10 years blogging, one thought with a few words and an interview

10 anni di blog, un pensiero con qualche parola e un’intervista.

please scroll down for english text, thanks

Nella vita ci sono anniversari importanti come i compleanni, gli anniversari di matrimonio e il primo giorno di scuola. 10 anni di blog certamente sono importanti. E allora celebrarli ripostando un vecchio articolo è un po’ poco. Un amico mi ha suggerito  che poichè ci sono tante persone nuove che seguono questo blog e  la pagina introduttiva su di me è un po’ vaga sarebbe il momento di farmi conoscere meglio.

There are important anniversaries in life like birthdays, wedding anniversaries, and the first day of school. 10 years of blogging certainly are important. So celebrating them by reposting an old article is a bit short. A friend of mine suggested that since there are so many new people following this blog and the introductory page about me is a bit vague, it would be time for me to get better known.

Buona idea, ma come fare? Dopo qualche consultazione ho pensato che il modo migliore sia pubblicare un’intervista, qualche domanda di quelle che si fanno di solito ai fotografi, qualche domanda di quelle che anch’io pongo a me stesso (e a volte non so rispondere),  e qualche domanda che voi, lettori potete lasciare  nei commenti o se preferite più privatamente attraverso il modulo dei contatti.

Good idea, but how to do it? After some consultation I thought the best way is to publish an interview, a few questions of the ones you usually ask photographers, a few questions  I oft ask myself (and sometimes I can’t answer), and a few questions that you, the reader, can leave in the comments or if you prefer more privately through the contact form.

E’ un semplice esperimento, un lavoro in corso che potrebbe cambiare man mano che procede. Anche in funzione delle vostre reazioni. Abbiate pazienza se non vi piace, incoraggiatemi se vi piace! Adesso andiamo !

It is a simple experimente, a work in progress which could change so long we proceed. Also depending on your reactions. Be patient if you do not like it, encourage me if you like it. Let’s go now!

Domanda: non occorre troppa fantasia per questa domanda, è una domanda classica, ma tanti fotografi hanno storie molto interessanti su come sono entrati in contatto con la fotografia. Quale è la tua storia a questo proposito?

Risposta: La fotografia è sempre stata presente nella mia famiglia. Mio papà chimico di professione era un appassionato fotografo. Ricordo quando avevo sei anni, l’anno del primo giorno di scuola abitavamo a Genova e a volte con tutta la famiglia, sulla piccola Fiat Topolino si andava a Milano (circa 150 km) dove c’era l’unico negozio del nord Italia dove comprare i reagenti chimici per sviluppare e stampare le foto. Per la famiglia era un avvenimento, anche mamma poteve fare qualche compera nei bei negozi della grande città mentre mio fratello ed io ci godevamo il viaggio.

Ma la vera sorpesa, la meraviglia veniva dopo aver visto papà pesare i prodotti sulla bilancina, scioglierli e mescolarli. E poi quando nella camera oscura, allestita temporaneamnete nel bagno di casa, con tutta la famiglia che doveva sincronizzare pipi con i tempi di sviluppo e fissaggio vedevo apparire la foto nella bacinella: questa si che era una magia! Un’emozione. Credo sia stata questa emozione a legarmi per sempre alla fotografia. E qualche anno dopo per Natale ho ricevuto la mia prima macchina fotografica una Ferrania Eura in plastica e metallo con un solo tempo di esposizione, lento circa 1/30 di secondo,  serviva la mano ferma e due aperture dell’obiettivo, nuvolo e soleggiato! Definitivamente ero stato conquistato.

Question: not too much phantasy is needed for this question, it is a classic question but many photographers have wonderful stories  about their first contact with photography. Which is your story about?

Answer: Photography has always been around in my family.

My Dad chemist as profession was a passionate amateur photographer. When I was 6, the time of the first year of school we lived in Genova and I remember sometimes we drove in our small  car, a Fiat Topolino to Milan, around 150 km to the only shop in North Italy where my father could buy the chemicals necessary to develop and print photos. For the family it was an event, even mom could do some shopping in the nice stores in the big city while my brother and I enjoyed the ride.

