I’ll go back to develop a specific photographic project. This is simply a preview: usually I have long term projects and it is necessary to be patient to see them finished!

Come sempre suggerisco di cliccare sulle foto per una visione migliore e ricordo che commenti, critiche costruttive e suggerimenti sono benvenuti.

As always I suggest to click the pictures for a better visual experience and I remind you that your comments, constructive criticisms and suggestions are welcome.

 

My short road trip: coming back

Un piccolo viaggio: il ritorno

Peace Sanctuary near Albisola

Nell’articolo della volta scorsa ho parlato delle piccole deviazioni alla scoperta di nuovi territori che mia moglie ed io ci concediamo quando siamo in viaggio. Un amico mi ha chiesto perché amo documentare questi posti che spesso non hanno nulla di speciale. Ci sono più risposte per questa domanda ma direi che il motivo principale è l’emozione. L’emozione di vedere un posto sconosciuto ma nello stesso tempo un posto che in qualche modo sento mio. In my last post I spoke about the small deviations my wife and me like to make when traveling. A friend asked why do I like to document these places which most of times have nothing special. There are many answers for such a question but I would say the main reason is the emotion. The emotion to see an unknown place but in the same time a place which I feel mine.  A volte ci torno in questi posti. Al termine della nostra vacanza al mare tornando a casa abbiamo fatto la stessa strada dell’andata, così ho scattato una pellicola all’andata e una al ritorno. Lavorare in analogico è stato importante, l’idea di avere un numero limitato di scatti a disposizione ha aumentato la mia attenzione, la mia sensibilità nei confronti di quello che avevo attorno. Sometimes I go back to these places. Going back home after our seaside holiday we drove the same road. So I shoot one film going and one coming back. Working with film has been important, the idea to have a limited number of photo increased my attention, my perception of the surroundings. Nella storia della fotografia il viaggio per strada, road trip in americano, è molto presente: basta pensare a autori come Walker Evans e alla sue fotografie nel sud rurale degli Stati Uniti  che daranno vita al volume “Sia lode ora a uomini di fama”  e a  Robert Frank e al suo viaggio (anni 1955/56) su una Ford di seconda mano attraverso quell’America che documenterà in modo talmente graffiante da dover trovare un editore europeo, Robert Delpire per il suo libro “The Americans” rifiutato dagli editori americani.

Bus stop in Santa Giustina

In the history of photography the road trip has a relevant presence: just think of photographers like Walker Evans and his photographs taken during a journey in the rural south of the United States which will produce the book “Let Us Now Praise Famous Men” or like Robert Frank who traveled on a second hand Ford through an America which he will document in a such a biting way that he will have to find an european editor, Robert Delpire for his book “The Americans” rejected by the americans editors.

on the road near Sassello

E’ chiaro che io non posso paragonarmi a questi fotografi ma amo studiarli, guardare ii loro lavori, analizzare le loro scelte  ed devo dire che è anche bello lasciarsi ispirare 🙂 It’s clear I cannot compare myself with these authors but I love to study them, to look at their works, to analyze there selection criteria and I have to say sometimes it’s nice to let ourselves be inspired 🙂 Come sempre mi piacerà leggere e rispondere ai vostri commenti e potete cliccare le foto per una visione ingrandita. Grazie. As always I’ll be pleased to read and answer your comments and you can click the photo for an enlarged view. Thanks. Altre foto da questo viaggio fra qualche giorno, non dimenticatemi! Some more photos from this trip in a few days, do not forget me!  

One Roll Challenge

Una pellicola, la sfida

Io non credo sia necessario andare lontano per fare fotografie. Una piccola sfida personale è stata quella di adoperare una pellicola da 12 pose e fotografare i miei dintorni in un pomeriggio. Partendo dalla periferia e andando verso il centro.

I don’t believe it is necessary to travel a lot to make photos. A small personal challenge has been to use a 12 frame film and to photograph my surroundings within one afternoon. Starting from the suburbs going towards the center of my town.

La macchina che ho adoperato ha una sua storia che è raccontata qui e qui.

The camera I used has his own story which you can find here and here.

Come sempre potete cliccare la foto per una visione migliore e i vostri commenti sono benvenuti.

As always you can click the photo for an enlarged view and your comments are much appreciated.

