Music

Musica

Fra un caffè e l’altro anche un po’ di musica migliore l’umore.

Between one coffee and another a little bit of music puts us in a good mood.

Siete d’accordo? Cosa fate quando vi sentite un poco giù? Vi aiuta la musica? O avete un’altra ricetta?

Do you agree? What do you do when you are in a bad mood? Does music cheer you up? Or do you have a different recipe?

International Jazz Day, April 30, 2019

Giornata Internazionale del Jazz, 30 Aprile 2019

photo rkr©2017

Da foto scattate qualche anno fa un  trittico con la violinista jazz  Aska Kaneko per celebrare questa giornata speciale.

From  photos I took a few years ago a  triptych with the jazz fiddler Asia Kaneko to celebrate such a special day.

E ora indossate le vostre cuffie oppure accendete gli altoparlanti e godetevi la musica! Siate pazienti, inizia dopo qualche secondo!

And now wear your headphones or switch on the loudspeakers and enjoy the music! Be patient, it takes a few seconds to start!

Homage to Janis

Omaggio a Janis

Homage to Janis                                                                                                     photo rkr©2019

Un trittico come omaggio a Janis Joplin, grande artista prematuramente scomparsa all’età di 26 anni a Los Angeles nel 1970.

This tryptich is dedicated to Janis Joplin, a great artist who died too early at age of  26 in Los Angeles, 1970.

Come ha scritto un amico mio è un pensiero di  dissoluzione.

La carica vitalistica di Janis Joplin si intreccia  con il “cupio dissolvi“. Il trittico  lo indica. Il colore ciano, sempre con le medesime tonalità, accompagna la tre immagini. Non fa da sfondo e neanche contrasta, è il colore dei suoi sogni.

As a friend of mine wrote it is a thought about  dissolution.

The vital charge of Janis Joplin interwines with the “cupio dissolvi” (wish to be dissolved).

The cyan colour, always with the same tones, goes along with the three images. It’s not a background neither a contrast: it’s the colour of her dreams. 

E adesso per favore indossate le vostre cuffie o accendete gli altoparlanti e godetevi questo pezzo, volume alto possibilmente!

And now please wear your headphones or switch on the loudspeakers and enjoy this piece, high volume if possible!

Come sempre potete cliccare sul trittico per una visione ingrandita e vi ricordo che i vostri commenti sono benvenuti, grazie.

As always you can click the tryptich for an enlarged visualization  and I remind you that your comments are welcome, thanks.

 

Harmony and shapes, Elisa Lovati

Armonia delle forme, Elisa Lovati.

stella-1
photo elisa lovati©2012

Succede che si viva in una cittadina e nella frenetica vita di tutti i giorni non ci si accorga dell’architettura che ci circonda. Succede che non si osservino  gli spazi di una fabbrica abbandonata o l’edera che arrampica in un cortiletto,  oppure che ci sfugga la semplicità di una chiesetta di periferia.  Ma succede anche che questi particolari non sfuggano agli occhi di una fotografa  attenta. E  se la fotografa di cui parlo ha anche una passione per la danza combina le due cose e ne nasce un lavoro che si può definire di poesia visiva. Sto parlando di Elisa Lovati, fotografa gallaratese che divide il suo tempo fra l’Italia e la Finlandia e del suo ultimo lavoro “Armonia delle forme” recentemente presentato in una mostra.

It happens that we live in a small town and due to the chaotic daily life we do not notice the  architecture which surrounds us. It happens we do not notice the empty spaces of an abandoned factory or an ivy climbing in a small courtyard, or we let slip the beauty of an old church in the suburbs. But it happens as well that these details are noticed by the watchful eyes of a photographer. And if the photographer in question has a passion for the ballet and combines the two things a new body of works arise, which we could define as “visual poetry”. I’m speaking about Elisa Lovati, a photographer from Gallarate who spend her time between Italy and Finland and her last work “Harmony of the shapes”, recently shown in an exhibition.

Elisa è anche un’amica e facciamo parte della stessa associazione fotografica e allora nel presentarvela vorrei farle alcune domande.

Robert: La prima domanda è semplice, vuoi dirci come è nata l’idea di questo lavoro e come è stato realizzato? In modo particolare come sono stati scelti i luoghi in cui hai fotografato, la posa e i costumi delle danzatrici? Quanto importante è stata la tua conoscenza del mondo della danza? Quello che mi piace in queste foto è la loro semplicità ed eleganza. E allora mi domando cosa è più importante per te, la precisione dell’inquadratura o la perfezione della posa della modella? Oppure la qualità della luce?