But the real surprise came later when after having seen dad weigh the products on the small precision scale, dissolve and mix them and it was darkroom time. Darkroom was temporarily set up in the bathroom  with the need for all the family to synchronize physiological needs with developing and fixing times LOL.

As a child it was for me something magical when my Dad showed me the process, and to see the print appearing in the bath. It was magical, such an emotion. I think it was this emotion that bound me to photography forever. I know it is still a magical experience for many around here.

In that way I got the bug… not many years later Santa brought me my first camera, a Ferrania Eura a metal and plastic 120 camera with only two apertures (sunny and cloudy) and a shutter speed around 1/30 sec. which required a steady hand!

Domanda: è veramente una passione tramandata all’interno della famiglia! Sarà interessante conoscere gli sviluppi ma ne parleremo un’altra volta. In questo articolo hai raccontato che l’ispirazione per i tuoi lavori la trovi anche nei libri. E allora quale sono il primo  e l’ultimo libro di fotografia che hai comprato?

Risposta: attenzione, siamo in un settore pericoloso: ho una dipendenza per i libri di fotografia e potremmo riempire pagine! Certo, i libri e non solo quelli di fotografia sono importanti per mantenere viva la creatività. Se ben ricordo il primo libro è stato quello su Ugo Mulas (1928-1973) comprato agli inizi degli anni ’70. Mulas è stato il fotografo italiano che oltre a fotografare la Milano del dopoguerra ha fatto molti reportages sulla scena artistica italiana. E non dobbiamo dimenticare le sue verifiche, studi pratico concettuali sulla fotografia. Avrete capito, vi incoraggio a visitare il suo sito! Il libro più recente è “good days Quiet” di Robert Frank, un altro fotografo che amo.

first and last photography book I bought

E’ un libro nel quale scorre la vita sua e di sua moglie June Leaf nella loro semplice casa di Mabou. Gli interni, la casa, il paesaggio e le persone fra le quali Allen Ginsberg e il figlio di Frank  sono presenti in quello stile imperfetto quanto basta per renderlo interessante e poetico. Un’anteprima potete vederla sul sito dell’editore a questo link.

Question: is it really a passion passed down within the family! For sure it will be interesting to know the developments but leave this for a next  time. In this article you mentioned that you find inspiration for your work also in books. Now the question is which are the first and the last photography book you bought?

Answer: pay attention, we are in a dangerous area: I have an addiction for photography books and we could go on for many pages! Of course, books and not just photography books are important to keep creativity alive. If I recall correctly the first photography book I bought was about Ugo Mulas (1928-1973) which I bough in the early ’70s. Mulas was an italian photographer who in addition to photographing post-war Milan made many reportages on the Italian art scene, very active in that time.  And we must not forget his “verifiche” =  verifications, practical and conceptual studies on photography. You will have understood, I encourage you to visit his site! The most recent book is “good days Quiet” by Robert Frank, another photographer I like very much.It is a book in which he and his wife June Leaf’s life flows in their simple home in Mabou. The interiors, the house, the landscape of Nova Scotia and the portraits included Allen Ginsberg and Frank’s son are present here in a style which is imperfect just enough to make it interesting and poetic. If you are curious about it you can preview in the editor’s site at this link.

Domanda: certamente due autori importanti. Cosa hai imparato da questi due libri, dal loro modo di fotografare e fare un libro? E ti ha influenzato più come persona e come fotografo?

Risposta: ho imparato molto,  la cosa più importante è che la fotografia può anche essere poesia. E questo vale sia per me come fotografo ma soprattutto per me come persona. Ed ha un valore immenso.

Question: surely these are two important authors. What did you learn from these books, from their way to photograph and to make a book? And have you been more influenced as photographer or as person?

Answer: I did learn much, the most important is that photography can also be poetry. This applies to me as a photographer and as a person. And it is of immense value.

