A sad month for photography

Un mese triste per la fotografia                               please scroll down for english text.

Non è stato un buon periodo per il mondo della fotografia. Nel giro di pochi giorni abbiamo perso tre famosi fotografi: Peter Lindbergh, Robert Frank e Fred Herzog . E su un livello più  personale Eric Hill, forse fotografo meno famoso ma certamente non meno appassionato e marito di una nostra amica di web Helen Hill, anche lei eccellente fotografa.

It has not been a good time for the photo graphic world. Within a few days we lost three famous photographer: Peter Lindbergh, Robert Frank and Fred Herzog. And on a more personal level Eric Hill, maybe less famous but not less passionate photographer who was married to a web friend   of mine Helen Hill, she’s also an  excellent photographer.

E allora penso al mese di settembre di tanti anni fa quando il mio amico Francesco se ne è andato, con la macchina fotografica in mano durante un servizio…per ricordare lui e con un pensiero a gli altri riposto un articolo di quel mese lontano…

Therefore I rethink that month of a few years ago when my friend Francesco passed away with a photo camera in his hands during a job…for his memory and thinking of the other friends I reload a post I wrote that month of september…

E se volete sapere qualche cosa di più a proposito di Helen ed Eric e vedere qualche loro foto potete leggere questo post su RangeFinderForum (solo inglese).

And if you like to know more about the story of Helen and Eric and look at some of their photos you can read this post on RangeFinderForum.

CIAO FRANCESCO ,          RELOADED

Photography, friendship and sadness: a difficult post.    scroll down for english text

Fotografia, amicizia e tristezza: un post difficile.

Era una domenica pomeriggio, settembre, due anni fa. Ero solo in casa e stavo assemblando uno scaffale per sistemare la mia collezione di cd. Quando il telefono è suonato ed ho sentito la domanda dell’amico Antonio ho capito subito che qualche cosa non andava. Si, perchè se uno, senza nemmeno salutarti ti domanda” Robert, ma non sai niente?” capisci subito che qualche cosa non va. E allora mentalmente fai una lista in una frazione di secondo, che dura un’eternità di tutti gli amici comuni. E ti sembra che stiano tutti bene e ti chiedi a chi, o cosa possa essere successo. Perchè il tono della voce non ti lascia dubbi. “no, perchè?” ho risposto, aggiungendo “cosa è successo?” E allora tutto si è fermato, quando l’amico mi ha risposto, con voce commossa fino alle lacrime :

” Francesco, ieri. Infarto fulminante. Nessuna possibilità di rianimazione.”

It was sunday afternoon, september, two years ago. I was home, alone working to assemble a new shelf for my CD collection. When the phone rang and I heard the voice of my friend Antonio I soon understood that something was wrong. Yes, because when someone ask you, even without greetings “Robert, don’t you know anything?” you suddenly understand that something is wrong. Then you make a mental list, in a fraction of a second which lasts an eternity of all the friends you share with the man on the phone and it seems you they are all ok and you ask yourself whom and what could have happened. Because the tone of the voice does not leave any doubt. “No, why” I answered “what  happenned ?”  And then everything around me stopped, when the friend, with a moved to tears voice said :

“Francesco, yesterday. A heart attack. Infarct. No chance. We lost a friend”

Per me Francesco era come un fratello. La mia passione per la fotografia, che era la sua professione, ci aveva fatti conoscere. Ma poi abbiamo scoperto un sacco di cose in comune, idee e interessi. L’esigenza di lavorare per un mondo che non consumasse tutte le risorse disponibili. Il piacere di vivere senza ostentazione. Il desiderio di conoscere, studiare. La gioia dell’uscire dal coro, avere le proprie idee. L’amore per la musica oltre a quello per la fotografia.

For me Francesco was like a brother. My passion for photography, which was his profession, let us know each other. But then we discover to share many things, ideas and interests. The need to work for a world which doesn’t waste all the resources. The joy to live without any ostentation. The desire to know, to study. The joy to stay out of the chorus and to have our own ideas. The love for the music beside the one for photography.

Francesco era anche il mio editor: tante volte gli mettevo sul tavolo scatole di dia, oppure fogli di provini e lui mi aiutava nella scelta. Discutendo, ponendoci domande. Oppure semplicemente chiaccherando.  Ed ascoltavo i racconti dei suoi viaggi certamente non da turista. Come quando ha visitato Cuba in bicicletta, insiema al figlio quattordicenne per due settimane, lontano dagli intinerari turistici. O la Cambogia, sempre in bicicletta con il figlio Lorenzo. E mi parlava del prossimo viaggio, che purtroppo non è riuscito a fare.

Francesco was also my photo editor: many times I left on his table boxes of slides, or contacts and he helped me in the selection. We discussed, we asked ourselves questions. Or simply we chatted. And I listened to the stories about his journeys, for sure not touristic. Like when he visited Cuba by bicycle together with his son  14 years old far away from any touristic settlement. Or Cambodia, again bicycling together with his son Lorenzo. And he explained me the next journey, which unlucky he did not manage.  

L’amicizia con Francesco mi ha dato tanto, sia nella fotografia sia nella vita. Mi manca, ma ogni volta che prendo in mano la macchina fotografica lo sento vicino a me. E voglio ricordarlo con il suo carattere ed il volto a volte sorridente a volte serio ma sempre pronto ad aiutare gli altri.

The friendship with Francesco gave me so much, both in photography and in life. I miss him but each time I have a camera in my hands I feel him on my side. And I desire to remember him as he was, with his character and his face, sometimes smiling sometimes serious but always ready to help anyone else.  

