Looking for the light

Verso la luce

In una giornata come questa ricordiamo i momenti bui. Dal passato. Ma anche oggi ci sono momenti bui. Guerre. Carestie. Odio. Persone che soffrono, donne uomini, bambini. Non dimentichiamocene, lavoriamo, cerchiamo la luce.

In a day like today we remember dark moments. From the past. But we have dark moments today as well. Wars. Hungers. Hate. People, men, women, children suffering. Let’s not forget, let’s work, let’s look for the light.

Eisenman Memoria for the Holocaust victims - photo rkr©2017

Berlin, Eisenman Memorial for the Holocaust victims –                                        photo rkr©2009

january 27th, Day of Memory

27 gennaio, giorno della memoria.                             please scroll down for english text

Era il 27 gennaio 1945 quando le truppe Sovietiche dell’Armata Rossa marciando verso Berlino arrivarono nella città polacca di Oświęcim , scoprendo il dramma del tristemente conosciuto  campo di concentramento di Auschwitz e restituendo la libertà ai pochi sopravvissuti. Nell’anno 2000 il Parlamento Italiano ha riconosciuto con la legge 211 il 27 gennaio come “Giorno della Memoria” per non dimenticare le vittime della Shoah ed evitare che simili tragedie si ripetano in futuro. E noi non dobbiamo ignorare tutti gli altri genocidi nel mondo.

On january 27th 1945 the Sovietic troops of the Red Army arrived in the polish town of Oświęcim, discovering the drama of the sadly known concentration camp of Auschwitz and giving back the freedom to the few survivors. In the year 2000 the Italian Parliament with the law N° 211 defined the january 27th  “Giorno della Memoria” which can be translate as Day of Memory in order not to forget the victims of the Shoah. And we must not ignore all the other genocides in the world. 

Io desidero  onorare questa data con alcune foto scattate a Berlino l’estate del 2009.

I desire to honour this date with a few photos I took in Berlin during the summer 2009.

Max Liebermann grave, Jüdischer Friedhof Prenzlauer Berg, Berlin, august 2009

Max Liebermann grave, Jüdischer Friedhof Prenzlauer Berg, Berlin, august 2009

Max Liebermann, era un celebre pittore berlinese esponente dell’ Impressionismo tedesco cui il regime nazista proibì di dipingere ed esporre in quanto ebreo. Alla vista dei nazisti che entravano dalla porta di Brandeburgo commentò  “La mia voglia di vomitare è superiore alla quantità di cibo che riesco a digerire” in tedesco “Ich kann gar nicht so viel fressen, wie ich kotzen möchte“. Max morì nel 1935 ed è sepolto nel Cimitero Ebraico di Prenzlauer Berg a Berlino. Fosse solo per il coraggio nel pronunciare quelle parole, la sua tomba merita un omaggio. Il cimitero rivestito di edera è particolarmente tranquillo, andateci. Gli uomini devono coprirsi il capo.

Max Liebermann was famous a painter who contributed to initiate the German School of Impressionism. As a Jew he was forbidden by the Nazis to paint and his work was removed from museums.  While watching the Nazis celebrate their victory by marching through the Brandenburg Gate, Liebermann  commented: “I cannot eat as much as I would like to vomit”, in german “Ich kann gar nicht so viel fressen, wie ich kotzen möchte” . Because of the courage in pronouncing these words his grave should be visited. The cemetery, full of ivy and peace is a very quiet place, please go. Men must cover their head.

Jüdischer Friedhof Prenzlauer Berg, Berlin

Jüdischer Friedhof Prenzlauer Berg, Berlin, aug 2009

Nel 2005 è stato inaugurato nei pressi della Porta di Brandeburgo  il Monumento per le Vittime dell’Olocausto, progettato da Peter Eisenman e formato da 2711 piloni di calcestruzzo. Un centro di documentazione sotterraneo completa l’insieme. Il motto è stato preso in prestito da Primo Levi lui stesso un sopravvissuto  ” E’ accaduto una volta e potrà accadere ancora”.

Memorial to the Murdered Jews of Europe, Berlin

Memorial to the Murdered Jews of Europe, by Peter Eisenman Berlin

Near the Brandenburger Tor in the year 2005 was unveiled the Memorial to the Murdered Jews of Europe by Peter Eisenman and which consists of 2711 concrete pylons. An underground center of documentations completes the complex. As Primo Levi, himself a survivor of the Holocaust said “It happened once and it could happen again”.

Questa è una giornata importante, il mio è solo un piccolo contributo. Ma viene dal cuore.

This it is an important day. Mine is only a small contribution. But it comes from my heart. 

Come al solito potetet cliccare sulle foto per ingrandirle.

As usual you can click on the photos to enlarge them.