Per questa volta può bastare, smetto di scrivere e  riprendo a sognare un dopo covid con quel viaggio tanto desiderato! Chissà, forse un giorno…

Come sempre potete cliccare le foto per vederle ingrandite e  i vostri commenti, suggerimenti e anche critiche costruttive sono benvenuti.

That’s enough for this time, I’ll stop writing and resume dreaming of an after covid with that much desired trip!  Who knows maybe one day…

As always you can click the pictures to enlarge them and your comments, suggestions or criticisms are welcome.

 

 

 

 

 

 

 

 

10 year blogging: revisit Arles the man on the street and the heroes, the history and the monument.

Per festeggiare i 10 anni di attività del mio blog ripubblico uno dei primi articoli. Certo, in 10 anni molte cose sono cambiate, io compreso. L’avvento dei social ha reso di fatto i blog meno interattivi. La cosa un poco mi dispiace ma io trovo il blog meno effimero rispetto alla comunicazione istantanea e volante dei social. Credo, non sono sicuro perchè non li frequento!

To celebrate my 10 years blogging I’ll proporse one of the first post I did. Sure, in 10 years a lot has changed, myself included. The advent of social media has made blogging less interactive. I’m a little sorry about this, but I find the blog less ephemeral than the volatile communication of social networks. I think, I’m not sure because I do not frequent them!

the quiet photographer

 L’uomo della strada e gli eroi, la storia ed il monumento. C’è una strada, probabilmente di perifieria. La strada è grigia. Sullo sfondo un edificio industriale,  una fabbrica, grigia. Anche il cielo è grigio. Alcune auto di colore scuro sono parcheggiate sul lato della strada. In primo piano un uomo pedala su di  una bicicletta, una grossa scatola è sul portapacchi. La scatola è rossa e l’uomo è vestito come Superman. La sciarpa rossa sventola sullo sfondo grigiastro. La didascalia ci dice che l’uomo si chiama Noe Reyes, viene dallo stato di Puebla e lavora come fattorino a Brooklyn, NY. Invia a casa 500 dollari alla settimana. E’ una foto  della fotografa nata a Città del Messico nel 1974 e residente a Brooklyn Dulce Pinzon e fa parte di una mostra intitolata “La vera storia dei supereroi”.

In un’altra foto vediamo l’interno di una lavanderia. Anche qui predomina il colore grigio…

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Yes, Rothko

Si, Rothko                                please scroll down for english text

Dopo aver visto queste foto qualcuno lo ha pensato subito: l’ispirazione per questo progetto era Rothko.

 

After seeing these photos someone immediately thought it: the inspiration for this project is Rothko.

Indubbiamente un grande artista, una personalità complessa e tormentata, un uso del colore estremo. Infatti il colore è il modo con il quale Rothko si esprimeva. Puro colore. Combinazioni forti. Colore senza altri segni, senza traccia di pennellate. E dipinti di grande dimensione. Grande impatto per chi ci fosse di fronte. Come avrebbe potuto un artista talmente potente  non influenzare la mia visione?

Undoubtedly a great artist, a complex and tormented personality, an extreme use of color. In fact, color is the way Rothko expressed himself. Pure color. Strong combinations. Color without other signs, without a trace of brushstrokes. And paintings of great dimension. Great impact for those who were in front of them. How could such a powerful artist not have influenced my vision?

Per questo progetto, ancora in fase preliminare  ho pensato di abbinare l’idea dei campi di colore alle foto scattate nel mio quartiere ipotizzando un risultato quasi astratto. Le foto delle superfici mi sono sembrate le più idonee per un primo esperimento. E per rendere ogni immagine più personale ho deciso di stampare le foto in bianco e nero e poi colorarle manualmente  con l’acquarello.

For this project, still in the preliminary phase, I thought of combining the idea of color fields with photos taken in my neighborhood, assuming an almost abstract result. The photos of the surfaces seemed the most suitable for a first experiment. And to make each image more personal I decided to print the photos in black and white and then paint them manually with watercolor.

Può sembrare strano che un fotografo appassionato del bianco e nero si metta a lavorare sul colore. A volte il bello è proprio sperimentare, fare cose al di fuori delle proprie abitudini, correre dei rischi. Alla fine potrebbe succedere che i risultati non mi soddisfino e io decida di abbandonare questa via. Fa parte del gioco.