Snow? Yes, please :-)

Neve? Si, grazie 🙂

Un pomeriggio d’inverno un paio di anni fa. Inizia a scendere qualche fiocco di neve. L’aspettavo da tempo. Prendo la mia Holga, scendo in strada. Diciamo che il mio quartiere non è molto fotogenico, non c’è niente di speciale. Ma è dove io e mia moglie viviamo. Ci piace. E questa spruzzata di neve gli cambia aspetto. Scatto un rullo. Il giorno dopo sarà tutto scomparso, da quel pomeriggio niente più neve.

In a winter afternoon a couple of years ago. Snow flakes start to  fall. I grab my Holga and go down, into the street. Actually my district is not very photogenic, nothing special around. But it’s where I live together with my wife. We like this place. And this sprinkling of snow change its look enough to make it photogenic. I shoot a roll. Next day it will all gone, since that afternoon no more snow.

In queste giornate calde, troppo calde per i miei gusti, riguardare queste foto mi rinfresca un poco. Ed è anche per questo che amo la fotografia! In questo caso una fotografia semplice, senza fronzoli.

E voi come combattete le condizioni meteo che non amate?

In these hot days, too hot for my taste, I find that looking at these photos is…refreshing! It’s also for this that I love photography! In this case a very simple photography without gimmicks.

And how do you fight the meteo situations you do not like?

Come sempre potete cliccare sulle foto per una visione migliore. E sapete già che i commenti sono benvenuti

As always you can click the photos for a better viewing experience. And you already  know that comments are welcome.

 

 

Beach, wind and light

Spiaggia, vento e luce

Non amo il caldo e allora penso a questa spiaggia dove sono stato in marzo. La luce, il vento ed il silenzio erano favolosi…

I do not love the heat therefore I think of this beach where I was last march. Light, wind and silence where fabulous…

ahrenshoop, north germany                                                                foto rkr©2017

In genere preferisco le mete un poo’ più freddo rispetto a dove vivo, e voi?

Generally I prefer destinations a little bit colder than where I live, how about you?

As usual comments and suggestions are welcome! Come sempre commenti benvenuti!

 

Many years ago a boy in a large city

Molti anni fa un ragazzo in una grande città    

 please scroll down for english text, thanks

Molti anni fa in una grande città straniera c’era un ragazzo. Aveva sedici anni, una famiglia con genitori due fratelli e una sorellina. Andava a scuola dove aveva anche tanti amici. Studi classici, amava il disegno e la musica. Nel tempo libero studiava il violino.

Many years ago in a large city there was a boy. He was sixteen, lived in the family with his parents, two brothers and one sister. He was a good student and had many friends in his school. Classical studies, he loved drawings and music. During his free time studied violin.

Ma nella città in cui viveva si iniziò a respirare una brutta atmosfera. Violenza. La libertà iniziò ad avere dei limiti. La situazione peggiorava di giorno in giorno. La famiglia iniziò ad avere paura e a porsi domande sul futuro. Le violenze aumentarono, alcuni amici furono arrestati. Così, tristemente e velocemente  decisero di lasciare quella città, quel paese. Il loro paese. Lo lasciarono senza sapere se sarebbero mai ritornati. Il ragazzo dovette abbandonare la scuola, gli amici, le lezioni di musica.

But in that city people began to breathe a bad atmosphere. Violence. Freedom started to have limitations. The situation was getting worse everyday. Family begun to fear and to question about the future. Some of the many friends had been arrested. So, sadly and quickly the family decided to leave that city, that country. Their country. They left it without knowing if they would have been able to come back. The boy had to leave his school, his friends, his music lessons.

La città era Berlino e molti anni dopo quel ragazzo sarebbe diventato mio papà.

The city was Berlin and many years later that boy would have become my father.

max liebermann grave, Berlin

max liebermann grave, Berlin

Alcuni amici mi hanno chiesto cosa ci fosse dietro la foto che ho postato la volta scorsa. A few friends asked me the back ground of the photo I posted last time. 

Ho sempre amato il mare in inverno, quella luce speciale, quella tranquillità, quel silenzio. Ed avevo iniziato un lavoro fotografico su queste atmosfere,  qui potete vedere qualche foto. Era l’ottobre del 2013.

I always love to be on the side of the sea in winter with that special light, that quiet, that silence. And I started a photo project on these atmosphere,  here are some pictures. It was 2013, october.