elisa lovat, fotografa

Elisa: Abito in una città che ha tanti angoli piacevoli e interessanti  purtroppo  abbandonati o poco valorizzati. L’idea di trasformarli in cartolina proprio non mi piaceva e quando la direttrice dalla scuola di danza, con cui collaboro da un paio d’anni, mi ha chiesto cosa potevamo realizzare per l’open day della scuola, ecco l’idea: introdurre le ballerine che con la loro grazia avrebbero armonizzato dei luoghi amorfi e senza vita. Il tempo era molto limitato ma non ci siamo perse d’animo; alle base c’è stata un’ottima collaborazione e intesa. Molti luoghi erano già stati individuati e classificati tra gli “sconosciuti” ed erano in attesa di un progetto valido, altri sono stati aggiunti . Prima di iniziare ho effettuato diversi sopralluoghi per studiare le luci, il traffico, le inquadrature, per trovare le condizioni ottimali. Con la direttrice abbiamo pensato ai costumi adatti al luogo e le pose sono venute di conseguenza. Poche cose sono state lasciate al caso. Aver scattato già molte volte durante le lezioni nella scuola ha contribuito ad un miglior rapporto con le ragazze, che già mi conoscevano, facilitando il lavoro così come la conoscenza delle posizioni e i passi di danza mi è stato di grande aiuto. La direttrice non mi permetteva di scattare se le ragazze non erano in posizioni perfette. Ho scelto di lavorare sempre negli stessi orari per avere simili condizioni di luce. Ho cercato di abbinare la perfezione delle ragazze impegnate nell’arte della danza al luogo. L’dea era proprio di rendere poesia il connubio delle due cose. Inizialmente cercavo di concentrarmi più sull’inquadratura per rendere visibile e riconoscibile il luogo ma nel corso del lavoro mi sono più affidata all’intuizione che al ragionamento. La mia ricerca era orientata a trovare l’armonia di corpi e forme strutturali insieme. In un mondo in cui tutto è eccessivo e urlato, ritengo l’eleganza e la semplicità doti rare, mi fa molto pacere che tu le abbia colte e apprezzate.

Elisa is a friend of mine, we are member in the same photographic society therefore I take the opportunity to ask her a couple of questions.

Robert: first question is simple, could you tell us a little how did you get the idea of this work and how did you proceed with the realization? How did you choose the locations, the pose and the dancer’s costumes? How important has been your knowledge of the ballet world? What I like in this series is the simplicity and elegance. Therefore I ask myself what is more important for you, an exact framing or a perfect pose of the model? Or is it the quality of the light?

Elisa: I live in a town with many pleasant and interesting spots, unfortunately many are abandoned or unvalued. I did not like the idea to make postcards out of them and when the head mistress of the ballet school which I cooperate with asked me to prepare something for the “open day” of the school the idea came out: to place the dancers with their gracefulness in abandoned or lifeless places. Time was really short but we did not lose heart, having a good understanding each other. Many locations had already been “scouted” and classified as “unknown” waiting for an interesting project. Others have been added. Before shooting I checked all the places to study the light, the traffic, the possible framings. Together with the head mistress we decided the costumes and the poses came as consequence. We did not leave much to chance. I had already taken many photo with the girls of the school and the good relationship with them made things easier, as my knowledge of the ballet poses. The mistress did not allow me to shoot if the girls were not in a perfect pose. I worked mainly in the same time of the day to have a costant light. I wanted to combine the perfection of the poses with the location. In the beginning I  focussed myself more on the framing in order to show the place but later, while working I trusted more on my intuition than on my thinking. My research was oriented to discover the harmony of the bodies in association with the structural shapes. In a world where everything is in excess and shouted it’s a pleasure to know somebody appreciates elegance and simplicity, which are uncommon qualities.

photo elisa lovati©2012
photo elisa lovati©2012

Robert: un’altra delle tue specialità è la fotografia dal vivo di eventi musicali, in modo particolare sembri attirata dal jazz, alcune foto le vediamo nel tuo portfolio, sempre in bianco e nero e nella tua galleria “Note e Luci”, questa volta a colori. Quale differenza hai riscontrato fra questi due modi di fotografare, uno con una danzatrice-modella a disposizione e l’altro con musicisti impegnati nella loro performance?

Elisa: il lavoro con le danzatrici-modelle mi è piaciuto e mi sono divertita nel realizzarlo benchè impegnativo. I musicisti mi permettono di studiare molto di più la loro espressività e spontaneità per poi coglierla.  I due modi di fotografare sono molto differenti: nel primo caso, nella peggiore delle ipotesi, avendo le ragazze a disposizione, è possibile ripetere lo scatto: le condizioni di luce sono state scelte da me come i luoghi, quindi ho lavorato in situazioni assolutamente favorevoli. Nel secondo caso, solitamente mi trovo in locali stretti, facilmente con luce molto scarsa e a volte colorata, con spettatori intorno ai quali cerco di non arrecare fastidio. La ricerca dell’espressività è qualcosa che mi cattura, mi consente di estraniarmi e concentrarmi al massimo per non perdere quegli attimi che non si potranno ripetere. E’ più faticoso e non sempre riesco ad ottenere quello che vedo o che vorrei ma quando riesco è una soddisfazione impagabile.