It may seem strange that a photographer with a passion for black and white would start working on color. Sometimes the best thing is to experiment, to do things outside of one’s own habits, to take risks. In the end, it may happen that I’m not satisfied with the results and I decide to abandon this path. It’s all part of the game.

Ma potrebbe anche succedere che da cosa nasce cosa e da questo esperimento nascano nuove idee. Nuove vie da tentare. Vedremo !

But it could also happen that one thing leads to another and from this experiment new ideas are born. New ways to try. We will see!

Per ora sono arrivato qui ! For now I’m here!

photo rkr@2021

E voi avete mai provato nella vostra attività creativa a uscire dagli schemi e fare cose che non avreste mai pensato di fare? Vi è sembrato un processo stimolante oppure no? Oppure preferite una via collaudata che vi porta soddisfazioni sicure?

What about you, have you ever tried in your creative endeavors to step outside the box and do things you never thought you’d do? Did you find the process challenging or not? Or do you prefer a proven path that brings you sure satisfaction? 

Come sempre i vostri commenti sono graditi, non siate timidi!

As always your comments are welcome, please do not be shy!

 

 

Ideas and other thoughts, short

Idee e altri pensieri, in breve

Un lettore affezionato attraverso il modulo di contatto mi ha chiesto dove prendo l’ispirazione per i miei lavori e se le fonti sono le stesse per fotografia e disegno.

A loyal reader through the contact form asked me where I get my inspiration for my work and if the sources are the same for photography and drawing.

E’ una domanda cui cercherò di rispondere un poco adesso e un poco nei prossimi post. Per adesso vorrei spiegare che il mio rapporto con il disegno è molto diverso da quello che ho con la fotografia. Praticamente fotografo da quando ero poco più di un bambino e negli anni ne ho acquisito una certa padronanza. Il disegno invece è una cosa nuova per me e sono ancora molto nella fase di apprendimento. La maggior parte dei lavori sono semplicemente …esercizi.

That’s a question I’ll try to answer a little now and a little in future posts. For now, I’d like to explain that my relationship with drawing is very different from the one I have with photography. I have practically been taking pictures since I was little more than a child and over the years I have mastered them. Drawing, on the other hand, is something new to me and I’m still very much in the learning phase. Most of my works are only…exercises!

Quest’anno, accidenti siamo quasi a metà anno come vola il tempo, ho fotografato molto nel mio quartiere a causa delle limitazioni dovute al covid. Ho cercato la luce, in modo particolare quella invernale, a volte morbida, altre volte dura e tagliente.

This year, heck we’re almost halfway through the year how fast time flies, I’ve been photographing a lot in my neighborhood because of the limitations due to covid. I’ve been looking for light, especially winter light, sometimes soft, sometimes hard and sharp.

In questo caso l’ispirazione arriva dall’insieme di immagini, non solo foto che ho visto. Mostre e libri lasciano sempre un’impressione visiva dentro di noi. Questo non significa che dopo uno cerca di rifare quella foto (e secondo me come esercizio non sarebbe male) ma che l’istinto viene un poco guidato dalle emozioni provate nel vedere foto di autori importanti. Importanti non perchè famosi e di successo ma per quello cha hanno saputo esprimere con le loro opere e per come lo hanno fatto.

In this case, the inspiration comes from the set of images, not just photos I’ve seen. Exhibitions and books always leave a visual impression on us. This doesn’t mean that afterwards one tries to redo that photo (and in my opinion as an exercise it wouldn’t be bad) but that the instinct is  guided by the emotions felt when seeing photos of important authors. Important not because they are famous and successful, but because of what they were able to express with their works and how they did it.