Music

Musica

Fra un caffè e l’altro anche un po’ di musica migliore l’umore.

Between one coffee and another a little bit of music puts us in a good mood.

Siete d’accordo? Cosa fate quando vi sentite un poco giù? Vi aiuta la musica? O avete un’altra ricetta?

Do you agree? What do you do when you are in a bad mood? Does music cheer you up? Or do you have a different recipe?

International Jazz Day, April 30, 2019

Giornata Internazionale del Jazz, 30 Aprile 2019

photo rkr©2017

Da foto scattate qualche anno fa un  trittico con la violinista jazz  Aska Kaneko per celebrare questa giornata speciale.

From  photos I took a few years ago a  triptych with the jazz fiddler Asia Kaneko to celebrate such a special day.

E ora indossate le vostre cuffie oppure accendete gli altoparlanti e godetevi la musica! Siate pazienti, inizia dopo qualche secondo!

And now wear your headphones or switch on the loudspeakers and enjoy the music! Be patient, it takes a few seconds to start!

Fridays for future, thanks Greta

Fridays for future, grazie Greta        please scroll down for english text, thanks

La strada: spesso c’è una strada nelle mie foto. E nei miei pensieri. La strada dei miei viaggi, la strada della mia vita, la strada della vita di tutti noi. I giovani che manifestano per l’ambiente ci ricordano che è già tardi, la nostra casa brucia, è ora di agire per preservare madre terra.

E allora se non lo abbiamo già fatto iniziamo a pensare a quale strada vogliamo seguire, quale futuro desideriamo. E dopo facciamo qualche cosa, iniziando dai piccoli gesti.

The road: there is frequently  a road in my pictures. And in my thoughts. The road from my trips, the road of my life, the road of the life of we all. The young people who demonstrate for the environment remind us it is already late, our house is in flames, it’s time for actions to protect our earth.

So if we have not yet done it we should start to think which road we desire to follow, which future we want. And than let’s do something, starting from the small daily gestures.

Strade semplici, facili, pericolose, solitarie, confuse, condivise, rischiose, immaginabili… Avete pensato quale strada vorreste seguire, al vostro rapporto con la Madre Terra e la natura?  

Simple, easy, difficult, confused, solitary, shared, risky, imaginable…Did you think which road would you like to follow and about  your relationship with Mother Earth and the nature?

Come sempre potete cliccare sulle foto per vederle ingrandite e sapete già che i vostri commenti sono benvenuti, grazie.

As always you can click the images for an enlarged view and you already know your comments are welcome.

 

January27th, Day of Memory

27 gennaio, giornata della memoria

Dovremmo fermarci a pensare come tutto ciò iniziò.

We should stop and think how everything started.

Max Liebermann, era un celebre pittore berlinese esponente dell’ Impressionismo tedesco cui il regime nazista proibì di dipingere ed esporre in quanto ebreo. Alla vista dei nazisti che entravano dalla porta di Brandeburgo commentò  “La mia voglia di vomitare è superiore alla quantità di cibo che riesco a digerire” in tedesco “Ich kann gar nicht so viel fressen, wie ich kotzen möchte“. Max morì nel 1935 ed è sepolto nel Cimitero Ebraico di Prenzlauer Berg a Berlino. Fosse solo per il coraggio nel pronunciare quelle parole, la sua tomba merita un omaggio. Il cimitero rivestito di edera è particolarmente tranquillo, andateci. Gli uomini devono coprirsi il capo.

Max Liebermann was famous a painter who contributed to initiate the German School of Impressionism. As a Jew he was forbidden by the Nazis to paint and his work was removed from museums.  While watching the Nazis celebrate their victory by marching through the Brandenburg Gate, Liebermann  commented: “I cannot eat as much as I would like to vomit”, in german “Ich kann gar nicht so viel fressen, wie ich kotzen möchte” . Because of the courage in pronouncing these words his grave should be visited. The cemetery, full of ivy and peace is a very quiet place, please go. Men must cover their heads.

Free Hugs, reloaded

Abbracci gratis, reloaded

Il 21 gennaio è la Giornata Internazionale dell’Abbraccio. Abbracciare qualcuno fa bene. E allora riposto questo articolo…
Jan 21st is the Worldwide Hugs Day. To hug somebody is good for both. Therefore I reload this post…

the quiet photographer

Abbracci gratis                                                 for a short english text scroll down, please.

free hugs, photo rkr ©2013 free hugs, photo rkr ©2013

A volte i tempi sembrano difficili, un sorriso ed un abbraccio possono aiutare.

free hugs, photo rkr©2013 free hugs, photo rkr©2013

Sometimes it seems we experience hard times, a smile and a big hug can help.

febbraio_2013-35

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There is a ship…

C’è una nave…   

C’è una nave. Sulla nave ci sono 49 persone lasciate in mezzo al mare da 11 giorni. I governanti europei rifiutano l’attracco e lo sbarco. Anche quelli che si professano difensori dell’identità cattolica.

There is a ship. Aboard 49 men, women and children are left on the high sea since 11 days. The european governments  refuse the docking and  disembarking. Included the governors who say to be the defender of catholicism.

Avrei preferito un post più lieve per iniziare l’anno ma sento che devo riproporre questo…

I had preferred a lighter post to start the year but I feel I must to repost this…

potete cliccare sulla foto per una visione migliore.

you can click the image for a better an enlarged view.

the quiet photographer

25 dicembre, articolo silenzioso

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