 Avrete già capito che la storia di mio papà mi ha reso particolarmente sensibile alle storie  dei migranti e da quando hanno iniziato ad arrivare le notizie dei naufragi, delle numerose, troppe vittime io non sono stato più capace vedere il mare, quel mare che mi piaceva tanto come lo vedevo poco tempo prima.

But you’ll have already understood that my father’s story made me sensible to the stories of the migrant people and since when we started to receive the news of shipwrecks with so many victims, too many I have no more been able to look at the sea in the same way as I did before.

Ciò che io vedevo bello per persone che la lotteria della vita aveva fatto nascere in un posto con guerre, fame, carestia e povertà era un ostacolo, una barriera per superare la quale valeva la pena rischiare la propria vita.

What I was used to see as something nice for many people who because the lottery of life had born in a country with wars, hunger, starvation and poverty was an obstacle. A barrier to overcome even if this was meaning to risk their own life.

A quel punto il progetto sul mare si è fermato per qualche anno. Recentemente in occasioni di una mostra collettiva presso l’associazione fotografica della quale faccio parte ho pensato di esprimere quello che avevo dentro.

In that moment  my “sea project” came at a stop. Only recently, years later taking the opportunity to exhibit in a collective show of the photo association in which I am member I decided to express what I have inside myself.

Ho iniziato con una foto solo mare e cielo scattata con la vecchia Rolleiflex di mio papà e  mi sono chiesto come rendere l’idea che per me il mare non era più quello che vedevo una volta. Ho pensato di proporla come negativo bianco e nero ma non mi piaceva. Ho provato anche delle semplici manipolazioni come farci gocciolare sopra macchie di colore (rosso?) tipo dripping oppure stracciare  la foto e rifotografarne i frammenti.

I started with a picture with only sea and sky, shot with the old my father’s Rolleflex  and asked myself how could I  render the idea that for me the sea was no more what I used to see. I thought to print it as a black and white negative but I didn’t like it. I tried a few simple manipulations like dropping  spots of colors (red?) onto the surface in a random way in a dripping style or to tear up the photo and take a picture of the shreds.

Alla fine ho deciso che il modo più FORTE sarebbe stato quello più semplice ed immediato: rovesciare la foto, capovolgerla. Il mare in alto, il cielo in basso. Così cambiava il modo di vedere il mare. E scrivendo nomi di migranti nella parte inferiore perché chi affonda va sempre verso il basso, li avrei fatti finire in cielo dove voglio credere sia finita la loro anima.

At the end I decided that the STRONGEST way, the way with immediate impact  was to upset the photo, to overturn it: the sea up, the sky down. So the way to see the sea was changed. And by writing the migrants names in the lower part because who sinks goes always down I had put them in the sky where I believe their souls have gone.

iphone_dec-1

Come sempre potete cliccare sulle foto per una visione migliore e sapete che i vostri commenti sono molto graditi, grazie.

As always you can click the pictures for a better viewing experience and you know that your comments are much appreciated, thanks.

My winter heart

Il mio cuore invernale

winter heart rkr©2016

winter heart                                                                                                               rkr©2016

Amo la tranquillità di queste giornate invernali. Il mio cuore è contento. Mi piacerebbe tutti fossimo un poco più contenti.

I love the quietness of these winter days. My heart is happy.  I wish everyone to be a little bit happier.

But not all my friends drive a Porsche…

Ma non tutti i miei amici guidano una Porsche…

Qualcuno preferisce viaggiare lentamente in bicicletta, altri la comodità di un treno. Oppure un’auto speciale…e ci sono anche quelli che amano stare  sull’acqua…

Somebody prefer the slow speed of a bicycles for his travels, other the comfort of a fast train. Or a special car…than there are even the ones who love to stay on the water…

E a voi come piace viaggiare? lentamente e con calma oppure veloci e con furia?

And how about you? Slow and quiet or fast and furious?

Potete cliccare le foto per una visione migliore e come sempre i commenti sono graditi.

You can click the photos foe a better view and as always comments are welcome.

 

Years ago I shot these pictures…

Anni fra ho fatto queste foto…

Abito vicino a Milano. Durante la Settimana del Mobile e del Design ci sono tanti soggetti interessanti da fotografare. Ma io quest’anno  ero a letto per un piccolo infortunio. E allora niente…

I live near Milano. During the week of the Furniture and Design show there are many interesting subject for a photographer. But this year I was in bed because of a minor accident. So no photos.

Queste le ho fatte durante l’edizione del 2008…

These were shot during the 2008 edition…