Prima del covid durante l’inaugurazione di una mia mostra fotografica mi è stato domandato se fossi stato influenzato nella mia fotografia dalle immagini di un famoso regista cinematografico e fotografo. Erroneamnete ho risposto di no. Ma io intendevo dire che vedere foto interessanti di un autore apprezzato a livello mondiale non mi aveva spinto a fare le stesse foto. Ma certamente quando parliamo di maestri dell’immagine, di visionari come Tarkovsky o Wenders come facciamo in un modo o l’altro a non esserne influenzati?

Before the covid during the opening of one of my photographic exhibitions I was asked if I had been influenced in my photography by the images of a famous film director and photographer. Erroneously I answered no. But I meant to say that seeing interesting photos of an author who is appreciated worldwide had not pushed me to take the same photos. But certainly when we talk about masters of image, visionaries like Tarkovsky or Wenders how do we, in one way or another, not be influenced by them?

Concludo con alcune foto recenti, sono un test per un possibile progetto. Un’idea ancora allo stato latente, per ora desidero verificare se può funzionare o meno, se richiede modifiche, migliorie o altro. Non sono il lavoro finito sono uno stadio intermedio. La prossima volta vedremo il passo successivo. E qualche altra parola sulle fonti di ispirazione.

I close this post  with a few recent photos, they are a test for a possible project. An idea still in the dormant state, for now I want to see if it can work or not, if it requires changes, improvements or other. They are not the finished work, they are an intermediate stage. Next time we will see the next step. And a few more words about the sources for inspiration.

Come le altre volte suggerisco di cliccare sulle foto per vederle ingrandite. E mi piacerebbe conoscere i vostri commenti, sia sulle foto sia sulle parole. Non siate timidi. Grazie in anticipo 🙂

As many other times I suggest you to click the pictures to watch them enlarged. And I would like to know your comments about the photos and about the words. Do not be shy.Thanks in advance 🙂

 

 

 

 

 

Not always dark :-)

Non è sempre buio 🙂          scroll down for english text please

L’ultimo post era decisamente dark, ma non è sempre così. Oltre alla situazione generale anche il meteo influenza. E allora in una giornata scura, con il cielo nuvoloso la noia attorno che ti stringe i polsi ti inventi una storia più o meno dark. Un poco per gioco, un poco per fare qualche cosa.

The last post was definitely dark, but that’s not always the case. In addition to the general situation, the weather affects both the mood and creativity. And so on a dark day, with cloudy skies and boredom around you, you make up a more or less dark story. A little for fun, a little to do something.

Per fortuna in questo strano periodo ci sono anche giornate con il cielo azzurro che ti permettono una passeggiata nel verde. A pochi minuti d’auto da casa nostra c’è una zona protetta, senza auto dove è piacevole fare una passeggiata. Non è molto estesa, in un’ora la si percorre da un lato all’altro e si ritorna. Vivendo in ina zone molto antropizzata è piacevole vedere un poco di verde, quello vero, non quello che si vede in tv!

Luckily in this strange period there are also days with blue skies that allow you a walk in the green. A few minutes by car from our house there is a protected, car-free zone where it is pleasant to take a walk. It is not very large, in an hour you can walk from one side to the other and back. Living in a very anthropized area, it is pleasant to spend time in nature and live in a little green, the real one, not the one you see on TV!

Io amo la fotografia in bianco e nero, la trovo più vicina a quella zona indecisa che sta fra un sogno e un ricordo che a volte è piacevole frequentare. Ma a volte un semplice cielo azzurro sopra di noi e un prato verde possono essere irresistibili.

I love black and white photography, I find it closer to that undecided zone between a dream and a memory that sometimes it’s nice to be in. But other times a simple blue sky above us and a green meadow can be irresistible.

E voi cosa ne pensate? And what do you think about?

Potete cliccare le foto per ingrandirle e regalarmi un sorriso con un vostro commento, suggerimento o anche una critica. Non siate timidi!

You can click the photos to enlarge them and give me a smile with your comment, suggestion or even criticism. Don’t be shy!

 

 

 

 

And now…what is this?

E adesso cosa è questo?                      scroll down for english text, thanks

Un sogno oppure un incubo? Una storia? Una proposta? Un canto? Un inizio oppure un indizio? Forse un gioco? Un tentativo? Oppure solo una noiosa domenica pomeriggio con il covid ancora intorno?