Robert: looking at your photographic activities we can see many pictures of live musical events. You seem particularly drawn by the jazz atmosphere, we can see a B&W selection here in your portfolio and some other in your gallery  “notes and lights“, this time in color. Which is the main difference you experienced between these two different way of photography,  one with dancers or model at your disposal and the other with musicians performing live?

photo elisa lovati©2012

Elisa: I enjoyed the project with the dancers as models even if it was demanding. The musicians push me to study their expressiveness and spontaneity in order to be able to capture it. The two kinds of photography are very different: in the first case if anything had gone wrong it had always been possible to repeat the shooting. But I chose the best options about time and light: therefore I worked in the most favorable circumstances. In the second case, with the musicians I usually find myself working in close places, with a very low level of light which very oft is strong colored. Moreover I am very careful not to disturb the public. I am really taken by the research of expressions, it is something which permits me to focus very deep on the subject in order not to loose those instants which are unique and will come back never again. It’s very tough and I do not always manage to get what I see or what I would like, but when I manage it’s a great satisfaction.

Robert: Danza e musica. Aggiungo Siena con il palio e  i colori dalla Toscana: la tua attività fotografica spazia su molti fronti: vuoi raccontarci come ti vengono le idee per i tuoi progetti?

Elisa:  Le emozioni più o meno forti mi spingono a ricercare quegli attimi che hanno lasciato in me un segno. Emozioni che provo non solo visivamente davanti alla bellezza di qualcosa ma anche in certe situazioni, parlando con persone che hanno voglia di raccontare fatti o se stessi come è successo per Siena e il Palio per esempio: mi hanno appassionata in un modo indescrivibile, hanno lasciato  in me un’impronta fortissima e indelebile tanto che i senesi l’hanno capito e mi considerano “una di loro” . I musicisti e le ragazze della scuola di danza, in altro modo, mi hanno coinvolta emotivamente nel loro mondo. Se non provo sentimenti non riesco a scattare. Per riassumere: dall’emozione scaturisce l’idea e dall’idea il progetto. Parlare  di fotografia è sempre interessante e stimolante e ho sempre molto da imparare. 

foto elisa lovati©2012

Robert: Ballet and music. I add Siena with the Palio and the colors of Tuscany. Your photographic activity  has a real broad spectrum. Would you tell us how do you get the ideas for your project?

Elisathe emotions, more or less strong push me to research the  instants which will leave a sign inside me. It is not only about visual emotions in front of something beautiful. Emotions can also be related to circumstances, like speaking with someone who desire to narrate about himself, as it happened in Siena for the Palio. The people of Siena,  noticed that I became very very fond of their Palio, in a way which cannot be described, they left  a strong and permanent mark inside me.  So strong that they started to think of me as “one of them”. But the musicians and the girls of the ballet school involved me as well with in their world. If I have no feelings I’m not able to shoot. Summarizing: from an emotion comes an idea and from the idea borns out a project. It’s always interesting to speak about photography and I thank all the readers for their attention.

Robert: grazie Elisa: E aspetto di vedere i tuoi prossimi lavori !
I lavori di Elisa meritano di essere visti: li trovate qui. Andateci, ne vale la pena.
Per chi fose interessato questo è  il link della scuola di danza “Proscaenium” che ha collaborato con Elisa nella realizzazione delle foto.
Thanks Elisa for sharing your thoughts, I’m waiting for your next works.
You can see Elisa’s work’s here: please, look at, it’ worthwhile.
If anyone interested here is the link to the ballet school “Proscaenium” which cooperated with Elisa in  realizing the pictures.

In questi giorno cerchiamo un poco di gioia, a me piace proporre un poco di musica. E allora propongo “pezzo” da un blog che seguo con tanta passione.

It’s time to look for a little bit og joy, I like to make a musical proposal from a blog which I follow with passion. Enjoy it, please!
robert

PS: musica ? look at this post from last year…

 

Claudine Giovannoni

*

Per riflettere… alle porte della festa del consumismo…

Ammetto che il filmato (scoperto per caso su FB da un’amica) ha fatto breccia nel mio cuore! Un grande insegnamento per tutti noi… a dimostrare che l’amore per la musica, il desiderio di condividere la bellezza di un brano di Bach, non è legato al pregio dello strumento ma bensì all’unicità e pathos del musicista!

Serene festività a tutti voi    :-)claudine

View original post

Nachtlied op. 108, my diptych

Nachtlied op.108, il mio dittico.   Please scroll down for english text, thanks.

Questa sera, seduto davanti al monitor ho acceso le mie casse ed ho ascoltato in streaming su Radio3 in diretta dal Parco della Musica in Roma il “Canto Notturno per coro ed orchestra” op. 108 di Robert Schumann,   con l’ Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Claudio Pappano. 

Tonight, sitting in front of my monitor I switched on my loudspeakers in order to listen in streaming from Radio3 the “Nachtlied op.108” (Night Song) for chorus and orchestra, by Robert Schumann with the Orchester of Accademia Nazionale di Santa Cecilia and conductor Antonio Pappano. 

E allora, ispirato da questa emozionante esecuzione ho scelto un paio di immagini scattate la settimana scorsa ed ho assemblato questo dittico. Si, il mio entusiasmo per i dittici non si è ancora spento!

Then, inspired by this event full of emotion I went through the pictures I shot last week and decided to assemble this diptych. Yes, my interest in diptychs has not yet gone! 

Nachtlied, op.108, diptych – rkr©2012