A dream or a nightmare? A story? A proposal? A song? A beginning or a clue? Maybe a game? An attempt? Or just a boring Sunday afternoon with covid still around?

Semplicemente così, senza aspettative…decidete voi 🙂

Simply like this, without expectations…you decide 🙂

Potete cliccare sulle foto per ingrandirle e come sempre potete lasciare un commento..

You can click the pictures to enlarge them and as always you can leave a comment.

Spring has arrived

La primavera è arrivata                              scroll down for english ttext, thanks

E’ vero, che la a primavera sia arrivata lo possiamo vedere dai fiori nei campi. Adesso che non siamo più nella fase di stretto lockdown ci possiamo concedere qualche gita al di fuori del nostro quartiere.

It’s true, spring is here and we can see it from the flowers in the fields. Now being no more forced in our neighborhood because of the strict lockdown we can indulge in some short  trip in other areas.

Il lockdown dovuto alla pandemia mi ha insegnato ad amare il mio quartiere, il solo posto dove era possibile fare quattro passi. E a osservare e studiarne la luce. E allora mi sono accorto che non è necessario andare in un prato per accorgersi che la primavera è arrivata.

The lockdown due to the pandemic taught me to love my neighborhood, the only place where it was possible to take a walk. And to observe and study its light. And that’s when I realized that you don’t have to go to a field to realize that spring is here.

Ma sono i piccoli dettagli quelli che mi interessano. E mi fanno tenerezza. Fili d’erba nelle pieghe di un marciapiede, qualche fiorellino che nasce su un muro di periferia o si attacca a una  finestra rimasta aperta in un vecchio edificio abbandonato.

But it’s the little details But it’s the little details that interest me. They are so tender. Blades of grass in the folds of a sidewalk, some little flower that is born on a suburban wall or sticks to a  window left open in an old abandoned building. 

Basta guardare bene e si trova poesia anche dove non si pensa ci sia. Piccole sorprese che ci fanno sorridere, ci allietano la vista. E dopo tanti mesi difficli io ho proprio bisogno di sorridere. E voi? Avete mai trovato poesia in un posto inaspettato?

Just look hard enough and you’ll find poetry even where you don’t think it is. Little surprises that make us smile, gladden our eyes. And after so many difficult months, I really need to smile. How about you? Have you ever found poetry in an unexpected place?

Il suggerimento è come sempre di cliccare sulle foto per una visione migliore, E l’incoraggiamento è di non essere timidi e lasciare un commento. Se qualcosa vi piace anzichè un “mi  piace” potete scrivere qualche parola e raccontare cosa e perchè vi piace. Grazie.

The suggestion is as always to click on the photos for a better view, and the encouragement is not to be shy and leave a comment. If you like something instead of a “like” you can write a few words and tell what and why you like it. Thank you.

80 are many but not too many

80 sono tanti ma non troppi  please scroll down for english text

Oggi è il compleanno di Bob Dylan, auguri Bob!

Today is Bob Dylan’s birthday, best wishes Bob!

Per meglio capire il mio rapporto con la musica di Bob Dylan vi rimando a questo mio post di 5 anni fa. E’ una storia di quando ero giovane.

To better understand my relationship with Bob Dylan’s music I refer you to this post of mine from 5 years ago. It’s a story from when I was young.

E’ difficile scegliere una canzone preferita, vi lascio con “When the ship comes in”  cantata al Live Aid di Philadelfia nel 1985 insieme a Keith Richard e Ron Wood che potete vedere ed ascoltare cliccando il link su Youtube e la versione in italiano della stessa canzone cantata da Vinicio Capossela.

It is difficult to choose a favorite song, I leave you with “When the ship comes in” sung at Live Aid in Philadelphia in 1985 with Keith Richard and Ron Wood which you can watch and listen on Youtube and the Italian version of the same song sung by Vinicio Capossela.

Testi in inglese ed italiano e un commento alla canzone a questo link al sito “Fabio’s Room“, a comment about the song and  english and italian lyrics following this link to “Fabio’s Room” site  : https://www.fabiosroom.eu/it/canzoni/when-the-ship-comes/

Per quanto riguarda il tema della barca è interessante sapere che secondo Suze Rotolo  Dylan è stato influenzato dalla canzone “Lied der Seeräuber-Jenny” contenuta nell’ “Opera da Tre Soldi” (1928) di Bertold Brecht e cantata da Lotte Lenya.

Regarding the boat theme, it is interesting to know that according to Suze Rotolo Dylan was influenced by the song “Lied der Seeräuber-Jenny” contained in the “Threepenny  Opera” (1928) by Bertold Brecht and sung by Lotte Lenya.

Bene, vi lascio con una foto, anche perchè questo è nato come blog fotografico. Come si rapporta questo dettaglio del mio studio con Bob Dylan o Bertold Brecht? Non lo so, l’ho scelta seguendo l’istinto. Se avete commenti, pensieri,  idee o critiche costruttive sapete che fanno sempre piacere! Ora godetevi i video!

Well, I’ll leave you with a photo, partly because this started out as a photo blog. How does this detail of my studio relate to Bob Dylan or Bertold Brecht? I don’t know, I chose it by instinct. If you have any comments, thoughts, ideas or constructive criticism you know they are always appreciated! Now enjoy the videos!

 

 

 

Bye franco, have a good trip

Ciao Franco, buon viaggio.

Franco Battiato, 23 marzo 1945 – 18 maggio 2021

Sarebbe stato bello essere a Berlino in Alexander Platz insieme a te, ma te ne sei andato troppo presto.

It would have been nice to be in Berlin with you in Alexander Platz, but you left way too early.

Sito ufficiale Franco Battiato : https://www.battiato.it/

Wikipedia, english: https://en.wikipedia.org/wiki/Franco_Battiato

L’ultimo brano “torneremo ancora” scritto due anni fa.

The last piece “we’ll come back again” written two years ago.

More than one year later, thoughts and photos

Un anno dopo, pensieri e foto   Please scroll down foe english text, thanks

In questo articolo due pensieri contrastanti sulla mia reazione a questo lungo tempo di covid e qualche notazione fotografica.

In this post two contrasting thoughts about my reaction to this long covid time and a few photographic notes.

Ammetto che una mia reazione a quanto successo da un anno a questa parte è di rabbia. Alla mia età sono conscio di non avrere molto tempo davanti a me, e soprattutto di non sapere per quanto di questo tempo potrò godere di buona salute. E allora mi sento derubato, sono stato costretto a tante rinuncie. Quelle attività cui tenevo, che per me erano importanti, visitare mostre, musei, cineforum, incontrare persone care o interessanti. E viaggiare.

I admit that one reaction I have to what has happened in the past year is one of anger. At my age I’m aware that I don’t have much time ahead of me, and especially not knowing how much of that time I’ll be able to enjoy good health. So I feel robbed, I’ve been forced to give up so much. Those activities that I cared about, that were important to me, visiting exhibitions, museums, film forums, meeting dear or interesting people. And traveling.

 

Ma dopo ho anche una reazione di tipo contrario: penso che nonostante tutto quello che è accaduto io sono ancora qui, il virus non ha colpito me e nemmeno qualcuno dei miei cari, parenti e amici. Molte persone nel mondo, nel paese dove vivo e anche nella mia città non sono state così fortunate. E allora devo essere grato. E’ vero, ho addottato tutte le possibili precauzioni che oramai conosciamo bene ma sono anche stato fortunato.

But afterwards I also have the opposite reaction: I think that despite everything that happened I am still here, the virus did not affect me or any of my loved ones, relatives and friends. Many people in the world, in the country where I live and also in my city have not been so lucky. So I have to be thankful. It’s true, I took all the possible precautions that we know well by now but I was also lucky.

E allora mi sforzo di avere un atteggiamento positivo, rilassarmi e sorridere. E’ importante ricordarsi di sorridere. In attesa di poter un giorno abbracciare qualcuno senza paura, magari anche la prima persona che incontro per strada 🙂

So I strive to have a positive attitude, relax and smile. It’s important to remember to smile. Looking forward to one day being able to hug someone without fear, maybe even the first person I meet on the street 🙂

Ma questo blog è nato per parlare di fotografia e allora torniamo in argomento!

But this blog was born to talk about photography so let’s get back on topic!

La fotografia è stata insieme ai miei tentativi di imparare a disegnare la mia terapia in questo difficle tempo, e lo è tuttora. L’inverno scorso è stato caratterizzato da un lungo lockdown alternato a semi lockdown: in entrambi i casi non potevo lasciare la mia città ed ero autorizzato solo a brevi passeggiate non lontano da casa. Chi segue questo blog da tempo sa che ho sempre sostenuto si può fotografare ovunque e in qualsiasi situazione e per fare buona fotografia non è necessario viaggiare in posti lontani ed esotici, anche se questo può essere divertente. E allora ho deciso di lavorare sulla zona dove vivo.

Photography has been together with my attempts to learn how to draw my therapy in this difficult time, and it still is. Last winter was characterized by a long lockdown alternating with semi lockdown: in both cases I could not leave my city and I was allowed only short walks not far from home. Those of you who have been following this blog for a long time know that I’ve always said you can take pictures anywhere and in any situation and to take good pictures you don’t need to travel  far away and to exotic places, even if this can be fun. So I decided to work on the area where I live.

Mi sono chiesto cosa e come fotografare in un parte di una normale cittadina postindustriale priva di  particolari attrattive. Pensando anche a movimenti come quello della new topographic, termine coniato nel 1975 da William Jenkins e relativa mostra ho deciso di fotografare semplicemente i luoghi che percorrevo durante le mie rare e brevi uscite da casa insieme a mia moglie. L’esercizio era di trovare la bellezza nel banale.

I asked myself what and how to photograph in a part of a normal post-industrial town without any particular attraction. Thinking also of movements such as the new topographic, a term coined in 1975 by William Jenkins and related exhibition, I decided to simply photograph the places that I walked though during my rare and brief strolls out of the house with my wife. The exercise was to find beauty in the banal.

Ma volevo qualche cosa in più di una semplice documentazione e mi sono accorto che nei mesi da gennaio a marzo la luce poteva essere molto variabile. A giornate con luce bassa e diffusa, molto morbida che io amo molto si alternavano giornate con luce forte, limpida, obliqua con ombre nette e forti. Non è la mia luce preferita ma ho deciso di accettare le sfida e così la luce è entrata nel progetto.

But I wanted more than just documentation and I realized that during the months of January through March the light could be very variable. Days with low and diffuse light, very soft that I love very much, alternated with days with strong light, clear, oblique with sharp shadows. It’s not my favorite but I decided to accept the challenge and so the light entered the project.

Probabilmente avete già visto qualcuna di queste foto ma volevo raccontarvi un poco la loro storia. Altre foto seguiranno in nuovi articoli.

You’ve probably already seen some of these photos but I wanted to tell you a little bit about their story. More photos will follow in new articles.

Suggerimento importante: cliccate sulle foto per ingrandirle e vederle meglio.

Important hint: click on the photos to enlarge them and have a better visual experience.

Tutti i miei post scritti durante il periodo pandemico sono ragruppati nella categoria “a difficult time”, purtroppo anche se le cose stanno lentamente migliorando non è finita. Il virus è ancora intorrno…è meglio stare ancora attenti! Prima o poi posterò in  un’altra categoria 🙂

All my posts written during the pandemic period are grouped in the category “a difficult time”, unfortunately even if things are slowly improving it’s not over. The virus is still around…it’s better to be still careful! Sooner or later I will post in another category 🙂

Naturalmente i vostri commenti sia sulle mie reazioni a questi tempi difficili, sia sulle foto sono graditi e potrebbero essere lo spunto per altri articoli. Non siate timidi!

Of course your comments on both my reactions to these difficult times and the photos are appreciated and could be the inspiration for other articles. Don’t be shy! Comment!